La Nuova Sardegna

  •  TEMPIO.Prove tecniche di pace nella macchina del Carnevale, con la mediazione della Provincia. C’era anche la Pro loco di Tempio, che pure si era chiamata fuori dall’organizzazione, nella riunione operativa tenutasi ieri mattina a Olbia. Insieme al presidente della Provincia Fedele Sanciu, al sindaco di Tempio Romeo Frediani, ai rispettivi assessori al turismo Giuseppe Baffigo e Roberto Cossu e ai rappresentanti dell’Ats, che riunisce le associazioni organizzatrici, a sorpresa, c’era anche il presidente della Pro loco, Tonino Pirrigheddu, entrato in conflitto con il Comune per le modalità di allestimento dell’Ats. Spiega Sanciu: «Un evento di tale levatura non può essere vittima di incomprensioni o attriti: abbiamo deciso di mettere al centro il Carnevale, attorno a cui si deve trovare l’intesa. Il Comune ha la libertà di muoversi come ritiene, lo ha fatto creando l’Ats, ma la Pro loco ha sempre avuto un ruolo importante. I finanziamenti provinciali al Carnevale passano attraverso il canale Pro loco, dove è presente, e non utilizzarlo per noi sarebbe un costo aggiuntivo. Si è raggiunto un accordo non per un ingresso della Pro loco nell’Ats, ma per una collaborazione tra l’ente turistico e l’Ats per le manifestazioni collaterali». Un comunicato della Provincia riferisce il parere di Frediani: «Nessuno ha mai pensato di non trovare le ragioni per stare insieme, sinergicamente, con le istituzioni del territorio e con tutte le componenti che nel passato hanno avuto un ruolo nell’organizzazione del carnevale di Tempio trasformandolo in un evento di livello nazionale». Tra l’altro, le risorse del Comune, da sole, non basterebbero per un Carnevale all’altezza delle più recenti edizioni. Il risultato delle frizioni sarebbe l’impoverimento e il declino della sei giorni. (apal.)

  • TEMPIO.La Rsa tempiese, il cui cantiere è fermo dai primi mesi del 2006, potrebbe essere completata entro la primavera del 2014. Lo afferma la direzione generale dell’Asl 2 commentando lo stato di totale abbandono nel quale versa la Residenza sanitaria assistita.
     La Rsa ha il compito di offrire risposte alternative al ricovero ospedaliero, quando non è più possibile garantire l’assistenza sanitaria nel domicilio del paziente. Per la struttura tempiese inoltre è prevista la realizzazione di un hospice, una struttura, cioè, in grado di fornire anche l’assistenza “di sollievo”, integrando l’erogazione delle cure palliative e della terapia del dolore, a favore dei malati terminali.
     «La Asl di Olbia - dice un comunicato del’Asl - prevede di ripartire con i lavori entro la primavera di quest’anno e di poter entrare nel pieno possesso della struttura entro la primavera del 2014». Nel dicembre scorso, l’assessorato regionale alla Sanità e il direttore generale della Asl gallurese avevano firmato una convenzione per un finanziamento integrativo di un milione e seicento mila euro che, sommati ai due milioni e duecentosettanta mila euro ancora a disposizione dal primo finanziamento, dovrebbe consentire l’ultimazione di un struttura di cui nel territorio si sente sempre più l’esigenza.
     I lavori per la realizzazione della Rsa a Tempio avevano avuto inizio nel 2005 con un finanziamento di quattro milioni di euro concessi della legge 67 del 1988 sugli interventi di edilizia sanitaria. Ad aggiudicarseli era stata la ditta Emi srl di Eboli che avrebbe dovuto consegnare l’opera entro 18 mesi. Nella primavera del 2006 però, i lavori si fermarono improvvisamente e nel 2007 l’Azienda sanitaria formalizzò la risoluzione del contratto in danno dell’Emi per grave ritardo nell’esecuzione e interruzione immotivata dei lavori. A quel tempo risultava realizzato il 45 per cento dell’opera e restavano disponibili due milioni di euro. Oggi la struttura, in zona Mantelli, sulla direttrice per Oschiri, appare come lo scheletro un enorme e inquietante casermone. Tutt’attorno i resti di un cantiere abbandonato e all’interno, facilmente raggiungibile, perché non protetto da alcuna valida recinzione, il degrado assoluto. Nei quattro piani i segni anche recenti dei predatori di rame, presente negli impianti idrici, negli impianti elettrici e nei distributori d’ossigeno, ormai irrecuperabili e tutti da rifare. Pericolosissime le trombe vuote degli ascensori, senza alcuna barriera protettiva e accessibili a chiunque. Della struttura, qualche giorno fa si è interessata anche “Striscia la notizia” con la troupe di Cristian Cocco.

  • TEMPIO.Semidistrutto dai vandali il parco giochi “Le Farfalle”, realizzato meno di un anno fa alle Rimembranze. Nella notte fra sabato e domenica i “soliti ignoti”, armati di pinze e chiavi svitabulloni, hanno divelto seggiolini della giostra, sfasciato altalene, portato via la pertica per la discesa del “Castello” e danneggiato altri giochi. Lo riferiscono Paola ed Italo Petitta, dell’associazione “Amici di Monica” che a loro spese, nel ricordo della figlia Monica, scomparsa prematuramente, avevano realizzato l’opera. «Sono amareggiata, avvilita, scoraggiata e demotivata - ha detto Paola Petitta, che dell’associazione Amici di Monica è la presidente, con le lacrime agli occhi -. Già dopo i primi atti vandalici mi era stata promessa una maggiore sorveglianza e si era accennato alla necessità di installare le telecamere. Non se n’è fatto nulla. Questo atto ci costringe ad annullare i progetti che prevedevano la realizzazione di altri parchi gioco in zone periferiche della città». su tutte le furie Angelo Cossu, assessore all’arredo urbano, che ha avuto parole durissime nei confronti dei vandali. L’episodio teppistico riporta sul tavolo della giunta Frediani il nodo irrisolto dell’installazione di impianti di videosorveglianza. (a.m.)

  • di Angelo Mavuli wTEMPIO Il consiglio comunale di Tempio verrà convocato, in seduta straordinaria informale, ai primi di febbraio, per esaminare la difficile situazione sanitaria in Gallura, alla luce anche dell’atto aziendale programmatico predisposto dalla dirigenza dell’Asl di Olbia. La notizia sulla convocazione di un consiglio comunale dedicato alla sanità, è stata riferita dal presidente Maura Castagna al termine di una conferenza dei capigruppo. « Il consiglio comunale sulla sanità -, ha la Castagna - verrà convocato tra la fine di questo mese e l’inizio del prossimo. Si è optato per questa soluzione per consentire alla commissione consiliare sulla sanità ( costituita alcuni mesi fa e presieduta da Marcello Doneddu), di completare le sue relazioni, stamparle e consegnarle ad ogni singolo consigliere». A margine di questa informazione, Maura Castagna ha reso noto anche che giovedì prossimo verrà invece convocata una riunione del consiglio comunale con all’ordine del giorno argomenti di carattere urbanistico. A richiedere una riunione urgente del consiglio comunale, tramite il loro capogruppo Franco Marotto, erano stati nei giorni scorsi, i consiglieri comunali della lista alternativa per Tempio che si erano fatti interpreti delle veementi proteste della gente per le decisioni dell’azienda sanitarie giudicate incomprensibili. «Abbiamo deciso di chiedere una convocazione urgente del consiglio comunale perché l’atto aziendale programmatico predisposto dalla dirigenza dell’Asl - dichiara Franco Marotto -, crea non poche preoccupazioni sul futuro della sanità in alta Gallura». Lapidario il consigliere Tato Usai: «Sarebbe una vera iattura e un atteggiamento scellerato se qualcuno valutasse con leggerezza la richiesta di convocazione urgente del consiglio. Chi ha tempo non aspetti tempo. Una cosa è certa - conclude Marotto -, non assisteremo indifferenti alla distruzione della sanità sul nostro territorio». Alla richiesta del gruppo Alternativa per Tempio si era unita anche la lista civica per Tempio che, con Francesco Quargnenti, esprime parole severe anche nei confronti de sindaco Frediani. «Sarebbe spettato a lui, in qualità di presidente del distretto sanitario, informare il consiglio e la città di quanto sta accadendo. Ha preferito invece trincerarsi dietro l’ormai classica “discrezione” che finora ha prodotto solo danni immensi». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

  • TEMPIO. Lo scherzo di carnevale, all’assessore al commercio Angelo Cossu, lo ha giocato ieri notte l’ignoto incendiario che ha dato fuoco alla “Mini One” parcheggiata sotto casa. Un atto intimidatorio - sulla cui matrice stanno investigando i carabinieri di Tempio - che ha getta «un’ombra sulla città durante l’evento più atteso dell’anno, il carnevale», ha detto il sindaco Romeo Frediani.
     «Non riesco a capire cosa possa aver scatenato quest’odio nei miei confronti - ha detto ieri Angelo Cossu, 50 anni, ex Dj e titolare di Radio Hobby e da oltre un ventennio impegnato in politica, prima con il Pci e ora, nella giunta Frediani, con Ecologia e libertà, area di sinistra -, ma ritengo sia il gesto di uno sconsiderato, senza alcuna motivazione».
     L’auto, una Mini One cabrio, è stata data fuoco aprendo - stando alle indagini dei carabinieri - il tettuccio di tela con una lama affilata e gettando dentro l’abitacolo del liquido infiammabile.
     Le fiamme, scoppiate poco dopo le tre del mattino di ieri, hanno completamente distrutto l’auto, e quando i vigili del fuoco sono giunti sul posto, in via Empoli, c’era ormai ben poco da salvare.
     «Questo gesto ha rotto la tranquillità della città - ha spiegato ieri Romeo Frediani - e la mia solidarietà va espressa al cittadino Angelo Cossu, così come sarebbe stata manifestata nel caso non si fosse trattato di un esponente politico, e all’assessore al commercio che fa parte della giunta da me guidata. L’episodio crea preoccupazione e mi auguro che non ci siano collegamenti tra questo gesto inconsulto e l’attività amministrativa portata avanti dalla nostra maggioranza. Spero inoltre non sia collegato al Carnevale anche perchè qui c’è spazio per tutti, e tutte le procedure sono state fatte con bandi di evidenza pubblica». Ieri pomeriggio Angelo Cossu ha presenziato alla prima sfilata del carnevale tempiese, ricevendo di persona la solidarietà del presidente della provincia Fedele Sanciu. «Atti del genere non hanno alcun senso - ha detto ieri il senatore del Pdl -: c’è chi pensa di ottenere qualcosa commettendo azioni criminose di questo tipo ignorando il fatto che poi la giustizia fa sempre il suo corso. All’assessore Cossu manifesto la mia solidarietà, quella della giunta e di tutto il consiglio provinciale, gli auguro di continuare nella sua attività più forte di prima. Esprimo rammarico per un fatto che lo ha colpito proprio in uno dei momenti più importanti per la sua città che da oggi (ieri per chi legge, n.d.r.) avvia i festeggiamenti del carnevale, nel quale era impegnato in prima linea dando il suo contributo fondamentale per l’organizzazione della manifestazione». Il caso è ora nella mani del sostituto procuratore della Repubblica Roberta Guido, che ha aperto un fascicolo per atti relativi. L’attentato incendiario è anche oggetto dell’attenzione della Digos - la squadra di polizia che indaga sugli attentati a istituzioni o personaggi politici - di Sassari, che hanno informato il ministero dell’Interno.

  • TEMPIO. Mario Monti, il premier del governo tecnico che ha azzerato le risorse economiche degli italiani, è uno dei temi principali del “Carrasciali timpiesu 2012”. Il primo ministro è preso di mira da diversi gruppi di carrascialai, ma non mancano i riferimenti a “Re Silvio”, trasferitosi con nani e ballerine nel sambodromo di Rio De Janeiro, alle ormai onnipresenti Slot machine mangiasoldi e al Titanic Italia, che affonda con i risparmi dei cittadini.
      Se qualcuno si aspettava l’edizione 2012 del “Carrasciali timpiesu” in gramaglie per la crisi economica che incombe sul pianeta, si è dovuto ricredere. I 12 carri in concorso, che ieri hanno sfilato per le vie cittadine, sono stati allestiti con ricchezza di particolari e costumi, come sfavillante è stato l’ingresso, in sella ad un motociclo, di Re Giorgio II (realizzato per il secondo anno dai maestri cartapestai di Tempio), raffigurato con una faccia da demone e pronto ad impalmare, domenica prossima, la popolana Mannena, in una cerimonia ufficiale che durante la seconda sfilata dei carri allegorici, sarà presieduta dal sindaco Romeo Frediani.
     In tempo di crisi non resta che divertirsi - il Panem et circenses di romana memoria - per azzerare, almeno per alcuni giorni, le forti preoccupazioni che ogni cittadino si porta dentro.
     La giuria che designerà il vincitore del “Trofeo di carnevale “ è presieduta, quest’anno, da Donatella Bianchi, giornalista Tv e e conduttrice della trasmissione “Linea Blu”. Lunedì prossimo, dopo la grande sfilata di domenica, saranno resi noti i nomi dei primi tre carri e dei tre gruppi classificati la cui premiazione avverrà martedì, durante l’ultima sfilata del carnevale. Anche i bambini avranno, lunedì prossimo, l’opportunità di vivere l’evento in modo diverso, rispolverando l’antico rito di “A Fora Friagghju” grazie alla collaborazione della cooperativa La Coccinella, della scuola primaria e della scuola d’infanzia. Un rito antico che accompagnava in un modo rumoroso e coinvolgente la fine del mese di febbraio, notoriamente il più freddo e quindi peggiore dell’anno.
     La “Carrasciali band” - il cui frontman e cantante “Maradona” ha rimpiazzato il compianto Peppino “Mazzittoni” Sechi come ugola ufficiale del carnevale più imitato dell’isola - ha ottenuto quest’anno una postazione d’onore, davanti al palco delle autorità. A presentare la manifestazione c’è Alessandro Achenza, mentre a tenere su il morale è stato mandato in piazza il “Gallo Frisghjola”, una maschera che, nelle intenzioni del comitato organizzatore, accompagnerà anche le prossime edizioni del carnevale tempiese. Ieri il sole ha favorito la sfilata, riscaldando le migliaia di persone che si erano assiepate lungo il percorso del carnevale, dalla Pischinaccia sino al largo De Gasperi. Il Carnevale Tempiese 2012 è organizzato da una Ats che ha capofila il Comune di Tempio Pausania, con l’associazione carrasciali, l’associazione Amici della Cartapesta, l’associazione carrascialai timpiesi e il Centro Commerciale Naturale Commercio 2000.
     Tre giorni di sfilate e sei giorni di balli e bagordi, anche se quest’anno, iniziativa più che lodevole, è stato limitato l’uso di bevande alcoliche tra i tantissimi figuranti (circa cinquemila persone, tra adulti, giovani e bambini) che animano e rendono sempre più spettacolare l’evento più atteso dell’anno.
     Il carnevale, in citta, è considerato uno degli appuntamenti più seri e importanti da tutti amministrazione comunale compresa.

  • TEMPIO.Locali inadeguati e sporchi. Organico ridotto all’osso. Scarsa attenzione da parte della politica. La denuncia sul degrado dell’immobile nel quale è ospitato il commissariato di Tempio arriva dall’ispettore Gianmario Mela, segretario provinciale del Sap, il sindaco autonomo di polizia. «È assurdo che un commissariato - dice - non abbia un impianto di riscaldamento ma solo pompe di calore, metà delle quali inservibili e per il resto malandate e insufficienti». Da tempo si batte per ottenere una sede dignitosa: «Il problema - dice - viene rimpallato da moltissimi anni ormai, fra la famiglia Monteduro, proprietaria dello stabile, e la prefettura. Nel frettampo la situazione è diventata ormai inaccettabile. Ma la mancanza di un impianto di riscaldamento adeguato non è il solo: le finestre sono diventate ormai una “formalità” prevista dalle leggi sull’abitabilità. Vecchie ormai di circa quarant’anni, infatti, non assolvono più al loro compito e sono diventate solo ed esclusivamente fonte di spifferi micidiali».
     Nel suo elenco il sindacalista inserisce gli impianti elettrici «rifatti circa quindici anni fa ed ormai inadeguati alle sopraggiunte esigenze», l’impianto idraulico, che ha la stessa età, ed i servizi igienici: «Indegni di questo nome, e che sarebbe più giusto chiamare latrine. Lo stabile - spiega ancora Mela - è nato come appartamento ed è stato poi adattato a ospitare la sede di commissariato, ma oggi risulta inadeguato sia alla prima che alla seconda incombenza. Occorre trovare un’altra sede». L’altro punto dolente affrontato dal segretario provinciale del Sap riguarda la carenza dell’organico del commissariato, per cui 50 anni fa furono previste 36 unità. Oggi l’organico previsto è lo stesso, ma di fatto è stato notevolmente ridimensionato dato che lavora con circa 15-20 unità, nonostante le mutate esigenze. «Se oggi la polizia di Stato riesce ad offrire alla città il suo servizio - dice Mela - è solo grazie allo spirito di sacrificio e di dedizione di ciascun agente. Anche su questo argomento però tutti, a cominciare dai politici, fanno orecchio da mercante. Forse non ci si rende conto che se si continua così la struttura rischia di essere cancellata». Mela accenna quindi alla mancata pulizia dei locali: «Dopo il subentro di una ditta calabrese (vincitrice dell’appalto nazionale) gli uffici da circa venti giorni non vengono più puliti. L’addetta, infatti, che era stata obbligata a comprare l’attrezzatura per la pulizia, non solo non è stata rimborsata delle spese, ma non ha neanche ricevuto il dovuto salario e si è licenziata».

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    TEMPIO. I tempiesi non si erano dimenticati di Fabrizio De Andrè. A undici anni dalla sua scomparsa, viene dedicato un giusto tributo alla memoria del cantante, illustre concittadino. A suo nome può essere finalmente intitolato il Liceo Artistico e Musicale. Prima di allora, non essendo trascorsi i dieci anni dal decesso del cantautore, previsti dalla normativa in materia, tale decisione non poteva essere assunta. La delibera del Collegio docenti della scuola, approvata dal Consiglio di circolo, risale a un anno fa. Caldeggiata dalla professoressa Franca Monteduro Careddu, amica della famiglia De Andrè, aveva seguito il prescritto iter, ottenendo rapidamente il benestare di Consiglio comunale e Giunta provinciale, quando a capo dell’istituto era ancora la professoressa Cimino. Non era stata pubblicizzata, però, in attesa di poter fissare la data della cerimonia ufficiale. In quel periodo, infatti, nell’edificio scolastico di via Giuseppe Demartis, una parte del complesso dell’ex Preventorio che ospita attualmente anche alcuni uffici regionali, erano in corso lavori di ristrutturazione che interessavano anche i locali in cui si sarebbe dovuta svolgere l’ inaugurazione. Ora che il restauro della scuola è stato completato e che la prevista cerimonia si potrà tenere regolarmente, il nuovo Dirigente, professor Luciano Sanna, ha fissato per domani la data dell’inaugurazione, sentiti anche il consiglio d’istituto, il sindaco e l’assessore comunale alla cultura. Il programma della manifestazione prevede per le ore 10,20 il saluto delle autorità, seguito dall’intervento del Dirigente scolastico, che si concluderà con la scoperta della targa con l’intestazione a Fabrizio de Andrè. A far cadere il drappo tricolore saranno Dori Ghezzi, anch’essa concittadina di Tempio, dove conta numerose amicizie e trascorre lunghi periodi nella tenuta dell’Agnata e la presidente della provincia Olbia-Tempio, Pietrina Murrighile. Con il ricordo di Faber non mancherà quello della sua musica. Ad eseguire alcuni brani del cantautore genovese sarà il gruppo Audio Magazine del batterista tempiese Chicco Careddu, apparso spesso al Maurizio Costanzo show. Altre canzoni saranno eseguite da due allievi dell’istituto. Si brinderà infine alle fortune del Liceo Artistico e Musicale Fabrizio de Andrè, al quale sarà dedicata dall’amministrazione comunale, anche una sezione del nascente museo cittadino.

     

    Valentina Cancedda

  • TEMPIO. Il Museo del costume provinciale, e la contestata decisione di non volerlo da parte del sindaco Antonello Pintus, offre l’occasione al primo cittadino di togliersi diversi sassolini dalle scarpe, e lo fa attaccando il segretario del Pd locale, Nicola Comerci. «Ancora una volta il giovane e assente segretario del Pd si cimenta, confusamente, in questioni amministrative che ben altra conoscenza avrebbero richiesto. Già disinformato in alte circostanze (rivelatesi sempre diverse rispetto alla sua interpretazione), sul caso specifico del Museo del costume, che l’amministrazione provinciale intendeva realizzare in città, dimostra disinformazione sull’argomento e ignora le più elementari norme amministrative che guidano i rapporti fra enti. Comerci dovrebbe sapere che esistono strumenti chiamati protocolli d’intesa che disciplinano tali rapporti, e dovrebbe sapere che esistono norme di buona educazione che impongono, per lo meno, che un padrone di casa venga informato di ciò che altri vogliono realizzare all’interno della sua casa. Dovrebbe infine conoscere il significato del termine “sinergia”, collaborazione indispensabie fra Enti quando si vuole amministrare con oculatezza un territorio. Tutte queste cose il segretario del Pd le ignora, come le ha ignorate l’amministrazione provinciale che, dopo aver dimenticato la città di Tempio per oltre quattro anni, si ricorda della sua esistenza alla vigilia delle elezioni. Se la Provincia avesse tenuto con la città e i suoi amministratori un rapporto continuo e costruttivo, avrebbe sicuramente saputo che l’amministrazione tempiese ha già realizzato, nell’antico e prestigioso convento degli Scolopi, uno spazio museale dove, oltre al museo Demuro, al museo De Andrè e al centro culturale avrebbe sicuramente trovato spazio anche il museo del costume ipotizzato dalla Provincia. Riservando i locali del Palazzo Pes Villamarina a usi più consoni. Un accenno all’isolamento della città di cui parla il segretatio Pd. Se egli fosse più presente e meno distratto avrebbe sicuramente saputo che Tempio è da sempre comune capofila in decine e decine di progetti importanti per il territorio, delle cui istanze è anche portavoce e difensore. Alcuni esempi: l’istituzione dell’Unione dei Comuni, la costituzione del “Gal Gallura”, soggetto-pubblico privato al quale la commissione regionale ha assegnato una premialità di 4,7 milioni di euro. Mi chiedo a quale isolamento, e a quale città, si riferisca il segretario del Pd Nicola Comerci».

     

    Giampiero Cocco

     

  • TEMPIO. Si terrà oggi il tanto atteso incontro tra gli studenti del Liceo “Dettori” di Tempio e Dori Ghezzi. Sarà il suggello della due giorni dedicata a De André che il liceo tempiese organizzò con successo a dicembre. Allora, la tempesta di neve che alla vigilia di Natale coprì la Lombardia e paralizzò gli aeroporti milanesi impedì a Dori Ghezzi di raggiungere Tempio e partecipare all’evento. La parola data dalla compagna di «Faber» è stata comunque pienamente rispettata, visto che quella che doveva essere l’ospite di riguardo della due giorni incontrerà ugualmente i liceali galluresi, anche se a distanza di un paio di mesi rispetto a quella che era la data prescelta e giusto il giorno precedente un altro importante impegno in un’altra scuola della città e sempre dedicato al grandissimo e insuperato cantautore ligure: l’intitolazione del Liceo Artistico e musicale a Fabrizio De André. Al liceo “Dettori” Dori Ghezzi parlerà di Fernanda Pivano, l’amica poetessa che ispirò uno degli album più famosi e intensi di Fabrizio, “Non al denaro non all’amore né al cielo”. Un’opera in cui De André rivisitò l’antologia di poesie dello scrittore americano Edgar Lee Masters e da cui uscirono fuori perle indimenticabili come “Il suonatore Jones” e “Un chimico” e “Un matto”, i morti sepolti nella collina di Spoon River che raccontavano la loro vita. Dori Ghezzi sarà intervistata dai ragazzi del liceo Dettori sulla figura della Pivano, e verrà anche informata anche sull’esito del convegno svoltosi a dicembre, di cui gli studenti e gli organizzatori le presenteranno una sintesi.


    Giuseppe Pulina


  • TEMPIO. Un anno di lavoro, con 106 verifiche e otto evasori fiscali scoperti, per un danno all’erario superiore ai cinque milioni di euro. Un brevetto di elogio, firmato dal comandante provinciale della fiamme gialle colonello Giovanni Casadio, è stato consegnato, nel corso di una significativa cerimonia, ai componenti la squadra operativa e agli addetti ai servizi di polizia giudiziaria della tenenza di Tempio. L’elogio - per il comandante della tenenza, i sottufficiali e gli agenti in servizio - è stato proposto per l’ultimo anno di attività, che ha visto i finanzieri impegnati in 1200 controlli sul territorio, che comprendono l’abusivismo comemrciale, l’evasione fiscale e la lotta alla droga e al fenomeno dell’usura.

     

  • TEMPIO. C’è speranza che i finanziamenti del Pia - il piano integrato d’area della Regione - destinati a Tempio possano essere impiegati nelle opere cui erano destinati. Si tratta di 2,6 milioni di euro da ripartire nel recupero della Stazione Vecchia (500mila euro), altrettanti destinati al completamento del parcheggio in via Puchoz, sotto il viale della Fonte Nuova, mentre 400mila euro per interventi di valorizzazione del Limbara.
     Un milione e 200mila euro servirenno invece per il completamento dei lavori di restauro degli edifici e la messa in sicurezza delle strutture murarie della ex caserma «Fadda».
     «Sono opere che, patto di stabilità permettendo, nel corso dei prossimi mesi vedranno l’inizio dei lavori» annuncia l’assessore ai Lavori Pubblici Antonio Orecchioni. In dirittura d’arrivo risulta la conclusione del succitato parcheggio, già affidato in appalto.
     «Il primo cantiere a partire - informa l’assessore - sarà quello in Via Puchoz, dove sono in via di definizione tutte le procedure per l’affidamento dei lavori. A seguire si procederà con la Vecchia Stazione e la Ex Fadda, le cui procedure per l’affidamento dei lavori in appalto non sono ancora concluse. Le buste di partecipazione alla gara finora pervenute sono numerossime». Occorre ricordare che la Vecchia Stazione diventerà un centro culturale, esteso alla ex sede della biblioteca civica.
     Un discorso tutto nuovo è quello relativo alla valorizzazione del Limbara. Destinati originariamente all’ampliamento e alla dotazione di servizi aggiuntivi, fra cui una piscina, dell’hotel Limbara (ex Curadureddhu), i 400mila euro sono stati dirottati dall’attuale amministrazione comunale, con una rimodulazione del Pia concesso dalla Regione, alla ristrutturazione dell’ex incubatoio delle trote, sempre in località Curadureddhu, destinato a divenire un centro di educazione ambientale. Il dirottamento del suddetto finanziamento non aveva mancato di suscitare le proteste degli ex amministratori finiti ora nei banchi della minoranza, preoccupati del mancato sviluppo turistico del Limbara condizionato dall’insufficienza di strutture ricettive, a fronte di un ambiguo centro di educazione ambientale. (t.b.)

  • TEMPIO. Le toghe incrociano le braccia per dieci giorni, paralizzando ogni attività giudiziaria.
     A decidere lo sciopero, a livello nazionale, è stato l’Oua - l’organismo unitario dell’avvocatura italiana - per protestare contro la chiusura di tribunali, le sedi distaccate, gli uffici dei giudici di pace, il mancato rinvio delle materie escluse dalla conciliazione, gli incidenti e condomini e l’obbligatorietà della mediaconciliazione. Le rivendicazioni dei legali contro i tagli imposti dal Governo non si fermano soltanto a quanto sinora indicato. Gli avvocati, infatti, hanno mal digerito l’abolizione delle tariffe professionali e la presenza di soci di capitale negli studi professionali. Ieri 2000 avvocati in toga e coccarda tricolore, molti dei quali sardi, si sono dati appuntamento a Roma, davanti alla Cassazione in Piazza Cavour, per difendere «in una manifestazione pacifica contro la rottamazione della giustizia - dicono gli organizzatori dell’Oua -, i diritti dei cittadini sanciti dalla Costituzione, e per contrastare i provvedimenti di tagli indiscriminati che mettono in ginocchio la giustizia in Italia». Lo sciopero andrà avanti sino al 23 marzo, ma ulteriori forme di protesta sono state annunciate dai diversi ordini giudiziari e dell’unione delle curie isolana. «Dobbiamo garantire giustizia, non soccombere sotto i tagli del Governo», ha detto l’avvocato Domenico Putolu, presidente della camera penale gallurese.

  • TEMPIO. Il senso del dovere di un funzionario del palazzo di giustizia ha fatto saltare di gioia, ieri l’altro, una anziana signora che, otto anni fa, era stata privata della sua casa, venduta all’asta. Le somme eccedenti, ben 75 mila euro, sono state restituite alla donna, con tanto di interessi.
     L’eccezionalità del fatto consiste nella encomiabile e doverosa caparbietà (non comune) del funzionario del palazzo di giustizia tempiese che, per oltre 5 anni, ha pazientemente cercato in tutti i modi di mettersi in contatto con la debitrice che - agli atti dell’esecuzione immobiliare -, risultava residente ad un indirizzo di Roma.
     La donna, inoltre, era del tutto ignara dell’esito della procedura immobiliare nella quale il suo bene messo all’asta anni fa - una villetta in riva al mare sulla costa di Olbia - aveva fruttato molto più di quanto era dovuto, in termini economici, ai creditori.
     Tutte le comunicazioni inviate a quell’indirizzo romano rientravano in tribunale con la dicitura “sconosciuto” e quindi - per una norma del codice civile -, trascorsi cinque anni dalla chiusura della procedura, le somme da restituire e non ritirate vanno incamerate nelle casse dello Stato.
     Un importo importante che spettava al debitore dopo la vendita all’asta della villetta sul mare di Olbia, nella quale il tribunale incassò somme ben superiori alle richieste del creditore (un istituto bancario), ben settantacinquemila euro che, per otto anni, sono rimasti custoditi in un conto corrente postale e che andavano restituiti alla legittima proprietaria.
     La quale era irrintracciabile, sconosciuta perfino alla guardia di finanza, che era stata interessata del caso. Nei giorni scorsi la svolta, che ha fatto sobbalzare sulla sedia la destinataria di quella somma.
     La donna, che nel frattempo si era trasferita con la famiglia da Roma ad Ancona, ha ricevuto una lettera con la quale veniva convocata in tribunale.
     Per rintracciarla il funzionario ha attivato una ricerca telematica, chiedendo all’ufficio delle entrate l’ultimo indirizzo conosciuto della debitrice.
     «Mi dica che non è uno scherzo - ha detto al telefono la “fortunata” titolare di quel gruzzolo al funzionario - perchè non riesco a chiudere occhio da tre giorni».
     Non si è trattato di uno scherzo, ma della piacevole conclusione di una caso processuale avviato circa dieci anni fa contro la donna, che doveva saldare un mutuo con un istituto bancario.
     Sono tante le somme non incassate e che, trascorsi i termini di legge, sono destinate ad essere incamerate dallo Stato.

  • Un moderno edificio su tre livelli, oltre 2200 metri quadrati di aree coperte, 35 stanze, otto sale, servizi, accessi per disabili, ampi corridoi e uscite di sicurezza a norma con le recenti leggi anticendio. Questa la nuova sede che ieri pomeriggio è stata formalmente consegnata al presidente del tribunale Gemma Cucca e al capo della Procura Riccardo Rossi,responsabile per la sicurezza del palazzo di giustizia. di Giampiero Cocco wTEMPIO La nuova ala del palazzo di giustizia sarà resa operativa entro il prossimo luglio, prima delle ferie estive. Ieri pomeriggio la commissione manutenzione, guidata dal presidente del tribunale Gemma Cucca e composta dal procuratore Riccardo Rossi e dal sindaco Romeo Frediani, allargata ai rappresentati dell’ordine forense, alla dirigente dei servizi amministrativi del tribunale e ai tecnici comunali, ha effettuato una prima ispezione nella ex sede dell’università, uno stabile su tre livelli già formalmente messo a disposizione del tribunale gallurese dall’amministrazione comunale. Nella nuova sede giudiziaria, che dispone di una trentina di stanze, otto sale, servizi e due ampi parcheggi (uno dei quali sarà riservato alle auto delle forze dell’ordine e del personale) saranno ospitati l’ufficio Unep (gli ufficiali giudiziari), il giudice di pace e, una volta a regime, potrebbe essere la nuova sede della procura della Repubblica e degli uffici del gup e del gip. Nel corpo centrale, distante poche centinaia di metri, resterebbe la sezione penale, civile e l’amministrativa. «Dobbiamo garantire per tempo, nella deprecata ipotesi di soppressione delle sezioni staccate di Olbia e La Maddalena – ha spigato il procuratore della Repubblica Riccardo Rossi –, la continuità dell’amministrazione giudiziaria accogliendo, in una struttura dignitosa e confortevole, il personale che verrà accorpato alla sede centrale del tribunale gallurese. Al momento – ha spiegato il capo della Procura –, abbiamo preso atto della disponibilità dei locali, confacenti alle esigenze di giustizia, e nei prossimi giorni gli uffici preposti, ovvero i dirigenti del personale di tribunale e Procura valuteranno, di concerto con i responsabili dell’ufficio tecnico comunale, quali siano le modifiche da apportare alla pianta dello stabile. La fase successiva sarà quella del trasferimento degli uffici, che non avverrà prima del mese di luglio». Il presidente del tribunale, Gemma Cucca è stata messa al corrente dal sindaco Romeo Frediani e dal responsabile dell’ufficio tecnico comunale, architetto Giancarmelo Serra, che le spese occorrenti per dotare la nuova ala del palazzo di giustizia delle infrastrutture necessarie per il funzionamento – impianti di climatizzazione, cablaggi per la rete internet, derivazioni telefoniche e messa in sicurezza dell’intera area – stimate attorno ai trecentomila euro, saranno a carico dell’amministrazione comunale, con un capitolo di spesa che è già stato predisposto dal segretario generale del Comune, Silvano Aisoni Cavallotti. «Il mantenimento degli uffici giudiziari – ha detto il sindaco Romeo Frediani – è un diritto irrinunciabile dell’intera popolazione gallurese, già scippata dal Governo centrale e regionale di importanti presidi istituzionali quali l’ente provinciale e gli uffici periferici finanziari, previdenziali e sanitari, ormai svuotati di ogni loro essenziale servizio per il cittadino. Sosterremo, unitamente alle altre realtà amministrative galluresi, le rivendicazioni che verranno avanzate verso Governo e Regione, quest’ultima da sempre lontana e indifferente alle esigenze del Nord Sardegna

  • TEMPIO.Il Comitato commercianti “Centro città” rompe gli indugi di fronte all’acuirsi della crisi e alla novità delle liberalizzazioni. Così lancia un appello a tutti gli operatori perché ci si incontri e all’unanimità di prendano contromisure adeguate. L’occasione è un incontro in programma domani e riservato solo ai commercianti. L’inizio è fissato alle 20.
     L’appuntamento è nei locali dell’ufficio turistico di piazza Mercato. L’invito pressante è stato rivolto dal presidente del comitato, Gian Mario Azzena (foto), con una lettera distribuita capillarmente in tutta la città. «Cari colleghi - dice il documento, dopo avere ricordato le svariate attività ludiche realizzate nei tre anni di vita del comitato -, è arrivato il momento di pensare a qualcosa di più concreto e importante per le nostre attività. Siamo ormai consapevoli che la crisi sta schiacciando le nostre aziende - scrive Azzena -, però non facciamo niente per arginare questo guaio che rischia di far chiudere i nostri esercizi. È giunta l’ora di mobilitarci per decidere del nostro futuro ed è fondamentale che questa volta la partecipazione alla riunione sia davvero nutrita. Facciamo in modo di non dover rimpiangere un nostro eventuale immobilismo o una eventuale indifferenza».
     La lettera di Gian Mario Azzena si chiude annunciando anche una serie di iniziative che prevedono una riunione informale del consiglio comunale sull’argomento: «Abbiamo delle idee da proporre - spiega - ma vorremmo sentire anche le vostre, per discuterle, confrontarci ed elaborare, infine un progetto serio e condiviso». (a.m.)

  • TEMPIO.Oggi la questione Rinaggiu sarà sottoposta all’esame del Tar. Sulla contesa tra il Comune e l’Alba, capofila dell’Ati (associazione temporanea d’impresa) cui il Comune concesse la gestione del complesso per 50 anni, arriva davanti al tribunale amministrativo regionale che dovrà pronunciarsi sulla legittimità della revoca decisa dalla giunta Frediani a causa del degrado. Secondo l’amministrazione la colpa è dei concessionari, i quali invece accusano il Comune di non averli messi nelle condizioni di muoversi. Diversi gli scenari ipotizzabili. Se il pronunciamento del Tar dovesse confermare la validità giuridica della revoca, il Comune rientrerà in possesso del compendio e potrà incamerare anche la fideiussione bancaria di 70 mila euro. Se il Tar giudicasse inammissibile la revoca, l’Ati ridiventerebbe concessionaria. (a.m.)

  • TEMPIO.Domani Poste Italiane attiverà un servizio postale temporaneo, con l’emissione di un annullo filatelico figurato dedicato al Carnevale di Tempio 2012 nell’ufficio di largo De Gasperi, e sarà operativo (11.00-20.00). Con lo speciale timbro saranno bollate tutte le corrispondenze e saranno anche disponibili tutti i prodotti filatelici e in particolare il francobollo emesso nel 2010 e dedicato alla Sartiglia. Dopo la giornata celebrativa, l’annullo sarà trattenuto per due mesi a Sassari nello sportello filatelico dell’ufficio postale di via Brigata Sassari, dove si potrà far bollare la corrispondenza con l’annullo direttamente allo sportello o inviando gli oggetti, già affrancati, in busta chiusa ed accludendo la busta già indirizzata e affrancata per la restituzione.

  • TEMPIO. Alla fine è andato deserto il raduno di ieri, venerdì 17, programmato per le ore 17.17, in piazza Gallura. Ma resta sempre in piedi il programma degli organizzatori della sei giorni, di mostrare alcune maschere arcaiche che animavano anticamente le festività carnascialesche. Ma il Carnevale tempiese, intanto non si ferma e va avantri con tutte le iniziative che gli organizzatori hanno inserito nel ricchissimo programma.
     Oggi, tanto per cominciare, si svolgerà di sicuro il nuovo appuntamento delle manifestazioni ufficiali, lo spettacolo itinerante con la compagnia “Theatre en Vol”, che avrà luogo tra corso Matteotti e piazza Gallura. Il Carnevale si scatenerà però all’inizio della notte, quando migliaia di persone, come sempre, nei locali cittadini, al Giordo e nella tensostruttura di Pischinaccia, daranno vita al classico veglione danzante che si concluderà soltanto all’alba di domenica.
     Domani, con inizio alle ore 15.30 partirà la seconda grande sfilata dei carri e gruppi allegorici, che si prevede possa essere ancora più fastosa di quella di giovedì, limitata dalla giornata lavorativa: i gruppi potranno schierare tutto il loro coloratissimo potenziale. Partendo dalla Pischinaccia, attraverseranno via Morera, via Angioy, corso Matteotti, piazza Italia, via Gramsci, largo De Gasperi e viale Valentino. L’afflusso di visitatori dovrebbe esseer imponente, come sempre è avvenuto in questo giorno. Da parte della polizia municipale l’invito è quello di rispettare scrupolosamente la segnaletica e convogliare le auto nei luoghi indicati, sia per chi proviene da Sassari e dalla direttrice Palau, sia per chi arriva da Olbia o dalla direttrice Oschiri.
     Commenti positivi infine sono arrivati sui carri e sui costumi che hanno dato vita giovedì alla prima sfilata del Carrasciali. Tutti curati e di ottima fattura. Il plauso va ovviamente ai carrascialai che, nonostante la crisi, sono riusciti a realizzare cose egregie.
     Qualcosa da rivedere invece nella sfilata, troppo lenta e sfilacciata, e che ha fatto registrare distanze abissali e qualche momento “morto” fra un carro e l’altro. Non è una novità: il giovedì grasso è spesso il giorno del rodaggio, ma domani sarà sicuramente un’altra cosa ed avranno torto solo gli assenti.

  • TEMPIO.Riserbo dei carabinieri che indagano sull’attentato incendiario che due notti fa ha distrutto l’auto, una Mini One, dell’assessore al commercio Angelo Cossu. Un comunicato di solidarietà del sindaco Romeo Frediani parla di un fatto «che getta un’ombra sulla città proprio durante l’evento più importante dell’anno, il Carnevale». E ancora: «Un gesto che sorprende e pone interrogativi che non possono essere liquidati con facilità. Il dubbio è che l’atto sia di natura intimidatoria e collegato con l’attività amministrativa. In particolare, visto il momento in cui si è verificato, che sia legato all’organizzazione del Carnevale. Le numerose novità introdotte quest’anno infatti coinvolgono l’intera giunta. Le scelte sono state infatti il frutto di un lavoro concertato, portato avanti con la massima trasparenza attraverso bandi di evidenza pubblica. L’attacco, anche se apparentemente diretto all’assessore Cossu, potrebbe dunque essere un messaggio all’intera giunta». Frediani si augura che si tratti di un episodio attribuibile al gesto isolato di qualche balordo e confida nel lavoro degli inquirenti, «ma se ci fosse una volontà intimidatoria vorrei ribadire che le differenze di vedute vanno risolte tramite il confronto e il dialogo. Questi sono gesti dal messaggio incomprensibile che creano un danno immediato a chi li subisce ma finiscono per danneggiare anche chi li architetta».
     Condanna anche dal coordinamento Sel di Santa Teresa che parla di «un atto inconsulto, un’azione deprecabile o più semplicemente un gesto delinquenziale». (a.m.)

  • TEMPIO.“Crisi d’impresa: strumenti preventivi e aspetti umani.” Questo il tema di un convegno organizzato dall’Ugdcec (Unione giovani dottori commercialisti ed esperti contabili) che ieri ha registrato il tutto esaurito a Palazzo Pes Villa Marina. Marco Decandia, presidente di freschissima nomina, ha voluto nomi illustri per trattare l’argomento di grande attualità e per certi aspetti anche drammatico, come è stato sottolineato ricordando i morti per infarto, suicidi e gesti violenti, generati dalla pressione di Equitalia. Tra i relatori Alessandro Vandelli, direttore generale del Banco di Sardegna, Giuseppe Marongiu, curatore fallimentare del Tribunale di Cagliari, Massimo Putzu, presidente della Confindustria Sardegna, Vincenzo Di Filippo, comandante del Nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza e il vescovo di Tempio-Ampurias, Sebastiano Sanguinetti; Alessandro Trudda, Università di Sassari, in veste di moderatore, ha condotto con grande maestria e attenzione il dibattito.
     Prima di loro si erano avvicendati al tavolo di presidenza per i saluti istituzionali lo stesso Marco Decandia che ha ringraziato gli intervenuti, Giovanni Pileri, assessore provinciale alla pubblica istruzione, in rappresentanza del presidente Fedele Sanciu, Andrea Biancareddu, consigliere regionale ed infine Franco Molinu, presidente dell’Ordine di Tempio che ha fatto una disamina spietata della situazione facendo una sorta di confronto fra l’imprenditoria privata e “l’imprenditoria” pubblica. Inutile dire che l’imprenditoria pubblica, dal confronto è uscita letteralmente a pezzi per inefficienza, lungaggini e incapacità decisionali. Nell’elenco dell’inefficienze, Franco Molinu ha inserito anche Equitalia, chiamata recentemente a rispondere penalmente del decesso di un uomo, morto per infarto, al quale per poche migliaia di euro era stata sequestrata e venduta la casa a sua insaputa.
     Visibilmente soddisfatto dell’incontro il presidente Marco Decandia, che spera di realizzare durante la presidenza iniziative analoghe “che hanno la finalità di aiutarci a capire sempre meglio il nostro lavoro nell’interesse del cittadino che a noi si rivolge». (a.m.)

  • TEMPIO. «La Pivano? Un caratterino, di cui era però consapevole. Ma era una donna intelligente, armonica, giovanile e autoironica». Dori Ghezzi sintetizza in questi termini il ritratto di Fernanda Pivano, rispondendo ad una studentessa che chiedeva informazioni sulla scrittrice. Una donna impegnata, ricorda Dori Ghezzi, giornalista, scrittrice, traduttrice dall’americano e divulgatrice delle opere dei poeti della Beat generation. Soprattutto dell’Antologia di Spoon River, di Edgar Lee Master, da cui il marito Fabrizio De André aveva tratto il disco «Non al denaro, no all’amore né al cielo». L’occasione era data da un incontro nell’aula magna del liceo «Dettori» fra gli studenti e Dori Ghezzi da titolo «Ripensando Faber» dedicata all’opera e al pensiero del cantautore genovese, vissuto a lungo nella campagna tempiese. Dori Ghezzi doveva esser intervistata dai giovani giovanisulla figura della Pivano, scomparsa da poco, grande amica e sodale di Fabrizio e quindi anche di lei. E così ieri è stato. Per ricrearne l’atmosfera alcuni studenti hanno ricantato le stesse canzoni presentate in quella occasione ed altri hanno invece sintetizzato le relazioni tenute allora sui temi della poetica, del senso religioso, dell’amore e del pensiero politico di Fabrizio De André. Ed ecco la Pivano secondo Dori Ghezzi. «L’ho conosciuta - racconta - molto tempo tempo dopo che Fabrizio aveva pubblicato il disco con le canzoni ispirate all’Antologia di Spoon River tradotta e fatta conoscere in Italia da Fernanda. Nel frattempo il loro rapporto, per motivi di lontananza dai rispettivi luoghi di residenza, si era diradato. In seguito, dopo un incontro nel corso di una manifestazione di carattere politico culturale, è ripreso intensissimo. Ed ecco così anche il mio rapporto, anch’esso intensissimo fino alla scomparsa di Fernanda». E a questo punto Dori Ghezzi accenna, non senza ironia, al rapporto non non indulgente della Pivano con le donne, da lei ritenute responsabili della loro condizione di sudditanza dagli uomini. «Eppure - aggiunge - Nanda non è mai stata femminista, convinta che ciascuna donna possedeva gli strumenti per emanciparsi senza passare attraverso alcun movimento». Fabrizio De Andrè e Fernanda Pivano, dopo Spoon River, avevano lavorato insieme su altri progetti? «Nessun progetto, solo un intenso sodalizio di carattere civile» è la risposta di Dori Ghezzi. La quale insiste appunto sulle passioni civili della Pivano, dell’intensità dell’amicizia con grandi scrittori e poeti come Hemingway e delle sue battaglie per i grandi principi di libertà e uguaglianza per le quali è stata anche incarcerata.

     

    Tonio Biosa

     

    Tonio Biosa
    TEMPIO. «La Pivano? Un caratterino, di cui era però consapevole. Ma era una donna intelligente, armonica, giovanile e autoironica». Dori Ghezzi sintetizza in questi termini il ritratto di Fernanda Pivano, rispondendo ad una studentessa che chiedeva informazioni sulla scrittrice.  Una donna impegnata, ricorda Dori Ghezzi, giornalista, scrittrice, traduttrice dall’americano e divulgatrice delle opere dei poeti della Beat generation. Soprattutto dell’Antologia di Spoon River, di Edgar Lee Master, da cui il marito Fabrizio De André aveva tratto il disco «Non al denaro, no all’amore né al cielo». L’occasione era data da un incontro nell’aula magna del liceo «Dettori» fra gli studenti e Dori Ghezzi da titolo «Ripensando Faber» dedicata all’opera e al pensiero del cantautore genovese, vissuto a lungo nella campagna tempiese.  Dori Ghezzi doveva esser intervistata dai giovani giovanisulla figura della Pivano, scomparsa da poco, grande amica e sodale di Fabrizio e quindi anche di lei. E così ieri è stato. Per ricrearne l’atmosfera alcuni studenti hanno ricantato le stesse canzoni presentate in quella occasione ed altri hanno invece sintetizzato le relazioni tenute allora sui temi della poetica, del senso religioso, dell’amore e del pensiero politico di Fabrizio De André. Ed ecco la Pivano secondo Dori Ghezzi. «L’ho conosciuta - racconta - molto tempo tempo dopo che Fabrizio aveva pubblicato il disco con le canzoni ispirate all’Antologia di Spoon River tradotta e fatta conoscere in Italia da Fernanda. Nel frattempo il loro rapporto, per motivi di lontananza dai rispettivi luoghi di residenza, si era diradato. In seguito, dopo un incontro nel corso di una manifestazione di carattere politico culturale, è ripreso intensissimo. Ed ecco così anche il mio rapporto, anch’esso intensissimo fino alla scomparsa di Fernanda». E a questo punto Dori Ghezzi accenna, non senza ironia, al rapporto non non indulgente della Pivano con le donne, da lei ritenute responsabili della loro condizione di sudditanza dagli uomini. «Eppure - aggiunge - Nanda non è mai stata femminista, convinta che ciascuna donna possedeva gli strumenti per emanciparsi senza passare attraverso alcun movimento».  Fabrizio De Andrè e Fernanda Pivano, dopo Spoon River, avevano lavorato insieme su altri progetti? «Nessun progetto, solo un intenso sodalizio di carattere civile» è la risposta di Dori Ghezzi. La quale insiste appunto sulle passioni civili della Pivano, dell’intensità dell’amicizia con grandi scrittori e poeti come Hemingway e delle sue battaglie per i grandi principi di libertà e uguaglianza per le quali è stata anche incarcerata.
  • TEMPIO. Si parlerà di legalità e giustizia nel mondo della formazione e dell’informazione al convegno in programma venerdì mattina (a partire dalle 9.30) nel salone parrocchiale di san Giuseppe. Si tratta del tradizionale appuntamento di studio e riflessione che la parrocchia propone ogni anno in occasione della festa di san Giuseppe. «Il tema della legalità e della giustizia - precisa padre Paolo Contini - rimbalza continuamente sulle pagine dei quotidiani e nei molteplici servizi dei telegiornali. È un tema così importante da imporre in modo assoluto un serissima riflessione a tutti. Incontrarsi per parlarne non significherà certamente risolvere la questione, ma ci aiuterà a crescere sulla via della legalità per esse noi stessi fautori di legalità e giustizio. Il sottotitolo di questo convegno ci indica poi altre due aspetti della questione: la formazione e l’informazione. Formarsi e formare a questi valori è compito e dovere assoluto di ogni società civile». «Il tema - aggiunge - prende le mosse da una caratteristica del nostro santo patrono e ci porta a riflettere sull’attualità in cui viviamo nella nostra società. La commissione cultura del Consiglio pastorale parrocchiale ha scelto di partire da una definizione che il Vangelo da di san Giuseppe, ovvero uomo giusto». La relazione principale sarà affidata a Gian Maria Fara, presidente dell’Eurispes, che presenterà la situazione dell’Italia sul frangente della giustizia e della legalità. Seguirà una tavola rotonda moderata dallo stesso padre Paolo Contini. Partecipano al dibattito il prefetto di Sassari Marcello Fulvi, il sostituto procuratore Riccardo Rossi, il vescovo Sebastiano Sanguinetti e Marco Bittau, giornalista della Nuova Sardegna, presenti il procuratore Mario D’Onofrio e il sindaco Antonello Pintus.

     

  • TEMPIO.L’emergenza venutasi a creare nella caserma della compagnia carabinieri di viale don Sturzo, che in alcune sue parti cade letteralmente a pezzi, verrà esaminata nel primo punto all’ordine del giorno dal consiglio comunale convocato per giovedì. L’inizio della seduta è previsto per le 16. L’urgenza dell’argomento e la necessità che dal consiglio comunale si esca con una decisione, sicuramente provvisoria, ma che metta in sicurezza i lavoratori e che allontani la possibilità di un trasferimento del comando dell’Arma in uno dei centri vicini ha suggerito evidentemente la richiesta dei capigruppo, relegando questa volta alla fine interrogazioni e interpellanze.
     Fra gli altri sette punti in discussione particolare rilevanza acquistano l’approvazione dello schema di convenzione con l’Ente foreste per la gestione dell’ormai morente pineta di San Lorenzo e l’approvazione del nuovo testo dello statuto comunale, che è stato modificato in diverse parti.
     Nonostante il burrascoso rapporto, esistente al momento fra la maggioranza e le due opposizioni (che sembrano aver trovato, invece una collaborazione), dovrebbero sicuramente essere approvati all’unanimità invece i punti riguardanti la protesta contro il ritorno al regime di tesoreria unica e contro l’applicazione delle norme che regolano il rapporto tra Equitalia e i contribuenti. Sin troppo facile invece prevedere scintille e rombi di tuono nell’ultimo punto, quello che è stato riservato alle interrogazioni e alle interpellanze.
     La convocazione del consiglio lungi dal calmare gli animi ha vieppiù inasprito le due minoranze che ieri mattina hanno congiuntamente rilasciato una serie di dichiarazioni critiche sulla decisione della maggioranza che non ha accettato la loro richiesta di convocare il consiglio comunale per domattina. Nel mirino di Francesco Quargnenti e Gianni Addis (Lista civica per Tempio) e di Tato Usai (Alternativa per Tempio, in assenza di Franco Marotto), c’è soprattutto il sindaco Frediani, “fuori dalla realtà cittadina” scrivono i tre. Di offesa ai cittadini invece, parla Tato Usai, che ricorda come «le due minoranze con i loro oltre cinquemila voti rappresentano la maggioranza della città. Non ascoltarli, non accettare le loro richieste o addirittura irriderli, è offensivo». (a.m.)

  • EMPIO.«Il punto nascita del Paolo Dettori non si tocca. Va invece ulteriormente potenziato in virtù delle importanti innovazioni tecnologiche introdotte anche recentemente e per l’alta professionalità del personale medico, ostetrico ed infermieristico che hanno consentito al reparto di posizionarsi tra i primi in Sardegna». Ad affermarlo è il sindaco di Tempio, Romeo Frediani.
     In un comunicato il primo cittadino fa il punto sul lavoro svolto negli ultimi mesi con i colleghi sindaci degli altri Comuni del distretto sanitario del quale egli è presidente. Tutti i consigli comunali, infatti hanno adottato una delibera a difesa dell’importante presidio ospedaliero. Tra l’altro il “Dettori” è stato il primo in Sardegna a dotarsi delle strutture necessarie per il parto in acqua.
     Romeo Frediani: «Le delibere sono state trasmesse all’assessore regionale alla Sanità, Simona De Francisci, alla quale è stato chiesto di tener conto nelle sue decisioni anche delle particolari condizioni orografiche del territorio, che pongono il presidio ospedaliero del Paolo Dettori posizione svantaggiata sotto l’aspetto della viabilità, rispetto ai punti nascita di Olbia e Sassari».
     Si chiede inoltre che la Regione deroghi ai parametri stabiliti dalla normativa nazionale (almeno 500 neonati all’anno) anche in considerazione del fatto che nel reparto tempiese vengono alla luce bambini appartenenti anche ad altre Asl e non facenti parte del presidio di Tempio. Nel suo comunicato, Frediani accenna con una venatura pesantemente polemica al recentissimo incontro svoltosi, qualche giorno fa, al Paolo Dettori alla presenza del direttore generale dell’Asl Giovanni Antonio Fadda, del direttore amministrativo Giorgio Tidore e del direttore sanitario Serena Fenu. All’incontro, richiesto dal consigliere regionale Andrea Biancareddu, anche medici, personale amministrativo ed infermieristico e lo stesso servizio di farmacia.
     Romeo Frediani dopo aver sottolineato l’originalità dell’iniziativa, spiega che le problematiche e le criticità elencate a Tempio erano state raccolte già da tempo, in ambito ospedaliero, dall’amministrazione comunale e quindi portate all’attenzione dei vertici della Asl durante una recente riunione congiunta dei distretti di Tempio e Olbia. «Auspico - conclude nel suo documento il sindaco di Tempio, Frediani - che la riunione alla quale ha partecipato anche il consigliere regionale Andrea Biancareddu dia i frutti annunciati, i quali appaiono di facile attuazione (il riferimento è un comunicato stampa dell’Azienda sanitaria locale gallurese, ndc) e che non si tratti soltanto di un episodio legato alla partenza anticipata della campagna elettorale».

  • di Angelo Mavuli wTEMPIO Il futuro del Teatro del Carmine si presenta oggi incerto e a tinte fosche. A fine mese, infatti, scadrà la concessione dell’importante struttura alla cooperativa Athena che nel 2001 lo aveva preso in gestione, reggendolo, curandolo e proteggendolo come forse, mai è stato fatto a Tempio con un bene pubblico. E non è stata bandita una nuova gara per mancanza di risorse. Ad affermarlo è Immacolata Serra, responsabile della cooperativa che gestisce anche la biblioteca comunale, e direttrice del teatro: «Il 31 maggio – spiega – scadranno i termini di concessione. Sappiamo che il Comune non ha ancora bandito la nuova gara d’appalto, per mancanza di fondi». Non commenta, si limita ad esprimere preoccupazione per le tredici famiglie che perderanno un’importante fonte di reddito, non vuole aggiungere altro. Dal chiosco degli Scolopi (adiacente il teatro, al quale si può accedere attraverso ampie vetrate), con le lacrime agli occhi guarda la struttura e nella sua mente passano sicuramente mille spettacoli e mille eventi, che hanno dato rinomanza e lustro alla città, riconsacrandola come ai vecchi tempi tra le sedi principali della cultura in Sardegna. Né forse bastano a tranquillizzarla le parole dell’assessore comunale al bilancio, Mario Addis: «Il teatro del Carmine – dice – non chiuderà mai. Questo è il primo netto e chiaro messaggio che voglio mandare alla città. Certo non sarà più come prima. Non per nostra colpa, ma a causa di una crisi che, lungi dal fermarsi, diventa invece ogni giorno più acuta. Tempio per il 2012 riceverà in meno dallo Stato oltre un milione di euro. Questo vuol dire che dobbiamo tagliare diversi servizi». Mario Addis spiega anche che se si volesse gestire il teatro con lo stesso costo degli anni passati, oltre centomila euro l’anno, si causerebbe un ulteriore aggravio di tasse «e questo non è più possibile farlo. Non possiamo vessare i cittadini più di tanto. Pur tuttavia – rassicura Addis –, faremo in modo che il teatro continui a funzionare. Questo accadrà subito dopo il bilancio, una volta tirate le somme, e deciso quali e quante risorse destinare al funzionamento dell’importantissima istituzione culturale. Dopo il bilancio, infatti, verrà varato a determinate condizioni un nuovo bando. Non avrà però la dotazione economica del bando precedente. A titolo personale mi auguro che la cooperativa Athena, che ha gestito in maniera encomiabile la struttura, abbia le capacità di gestirlo alle condizioni imposte dalla crisi».E lascia intendere anche che in attesa del nuovo bando la cooperativa potrebbe gestirlo in regime di proroga sino al nuovo bando

  • 19/01/2010
  • TEMPIO.Si è rivelata più tormentata del previsto la riunione convocata da una parte della base del Partito democratico, per discutere dei problemi generali del paese e della città e per esaminare la situazione all’interno del circolo tempiese.
     La riunione, convocata per le 16.30, è iniziata invece addirittura alle 19, per mancanza di partecipanti e dopo che una tam-tam di telefonate è riuscito a far arrivare in sala una ventina di persone, fra cui è doveroso citare il sindaco Romeo Frediani, due assessori (Mario Addis e Antonio Addis), un consigliere comunale, Aurora Careddu di Nuchis e Gerolamo Balata, uno dei cinque coordinatori, nominati recentemente per dirigere il Pd provinciale. Insomma mancava la partecipazione dei semplici tesserati, quelli che negli intenti avrebbero dovuto rappresentare la voglia di cambiamento nel partito e più in generale per quatnto riguarda la politica cittadina.
     Deluso ovviamente Gesuino Careddu, organizzatore dell’assemblea, che non esita a parlare di boicottaggio e mancanza di rispetto da parte di alcuni dirigenti. «Ciò nonostante - dice Careddu -, abbiamo affrontato argomenti importanti come la sanità, la viabilità e il lavoro, dando all’incontro un ampio respiro territoriale. Per quanto concerne il Partito democratico, dice ancora Careddu, abbiamo lamentato a chiare lettere la mancanza di un progetto politico. A malincuore abbiamo dovuto ammettere che il Pd, sia a livello locale che provinciale è impantanato in personalismi e logiche correntizie che limitano l’azione amministrativa».
     «No comment, abbiamo da lavorare» è stata la laconica risposta del segretario cittadino del Partito democratico, Nicola Comerci a chi gli chiedeva di commentare l’iniziativa. (a.m.)

  • TEMPIO.Slitta ad oggi la decisione del Tar sulla questione Rinaggiu. La sentenza sul ricorso contro la decisione del Comune di Tempio (difeso dal suo legale Giuseppina Giua) di revocare la concessione dell’area termale all’Ati (avvocato Gian Comita Ragnedda) era attesa da Cagliari in serata: il tribunale regionale amministrativo si pronuncerà invece questo pomeriggio.
     La vicenda del compendio di Rinaggiu, per quanto concerne la concessione all’Ati, prese il via ufficialmente il 16 gennaio del 2009 quando l’allora giunta Pintus, con la delibera numero 9, affidà in via definitiva per 50 anni all’Associazione temporanea di imprese, capofila l’Alba Immobiliare, la concessione per la riqualificazione e valorizzazione turistica dell’area termale. Erano presenti in quella giunta (assistita dal segretario comunale Goffredo Mameli) Antonello Pintus, Angela Masu, Gianni Addis, Franco Anziani e Francesco Quargnenti. Erano invece assenti, gli assessori Peppino Manconi, Giuseppe Mula e Paolo Orecchioni. L’Ati, di cui facevano parte oltre la già citata Alba Immobiliare, la Virdis Costruzioni srl, la Antonello Casu snc di Casu Antonio e C. (tutte con sede legale a Sassari) e la Edilpieffe srl con sede legale a Sorso, si era aggiudicate la concessione alla fine del 2008, avendo vinto (unici concorrenti) un bando di gara internazionale dell’amministrazione Pintus pubblicato nel 2007. I lavori preannunciati da una enfatica conferenza stampa, con tanto di grafici e proiezioni, avrebbero dovuto cominciare a febbraio del 2009, quando esperite le ultime pratiche burocratiche (fra cui la firma dell’accordo fra comune e Ati), “i nuovi padroni” del compendio avrebbero potuto operare in piena autonomia. L’entrata a regime del compendio in tutte le sue micro realtà era prevista per la metà del 2013, con una ricaduta occupazionale diretta di circa cinquanta unità ed un indotto di altre sessanta/ottanta unità lavorative. L’accordo fu approvato in consiglio comunale a maggioranza. I consiglieri del Pd, Vittorio Masu, oggi vice presidente del consiglio provinciale Olbia-Tempio e Gianni Monteduro, Idv, oggi vice sindaco, votarono contro. Ma la firma dell’accordo fra Comune e Ati, fra mille omissis mai chiariti, slittò dall’inizio del 2009 a maggio 2010. Subito dopo la giunta Pintus perse le elezioni è passò la mano alla giunta Frediani. La concessione era stata affidata all’Ati per 50 anni rinnovabili per altri 50. La stessa avrebbe dovuto fruttare al Comune, in mezzo secolo, 300 mila euro così suddivisi: 500 euro mensili, di cui i primi dieci anni interamente abbuonati. Praticamente, il primo incasso sarebbe dovuto arrivare al Comune, il 30 giugno del 2020. Sicuramente allettante il piano di investimenti presentato dall’Ati: 8,4 milioni di euro fra il 2009 ed il 2013, così ripartiti: 3,2 milioni nel 2009, 2,3 milioni nel 2010, 2 milioni nel 2011, 550 mila euro nel 2012, 300 mila euro nel 2013. Ma ad oggi nel compendio non risulta effettuato alcun intervento di rilievo.

  • TEMPIO.La Confcommercio tempiese, tramite il suo presidente Antonio Azzena (foto), esprime, la contrarietà dell’associazione alle liberalizzazioni del governo Monti, sulla scia di quanto recentemente dichiarato dal presidente regionale Gavino Sini. «Il commercio - scrive in un comunicato Azzena - continua ad essere la prima barriera da infrangere nel presunto percorso di modernizzazione dei consumi e nelle risposte alla crisi, che non è certo attribuibile al settore distributivo. In realtà - prosegue -, mentre la situazione di crisi dipende da una serie di fattori “a monte”, il commercio finisce per essere solo l’ultimo anello della catena sul quale scaricare demagogicamente, responsabilità e oneri».
     Il comunicato di Azzena, che arriva a poche ore dall’approvazione, da parte del governo, del pacchetto liberalizzazioni e il giorno prima della riunione dei commercianti tempiesi (in programma oggi alle 20 nei locali dell’ufficio turistico), prosegue con una analisi approfondita sulle “diseconomie”, come lui le definisce, che gravano sull’intera catena, dalla produzione al consumo, sino alla logistica. «Carenze - dice Azzena -, che vanno poi gravare pesantemente sul prezzo finale. In questi frangenti, l’esercente è lasciato a sobbarcarsi, in solitudine - fa notare - non solo gli oneri, ma anche l’immagine negativa che deriva dal costo elevato del prodotto».
     Azzena, che definisce una “bufala” la facoltà di aprire o meno l’esercizio, chiede strumenti concreti per abbattere i costi e la rigidità del credito. Al primo posto la semplificazione amministrativa. Il documento si chiude con l’apprezzamento della Regione che ha annunciato di voler presentare ricorso alla Corte costituzionale contro il decreto sulle liberalizzazioni. (a.m.)

  • TEMPIO.Pur con il pensiero rivolto ad Aggius alla cui comunità ha rivolto un sentimento di solidarietà anche il sindaco Frediani, il carnevale prosegue il suo cammino. Lo spettacolo deve continuare: una durissima ma consolidata legge dello spettacolo, pluridiscussa e sempre rigorosamente osservata dagli artisti per primi.
     Carnevale doveva quindi essere e carnevale sarà, seppure con la morte nel cuore. Intensissimo il programma odierno, giorno di punta della manifestazione.
     A mezzogiorno in punto, farà la sua apparizione, in corso Matteotti, Mannena, una popolana di basso rango e dai facili costumi (adusa sino a qualche giorno fa ad incontri meno regali), che il re ha fatto assurgere al rango di principessa.
     Fra notizie vere o presunte e gossip velenosi, certo è che oggi, alle 15,30 in punto, re Giorgio impalmerà la prosperosa popolana. Si tratterà di un matrimonio riparatore. Mannena, infatti, è già in attesa di un erede.
     A celebrare il rito, sarà il sindaco Frediani che, in un momento di particolare euforia, ha deciso di offrire ai due sposi le chiavi della città.
     Faranno da corona alle nozze, ben 38 carri allegorici, di cui undici a concorso (assente per i noti tristissimi motivi il carro di Aggius), ventidue gruppi estemporanei, e circa cinque mila figuranti che inonderanno la città di suoni, allegria e colori.
     I carri a concorso saranno questi. La Greffa di Palittoni con il carro “Parlament Rock”. Gruppo Folk con il carro “Re Silviño du Brasil” (presente in questo carro un gruppo di ballerini brasiliani). La Cionfra con il carro “Pinocchio nel Paese dei Balocchi”. Gli amici di Daniele con il carro “Gran Casinò”. I Vampiri con il carro “Titanic”. La Vecchia Guardia con il carro “Il principe Monteduro e l’ultima crociata”. New Group con il carro “Tomorrow is (Land)”. La Gang con il carro “Robin Hood”. The Crazy Carnival con il carro “Gnomeo e Giulietta”. La Tribù con il carro “Poker Faces in viva Las Vegas”. Quelli del carnevale con il carro “Welcom to burlesque”.

  • TEMPIO.La recente ondata di neve e gelo abbattutasi sulla città è giunta ad evidenziare la precarietà - e la pericolosità - di tanti vecchi edifici del centro storico. Non è più tardi di cinque giorni che i vigili del duoco son dovuti intervenire per scrostare un cornicione pericolante in cima a un antico palazzo all’imbocco da Piazza d’Italia di via Gramsci, nel cuore della città.
     Percorrendo comunque, a tempesta passata, vicoli e piazzette del vecchio abitato è dato imbattersi in pezzi di intonaci, di tegole, di laterizi e di altro materiale staccatisi da poggioli, terrazze e grondaie sotto l’effetto dirompente del ghiaccio. Sollevare poi lo sguardo verso l’alto vuol dire rendersi conto dello stato di degrado degli edifici e delle loro pertinenze, con porte e finestre di legno consunto e dai vetri rotti e a volte cadenti. Di qui la loro pericolosità per la tanta gente in transito. A volte arrivano le transenne ma la loro precaria sistemazione si limita ad alcuni casi, lasciando invece sguarnita la maggioranza dei luoghi dove la situazione è solita verificarsi.
     Una situazione diffusa, che data da tanto. E’ determinata da abitazioni, magazzini e depositi domestici abbandonati da anni e lasciati senza cura alcuna per i motivi più disparati: antichi proprietari andati a vivere altrove e a volte introvabili, difficili composizioni di liti di carattere ereditario, carenza di risorse finanziarie, pubbliche e private, per interventi di recupero e restauro. Una situazione inoltre nota ai settori competenti dell’amministrazione comunale che a suo tempo aveva dato corso a una sorta di monitoraggio chissà se in costante aggiornamento o meno. L’aggiornamento comunque vale poco senza un’adeguata azione volta al recupero di edifici ricadenti nel cosiddetto «centro matrice» e nell’intera zona A che pure trova sponda nella legge regionale del 1998 e quindi nelle suoi pur ridotti e sporadici stanziamenti. Risulta infatti che Tempio ben poco abbia beneficiato, a fronte dei comuni viciniori più piccoli dove il recupero di vecchi edifici ha dato risultati ragguardevoli.
     L’ultimissimo bando regionale, emanato alla fine del 2011, presentato qui come foriero di ampie prospettive nel settore, ha visto accolte le domande di sol cinque cittadini per i rispettivi edifici storici.

  • TEMPIO. Da ieri il liceo artistico statale porta il nome di Fabrizio De Andrè. Con una solenne cerimonia Dori Ghezzi e Pietrina Murrighile, presidente della Provincia, hanno scoperto la targa realizzata dagli studenti e benedetta dal vescovo, monsignor Sebastiano Sanguinetti. La targa, in bassorilievo, oltre alla nuova denominazione dell’istituto, reca il volto stilizzato del grande artista genovese, deceduto poco più di undici anni fa. Una copia della stessa sarà affissa anche all’ingresso della sezione staccata di Olbia. La decisione di dedicare il moderno Istituto all’illustre concittadino era stata formalizzata nel precedente anno scolastico, ma è stata resa ufficiale soltanto adesso, una volta portati a termine i lavori di ristrutturazione dell’edificio, in corso da qualche tempo. Alla cerimonia ufficiale hanno partecipato, oltre alle autorità già citate, l’assessore regionale alla Pubblica istruzione Lucia Bayre, il sindaco Antonello Pintus, con gli assessori Angela Masu, Gianni Addis e Francesco Quargnenti, i rappresentanti della giunta provinciale Addis, Giorgioni e Carbini e il comandante della compagnia dei Carabinieri, capitano Agostino Scala. Ha fatto gli onori di casa il Dirigente scolastico Luciano Sanna. Parlando delle discipline artistiche, che accomunano il gusto del bello a quello del buono, il vescovo ha benedetto, insieme con la targa, anche i docenti e gli allievi dell’istituto. Dopo aver fatto cadere il drappo tricolore, che avvolgeva la completa denominazione del liceo, è stata scoperta davanti all’ingresso una stele dai colori vivaci che bissava artisticamente la stessa dicitura. I presenti si sono poi trasferiti all’interno dell’edificio per ascoltare un breve ma coinvolgente e applaudissimo concerto degli Audio Magazine, di Chicco Careddu, che hanno eseguito alcuni dei più noti brani di De Andrè, riscuotendo particolare successo con “Monti di Mola” e “Zirichiltagghja”, con cui Faber si cimentò nella parlata gallurese. Al termine gli interventi delle autorità, introdotti dal professor Sanna, preceduti dal saluto di Dori Ghezzi, che ha ringraziato commossa i musicisti per la bella esecuzione, l’amministrazione comunale con in testa il sindaco Pintus, l’assessore Masu che ha fatto da tramite tra scuola e Comune, docenti e alunni. «Sono ragazzi belli non solo dentro, come la gente del posto, i cui volti - dice Dori - ci avevano colpito, me e Fabrizio, dal nostro arrivo. Oggi mi spiego anche il motivo della sua scelta di stabilirsi qui: la bellezza delle donne! Questa era casa sua e un po’ anche la mia». Tra quanti hanno preso la parola, il vescovo, che ha definito De Andrè un innamorato della natura e pure di questa gente. La Murrighile, alludendo al cantautore, ha parlato invece di un artista di grandissimo profilo, che non passerà mai di moda. Il sindaco, da parte sua, si è detto felicissimo di aver realizzato il programma del Comune prima della scadenza del suo mandato. «Fabrizio meritava questo ricordo perchè era un grande artista e un tempiese doc». Ha poi consegnato una targa ricordo a Dori Ghezzi, che ha ricevuto anche un ritratto di Faber da Alessandra Cabras, diplomata proprio all’Artistico. Sono seguiti i saluti degli assessori alla Pubblica istruzione dei comuni di Tempio, Olbia e della Provincia. La cerimonia si è conclusa con un rinfresco, che ha coronato una giornata tanto attesa e sicuramente da ricordare.

    Valentina Cancedda

  • TEMPIO. E’ operativa dai primi giorni del 2010 ma non è stata pubblicizzata, con forti disagi per l’utenza. E’ la sede dell’Agenzia Laore, l’ex Ersat. Di nuova realizzazione, lo stabile di San Sebastiano concentra tutti gli uffici del settore precedentemente dislocati in parte nel palazzo di piazza Brigata Sassari, ed in parte in un edificio privato in via Marconi, l’uno e l’altro conosciuti e frequentati da decenni dalla numerosa utenza fatta di operatori dell’agricoltura sparsi per mezza Gallura. La nuova sede ha infatti aperto i battenti all’inizio di gennaio. Ma non tutti ne sono a conoscenza in quanto la sua apertura non è stata sufficientemente pubblicizzata, in attesa di una qualche cerimonia di inaugurazione da collocare magari in un momento elettoralmente opportuno. Son venuti così a determinarsi confusione e disorientamento. Risultano infatti ancora alquanto numerosi coloro che, provenendo da diversi centri dell’Alta Gallura ed aree limitrofe, continuano a ricercare gli uffici nella vecchia collocazione al centro della città. Di qui pertanto le tante lamentele e le recriminazioni. Da indirizzare evidentemente alle autorità competenti, invitate non solo a pubblicizzare con dovuti sistemi la nuova dislocazione dei frequentati uffici dell’Agenzia Laore ma indicare con opportune segnalazioni il modo di raggiungere la nuova sede. (t.b.)

     

  • TEMPIO.Problematiche sanitarie ed opere pubbliche in Alta Gallura: sono i temi sui quali ieri mattina si è confrontato a lungo il consiglio provinciale, che il presidente Fedele Sanciu ha voluto tenere a Tempio, tenendo fede ad un impegno. Un consiglio aperto, con tanti interventi, tra sindaci (pochissimi, per la verità) e semplici cittadini. Il via con una mozione sulla sanità presentata da Vittorio Masu, unico consigliere provinciale di Tempio.
     Il documento illustrato dallo stesso consigliere è stato poi approvato all’unanimità. Nel mirino di Masu situazioni specifiche, come la riduzione dei posti letto nel reparto medicina del “Paolo Dettori”, l’annunciata chiusura del punto nascita, la carenza cronica di personale medico ed infermieristico in diversi reparti e la mancata apertura del servizio di cardiologia di rianimazione: «Ho già discusso questa mozione - ha detto - con il sindaco e con le forze politiche della mia città. Mi auguro che le nostre richieste trovino accoglimento».
     Il consigliere provinciale Carlo Ferrari, pur approvando successivamente la mozione di Masu, chiede azioni più incisive, atti concreti e non azioni sporadiche: «A causa dei disservizi sul territorio - dice - i nostri pazienti sono diventati i pendolari della sanità che viaggiano fra Sassari e Nuoro». Chiede con forza la difesa del punto nascita, anche Mario Scampuddu, che ha anche una sua personalissima proposta per trovare i finanziamenti: «Basta che il Governo italiano dismetta l’idea di acquistare cento aerei bombardieri F-35. Con quelle risorse economiche - dice, applaudito da molti -, avremmo le risorse economiche per far funzionare egregiamente e senza patemi d’animo tutti i punto nascita dell’isola».
     Il primo ad intervenire dopo l’approvazione della mozione Masu e la trasformazione della seduta da formale in informale, è il sindaco Romeo Frediani, che dopo avere ringraziato il presidente per aver deciso di far svolgere a Tempio la seduta, informa tutti dell’intensa attività svolta in queste ultime settimane sul tema sanità, assieme ai colleghi del territorio; ha quindi reso noto che tutti Comuni del distretto di Tempio hanno inviato all’assessorato regionale alla Sanità una delibera con la quale si chiede che la Regione, anche con l’adozione di una deroga, riveda le sue decisioni sul punto nascita. Sulla stessa linea gli interventi di Antonio Scano, sindaco di Calangianus, e Angelino Pittorru, sindaco di Sant’Antonio di Gallura che, senza uscire fuori tema, ha difeso a spada tratta l’istituzione Provincia.
     Meno convincente invece la parte della seduta riservata alle opere pubbliche. L’elenco attento e puntuale presentato, dopo l’intervento di GioMaria Loddo assessore ai lavori pubblici, dall’ingegnere Pasquale Russo, dirigente dell’ufficio tecnico provinciale, ha lasciato insoddisfatti diversi consiglieri: primo fra tutti Antonio Perinu, che giudica l’elenco di Loddo come una sorta di autocelebrazione inutile. Perinu dice di non condividere l’impostazione della riunione voluta da Sanciu e critica anche l’assenza degli assessori provinciali. «Ci troviamo - dice - in un territorio trascurato che sarebbe invece nostro dovere curare e frequentare».

  • TEMPIO. L’ex base americana sul monte Limbara è una vera e propria bomba ecologica a orologeria. “La base dei veleni”, così la chiamano i militanti del circolo cittadino dei Comunisti italiani, che hanno organizzato un convegno in modo da far tornare alla ribalta un problema sempre d’attualità, ma spesso dimenticato, come quello delle strutture dismesse. Ne parleranno domani alle 18 nell’ufficio turistico di piazza Mercato. «Dopo anni di inutili richieste di spiegazioni, interrogazioni consiliari e parlamentari, dice Nicola Luciano, capogruppo del Pdci in consiglio, è giunto il momento di fare cessare l’inspiegabile e vergognoso silenzio calato sull’argomento». All’assemblea anche alcuni rappresentanti del Comune della Maddalena. Verranno mostrati anche alcuni filmati e molte foto sulle condizioni di degrado nel quale il sito si trova. Grande fratello. La base, circa quattro ettari da cui si gode di un panorama mozzafiato, nacque, in gran segreto, fra omissis ed accordi mai svelati, nel 1968 come stazione radiotelegrafica ad onda lunga per comunicare anche con i sommergibili. Senza nessuna trattativa con l’amministrazione comunale, proprietaria del terreno. Una sorta di “grande fratello” per il controllo del medio oriente, con cui captare, notte e giorno, non solo le parole ma persino il respiro delle ombre. Narra la leggenda che da queste parabole furono guidati i cacciabombardieri Usa che la notte del 15 aprile 1986 attaccarono le città libiche di Tripoli e Bengasi e la residenza privata di Gheddafi, uccidendo decine di civili, tra cui la figlia adottiva del rais. Cinque lire. Non è leggenda invece la cifra che il governo americano pagava annualmente allo Stato italiano per la locazione: cinque lire. Con l’avvento dei satelliti, la base fu abbandonata il 31 ottobre del 1993. Anziché essere restituita al Comune, passò sotto il ministero della difesa che l’affidò in custodia all’aeronautica militare, la quale se n’è sempre disinteressata. Sul posto, gli americani, quasi fossero un esercito in fuga, abbandonarono ogni cosa. Documenti, attrezzature e macchinari di ogni genere, costosissimi impianti, generatori elettrici, enormi parabole e poderose strutture in cemento armato. Tutt’attorno in un ampio tratto di terreno già forse irrimediabilmente danneggiato, una strana erbetta pallida ha preso il posto del timo, della lavanda, della “rosa del Limbara” e delle altre essenze che fanno della montagna tempiese, un sito unico. Acqua e veleni. All’interno del sito, inoltre, ancora oggi è possibile vedere disperdersi per l’intera base, l’acqua cristallina che arriva dal così detto acquedotto degli americani. Né la precedente amministrazione né l’attuale (che giovedì scorso ha fatto una delibera sull’argomento) sono riusciti ad incanalarla verso le fontanelle della montagna. A fare più paura però più che la ruggine, le batterie esauste, i gruppi elettrogeni, le cisterne (nessuno ha mai controllato cosa contengono), sono la lana di vetro e l’eternit, presenti in quantità industriale soprattutto in quelli che erano una gli alloggiamenti degli americani. Questo materiale, bruciato dal sole, o fradicio di pioggia, dal 1993, da 19 anni cioè, si insinua lentamente nel terreno o si lascia trasportare dal vento nell’indifferenza di tutti. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

  • TEMPIO Si chiamerà “Ghjanni Abbalti” (porte aperte),l’edizione tempiese di “Stazzi e Cussogghj”, la manifestazione creata dalla Provincia Olbia – Tempio che, in forma itinerante, dal 5 maggio sta toccando settimanalmente diversi centri della Gallura. La manifestazione, nata con lo scopo precipuo di preparare e allungare la stagione turistica, mostrando usanze costumi, canti, tradizioni e antichi mestieri si è già svolta, con successo di pubblico a Santa Teresa e Trinità. Oggi e domani sarà ad Aglientu. Fra una settimana, sabato 26 e domenica 27 invece, arriverà a Tempio con una serie di manifestazioni e iniziative, tutte curate dalla Pro loco. «Abbiamo scelto di identificare la manifestazione provinciale chiamandola “Ghjanni Abbalti” – spiega Tonino Pirrigheddu, presidente dell’associazione turistica – per evidenziare un’antica usanza tempiese chiamata “Greddhula” che altro non è che il nome gallurese dell’Edera. Quando il vignaiuolo spillato il primo vino della stagione, decideva, (dopo avere messo da parte la provvista per la famiglia ), di vendere il rimanente, lasciava aperte le porte della sua casa e all’uscio appendeva alcuni rami di edera per far intendere ai passanti che si poteva acquistare del vino. Da qui, conclude Pirrigheddu, anche l’abitudine di chiamare “Gredduli” le vecchie bettole che noi per l’occasione riapriremo». Intenso e per certi versi suggestivo il programma predisposto dalla Pro Loco per celebrare e recuperare il ricordo di quella cultura contadina che a Tempio, nonostante la sua identificazione di città, ha resistito sino alla fine degli anni 60. Da non perdere sicuramente, sabato alle 10 in Piazza Gallura, il rito della spartizione dei beni della terra quando contadini e proprietari terrieri si “Spaltini” (spartiscono) i frutti di un anno di lavoro. La giornata proseguirà quindi con la sfilata di contadini, carri a buoi asini e cavalli sino al Chiostro degli Scolopi. Qui si esibiranno in una rassegna di arti e mestieri antichi, il maniscalco, il fabbro il quadrettaio( lavorante del sughero), il coltellaio e lo scalpellino. Affidate allo storico Tomaso Panu e allo scrittore Franco Fresi le relazioni scientifiche sulle diverse manifestazioni della giornata. Previste anche visite ai diversi musei cittadini ed una conferenza su Moscato e vini di Gallura organizzata, con degustazione finale, dalla Confraternita del Moscato. Ad una quindicina di cori e gruppi folk, provenienti da diversi centri della Sardegna invece, è stato affidato l’incarico di allietare la due giorni della manifestazione. Per informazioni,rivolgersi alla Proloco cittadina, in piazza Gallura o telefonare allo 079 631273.(a.m.)

  • di Tonio Biosa wTEMPIO Quattordici milioni d'euro, tanti in entrata ed altrettanti in uscita, come indica la norma. E' questa la cifra finale del bilancio di previsione per l'anno amministrativo in corso dell'Unione di comuni “Alta Gallura”. Il documento programmatico è stato prima illustrato e quindi approvato l'altra sera nel corso dell'assemblea dei sindaci dei comuni costituenti l'Unione- ovvero Tempio, Aggius, Aglientu, Badesi, Bortigiadas, Calangianus, Luras, Luogosanto e Santa Teresa, e presieduta dal sindaco di Calangianus Antonio Scano, presidente di turno dell'Unione, coadiuvato dal direttore amministrativo Franca Murgia. Il grosso dell'impegno finanziario dell'ente sovracomunale, intorno ai dieci milioni, ricade sul settore ambientale. E' l'Unione infatti a gestire, attraverso la Gesenu, la raccolta differenziata e lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani nei comuni sopraindicati e quindi l'impianto integrato di igiene urbana di Parapinta, accanto alla Zona Industriale in territorio di Tempio, dove confluiscono e subiscono un primo trattamento i rifiuti provenienti anche da centri della Bassa Valle del Coghinas e dell'Anglona. «Un settore, quello ambientale, di rilevante importanza che principalmente con la raccolta differenziata ha raggiunto dei buoni livelli che è doveroso quanto meno mantenere» ha osservato il presidente Scano. La parte restante dei fondi in bilancio è destinata principalmente alla gestione del porto turistico di Isola Rossa. Un porto che, in vista della stagione nautica ,sta per uscire da un intervento di riorganizzazione e potenziamento dei servizi offerti, e quindi ad una serie di altre attività svolte dall'Unione nell'espletamento delle sue funzioni come la formazione di personale in diversi campi e la sistemazione e manutenzione di strade di campagna. «E' un bilancio ridotto all'osso- ha spiegato ancora Antonio Scano -. Gravano infatti i tagli nei trasferimenti di fondi da parte della Regione, alle prese a sua volta con i tagli dello Stato. Pesa inoltre la mancata o tardiva riscossione di crediti vantati dall'Unione nei confronti di comuni ed altri enti, in primis Abbanoa, che utilizzano gli impianti di depurazione di Parapinta che è molto costoso far funzionare».

  • 2/03/2010

  • TEMPIO.È stato intitolato a Rita Atria il presidio territoriale dell’associazione di don Luigi Ciotti “Libera” fondato a Tempio. Testimone di giustizia, Rita Atria morì a 18 anni, suicida, poche settimane dopo l’attentato al giudice Borsellino, alle cui indagini per sgominare la mafia aveva dato, con le sue rivelazioni, un contributo notevole. La sua vicenda biografica commuove ancora oggi quanti ne vengono a conoscenza e seguita a fungere da modello positivo soprattutto per i più giovani.
     Il nome della giovane testimone di giustizia è stato più volte rievocato da chi ha preso parte all’atto ufficiale della nascita del presidio. Oltre a Maria Luisa Sari, referente del Sasol point 20, all’incontro hanno partecipato Gianni Monteduro, vicesindaco, Gian Piero Farru, referente di Libera Sardegna, Caterina Garofano, presidente della Consulta comunale del volontariato, Davide Mattiello, referente di Libera Officina, e una rappresentanza delle scuole dell’alta Gallura (Manuela Salaris, Raimondo Pittorru, e rappresentanti del Liceo Artistico “De André” e del Tecnico “Gavino Pes”).
     In molti tempiesi è ancora vivo il ricordo della petizione che venne lanciata in città per sostenere Libera. Erano gli anni del governo Berlusconi e altre sigle dell’associazionismo sembravano riscuotere maggiore gradimento da parte della maggioranza. Libera vide minacciata la propria progettualità e dalle scuole, in testa proprio le superiori di Tempio, partì la protesta, che si concretizzò in una lettera aperta firmata da centinaia di operatori e professionisti dell’educazione. Documento e firme che vennero consegnati a don Ciotti in occasione di un convegno di Sardegna solidale svoltosi dieci anni fa a Trinità d’Agultu. (g.pul.)

  • TEMPIO.Rinaggiu torna al Comune, il Tar giudica legittima le revoca della concessione all’Ati e boccia il ricorso di quest’ultima perché «il provvedimento impugnato risulta motivato dalla constatata e comprovata incuria nella gestione, manutenzione e custodia del compendio». Soddisfazione nell’amministrazione, mastica amaro la capofila degli sconfitti Alba immobiliare.


     Insomma, il tribunale amministrativo regionale ha accettato in pieno la tesi della giunta Frediani che denunciò lo stato di abbandono dell’area termale, concessa per cinquanta anni in modo da creare sviluppo e lavoro: a dimostrarlo la mancata erogazione al pubblico delle prestazioni oggetto del contratto di concessione e l’assenza di manutenzione ordinaria e straordinaria, con un depauperamento progressivo dei beni ed un danno incalcolabile di immagine dei luoghi e della stessa città, spiegavano gli amministratori. Di fronte al Tar gli interessi dell’Ati sono stati rappresentati dall’avvocato Gian Comita Ragnedda, mentre il Comune era difeso da Giuseppina Demuro. «La pronuncia del Tar - dice il segretario comunale Silvano Aisoni -, è una pronuncia preliminare in una fase così detta cautelare cui seguirà un pronunciamento anche nel merito di quanto da noi affermato e documentato nella nostra difesa. Per il momento i giudici hanno dato ragione alle nostre tesi». E spiega che, avendo i giudici confermato la legittimità della revoca, il Comune potrà operare a pieno titolo nel compendio di Rinaggiu, almeno per la pulizia, oltre a riscuotere la fideiussione di 70 mila euro dell’Ati.
     Soddisfatto anche Angelo Cossu, che su incarico della giunta ha seguito la vicenda sin dal suo insediamento: «Ritengo che il Tar con questa ordinanza sia entrato anche nel merito di ciò che noi avevamo sempre sostenuto. Ci attende ora un lungo ma entusiasmante lavoro».
     L’avvocato Gian Comita Ragnedda (difensore dell’Ati): «L’ordinanza del Tar ha un valore provvisorio edè solo il primo passaggio di un processo che si annuncia piuttosto complesso. Non è quindi una sentenza, con buona pace di chi può pensare che il contenzioso sia finito. Il giudizio potrà essere modificato in fase di merito, in quanto la società mia assistita sta raccogliendo tutta la documentazione comprovante le attività svolte e le manutenzioni effettuate. Il Comune, a nostro giudizio, ha utilizzato i propri poteri per riappropriarsi con la forza del compendio, pur non avendo il diritto di farlo. Valuteremo nei prossimi giorni se appellare l’ordinanza, anche se presumo che tale strada sia obbligata. Il Comune, agendo così, si espone al rischio di pesanti richieste risarcitorie».

  • TEMPIO. Si chiama “Identità”, ed è una mostra di pitture che due giovanissime artiste di Tempio - Patrizia Palitta e Valentina Mossa - hanno inaugurato ieri sera all’ExMe, l’ufficio turistico comunale di Piazza Mercato. Il vernissage, inaugurato alla presenza delle autorità comunali dalle due emozionatissime artiste resterà aperto per diversi giorni. La mostra, che gode del patrocinio dell’amministrazione comunale di Tempio, mette in risalto il tocco innovativi e piacevole delle due pittrici. La mostra d’arte mette in evidenza il lavoro di ricerca effettuato negli ultimi anni dalle due giovani pittrici, al loro debutto nel mondo espositivo e alla ricerca di quei consensi che, considerata l’alta qualità dei loro lavori, non tarderà ad arrivare.

     

  • TEMPIO. Il confine mobile tra “Legalità e Giustizia” è stata la questione al centro dell’annuale convegno della parrocchia di San Giuseppe organizzato in occasione della festa del santo protettore dei lavoratori dal parroco padre Paolo Contini. Ad affrontarla davanti ad un folto pubblico costituto in prevalenza da studenti sono stati il giornalista della Nuova Sardegna Marco Bittau, il prefetto di Sassari Marcello Fulvi, il sostituto procuratore Riccardo Rossi ed il vescovo Sebastiano Sanguinetti. Erano fra gli altri presenti il sindaco di Tempio Antonello Pintus ed il procuratore della Repubblica Mario D’Onofrio. La serie di interventi è mossa da una relazione sul tema del convegno del presidente dell’Eurispes Gian Maria Fara, assente per gravi impedimenti e letta pertanto da padre Contini. Essa è partita da una domanda: «Fino a che punto oggi in Italia il problema della legalità è il problema della giustizia»? Le risposte si son potute cogliere in alcuni dati tratti dall’ultimo rapporto dell’Eurispes. Essi parlano della sfiducia degli italiani nel decorso dei procedimenti giudiziari e del conseguente ingenerarsi di situazioni anormali che portano molti soggetti a sfuggire alla giustizia e a creare scompensi e anomalie nel sistema economico, politico e sociale e perfino nella morale. Chiamato a parlare di “Informazione tra diritto e responsabilità”, Marco Bittau ha riaffermato il ruolo del giornalista di raccontare la realtà in un quadro dell’informazione quanto più pluralistico. Ha precisato però che esso deve svolgersi nel rispetto delle regole, in pieno senso di responsabilità e con la ampia professionalità soprattutto in un momento come l’attuale dove spesso la notizia non è la prima cosa ad esser fornita. «La notizia - ha sottolineato - appartiene al lettore, non al giornalista». Di grande effetto, soprattutto nei confronti del pubblico giovane presente, è risultata la relazione del Prefetto su “Economia e legalità nel nostro territorio” incentrata sulla presenza del fenomeno usura e sul suo effetto negativi sull’economia e sull’etica di alcune fasce della popolazione specie in momenti di crisi come l’attuale. La sporadica coincidenza fra legalità e giustizia è quindi apparsa in una sorta di exscursus fra i casi offerti dalla nostra cultura classica: da Gesù davanti al sinedrio a Giuseppe che rifiuta la lapidazione di Maria, da Socrate che non evade nonostante la porta della prigione aperta ed incustodita a Antigone che dà sepoltura al corpo del fratello nonostante il divieto del tiranno. A conclusione è giunta la relazione del Vescovo sul tema «Legalità, giustizia e comunicazione». Muovendo dalla citazione di certi modi distorti di intendere la giustizia in alcune arcaiche realtà isolane e passando poi ai contenuti di una recente enciclica papale, ha posto l’accento sul ruolo abnorme assunto dai mass media che puntano, invece che a diffondere notizie e verità, a fare «audiance».

     

    Tonio Biosa

  • TEMPIO. Le buche che costellano le vie cittadine stanno per essere rattoppate. L’impegno finanziario, fanno sapere dagli uffici comunali, per poter rfipristinare ex novo il manto d’asfalto sull’intera rete viaria cittadina è attualmente improponibile per le esauste casse comunali. Da quì gli interventi a macchia di leopardo nel quale sono impegnati gli operai comunali.

  • TEMPIO. Dicono no alla «delegittimazione della figura del difensore che pone in pericolo il diritto di difesa del cittadino». Sottolineano l’obbligo, per l’avvocato, di rispettare le «norme di legge e deontologiche», ma censurano, nel caso Cherchi, «il modo di procedere del pubblico ministero, lesivo della dignità della professione forense». Gli avvocati della Camera penale di Tempio esaminano il caso giudiziario che riguarda la collega Cristina Cherchi, indagata per presunte minacce ai danni di un medico, e il fratello Pietro, anche lui avvocato e suo sostituto l’8 marzo nell’aula della Corte d’Assise di Sassari all’udienza del processo a carico di Martino Vargiu. Durante un’assemblea, i componenti della Camera penale (presieduta dall’avvocato Domenico Putzolu) hanno esaminato la vicenda e redatto un documento che è stato approvato a larga maggioranza. I penalisti si soffermano sulla perquisizione personale disposta dal pubblico ministero Elisa Calligaris nei confronti dell’avvocato Pietro Cherchi, al fine «di sequestrare il verbale redatto ai sensi dell’art. 391 bis dall’avvocato Cristina Cherchi. Nel corso dell’attività di polizia giudiziaria sono stati ispezionati anche il fascicolo di udienza e la borsa del professionista - scrivono i penalisti -. Subito dopo è stato sottoposto a perquisizione personale anche un praticante dello studio Cherchi. Solo nel pomeriggio e quindi ben due giorni dopo l’emissione del provvedimento di sequestro (il 6 marzo), il pm si è recata nello studio dell’avvocato Cristina Cherchi, che immediatamente ha consegnato il documento ricercato». I componenti della Camera penale affermano di non voler «porre in discussione il potere-dovere del pubblico ministero di esercitare l’azione penale e di svolgere indagini nei confronti di chiunque» e sottolineano che «l’avvocatura non ha mai richiesto e non intende richiedere trattamenti di favore in materia». Ma «con altrettanta decisione», aggiungono che «nel caso di specie va censurato il modo di procedere del pubblico ministero che, anche a prescindere da ogni valutazione in ordine al rispetto delle norme procedurali che regolano la materia, appare lesivo della dignità della professione forense e in contrasto con i principi costituzionali in materia di esercizio della difesa tecnica nel processo e di quello di parità delle parti. Non può essere, inoltre, taciuto che l’attività di indagine così concitatamene e inopportunamente svolta, poteva essere effettuata con altre e non certo meno efficaci modalità, rispettose dei principi richiamati». L’avvocatura ribadisce «il fermo intendimento di voler produrre ogni sforzo affinché il diritto del cittadino di difendersi nel processo non sia vanificato o leso da condotte in contrasto con le norme e i principi che vigono per tutelarlo e attuarlo».

  • di Angelo Mavuli wTEMPIO Mai più nella caserma di viale don Sturzo. Ad affermarlo sono i vertici del Cocer, il sindacato dei carabinieri al termine di un sopralluogo. La Compagnia carabinieri, da circa un mese trasferitasi ad Aggius, non potrà mai più tornare nei locali di Tempio, abbandonati a causa delle pessime condizioni. Inoltre, se entro maggio, la Palazzina comando della Pischinaccia concessa dal Comune non dovesse essere resa realmente disponibile con un’ordinanza o uno svincolo, il Cocer all’unanimità chiederà al Comando generale dell’Arma di trasferire in altra sede la stessa Compagnia. Il verdetto arriva in tarda mattinata, al termine del sopralluogo che deve stabilire se gli interventi di riparazione effettuati nei giorni scorsi dal proprietario dell’immobile l’abbiano reso nuovamente agibile. A dare notizia dell’esito negativo è lo stesso segretario nazionale del Cocer, Gianni Pitzianti, gunto da Roma, che assieme ad altri suo colleghi “carabinieri sindacalisti” ha voluto rendersi conto di persona dello stato effettivo in cui si trova la caserma di viale don Sturzo e delle dure condizioni di lavoro in cui i militari sono costretti ad operare dopo il trasferimento del Norm a Calangianus ed Aggius. «Per noi – afferma – i locali di viale don Sturzo non sono più idonei. A nostro parere i carabinieri non possono più lavorare in quella struttura». Gli fanno eco Antonello Scanu, segretario del Coir, altro organismo interregionale del centro Italia; Andrea Pia, Ignazio Nieddu e Giampaolo Frulio, rappresentanti regionali del Cobar, organismo sindacale più prossimo al territorio. Decisamente fosche anche le previsioni di un ritorno della Compagnia carabinieri in città: «Se entro maggio – dice ancora Gianni Pitzianti – la Palazzina Comando non verrà resa disponibile dal Comune, il nostro organismo chiederà al Comando generale di trasferire la compagnia in un’altra città della Gallura». Accorato da parte di tutti i rappresentanti sindacali l’appello alle istituzioni politiche, affinché tengano nella giusta considerazione, il duro lavoro dei militari e si adoperino ad alleviare nel più breve tempo possibile, i disagi derivanti dal trasferimento: «Noi carabinieri – dice Pitzianti – siamo gente avvezza al lavoro e all’ubbidienza. Questo trasferimento però sta mettendo a dura prova non solo i militari ma anche le loro famiglie. Decine di chilometri in più, ore impiegate per i viaggi da una caserma all’altra, tantissimo lavoro che si accumula e che non può essere invece, rimandato. Ore rubate alla famiglia e agli affetti che pesano tantissimo in una quotidianità, priva anche di prospettive immediate di soluzione». Infine un ringraziamento ai cittadini tempiesi per i tanti sentimenti di affetto e di solidarietà giunti in questi mesi ai carabinieri per questa assurda vicenda. «Sapevamo della stima e dell’affetto che da 189 anni lega Tempio ai carabinieri. La consapevolezza di questo lunghissimo rapporto, rende ancora più amara in noi la consapevolezza che il nostro attuale trasferimento possa trasformarsi in un addio»

  • TEMPIO. Può essere definita interlocutoria la riunione indetta dal Comitato Commercianti “ Centro Città”, per discutere della crisi che sta opprimendo sempre più le attività a Tempio, e studiare insieme misure alternative in grado di far uscire il comparto dall’impasse. Alla riunione, riservata ai commercianti e praticamente a porte chiuse erano presenti una sessantina di operatori del settore che dopo avere esposto le loro problematiche, hanno anche proposto iniziative ed idee.
     La riunione - scrive in un comunicato Gian Mario Azzena, presidente Comitato Commercianti “ Centro Città” - si è svolta in un clima sereno e costruttivo che ha permesso di intuire quali potranno essere le linee guida delle prossime iniziative».
     Secondo Azzena, il programma o il pacchetto di iniziative che si andrà ad approvare nel corso di altri incontri (il prossimo è previsto per giovedì prossimo, sempre all’Ufficio Turistico), dovrà essere una proposta condivisa non solo da tutti i commercianti, ma anche da ristoratori, gestori di bar e da quanti, in qualche modo, si sentono commercialmente danneggiati. «Il progetto - aggiunge Azzena -, deve essere condiviso, anche da Amministrazione Comunale, Centro commerciale naturale e Confcommercio».
     Fra le ipotesi formulate durante l’incontro, la possibilità di tenere aperti gli esercizi, almeno una volta al mese anche durante la domenica. Chiesta da qualche parte la possibilità di aprire anche nella domenica di Carnevale, quando la città viene solitamente invasa da migliaia di visitatori. Allo studio anche un progetto pubblicitario per invitare e convincere i tempiesi a non andare altrove ma spendere i soldi nella loro città. Provocatoria, ma non tanto, la proposta di qualcuno, secondo il quale la pubblicità migliore sarebbe decidere di fare il 20 per cento di sconto, o anche di più, a seconda della merceologia, l’ultimo sabato di ogni mese. Cnc e Confcommercio non erano presenti. «Questo - ha detto Antonio Azzena, presidente della Confcommercio -, non significa che non siamo d’accordo con l’iniziativa. Anzi siamo vicinissimi al comitato e lavoreremo insieme».

  • TEMPIO. All’indomani del pronunciamento del Tar che, nella querelle con l’Ati, ha assegnato il primo round al comune di Tempio, giudicando legittima la revoca della concessione, non sono pochi, pur fra mille distinguo, i commenti della gente comune e dei politici.
     «Avrei preferito - dice il sindaco Frediani - che la vicenda Rinagghju si fosse evoluta positivamente senza mai andare davanti ai giudici. Le cose evidentemente non sono andate come la concessione, approvata a suo tempo anche con il mio voto, prevedeva. Come sindaco, constatata la totale inosservanza del capitolato della concessione, obbligatoriamente sono dovuto intervenire. Oggi, grazie alla struttura dell’ente, le cose si sono avviate in nostro favore».
     «Il cammino per lo sfruttamento del compendio -, conclude il sindaco - è comunque ancora lungo e difficile reso tale anche dalla crisi, sono certo però che avremo le capacità di ben operare».
     «E’ un primo pronunciamento - dice Franco Marotto di Alternativa per Tempio -, la prudenza consiglia di attendere. Ho invece alcune riserve sul comportamento dell’amministrazione che mi riservo di esprimere al momento opportuno».
     Caustico il commento dell’avvocato Tato Usai, consigliere comunale, sempre di Alternativa per Tempio. «Sono in grado - dice - di fare una scommessa che mi auguro di perdere. Ritengo che questa amministrazione, nel corso dei residui tre anni, non realizzerà niente di significativo per la valorizzazione e la protezione di Rinagghju».
     «L’amministrazione Frediani - dice infine Francesco Quargnenti -, capo gruppo della Lista civica per Tempio, costringe la città a ripartire da zero. Con la loro mancata vigilanza, hanno consentito all’Ati di distruggere un compendio che noi avevamo lasciato in perfetto stato». (a.m.)

  • TEMPIO.Re Giorgio, simbolo del Carnevale di Tempio, pagherà cara la sua temeraria e annuale discesa in campo. Ha gozzovigliato tra bagordi di ogni genere, promettendo di risolvere tutti i mali del popolo e illudendo con promesse di matrimonio la popolana Mannena. Risulterà invece inadempiente su tutti i fronti. Sarà inviato a processo, condannato e bruciato su uno spettacolare rogo dopo aver fatto un iperbolico testamento. Elementi tipici del carnevale di tipo italico-europeo derivante dagli antichi Saturnali, che rievocavano l’uguaglianza primitiva degli uomini: per l’intera durata si usava fare grandi spettacoli, giochi, gare, banchetti pubblici. E veniva sospesa l’autorità dei padroni sugli schiavi. Insomma, una sorta di «rovesciamento dell’ordine gerarchico». Da una ricerca sul «Carrasciali timpiesu» quando era una ricorrenza tutta locale emerge che “Ghjolgliu puntogliu” compariva un tempo il martedì grasso, dal 1955 sin dal giovedì. La sua figura era quella maschile in abiti regali a cavallo di un asinello. Veniva imbottito con paglia e stracci e conteneva anche borotalco e polvere da sparo. In tempi più recenti si è affiancata la figura di «Mannena», popolana grassa e pettoruta e la domenica del Carnevale si celebravano burlescamente le loro nozze in un tripudio di popolo. Giorgio rappresenta la nobiltà e comunque la classe dirigente politica e infatti nel giorno dell’insediamento fa un sacco di promesse al popolo. Promesse mancate, che scatenano l’ira dei sudditi. Mannena, la moglie che rappresenta il popolo, sta a guardare e alla fine del Carnevale resta sola. Così l’eguaglianza e la convivenza tra ricchi e poveri si realizza solo a Carnevale. Quest’anno le nozze fra Giorgio e Mannena sono state celebrate dal sindaco in fascia tricolore, sollevando parecchie polemiche. Ci manca solo la benedizione ecclesiale. (t.b.)

  • TEMPIO.Le due giurie si sono espresse, ma i nomi dei carri e dei gruppi mascherati estemporanei vincitori dell’edizione 2012 del Carnevale tempiese verranno resi noti oggi, il giorno dell’ultima sfilata e del processo a Re Giorgio, destinato al rogo anche nella sua versione rock.
     Per la giuria tecnica, presieduta dalla giornalista di Lineablu, Donatella Bianchi, i tre carri più belli (non ordine di classifica) sono quelli del Gruppo folk (“Re Silviño do Brasil”), della Vecchia Guardia (“Il principe Monteduro e l’ultima crociata”) e dei Vampiri (“Titanic”). I gruppi mascherati migliori sono invece La Greffa, la Sabbia e Per il Viaggio. Ma i nomi dei vincitori saranno proclamato durante la sfilata odierna. Per la giuria popolare i carri più apprezzati sono gli stessi scelti dalla giuria tecnica, ma in questo caso viene specificata anche la classifica: primo la Vecchia Guardia, secondo I Vampiri, terzo il gruppo Folk, ma a pari merito con New Group, autore di “Tomorrow is land”.
     A tenere banco per tutta la giornata però è stata, ieri, la sfilata di domenica (cominciata in ritardo, disordinata già dopo il quarto carro e lunga oltre ogni limite) e il matrimonio di re Giorgio celebrato dal sindaco Frediani con indosso la fascia tricolore. Non sono mancate le contestazioni. Critiche anche per l’uso “disinvolto” della fascia tricolore che, dice il consigliere di opposizione Tato Usai, «ha una valenza prettamente istituzionale ed una sua sacralità che mal si presta ad un suo utilizzo, in circostanze semiserie o addirittura burlesche». «L’introduzione della celebrazione di un matrimonio nella sfilata - dice Gerolamo Balata, coordinamento provinciale del Pd - potrebbe essere un’ottima iniziativa, ma se affidato ad un personaggio diverso dal sindaco. Le istituzioni non vanno mai coinvolte in una burla». Sulla stessa linea anche Vittorio Masu (Pd), presidente del consiglio provinciale: «A carnevale i politici devono solo subire la satira così come è nella tradizione e nella connotazione stessa dell’evento. E la fascia tricolore rappresenta lo Stato». Gianni Addis, consigliere di opposizione: «È la terza volta in um mese che Frediani usa la fascia in situazioni non istituzionali». Il programma di oggi prevede alla 15.30 la terza sfilata dei carri, alle 19 il processo e il rogo di re Giorgio e alle 20 in piazza Gallura il rogo di “Gjogliu Puntogliu”, l’antico fantoccio di re Giorgio, e l’addio al carnevale con la Live Band.

  • TEMPIO. L’assessore regionale all’urbanistica, Gabriele Asunis, sarà a Tempio nel pomeriggio di lunedì per illustrare a professionisti, amministratori e tgecnici comunali la nuova circolare approvata dalla giunta regionale sugli indirizzi applicativi della legge sull’edilizia. «Il piano casa non deve avere ostacoli, mentre la circolare è propedeutica al piano che deve essere ancora eleborato», ha spiegato nei giorni scorsi l’assessore all’urbanistica. Con gli indirizzi applicativi la Giunta regionale intende fornire «un ausilio agli operatori del settore, agli amministratori locali, ai responsabili degli uffici tecnici comunali, e anche ai cittadini direttamente interessati a usufruire dei benefici concessi dalla legge». Per piegare tutto questo l’assessore incontrerà, alle 17 nel palazzo comunale, tecnici, professionisti e amminisrtratori dell’Alta Gallura. «La Giunta vuole sollecitare le amministrazioni locali affinchè venga data una risposta rapida e incisiva ai cittadini, riavviare le attività edilizie e favorire gli interventi di riqualificazione del patrimonio edilizio esistente allo scopo di contenere il consumo di nuovo territorio, come è nello spirito stesso della legge. Si vogliono raggiungere sollecitamente gli obiettivi che il Piano Casa si è prefisso, cioè quelli di rivitalizzare il settore dell’edilizia sarda per far ripartire il sistema economico e produttivo isolano».

     

  • TEMPIO. Dopo il restauro arriva verde. Il piazzale Aldo Moro, un parcheggio di recente realizzazione affacciato su via Settembrini e a ridosso dell’Ex convento degli Scolopi, avrà una parte ricoperta di varie essenze arboree che varrà anche a mitigare l’impatto con una preponderante prevalenza del granito. La parte è quella rivolta su via Paluneddhu, che versava in condizioni di degrado. L’assessorato comunale all’Ambiente ha impegnato nella riqualificazione della zona un finanziamento di oltre 6mila euro. L’intervento sarà messo in atto da una ditta del settore florovivaistico operante in città che garantirà inoltre una temporanea assistenza successiva. Nel frattempo, ai bordi della piazza, ha trovato dimora quello che era noto come «l’ulivo della Pace», l’albero prima sistemato alla confluenza del corso Matteotti su largo XXV Aprile e che ogni anno - in occasione del carnevale -, veniva pesantemente potato e privato della chioma per consentire la vista ed il passaggio dei corsi mascherati. L’arrivo dellla nuova area verde segue di qualche mese il restauro della pavimentazione della piazza. Com’era noto molte delle lastre di granito che costituivano il lastgricato, sotto l’effetto del passaggio delle auto in cerca di uno stallo per la sosta, erano venute a sconnettersi e a staccarsi determinando ampi squarci, generando situazioni di difficoltà nel parcheggio e anche di estetica. Qualche tempo fa pertanto si pose la necessità di interdire l’impiego della piazza a parcheggio e consentire i lavori di risistemazione della pavimentazione. Da pochi giorni tutto è tornato allo stato originario, nella speranza che le lastre di granito, sotto il peso delle automobili, non tornino a fare i capricci. Fermo restando il fatto che il parcheggio non può che risultare un impiego improprio di quella bella e panoramica piazza, realizzata a suo tempo con fondi erogati dall’assessorato regionale alla Cultura, una piazza e relativo percorso coperto messo servizio del Teatro del Carmine e del Palazzo degli Scolopi e delle sue pertinenze destinate a funzioni culturali.

     

    Tonio Biosa

  • TEMPIO.Andrea Biancareddu non ci sta e risponde al sindaco Romeo Frediani che in un comunicato stampa lo accusa di avere dato inizio anticipatamente alla sua campagna elettorale per avere chiesto ed ottenuto di incontrare i vertici della Asl e tutti gli operatori dell’ospedale “Paolo Dettori”. «Probabilmente - scrive il consigliere regionale - cerca con l’aggressività verbale di nascondere le difficoltà e le problematiche che da molto tempo ormai caratterizzano la sua giunta con esiti purtroppo nefasti per la città. Anziché offendersi e scandalizzarsi, dovrebbe semplicemente ricordare che rientra nelle prerogative di un consigliere regionale, interessarsi direttamente, senza interposte persone, delle problematiche del territorio. Definendo sarcasticamente l’incontro “originale” e facendolo passare, con i suoi commenti come una sorta di incontro carbonaro preelettorale, Frediani non fa bene al territorio, non risolve le problematiche che pur vi sono ed offende infine, la dirigenza dell’ente e gli operatori sanitari che ringrazio questa volta pubblicamente. Non campagna elettorale quindi, egregio sindaco Frediani, prosegue Biancareddu -, ma interesse per la mia città e il mio territorio».
     Parole di elogio invece, da parte del consigliere regionale, per l’assessore comunale Vanni Bisson, che spesso si rivolge a lui in qualità di rappresentante del territorio alla Regione: «Certamente non ci accomuna con l’assessore Bisson la militanza politica - dice Biancareddu -. Ci unisce invece l’interesse per la città, per la quale, ognuno nella parte che gli compete, cerchiamo di impegnarci».
     Da Biancareddu infine una sfida al sindaco: «Da mesi, senza però mai fissare la data, scrive Biancareddu, Romeo Frediani mi chiama ad un pubblico confronto. Sto aspettando». (a.m.)

  • TEMPIO.«La Provincia sulle opere pubbliche è presente nel territorio e lavora molto. Purtroppo, però, occorrono tempi lunghi e molte volte i programmi degli amministratori vengono vanificati dalla burocrazia».
     Ad affermarlo, nell’ultima riunione del consiglio provinciale tenutasi a Tempio, è stato Gio Maria Loddo, assessore provinciale ai lavori pubblici. Annunciando anche un intervento per la valorizzazione del Liscia e buone prospettive per la Tempio-Olbia, ha paragonato il suo assessorato ad una sorta di treno merci in cui «i vagoni non viaggiano tutti assieme ma con velocità e tempi diversi».
     Lungo l’elenco degli interventi in Alta Gallura fatto dal funzionario provinciale, Pasquale Russo. In testa la sistemazione della provinciale 5, bivio Padulo-Aglientu-Vignola sulla 131 Tempio-Palau: entro la settimana l’aggiudicazione provvisoria, entro aprile la consegna dei lavori: importo previsto 300 mila euro per asfalto e segnaletica, le proteste per lo stato in cui è stata lasciata non si contano più. La speranza è che per la stagione estiva ridiventi percorribile e sicura. L’arteria che collega l’alta Gallura al mare, infatti, è di fondamentale importanza anche dal punto di vista turistico.
     Nel lungo elenco dei lavori trovano posto quindi, le rotatorie di Vignola a valle di Aglientu (avviate le prime procedure) e della Paduledda, a valle di Trinità, più avanti negli adempimenti burocratici e con 1 milione già disponibile. Previsto anche il raddoppio del ponte che dalla statale 127, alla periferia di Tempio, porta ad Aggius: 400 mila euro la cifra prevista. A seguire, tutte con iter, tempistiche e finanziamenti già reperiti o da reperire, il campo sportivo di Bortigiadas, la Luras-Sfossato, la bivio Luras-diga Liscia, la bivio Sant’Antonio-Priatu e la vecchia provinciale Calangianus-Berchidda (inaugurazione entro il 2012).
     In elenco anche interventi per l’edilizia scolastica e per la prima tranche del Museo del costume nel palazzo provinciale di Tempio. Scettica sull’elenco la minoranza che parla di inutile celebrazione.

  • TEMPIO Chiuso a Tempio, dall’Asl di Olbia, il Centro diurno di salute mentale. Licenziate tutte le educatrici, l’assistenza diurna dei “difficili” pazienti, ritorna prepotentemente in seno a famiglie sgomente «alle quali – scrivono in un comunicato – non sono rimasti che gli occhi per piangere». A denunciare la situazione al limite dell’inverosimile è l’associazione Iris, formata dai familiari dei pazienti e da volontari che da anni, barcamenandosi, fra mille difficoltà, portano avanti la loro lotta contro le problematiche che il disagio psichico crea quotidianamente, qualche volta con risvolti anche drammatici. « Oggi – dice Giovanna Maria Mela , presidente dell’associazione – ci vediamo improvvisamente catapultati indietro di anni e non sappiamo più cosa fare. L’Azienda sanitaria – aggiunge la presidente dell’Associazione – ha sospeso un servizio senza dare spiegazioni e senza lasciarci almeno una piccolissima speranza nel futuro. Con quest’ultima decisione continua in lo smantellamento della sanità a Tempio». Una dichiarazione recentemente fatta anche dal sindaco Frediani. Ed è proprio a Frediani, presidente del distretto sanitario di Tempio, che l’associazione Iris si rivolge per avere attenzione. «Ci rivolgiamo al sindaco – scrive Mela –, agli amministratori, ai sindacati e a tutte le associazioni di volontariato, sempre a noi vicine ed interlocutrici attente e premurose, per aiutarci nella lotta che stiamo sostenendo. Gli ammalati non possono aspettare la burocrazia, hanno necessità di risposte immediate e progetti seri e a lungo termine, Aiutateci per dare risposte ai nostri cari e alle nostre famiglie. Non lasciateci soli». (a.m.)

  • di Angelo Mavuli wTEMPIO Il possibile definitivo trasferimento in un altro centro gallurese della sede della Compagnia carabinieri, viene giudicato «un evento tragico per la città» da Francesco Quargnenti, capogruppo consiliare della Lista Civica per Tempio che con un durissimo comunicato attacca sindaco e giunta. «L’esecutivo deve trarre dignitosamente, da questo ennesimo, gravissimo fallimento della loro azione amministrativa, l’unica decisione possibile. Le dimissioni. E’ necessario – scrive Quargnenti – ripresentarsi alla città e rimettersi nuovamente al giudizio degli elettori. Le promesse elettorali, espresse due anni fa dalla lista “Tempio democratica per Frediani” sono state disattese nella loro interezza. Nascondendosi dietro il paravento della “riservatezza”, dice ancora Quargnenti, vengono calpestati senza ritegno i più elementari principi di democrazia e si negano ai consiglieri di minoranza e ai cittadini i diritti alla partecipazione e all’informazione». Il documento di Quargnenti giunge all’indomani dell’intervento di una commissione del Cocer (il sindacato nazionale dei carabinieri) che aveva bocciato senza mezzi termini il tentativo del sindaco Frediani di riportare la compagnia in Viale don Sturzo e soprattutto ha minacciato di chiedere al Comando Generale dei Carabinieri, il trasferimento definitivo della compagnia, in un altro centro gallurese, se entro maggio, non verrà sciolto il nodo della Palazzina comando. Sarcasticamente, Quargnenti si dice confortato nella vicenda, dalla constatazione «di non aver fatto in tutti questi mesi demagogia o strumentalizzazione, come Frediani andava ripetendo, ma di essersi impegnato in coscienza per la soluzione dei problemi». Interviene anche la lista Alternativa per Tempio con un comunicato a firma del capogruppo Franco Marotto che anche qualche settimana fa aveva rimproverato alla Giunta, l’inconsistenza degli interventi messi in atto per la soluzione del problema. «La nostra preoccupazione – scrive Marotto –, era dettata dalla consapevolezza della gravità della situazione e non per cavalcare polemicamente la vicenda, come il sindaco ha dichiarato. I fatti ci stanno purtroppo dando ragione. Vorrei essere smentito dai fatti. Spero che Tempio abbia fortuna o che il sindaco trovi il coraggio di agire». Nessun commento invece da parte dell’esecutivo. Frediani ieri era assente dalla città, per motivi istituzionali, mentre il vice sindaco Gianni Monteduro ha preferito rimandare l’intervento a una dichiarazione congiunta con il sindaco.

  • TEMPIO.«Non sono affatto deluso dell’incontro organizzato da una parte del Partito democratico di Tempio». La precisazione è di Gesuino Careddu, che qualche giorno fa ha organizzato nella sala di Villa Marina un’assemblea, in risposta al resoconto della Nuova che lo definiva “un flop”. «Se mi fosse stato chiesto come mi sentissi - spiega Careddu - mi sarei detto soddisfatto di come erano andate le cose, perché l’incontro ci ha dato l’occasione di affrontare temi importanti, come quello della zona industriale in crisi e della sanità locale. Di più: gli iscritti al partito presenti si sono confrontati sul problema del tesseramento, un tema quanto mai attuale, già sollevato da molti esponenti politici regionali. Un tema sul quale, spero, anche il nostro segretario cittadino prima ao poi si deciderà a prendere posizione (Nicola Comerci, ndc)».
     Careddu contesta che si sia piuttosto dato risalto «a un tam tam di telefonate che non è mai avvenuto. «Nessuno ha mandato in tilt le linee telefoniche per chiamare a raccolta gli amici e sollecitare la presenza di una ventina di partecipanti, tra i quali il sindaco Frediani». Il quale è arrivato in ritardo ma, spiega Careddu «perché aveva un impegno precedente. Tutti ne eravamo al corente. Nessun mistero. Nessun mistero neppure sull’ora di inizio del dibattito, che - vi assicuro - non è cominciato con due ore di ritardo per riempire la sala».

  • TEMPIO.Il Carnevale tempiese si riappropria del mitico palatenda, un impianto che mancava ormai da cinque anni, quando la tensostruttura fu rasa al suolo da una bufera di vento e neve.
     La notizia è stata data da Daniele Porceddu, titolare della Daniel Service: «Il teatro tenda - rivela - si trova già a Tempio, custodito nella zona industriale. So che nei prossimi giorni l’iniziativa verrà illustrata dal sindaco Frediani durante una conferenza stampa che indicherà il tendone non solo come sede degli intrattenimenti danzanti, ma anche della Fiera Gallura che l’amministrazione comunale, in collaborazione con la mia ditta e con la Aladino di Alghero (che ha fornito la tensostruttura), ha in mente di organizzare per i primi di marzo».
     Imprenditore del settore alberghiero, della ristorazione e dell’intrattenimento, Porceddu spiega che il teatro tenda, di circa tremila metri quadrati, verrà collocato alla Pischinaccia, dove già era stato collocato nel 1990 da Tonino Pirrigheddu, primo imprenditore dell’intrattenimento in città. E conferma una collaborazione piena con l’Ats del Carnevale «a nome e per conto della quale - spiega -, la Daniel Service monterà, a sue spese, in piazza Gallura, un’altra tensostruttura che sarà gestita però direttamente dall’Ats».
     Le notizie non ancora ufficializzate dal Comune, che ha annullato la conferenza stampa convocata per ieri mattina per presentare il Gallo del carnevale, erano già nell’aria da qualche giorno. Ad un teatro tenda infatti, pensavano altri imprenditori e tutti, per decidere, aspettavano però la decisione del Tar su Rinaggiu, rientrato nelle disponibilità del Comune solo qualche giorno fa.
     Non l’ha presa bene Tonino Pirrigheddu, titolare con la famiglia della Cinedigital: sua la prima discoteca, suo il primo teatro tenda, sua la rinascita del teatro e del cinema a Tempio. E il suo teatro Giordo ha ospitato i veglioni degli ultimi anni: «Ero al corrente della notizia - dice - e sono rimasto, in silenzio, in attesa di capire come l’amministrazione comunale (che penso debba assolvere per lo meno ad alcuni obblighi legali prima di assegnare un terreno pubblico) intendesse muoversi. Per il momento confermiamo i veglioni della sei giorni e tutte e altre manifestazioni al teatro Giordo. Nei prossimi giorni, con altri imprenditori e coadiuvati dai legali, decideremo il da farsi». E la sei giorni conferma di non poter vivere senza polemiche.

  • TEMPIO. I festeggiamenti del carnevale non hanno distolto gli investigatori dalle indagini avviate, giovedì grasso, sull’atto intimidatorio subìto dall’assessore al commercio Angelo Cossu, al quale ignoti indendiari hanno dato fuoco alla macchina. L’inchiesta, condotta dal sostituto procuratore della Repubblica Roberta Guido, si è arricchita, in questi giorni, di ulteriori accertamenti disposti in merito al gesto, accertamenti che hanno riguardato il tipo di combustibile utilizzato nell’attentato. Le verifiche hanno accertato che è stata utilizzata della benzina, versata all’interno dell’abitacolo dal taglio sul tettuccio in tela della Mino One Cabrio che l’assessore aveva lasciato in parcheggio sotto casa, in via Empoli. In questi giorni di festa cittadina gli investigatori hanno convocato in caserma diverse persone per chiedere loro conto di come avessero trascorso la vigilia dell’avvio del carnevale tempiese. Al momento non ci sono indagati, anche se le indagini avrebbero, stando alle prime indiscrezioni, intrapreso una pista sulla quale i carabinieri si sono gettati a capofitto. Sotto l’attenzione degli investigatori sono finite le le attività professionali dell’uomo politico e tutti i provvedimenti da lui adottati in questi due anni di incarico amministrativo all’interno della giunta Frediani. Non è escluso che, sin dai prossimi giorni, possano esserci delle clamorose novità in relazione al gesto intimidatorio, che ha destato enorme preoccupazione nella giunta comunale e gettato un’ombra sui festeggiamenti di carnevale appena conclusi. (g.p.c.)

  • TEMPIO.Dalla prossima settimana la compagnia carabinieri, di stanza a Tempio da 189 anni, cambierà sede e si trasferirà ad Aggius. La notizia, già nell’aria da tempo, si è concretizzata ieri, quando alcuni mezzi carichi di apparecchiature sono stati notati mentre partivano in sordina alla volta del piccolo centro gallurese. Gli altri uffici verranno invece dislocati, con criteri che non sono stati ancora resi noti, a Luras e Calangianus. Nella caserma di Viale don Sturzo, sino alla dismissione del locale, rimarrà un piccolo presidio di servizio. Di fatto il cambio di sede è già cominciato.
     Non è escluso che in caso di estrema urgenza i cittadini possano essere invitati a rivolgersi al locale commissariato, peraltro già pesantemente sottodimensionato e la cui permanenza in città è anch’essa in bilico, sempre a causa della sede fatiscente. Il trasferimento della compagnia, senza fatti nuovi e risolutivi, dovrebbe concludersi entro la fine del mese. La notizia, ha fatto in un baleno il giro della città lasciando attonito e stupito anche chi con i carabinieri non ha mai avuto a che fare, ma dorme sogni tranquilli per il solo fatto di averli in città. Avantieri la caserma, già senza linea telefonica e con il pericolo di nuovi crolli, è rimasta anche senza luce.
     Esterrefatto Tato Usai, consigliere di minoranza, che qualche giorno fa aveva chiesto insistentemente, durante l’ultima conferenza dei capigruppo, di anticipare a lunedì il consiglio comunale di oggi: «Il sindaco e alcuni capigruppo di maggioranza non hanno sentito ragioni e ci era stato risposto che tre giorni non avrebbero cambiato nulla. Questa cosa è un evento tristissimo per la nostra città».
     Silenzio assoluto invece dall’aministrazione. Bocche cucite sulla vicenda, anche in caserma, dove la consegna del silenzio viene interrotta dai militari di servizio soltanto per rispondere al saluto. Il capitano Giovanni Bartolacci evita con estrema decisione di parlare di quanto sta accadendo, ma la situazione si commenta da sé: l’odore di muffa riempie l’ambiente, un filo elettrico volante che arriva dall’esterno per portare almeno un punto luce, ammassate in corridoio una serie di apparecchiature presumibilmente pronte ad essere trasferite. Al piano terra, la minuscola sala attesa è diventata l’ufficio del comandante di stazione.
     Il problema, sempre sottovalutato, era esploso a febbraio con la caduta di diverse pignatte nella sala trasmissioni e una serie infinita di infiltrazioni d’acqua, che hanno reso inagibile praticamente l’intero immobile. Le dichiarazioni di intenti espressi dal sindaco nell’immediatezza dei fatti non si sono però mai trasformate in decisioni concrete. Oggi la città sta perdendo una istituzione prestigiosa ed un presidio di sicurezza importante.

  • TEMPIO.Il consiglio comunale tempiese che non si riuniva più dal 24 gennaio, si ritrova oggi (16) per discutere un ordine del giorno formato da otto punti, alcuni dei quali di indubbio interesse. Messe all’ultimo posto le interrogazioni e le interpellanze, l’assemblea civica avrà inizio con l’esame dell’emergenza venutasi a creare nella caserma della compagnia carabinieri di viale don Sturzo. A seguire si discuterà (e sicuramente si approverà) lo schema di convenzione con la quale si affida la pineta di San Lorenzo alle cure dell’Ente foreste.
     Gli altri punti in programma riguardano il regolamento per l’affidamento delle aree verdi della città, l’approvazione e l’adeguamento di alcune modifiche dello statuto comunale e le iniziative di contrasto alle norme che prevedono il ritorno al regime di tesoreria unica per gli enti locali. I lavori si concluderanno con l’esame della situazione economica (con particolare riferimento ai rapporti fra Equitalia e contribuenti). (a.m.)

  • TEMPIO.Il vicesindaco e assessore alla pubblica istruzione, Gianni Monteduro, porta buone notizie per gli edifici scolastici cittadini: «Con determina regionale - afferma - è stata impegnata la somma di 75.000 euro per il nostro Comune che ci consentiranno di restituire alla propria funzione locali di grande importanza per l’istruzione». Ricorda che «nel 2011 era stata decretata l’inagibilità per la scuola materna “San Lorenzo”, trasferita nell’ex Università, e per alcuni locali del “Vecchio Caseggiato”. Mi recai immediatamente alla direzione generale della pubblica istruzione, in Regione, per chiedere un finanziamento straordinario vista l’impellenza e la straordinarietà degli interventi necessari. Ricevute le debite assicurazioni con l’assessore Orecchioni ci occupammo di attivare i rispettivi assessorati per inoltrare richiesta di contributo e progetti. La tempestività d’azione e il costante confronto con la Regione hanno dato i frutti sperati. Rimane ovviamente da attendere che si concretizzi il trasferimento delle somme, ma siamo pienamente soddisfatti perché il passo cruciale si è compiuto con la determina della Regione».

  • di Angelo Mavuli wTEMPIO Romeo Frediani esordisce con un “no comment” alle dichiarazioni del Cocer (il sindacato dei carabinieri) che ha di fatto posto un ultimatum al Comune per una nuova sede entro maggio per il rientro in città della Compagnia, spostatasi a Aggius. Ma poi, invece, commenta: «Rispetto in pieno le dichiarazioni rese dai militari e aspetto fiduciosamente nuovi sviluppi». Il primo cittadino si dice convinto che «grazie all’impegno che tutti i soggetti interessati stanno profondendo, l’intera vicenda si ricomporrà in maniera positiva». «Non ho dubbi – prosegue – che, al di là del nuovo aspetto logistico che mi auguro sia solo provvisorio, la Compagnia (che comunque garantisce ugualmente il servizio) tornerà a Tempio. Innegabile che sotto l’aspetto psicologico per il cittadino sia più rassicurante sapere che Compagnia e Stazione siano fisicamente presenti in città». Più lunga e articolata, invece, la replica di Frediani ai consiglieri di minoranza Quargnenti (che ha chiesto le sue dimissioni) e Marotto, che l’accusa di mancanza di coraggio per non aver dato la Palazzina comando ai militari come nuova sede nonostante la presenza di vincoli europei: «Sono sorpreso – dice Frediani – che i candidati sindaci del 2010, non abbiano ancora smaltito la delusione per la mancata elezione e chiedano, giustificandolo con il presunto fallimento della mia giunta, che si vada ad elezioni. Spero che siano anche disposti a garantire la coperture, viste le ristrettezze manifestate in merito dal Ministero dell’interno, che invita la Sardegna a pagarsi le spese elettorali». Il sindaco ha l’impressione «che l’argomento caserma sia tenuto vivo solo per accendere ulteriori ed inutili polemiche sull’operato dell’amministrazione. Sicuramente, la mia, come tutte e considerati anche le attuali contingenze, presenta delle problematiche. Ma come i malanni di stagione che arrivano e passano, posso assicurare che la maggioranza è ben solida. Non saranno quindi le considerazioni dei due capigruppo sui carabinieri o su altri argomenti, a creare la tanto, da loro, auspicata crisi». Frediani passa al contrattacco: «Quargnenti e Marotto, prima di criticare l’erba del vicino dovrebbero guardare il loro orticello dato che, ormai alcuni consiglieri delle due minoranze risultano cronicamente assenti».

  • di Giampiero Cocco wTEMPIO Sono decine i contratti a termine che non sono stati rinnovati nelle (poche) aziende di trasformazione del sughero che riescono a sopravvivere alla crisi planetaria. Nella ex Zir, la zona industriale di interesse regionale dell’Alta Gallura, l’aria che si respira, oltre ad essere ammorbata dai miasmi dovuti al trattamento dei rifiuti organici, e priva d’ossigeno, da asfissia profonda. Alla commissariata Zir, dove sei impiegati e la direttrice attendono con ansia le decisioni che dovrebbero essere intraprese a Cagliari dalle Regione Sarda in merito all’accorpamento alla macro area che raggrupperebbe tutte le zone industriali del Nord Sardegna, non resta che sperare nell’acqua e nelle decisioni che verranno adottate dall’Ente dighe. Alla quale si chiede, da tempo, la gestione dell’invaso del Rio Paggiolu, una diga costruita sotto il Limbara per alimentare il bacino industriale ma non ancora entrata in operatività. «Una risorsa – spiega il commissario della Ex Zir Nello Pasella – che potrebbe essere sfruttata dalle amministrazioni dell’Alta Gallura, sempreché queste abbiamo il coraggio di dichiararlo apertamente. Al momento attuale nessuno ha avanzato proposte, mentre milioni di metri cubi d’acqua pura si riversano nell’invaso del Liscia». Quella del Rio Paggiolu è una delle tante incompiute realizzate dalla Regione Sarda con fondi comunitari, un invaso progettato negli anni Settanta, realizzato alla fine degli anni Novanta e non ancora entrato in funzione. L’acqua della diga – una risorsa risorsa primaria che molte comunità vorrebbero avere a disposizione –, non è mai entrata nel circuito di utilizzo. Doveva servire per l’approvvigionamento dell’area industriale, ma questo non è mai avvenuto. «Abbiamo chiesto la gestione diretta – dice Pasella – ma dall’Ente dighe non abbiamo ancora ricevuto risposta». E dire che basterebbero pochi chilometri di tubature per rifornire centri abitati come Tempio, Calangianus, Aggius, Luras e Bortigiadas di acqua pura, che costerebbe molto meno delle forniture di acqua potabile attualmente assicurate da Abbanoa, un’azienda regionale che fa acqua da tutte le parti, come la sua rete di distribuzione. Il problema è stato affrontato dall’Unione dei Comuni «ma senza alcune decisione finale», dice sconsolato il commissario della ex Zir Nello Pasella.

  • TEMPIO.Il Carnevale cede la scena alla stagione di prosa. Domani infatti è in programma (teatro del Carmine, 21) il quarto appuntamento del programma proposto dal Cedac Cedac Sardegna in collaborazione, in questo caso, col Comune di Tempio. La compagnia «La Contemporanea» porta in scena «L’arte del dubbio», versione teatrale di Stefano Massini del fortunato e omonimo libro di Giancarlo Carofiglio affidata all’interpretazione di grossi nomi del teatro nazionale quali quelli Ottavia Piccolo e Vittorio Viviani, non meno di quello della regia di Sergio Fantoni. Le musiche saranno dal vivo, eseguite da Nicola Arata, mentre le scene sono firmate da Nicolas Bovey. «L’arte del dubbio», qui interpretata come moderna commedia dell’arte dove i giochi di parole delle maschere antiche sono sostituiti dai giochi di parole che si fanno quotidianamente nelle nostre società contemporanee. Ottavia Piccolo e Vittorio Viviani sono gli attori di questo gioco perverso, spericolato, senza rete: dove la struttura narrativa della commedia è sostituita da una forma teatrale aperta, fatta di colloquio diretto col pubblico di personaggi che entrano ed escono dai ruoli, di interventi visivi non necessariamente legati alla scenografia ottocentesca. Si parla innanzitutto dei nostri giorni, dei nostri temi caldi, di quello che sta fuori dai teatri. Guidati dall’occhio complice di Sergio Fantoni, Ottavia Piccolo e Vittorio Viviani saranno gli accompagnatori del pubblico di un viaggio sorprendente fra gli iceberg di una realtà spesso «finta», tutta da scoprire, da svelare, da smascherare». Visti anche i grossi nomi in cartellone, si annuncia fra le più interessanti date della stagione. Il botteghino apre dal tardo pomeriggio di domani, info e prenotazioni 079/671580, 630377 e 328-1503742. (t.b.)

  • TEMPIO.Delle ceneri del Re Giorgio motociclista bruciato ancora sul rogo resta un’edizione del Carnevale tempiese forse in linea con la filosofia imperante dei tagli e la paura che alla fine non arrivi qualche finanziamento, ma non per questo meno ricca di bellezza e inventiva: carri e coreografie sono stati giudicati tra i più belli di sempre. E se forse il meteo ha tenuto lontano qualche spettatori, il pubblico era enorme, partecipe. Letteralmente conquistato.
     Lu Carrasciali non è mai stato tanto rappresentativo di tutta la Gallura con ben cinque gruppi dall’hinterland: Aggius, Budoni, Aglientu e ben due di Trinità. Un’idea nata già negli anni Novanta, ma che solo ora viene realizzata: Lu Carrasciali vuole essere la festa di tutti i galluresi, capaci di farsi tempiesi per un giorno sotto il profilo dello spirito sotto la bandiera del divertimento. E con enormi sacrifici i carrascialai tempiesi e non hanno prodotto delle vere opere d’arte in cartapesta, mettendo in imbarazzo la giuria tecnica, che premiando il carro “Titanic” dei Vampiri (quarta vittoria di seguito per il clan di Tommaso Pirrigheddu) non si è adeguata al verdetto della giuria popolare favorevole al carro dei crociati di Monteduro realizzato dalla “Vecchia guardia”.
     Ciò che non era piaciuto nelle uscite di giovedì e domenica è stato corretto per l’ultima uscita: la sfilata è stata finalmente veloce e compatta, senza cali di tensione grazie anche al voto (segreto, ma già deciso dalla giuria il giorno prima); ma anche lo stacco eccessivo tra l’ultimo carro e l’inizio del processo a Re Giorgio potrebbe essere eliminato. Un’udienza che ha fatto discutere, mai così pungente sotto il profilo politico e nella vena polemica nei confronti delle istituzioni, ma dopotutto anche questo sarà accettato come parte del gioco. Un’edizione, quella conclusasi martedì, che ha ancora una volta rappresentato una boccata di ossigeno al commeercio del centro: locali pieni e folla fino all’alba; alberghi, b&b e pizzerie da tutto esaurito.
     È stata la prima volta della mascotte Frisgjola, ma anche delle discusse nozze di Giorgio e Mannena celebrate dal sindaco con la fascia (da ripensare). Ma anche l’edizione della tensione e del dolore, con l’attentato all’auto dell’assessore Cossu e la morte dei fidanzati di Aggius. Difficile mascherare.

  • Al Comune la dimora di Giulio Cossu

    Tonio Biosa

    TEMPIO. È entrata definitivamente a far parte del patrimonio comunale la dimora del professor Giulio Cossu, insigne figura della realtà culturale cittadina di questi ultimi decenni, scomparso nel gennaio di tre anni fa. E stata donata dagli eredi alla comunità tempiese. L’altro ieri il suo passaggio dai beni della famiglia a quelli pubblici è stato formalizzato in municipio da un atto predisposto dal dirigente generale del Comune, Mario Carta, e sottoscritto dagli eredi Quargnenti-Lissia (nipoti dello scrittore) e dal vicesindaco Angela Masu. Quella residenza nell’insigne palazzo di famiglia affacciato su via Roma e noto come «Palazzo Sanguinetti», dal nome del mercante genovese che agli albori del Novecento lo realizzò, sarà destinata ad attività culturali, specie alla valorizzazione e alla promozione dell’arte poetica e letteraria in lingua gallurese. Della quale il professor Cossu, in qualità di scrittore e critico, è stato l’icona nel corso corso del secondo cinquantennio del Novecento. Con studi di lettere classiche prima all’università di Firenze e quindi presso quella di Cagliari, con sede temporanea a Macomer - come amava precisare - a causa dei bombardamenti del capoluogo sardo durante la seconda guerra mondiale, dove conseguì la laurea, il professor Giulio Cossu insegnò a lungo nel ginnasio-liceo cittadino. Ma in quanto poeta e narratore, curatore di antologie di poeti galluresi, dispensatore di lezioni private a generazioni di studenti liceali e universitari, egli fece divenire la sua residenza affacciata sul corso cittadino una sorta di tempio della cultura, classica e etnica. Una funzione che gli eredi, con la donazione, hanno voluto che perdurasse nel tempo. E che si spera possa esser rinverdita, con un’adeguata e continuata azione, dagli amministratori della città.

     

  • Arrigo Filigheddu resta a capo dell Unione Ordini forensi sardi

    TEMPIO. È ancora un avvocato gallurese il presidente dell’Unione regionale degli Ordini forensi della Sardegna. Si tratta di Arrigo Filigheddu, noto legale con studio ad Olbia, riconfermato tra l’altro presidente dell’Ordine degli avvocati del foro di Tempio nel corso delle elezioni svoltesi appena qualche settimana fa. La sua riconferma, per acclamazione, si è avuta qualche giorno fa nel Palazzo di Giustizia di Nuoro, città che è stata scelta come dislocazione baricentrica rispetto alle sedi di altri ordini, tribunali e uffici giudiziari dell’isola. Arrigo Filigheddu resterà quindi in carica ancora per il biennio 2010-2011 e avrà come vice i colleghi avvocati Ettore Atzori di Cagliari e Gavino Arru di Sassari, come segretario Mario Pilia di Lanusei e tesoriere Giammario Lisca di Tempio. Nello stesso tempo l’avvocato Filigheddu continua ad esser membro di una commissione interna all’Ordine forense nazionale, creata ultimamente per studiare la riforma della professione in funzione soprattutto del suo rinnovamento, della sua riconfigurazione in un un tipo di società mutata rispetto al passato e quindi dei modi di accesso. Quest’ultimo ruolo rappresenta un impegno che lo porta ad avere contatti con qualificati colleghi di ogni ogni parte d’Italia, con naturali ricadute positive nell’esercizio della funzione di presidente dell’ordine degli avvocati a livello sia locale che regionale. (t.b.)

     

  • Piano casa e Limbara: ecco il futuro

    Tonio Biosa

    TEMPIO. Giornata tempiese, ieri, per l’assessore regionale all’Urbanistica. Per fornire a tecnici e amministratori comunali dell’Alta Gallura ulteriori chiarimenti sulla recente legge voluta per rendere meno gravosa la crisi economica attraverso il cosiddetto «Piano Casa». Ma Gabriele Asunis ha anche ascoltato i bisogni della città che potrebbero trovare un qualche soddisfacimento attraverso interventi di competenza del suo assessorato. Accolto dal sindaco Antonello Pintus e accompagnato dal consigliere regionale nonché presidente della commissione consiliare all’Urbanistica Matteo Sanna, l’assessore all’Urbanistica in mattinata prima è salito fin su il Limbara e ha quindi visitato ai bordi dell’abitato quelli che erano gli ampi locali adibiti a scuole d’addestramento professionale di pertinenza regionale ora, qui come altrove, chiuse. Sul Limbara gli è stata mostrata l’ampia area della stazione ricetrasmittente a suo tempo a servizio delle Forze Nato. Passata dallo Stato alla Regione ed entrata a far parte del patrimonio del Comune, gli amministratori sono in attesa di fondi prima per bonificarla e poi per inserirla nei piani di sviluppo della montagna tempiese. Qualche intervento è stato richiesto per rendere operative le vecchie scuole di formazione professionale. Ed ecco, quindi, l’assessore Asunis nella grande sala di rappresentanza del Palazzo di Piazza Gallura, affollata di tecnici e amministratori comunali, a parlare di norme urbanistiche in riferimento alle novità apportate dalla legge 4 di cui risulta l’ispiratore. Gabriele Asunis, con modo confidenziale, si mostra prodigo di informazioni e interpretazioni, invitando dal rifuggire da letture non veritiere e tendenti a secondi fini e finendo naturalmente per difenderla nelle forme e soprattutto nelle finalità. «E se fino ad ora - ha concluso - essa non ha sortito gli effetti attesi, ciò avverrà tra qualche mese, a partire dall’autunno». Dal canto suo Matteo Sanna ha spiegato che questi tour nel territorio servono per accogliere suggerimenti e proposte utili a migliorare la legge stessa. L’assessore regionale è stato quindi sottoposto ad una fila di domande di carattere prettamente tecnico riguardanti i diversi campi d’intervento della legge: dalle possibili modifiche degli edifici nei centri storici all’edificabilità nelle aree rurali, dalle possibilità di edificare a determinate distanze dal mare alle norme di salvaguardia paesaggistica.

     

  • TEMPIO.L’amministrazione comunale mette disposizione dei carabinieri la Palazzina comando della Pischinaccia dove esistono già locali idonei: Tempio cerca così di trattenere in città la secolare sede dell’Arma che rischia la dispersione tra Aggius, Calangianus e Luras della compagnia e della stazione a causa dell’inagibilità dei locali di viale don Sturzo, ridotti in condizioni pietose.
     La decisione è stata assunta all’unanimità dal consiglio comunale nel corso della riunione di ieri sera, in cui la questione caserma figurava al primo punto dell’ordine del giorno. Raggiungere l’unanimità finale non è stato semplice: sono occorse due ore di discussione accesa, animato soprattutto dai gruppi di opposizione. Erano stati questi infatti a forzare il sindaco e la giunta ad indire un consiglio comunale per discutere di un problema, la situazione d’emergenza dello stabile occupato dai carabinieri, per cui Tempio rischiava la faccia e non svolgeva il ruolo che la sua storia e la sua cultura gli impongono. Ciò che si rimproverava all’amministrazione era infatti di aver tardato a convocare l’assemblea a tempo debito, in modo che affrontasse di petto la questione e la risolvesse mettendo a disposizione dell’Arma locali idonei fra quelli rientranti nella disponibilità del Comune.
     È stato innanzitutto Francesco Quargnenti, capolista del gruppo «Lista civica per Tempio», a rimproverare al sindaco Romeo Frediani di aver riservato la questione alle discussioni di Giunta, mentre la situazione precipitava e la relazione dei vigili del fuoco dichiarava inagibile la caserma di viale don Sturzo. Di qui la sua proposta di destinare ai Carabinieri la cosiddetta Palazzina comando della Pischinaccia; quindi il consiglio al sindaco di mettere in atto tutti i suoi poteri per il cambiamento d’uso dello stabile al fine di raggiungere quanto prima tale scopo.
     Gli stessi temi sono stati poi sviluppati dai consiglieri Tato Usai e Franco Marotto e quindi da Anna Paola Aisoni che ha allargato il discorso accomunando la situazione ai locali lasciati dai Carabinieri a quella dei locali occupati dalla Polizia di Stato. Si è aperto così un fronte di posizioni opposte che sembrava senza vie d’uscita.
     È stato infine il sindaco a fare opera di conciliazione con una riunione di capigruppo. Dopo quasi un’ora ecco la soluzione unanime: il Comune metterà a disposizione non solo la Palazzina comando ma anche altri locali all’interno del compendio della ex caserma Fadda. E sarà a disposizione dell’Arma nella ricerca della migliore soluzione per l’incresciosa questione.

  • TEMPIO.Se la caserma della compagnia carabinieri piange, la sede del commissariato tempiese non ride. Delle gravissime condizioni in cui versa ha parlato ieri Anna Paola Aisoni (foto), ingegnere e consigliere comunale della lista civica per Tempio, che in virtù della sua carica politica ha ottenuto di poter visitare lo stabile. La sua relazione presentata ieri in Comune è stata allegata alle interrogazioni e alle interpellanze in consiglio. Aisoni che ricorda che il commissariato è a Tempio da oltre 50 anni, durante i quali non sono mai stati fatti interventi.
     Impianti elettrici non a norma, mancato rispetto delle prescrizioni antincendio, un pozzo luce ricoperto da escrementi di piccioni. E ancora: servizi igienici fatiscenti, precario servizio d’ascensore, infissi non a norma, presenza di cornicioni pericolanti che si affacciano sul percorso d’uscita dei mezzi. I canali di aerazione del vecchio impianto di riscaldamento che “correndo nell’intradosso del solaio di tutti gli ambienti - scrive Aisoni - sbucano nei locali; inutilizzati da decenni non sono mai stati sottoposti ad alcun intervento». Un’altra segnalazione riguarda il posizionamento dell’archivio, il cui ambiente avrebbe necessità di una urgente prova di carico, essendo stata costruita come destinazione “residenziale” e non per archivio. Fra le altre manchevolezze elencate anche la mancanza di vie di fuga in caso di emergenza.
     «La mia iniziativa -dice Aisoni - non è un atto di accusa, ma solo una segnalazione all’amministrazione, perché tutti assieme lavoriamo per trovare quanto prima una nuova sede al commissariato. Evitiamo, conclude che si ripeta, nel giro di pochi giorni, quanto accaduto alla compagnia carabinieri. (a.m.)

  • TEMPIO.Si annuncia il tutto esaurito a Tempio per la visita odierna di padre Raniero Cantalamessa (foto), predicatore del Papa, studioso illustre e noto volto della televisione per cui cura diverse rubriche religiose. Padre Raniero Cantalamessa nella sua brevissima visita in città, avrà modo di incontrare i fedeli alle 19 in Cattedrale, dove concelebrerà, assieme al vescovo Sanguinetti e a molti altri sacerdoti. Durante la messa il celebre frate terrà il suo primo sermone. Alle 21, nella più capiente chiesa parrocchiale di San Giuseppe, ampliata per l’occasione con diversi gazebo collocati dalla Pro loco, padre Cantalamessa terrà la sua catechesi quaresimale. “La visita a Tempio di Padre Raniero Cantalamessa - afferma il vescovo Sanguinetti - è un evento di grande valore ecclesiale per l’intera comunità sarda». Lo pensano anche don Antonio Tamponi, parroco della Cattedrale, artefice dell’evento, e padre Paolo Contini, parroco di San Giuseppe. «Al di là del momento mediatico - dicono - l’incontro deve essere soprattutto un momento di preghiera, di riflessione e di impegno a cambiare alcune cose della nostra vita che non marciano più sui binari della fede in Cristo». (a.m.)

  • TEMPIO. Sanno che cosa è una mail e come viaggiare su internet. Hanno anche imparato a chattare e a consultare un motore di ricerca. Se i 15 “nonni” hanno imparato a fare tutto questo, il merito è soprattutto degli studenti che li hanno introdotti nella conoscenza della rete, e del progetto ministeriale “Nonni su Internet”. C’è anche lo zampino della Fondazione Mondo Digitale, che, agendo in partnership con Auser, Anteas e Fondazione con il Sud, ha dato gambe al progetto a cui il Liceo “Dettori” ha aderito, mettendo a disposizione di un gruppo di 15 attempati neofiti del web una squadra di 11 piccoli esperti d’informatica: Loubna Bassiri, Giovanni Masia, Assia El Khabir, Sara Ricciu, Beatrice Mudadu, Carlo Maria Menicucci, Valeria Musselli, Mario Garau, Roberta Cabeggia, Susanna Careddu e Laura Cusseddu. Operazione riuscita, perché gli studenti, a detta del signor Tonino Eraldini, uno dei nonni, e della signora Teresa Fois, presidente dell’Auser di Tempio, se la sono cavata molto bene. Ai nonni è stato consegnato un attestato nel corso della festa di fine corso. «La maggior parte degli iscritti – spiega la signora Fois – ignorava il pc; adesso, invece, sappiamo fare diverse cose come scrivere una lettera su Word». «E dire – afferma Eraldini – che all’inizio si è dovuta fare opera di persuasione; poi, di lezione in lezione, sono state tante le persone che hanno chiesto di iscriversi” Quali i siti più frequentati dai cyber- nonni? Quelli che si occupano di informazione e che danno ricette di cucina. Proprio questo voleva essere l’obiettivo principale del progetto che, tanto gli studenti-tutor, quanto il professore Giuseppe Saba, coordinatore del progetto, sono riusciti a centrare. (g.pul)

  • di Angelo Mavuli wTEMPIO L’ingegnere Paolo Cossu, tempiese si è aggiudicato, con 45 punti la gara per il coordinamento del nuovo Puc, il Piano urbanistico comunale, chimera che Tempio insegue da anni per uno sviluppo più armonico del suo territorio e come strumento di crescita urbanistica, sociale ed economica. Assieme a Cossu lavoreranno anche l’ingegnere Vittorio Addis, gli architetti Ugo Baldini, Giulio Saturni ed Edy Zatta, il geologo Stefano Loddo e l’agronomo Gianluca Serra. La notizia è stata ufficializzata da Giancarmelo Serra, l’architetto responsabile dell’ufficio tecnico comunale, capo della commissione di gara che ha valutato le quattro offerte pervenute, su invito della stessa amministrazione che (su indicazione del dirigente dell’ufficio tecnico), aveva optato per la così detta “procedura negoziata” (invito nominativo alla gara), piuttosto che sulla procedura aperta. Della commissione giudicatrice, oltre Giancarmelo Serra, facevano parte Paola Tetti, Marcello Ronchi e l’architetto Francesca Tamponi, tutti dipendenti dell’ufficio tecnico comunale. La commissione doveva, infatti, essere composta solo da tecnici e non poteva esservi alcun esponente politico. I parametri sui quali la commissione ha dovuto esprimersi, oltre l’offerta economica, si basavano anche sulle conoscenze tematiche del Puc, rapportate al contesto locale, sull’elencazione dettagliata della fasi con le quali si intende procedere nel lavoro, sulle modalità operative sullo svolgimento della prestazione professionale, sulla conoscenza della metodologia informatica del Puc, sulla presentazione di una proposta di trattamento nell’uso di tale metodologia ed infine sulla proposta operativa di archiviazione e consultazione dei dati

  • TEMPIO.La partecipazione da parte di Tempio al bando regionale per progetti di qualità nel campo della valorizzazione del patrimonio culturale, paesaggistico ed ambientale finanziabili con la rimodulazione dei Fas costituisce il primo punto in discussione nella seduta del consiglio comunale in programma oggi dalle 17. Oltre a proporre il progetto che il comune di Tempio vuole che venga finanziato, l’assemblea dovrà individuare il Comune capofila fra quelli dell’Alta Gallura che, in base ad un protocollo d’intesa, sono in questo momento coinvolti nella medesima operazione.
     Gli altri due punti riguardano il rinnovo della convenzione stipulata dall’Unione dei Comuni col Banco di Sardegna e l’approvazione di un ordine del giorno teso alla liberazione di Rossella Urru su proposta del consiglio comunale di Samugheo, paese d’origine delle volontaria ostaggio di gruppi armati africani. Anche questa seduta si aprirà, com’è prassi, con le interrogazioni e le interpellanze. E sarà immancabilmente questo punto, con le questioni poste dai consiglieri di minoranza a sindaco ed assessori, a movimentare una seduta per altri versi poco accattivante. (t.b.)

  • TEMPIO.Sul sì del Tar alla revoca della concessione per la gestione di Rinaggiu da parte del Comune, l’Alba costruzioni, capofila dell’Ati, ricorrerà direttamente al Consiglio di Stato: lo comunica il legale dell’associazione temporanea di imprese, Gian Comita Ragnedda.
     Il ricorso al Tar era stato attivato dall’Ati alla fine di novembre: si chiedeva l’annullamento (e quindi la sospensione dell’efficacia) della determinazione del Comune che aveva disposto la revoca della concessione. Il compendio termale di Rinagghju-Pischinaccia (un’area di 14 ettari con numerose strutture già realizzate) era stato dato in concessione all’Ati per cinquanta anni, rinnovabili per altri cinquanta. La concessione fu firmata il 30 marzo del 2010, nonostante la gara internazionale (cui aveva partecipato solo l’Ati) fosse stata vinta sin dalla fine del 2008. Un ritardo mai chiarito e sul quale nessuna forza politica ha mai chiesto spiegazioni.
     Il piano di investimenti produttivi ed il crono-programma dell’Ati prevedeva, fra il 2009 e il 2013, un investimento di otto milioni e mezzo di euro in impianti tecnologici per alberghi, infrastrutture per fitness, ristoranti, reception e impianti sportivi fra cui un campo regolamentare di calcio, un bocciodromo, piste ciclabili e strutture sanitarie. All’avanguardia, i programmi sotto il profilo sanitario che, tra cure idropiniche, fisioterapia, cure termali, benessere del corpo, benessere del viso, fitness e servizi sportivi,prevedevano non meno di sessanta specializzazioni che andavano dal massaggio ayurvedico per schiene particolarmente provate, alla fango balneoterapia con fanghi provenienti da paesi esotici, al peeling per la levigazione del viso, alla cura della sordità renogena, sino al banale bagno turco o al più popolare massaggio rilassante.
     Insomma un insieme di opzioni e proposte, forse troppe per un centro del quale una volta, semplicemente, si utilizzavano le acque per curare i calcoli renali, oggi curati con la litotrissia, o “bombardamento”. Allora Rinagghju era frequentata quotidianamente da tantissima gente. Nelle domeniche primaverili ed estive il compendio era meta di gitanti provenienti da diversi centri della Gallura. Oggi è un luogo deserto e abbandonato. In attesa del Consiglio di Stato, tocca al Comune, passata l’euforia della riconquista del territorio, di provvedere immediatamente a pulire e proteggere l’area per poi renderla redditizia.

  • TEMPIO.Il Tempio, che si conferma come squadra sorpresa, attende con entusiasmo di affrontare una fase particolarmente impegnativa della propria stagione. Per domani (ore 17) è in programma l’anticipo dell’impegno casalingo con il Posada.
     Il primo febbraio (ore 17,30) verrà invece recuperato l’incontro con il Borore, saltato due volte per la neve. Nella settimana seguente, infine, i galletti saranno impegnati nelle semifinali di Coppa Italia, andata a Fonni e ritorno al “Manconi”.
     «Gianni Mureddu - dice Tore Scano, portavoce della società azzurra - è ottimista, dopo il successo ottenuto dai ragazzini sul campo dell’Usinese, pur essendo privi di acuni dei pezzi da novanta.
     Oltre aver coperto autorevolmente i rispettivi ruoli, infatti, i numerosi fuoriquota schierati hanno offerto un’encomiabile prova collettiva, che ha riscosso scroscianti applausi. E ora i baby che verranno richiamati in campo sono pronti a ripetersi, per cui si può stare tranquilli, tanto più che il Tempio, recuperati gli inortunati, si ripresenta con l’organico al gran completo».
     Che i giovani fossero il segreto della compagine azzurra abbiamo già avuto modo di sottlinearlo. Grazie al vivaio della consociata Civitas Tempio, Mureddu si è ritrovato in casa il fior fiore dei nati nel 1994 e 1995, che per le squadre concorrenti rappresentano merce rara, promuovendoli subito titolari.
     Ciò non significa, tuttavia, che gli elementi esperti presenti nella rosa non abbiano assicurato la copertura dei compiti assegnati loro. I gol realizzati da Gabriele Foresti e soci hanno messo la prima linea in grado di risolvere più di un incontro, mentre nelle retrovie il “jolly” Carlo Nativi e il portiere Domenico Savinelli hanno saputo dire sempre la loro, dando sicurezza al reparto e alla squadra, oltre che l’indispensabile equilibrio.
     I galletti, infatti, giocano nello stesso modo, sia nelle gare interne che in qulle esterne, come è dimostrato dai numeri. Delle tredici vittorie fin qui ottenute, Nativi e compagni ne hanno raaccolto sette in trasferta e sei in casa, dove contano una partita in meno.
     A tutto questo non è estranea la gestione della nuova dirigenza, che per la prima volta è presieduta da una donna, Caterina Pala. (g.ca.)

  • Voto, il centrosinistra si ricompatta

     

    TEMPIO. La partita senz’altro si giocherà, ma in quale domenica del prossimo mese di maggio non è dato saperlo. La data delle elezioni comunali e provinciali non è stata ancora fissata, di certo per legge non potranno avvenire oltere il 15 giugno e prevedendo possibili ballottaggi, domenica 30 maggio è l’ultima disponibile. Nel frattempo le squadre si scaldano in attesa delle formazioni ufficiali, ancora indefinite. In città a tener desti gli allenamenti e a incuriosire le tifoserie sono i sondaggi telefonici condotti su un campione di tempiesi per calcolare il gradimento intorno a quattro candidati a sindaco: Giuseppe Pirino, Francesco Quargnenti, Franco Marotto e Giannetto Addis. Gli addetti ai lavori sanno che si tratta di candidati targati Udc ma il sondaggista questo elemento non lo svela, inducendo a far credere che i quattro siano i soli candidati a sindaco di Tempio. Fatto evidenziato dagli avversari politici, che gridano all’inganno. Il più votato dovrà essere poi sottoposto al gradimento dei compagni di cordata per il prossimo appuntamento elettorale. Anche se quale sia (e se ci sia) non è affatto chiaro. Fino a due settimane fa era data come ultraprobabile l’alleanza fra Udc e Pd ma attualmente sembra svanita. Si ricompatterebbe infatti il centrosinistra: dal Pd ai Rossomori, dall’Italia dei Valori ai Comunisti italiani fino a Sinistra e Libertà. Sempre che - sussurra qualcuno - l’unità sia garantita dal nome di un candidato a sindaco di forte rappresentatività, preferibilmente donna. Ma c’è chi non esclude un ricompattamento anche nell’ambito del vecchio centro destra, con le new entry di Lega e sardisti. Colloqui sotterranei sarebbero già in atto. Anche in questa metà del campo la questione sarebbe l’individuazione del candidato a sindaco. Gli aspiranti non mancano. (t.b.)

     

  • «Purtroppo non possiamo più esimerci dal considerare il problema sicurezza» è l'incipit del documento invitato al consiglio comunale e firmato dalla Confcommercio e dal Centro Commercio Naturale 2000 di Tempio. «Problema fino a poco tempo fa sembrava non appartenere a Tempio, ma oggi, sgradevoli episodi sempre più frequenti ci impongono una riflessione». E arriva la richiesta di un tavolo per discutere di microcriminalità: «Chiediamo che le soluzioni possano essere studiate senza ostacoli dettati dal colore politico e che un tavolo di lavoro, comprendente gli organi della maggioranza e le opposizioni, insieme con le forze dell'ordine possa in tempi brevi proporre soluzioni efficaci e mirate a riportare la tranquillità e la serenità che negli anni ha caratterizzato la città». ( s. d. )
  • BASSACUTENA I residenti della frazione di Bassacutena si lamentano per lo stato di abbandono degli spazi pubblici dell'abitato e dei suoi immediati dintorni. La mancanza di cura, specie di quella periodica ora che la buona stagione è in stato avanzato, riguarderebbe in particolar modo le aree intorno all'edificio scolastico che accoglie materna ed elementare, alla chiesa e agli uffici comunali. Nella zona delle scuole le erbacce la fanno da padrone, diventando ricettacolo per zecche ed altri insetti. Ma la situazione di incuria riguarda anche stradine e piazzette. Le lamentele dei residenti sono state raccolte dal consigliere comunale di minoranza Francesco Quargnenti, capogruppo della Lista civica per Tempio, che annuncia di voler sollevare la questione nelle sedi istituzionali con interrogazioni ed interpellanze. La situazione è però già stata fatta presente direttamente da molti cittadini della frazione e riguardano anche diverse promesse mancate: per esempio lacostruzione di un ponticello pedonale accanto al vecchio ponte lungo la strada nazionale per Palau a Bulbuseddhu, in un punto gravato da un intenso traffico automobilistico e segnato nel recente passato dal verificarsi di tragici incidenti. (t.b.)

  • TEMPIO «Nei prossimi giorni il Comune metterà a disposizione sul sito istituzionale un sorta di sportello virtuale on line, disponibile 24 ore su 24, per calcolare l’Imu e stampare il modello f24 già compilato, necessario per effettuare il versamento dell’acconto». Lo rende noto Mario Addis: l’assessore al bilancio segue attentamente le vicende dell’imposta municipale propria, sostitutiva dell’Ici e che tante polemiche sta suscitando. Impegnato nella difficile stesura del bilancio comunale, da giorni deve rispondere anche alla miriade di domande di cittadini che chiedono delucidazioni. Rendendosi conto però della complessità dell’argomento, ha creato anche una sorta di ufficio virtuale: «L'amministrazione – dice Mario Addis – ha pensato di supportare il cittadino rendendo disponibile un simulatore di calcolo Imu che riteniamo possa rivelarsi utile». «Per quanto riguarda l’abitazione principale e le sue pertinenze (come il box) – spiega – , la tariffa base è fissata al 4 per mille, percentuale uguale in tutta Italia per la prima rata. È’ inoltre prevista una detrazione di 200 euro, che viene aumentata di 50 euro per ogni figlio a carico, fino all’ottavo (di età non superiore ai 26 anni, che risiede in casa)». E annuncia che la giunta adotterà un nuovo regolamento con agevolazioni per le categorie particolarmente svantaggiate. (a.m.)

  • TEMPIO «Nei prossimi giorni il Comune metterà a disposizione sul sito istituzionale un sorta di sportello virtuale on line, disponibile 24 ore su 24, per calcolare l’Imu e stampare il modello f24 già compilato, necessario per effettuare il versamento dell’acconto». Lo rende noto Mario Addis: l’assessore al bilancio segue attentamente le vicende dell’imposta municipale propria, sostitutiva dell’Ici e che tante polemiche sta suscitando. Impegnato nella difficile stesura del bilancio comunale, da giorni deve rispondere anche alla miriade di domande di cittadini che chiedono delucidazioni. Rendendosi conto però della complessità dell’argomento, ha creato anche una sorta di ufficio virtuale: «L'amministrazione – dice Mario Addis – ha pensato di supportare il cittadino rendendo disponibile un simulatore di calcolo Imu che riteniamo possa rivelarsi utile». «Per quanto riguarda l’abitazione principale e le sue pertinenze (come il box) – spiega – , la tariffa base è fissata al 4 per mille, percentuale uguale in tutta Italia per la prima rata. È’ inoltre prevista una detrazione di 200 euro, che viene aumentata di 50 euro per ogni figlio a carico, fino all’ottavo (di età non superiore ai 26 anni, che risiede in casa)». E annuncia che la giunta adotterà un nuovo regolamento con agevolazioni per le categorie particolarmente svantaggiate. (a.m.)

  • CALANGIANUS. Oggi alle 13.00, nel centro sociale di piazza del Mercato di Calangianus, si svolgerà la conferenza stampa dedicata all’illustrazione dei dati relativi alla raccolta alimentare svoltasi lo scorso 28 aprile in alcuni centri della Gallura. L’iniziativa era promossa dall’assessorato alle politiche sociali della Provincia Olbia-Tempio e dalle associazioni di volontariato sociale di Calangianus, Tempio e Luras. All’incontro saranno presenti l’assessore alle politice sociali della Provincia,Zelindo Pucci, e i rappresentanti delle associazioni. di Angelo Mavuli wTEMPIO Per il Puc tempiese non si annunciano tempi sereni. Dopo la vittoria del pool di Paolo Cossu nella gara per il coordinamento del piano urbanistico comunale, il secondo gruppo classificato, quello capeggiato dall’architetto Massimo Carta, ha infatti già presentato richiesta di accesso agli atti. La decisione potrebbe significare un semplice controllo delle carte, ma potrebbe essere anche il prologo di un ricorso che aprirebbe ampi scenari sia a livello amministrativo che politico. E continuerebbe a tenere in bilico la programmazione del futuro della città, che invece ha bisogno urgente di certezze per avviare una svolta. Il tutto dopo un ritardo di oltre cinque mesi nella ufficializzazione del vincitore, il cui pool fu escluso dalla gara il 22 dicembre dello scorso anno assieme ad un altro (quello dell’ingegnere Roberto Tore), riammesso poi nella successiva seduta del 17 gennaio. Gli amministratori sono rimasti fuori dalla fase concorsuale (a decidere, per legge, è stata una commissione interna dell’ufficio tecnico guidata dal suo responsabile Giancarmelo Serra), ma la nomina di Cossu ha dato la stura a parecchi commenti. Non si mette mai in discussione il valore tecnico e professionale del pool vincitore, ma non sono pochi gli interrogativi sulle metodologie adottate per il bando, i criteri di valutazione (non si sarebbe tenuto conto di titoli ed esperienze prestigiose), ed infine i tempi lunghissimi intercorsi fra l’invio delle lettere di partecipazione al bando e la nomina del vincitore. «Per quanto concerne i ritardi, rispetto ai tempi da me enunciati – dice Antonio Addis, assessore all’urbanistica – , non sono certamente attribuibili a nostre responsabilità politiche». Si riferisce ad una sua affermazione del 26 novembre scorso, quando, durante un incontro con ingegneri, architetti, geometri ed impresari edili, parlando del Puc, aveva fissato per fine 2011 l’inizio dell’attività sinergica del pool esterno con l’ufficio tecnico. Piuttosto, afferma che il ritardo può essere dipeso dalla procedura complessa della pratica. «Ritengo comunque – dice Addis – che questo sia un momento importante per la città. Parlare concretamente di Puc, infatti, dopo anni di silenzio e di ostracismo della precedente amministrazione, significa che stiamo lavorando seriamente. I commenti sulla scelta? Non voglio essere coinvolto in situazioni che esulano dalla mia responsabilità politica. Al tempo stesso però ritengo che chiunque si senta danneggiato abbia il diritto di far valere le proprie ragioni». Da Antonio Addis infine l’annuncio che nei prossimi giorni la determina della commissione tecnica sarà vagliata dall’esecutivo «con grande attenzione, prima di dare o meno l’avallo politico».

  • TEMPIO.Il prossimo 31 gennaio scadono i termini stabiliti per l’iscrizione all’albo comunale del volontariato. Lo ha reso noto con un comunicato, Maria Luisa Sari, referente del Sasol point 20 di Tempio, la sezione cittadina di Sardegna solidale, che ricorda come fra i benefici dell’iscrizione, indispensabile per ottenere finanziamenti pubblici, vi sia anche il diritto ad ottenere una assicurazione.
     L’albo delle associazioni di volontariato fu istituito dall’amministrazione comunale di Tempio nell’anno 2003, con lo scopo di valorizzare e promuovere il pluralismo associativo per la tutela dei cittadini, per il perseguimento di fini sociali, civili, culturali, scientifici, educativi, turistici, del tempo libero, di protezione ambientale, salvaguardia del patrimonio storico culturale ed artistico.
     L’albo è stato suddiviso dal consiglio comunale di quel tempo,in tre sezioni tematiche: attività culturali, attività ricreative e attività sociali. Vi è anche da rilevare che Tempio dal punto di vista associativo è ricchissima di associazioni che operando, qualche volta anche in sinergia, fanno per la città cose egregie.
     Ulteriori informazioni sull’iscrizione all’albo delle associazioni di volontariato del Comune di Tempio o sul rinnovo della stessa, potranno essere richieste recandosi direttamente al Sasol point la cui sede è in via Episcopio, nelle ore d’ufficio o telefonando al numero 079.6390132. (a.m.)

  • TEMPIO.«Sul teatro tenda che dovrebbe ospitare la sei giorni danzante del Carnevale il Comune non ha ancora deciso niente». Lo comunica il sindaco Romeo Frediani all’indomani dell’annuncio da parte di un imprenditore, Daniele Porceddu, di avere già preso accordi con l’amministrazione e di avere già pronta la tensostruttura, da montare alla Pischinaccia.
     Frediani blocca la fuga in avanti dell’imprenditore tempiese del settore alberghiero, nella ristorazione e nell’intrattenimento. E nel suo comunicato afferma di non avere finora dato alcuna comunicazione ufficiale nè di aver fissato conferenze stampa sul palatenda come sull’idea di ospitarvi la Fiera della Gallura (come affermato da Porceddu), semplicemente perché nulla è stato deciso in merito.
     «Abbiamo discusso in giunta - dice Romeo Frediani - su un eventuale affidamento di una parte del compendio termale di Rinaggiu, per allestire una tensostruttura durante il periodo di Carnevale. Queste scelte però avverranno previa acquisizione dei pareri da parte dei funzionari competenti. Simili iniziative non sono nuove per l’amministrazione comunale, anche perché bene si sposano con la necessità di creare indotto nelle attività economiche».
     Daniele Porceddu, titolare della Daniel Service, aveva invece già dato come scontata la collocazione di un teatro tenda (già arrivato in città e custodito per il momento nella zona industriale) per la sei giorni di Carnevale. E secondo lui per i primi di marzo dovrebbe ospitare la Fiera della Gallura, in collaborazione propro con la Daniel Service e con la Aladino snc di Giuseppe Iurato, specializzata in eventi fieristici.
     Le anticipazioni di Daniele Porceddu avevano suscitato anche le reazioni di Tonino Pirrigheddu, titolare assieme alla famiglia della Cinedigital (Cinema Giordo), imprenditore dell’intrattenimento gallurese da oltre trentacinque anni e primo gestore, in città, di un teatro tenda. L’imprenditore che ha già organizzato al Giordo la sei giorni carnevalesca della prossima edizione, si è sentito evidentemente danneggiato ed aveva annunciato azioni di tutela alla sua attività. Dopo il rientro in possesso di Rinaggiu già tre imprenditori (tra cui lo stesso Pirrigheddu) hanno inoltrato al Comune richieste per l’installazione a Rinaggiu di un teatro tenda. Non è escluso che altre domande seguano nei prossimi giorni.

  • TEMPIO.I contributi per i carrascialai sono disponibili da questa mattina. Lo assicura l’assessore al turismo Roberto Cossu, in risposta a un’interrogazione in consiglio comunale presentata ieri sera da Giannetto Addis (foto). Il quale, contattato da diversi costruttori di carri allegorici, preoccupati per il ritardo nell’erogazione del finanziamento necessario per portare avanti ai lavori, ha deciso di chiederne conto in assemblea: «A distanza di circa venti giorni dall’inizio del carnevale 2012 - dice Addis -, chiedo al competente assessore, come mai non sia stato ancora erogato ai gruppi che partecipano alla sfilata il contributo per la realizzazione dei carri allegorici. Come è noto i gruppi sono costituiti da giovani che sicuramente non sono in grado di anticipare, più di quanto non facciano, le spese relative all’allestimento dei carri». L’argomento sollevato da Addis faceva già discutere: il 7 dicembre i carrascialai avevano paventato il timore di ritardi. A rispondere, assente Roberto Cossu, fu allora il vicesindaco Monteduro: «Conosciamo il problema - disse - e gli apparati burocratici stanno lavorando con molta solerzia per superare le diverse difficoltà burocratiche che si frappongono alla soluzione. Entro il 15 riusciremo a erogare ai carrascialai quanto stabilito». Rispondendo in consiglio all’interrogazione, Roberto Cossu, ha riconosciuto i ritardi e ha comunicato che questa mattina i soldi saranno già accreditati i banca. (a.m.)

  • TEMPIO. La voce del consiglio comunale di Tempio si è unita a quella di tanti altri, a livello regionale e nazionale, nel chiedere la liberazione di Rossella Urru, la giovane volontaria tenuta in ostaggio da gruppi armati in un paese africano. L’assemblea civica, nel corso della riunione di ieri sera, ha infatti approvato un apposito ordine del giorno aderendo all’iniziativa del consiglio comunale di Samugheo, paese d’origine della Urru. Svolgendo quindi gli altri punti all’ordine del giorno, il consiglio ha approvato il protocollo con una rete di comuni facenti capo all’Unione «Alta Gallura», con Aglientu capofila, per partecipare ad un bando regionale per la selezione di progetti di qualità nel campo della valorizzazione del patrimonio culturale, paesaggistico e ambientale da finanziare attraverso una rimodulazione delle quote FAS, i fondi per aree sottosviluppate. Le spettanze di Tempio superano i 130mila euro da destinare alla dotazione degli arredi dell’edificio della ex pretura già da tempo restaurato. In quell’antico palazzo nel bel mezzo del centro storico, nel quartiere del «Pilare» è prevista l’istituzione di un museo-laboratorio da dedicare ad arti e mestieri praticati nella Tempio del passato. Il consiglio non ha speso poi molto tempo per assicurare la propria adesione al rinnovo fino al 2014 della convenzione fra l’Unione di comuni «Alta Gallura» ed il Banco di Sardegna. Com’era facilmente prevedibile, il grosso della durata del consiglio è volato nelle risposte di sindaco e assessori alle interrogazioni e alle interpellanze presentate dalla minoranza nelle passate sedute e a quelle rivolte nella seduta di ieri. Fra le questioni discusse ha prevalso quella relativa all’esigenza di dotare certe zone dell’abitato cittadino di un sistema di videosorveglianza. Essa è nata dal caso, sollevato dal Anna Maria Aisoni, del palazzetto dello Sport danneggiato da vandali e ladri ed è proseguita con interventi di Giannetto Addis e Tato Usai.

  • TEMPIO. Nel dibattito sulla disponibilità, o meno, di ospitare sul territorio di Calangianus una discarica per rifiuti indiferenziati l’ex sindaco di Tempio, Antonello Pintus, spezza una lancia a favore del primo cittadino di Calangianus, Antonio Scano. «Ha avuto coraggio e lungimiranza».
     «Il problema dello stoccoggio dei rifiuti - ha spiegato Antonello Pintus - non è nuovo, e prima o poi tutte le amministrazioni della Gallura dovranno affrontarlo. É necessario premettere che il territorio di Tempio, che ospita suo malgrado un impianto di compostaggio e un depuratore intercomunale che vengono utilizzati da gran parte dei Comuni dell’Alta Gallura e dell’Anglona, aveva già sollevato, all’Unione dei Comuni e alle amministrazioni provinciale e Regionale, dubbi sulla “tenuta” a lungo termine, per ragioni di salubrità dell’aria e ambientale, di questo sistema di smaltimento di rifiuti e acque reflue. Si era anche individuata l’area di Padulo per la realizzazione dei nuovi impianti di smaltimento, ma la crisi economica non ha consentito lo spostamento fisico delle strutture esistenti. Nel 2001 è stata chiusa, perchè ormai colma, la discarica comunale di Parapinta, seppellendo una bomba ecologica il cui timer sta per scadere. Rifiuti come l’umido, il vetro, la carta e il barattolame vengono trattati a Parapinta, mentre l’indiferenziata viene conferita, al costo di 180 euro alla tonnellata, alla discarica comunale di Ozieri. Costi altissimi per tutte le amministrazioni, che potrebbero essere abbattuti aprendo una nuova discarica utilizzando vecchie cave dismesse, opportunamente adeguate a ricevere quei rifiuti che, un giorno o l’altro, dovranno pur trovare una sistemazione. Antonio Scano, in questa vicenda, è stato lungimirante. Aprire oggi una discarica, con le normative di sicurezza attualmente vigenti, equivale a dare nuovo impulso all’economia del territorio, tra indotto e trattamento, con creazione di nuovi posti di lavoro. In molti, tra gli attuali amministratori comunali, storcono il naso - prosegue l’ex sindaco - perchè continuano a conferire le loro immondizie a Tempio e a Ozieri. E quando queste saranno chiuse come agiranno? Meglio essere previdenti, dunque, e individuare siti progettando, sin da adesso, le nuove discariche, Quindi non posso che essere d’accordo con il sindaco di Calangianus».
     Antonio Scano, che con la sua disponibilità ad aprire un nuovo sito di stoccaggio ha dato la stura ad una gigantesca protesta popolare, non si tira indietro.
     «Ribadisco e confermo quanto detto in consiglio provinciale, mantenendo ferma la disponibilità dalla mia amministrazione ad ospitare una discarica. A quanti, anche nella mia maggioranza, sostengono che non abbiamo il mandato per agire in tal senso ricordo che la nostra amministrazione scade il prossimo anno, e che per progettare una discarica, nessuno ha mai parlato di termovalorizzatori o quant’altro, sono necessari diversi anni. Chi ci succederà potrà decidere diversamente. Il problema dei rifiuti è da affrontare per tempo e sinora, nelle tante riunioni tenute in Provincia, si è soltanto parlato, senza intraprenderer alcuna decisione operativa».

  • Bilancio, varo tra le polemiche

    Tonio Biosa

    TEMPIO. Seduta incandescente quella del consiglio comunale di due notti fa, una delle ultime in cartellone prima del suo rinnovo. C’era forse da attenderselo vista la presenza all’ordine del giorno del bilancio, che alla fine è stato approvato col voto della maggioranza. Che da quei banchi non dovesse arrivare indulgenza alcuna sull’operato dell’amministrazione si è capito già nel momento in cui, presentate come conferme le aliquote di Irpef e Ici, il consigliere Giovanni Pala ha sottolineato che essendo già al massimo livello, fossero inaumentabili: giusto - ha rimarcato - sarebbe stato diminuirle. Ma il vero fuoco di fila dell’opposizione ha preso avvio dopo quasi due ore nelle quali gli assessori hanno illustrato il bilancio preventivo generale per l’annualità in corso, quindi le competenze specifiche.. Tradotto in cifre, il bilancio prevede entrate e uscite per oltre 33 milioni e 750mila euro, con spese correnti per 16 milioni e 731 mila e investimenti per 7 milioni e 825 mila. «E’ solo un documento contabile senz’anima, privo di un progetto politico che guardi al futuro della città» è stato il leit motiv degli interventi dell’opposizione, da Antonello Addis a Gianni Monteduro, da Gerolamo Balata a Vittorio Masu a Romeo Frediani. Che hanno puntato l’indice contro la voglia di far cassa dovuta alla scarsità di risorse da Stato e Regione proprio per l’immobilismo dell’amministrazione. L’assenza dell’indicazione di uno sviluppo per la città è, per Monteduro, testimoniata dalla mancanza di un quadro di investimenti in energie alternative; per altri, la prova è la carenza di attenzione su vari settori lasciati scoperti dalle previsioni di bilancio. Dai banchi della maggioranza c’è stato il contrattacco, soprattutto dagli assessori Giannetto Addis, Francesco Quargnenti e Angela Masu. Sottoposto al voto del consiglio per l’approvazione, il bilancio è passato con quello favorevole della maggioranza. Come da copione.

     

  • TEMPIO.Una folla strabocchevole, arrivata in pullman anche da altri centri della Gallura, ha accolto padre Raniero Cantalamessa, predicatore del Papa, studioso illustre e volto noto della televisione italiana dove cura diverse rubriche religiose. Due gli appuntamenti fissati per il religioso dai parroci di San Pietro e San Giuseppe in occasione della sua breve permanenza in città: prima la messa in cattedrale, quindi la catechesi nella più capiente chiesa parrocchiale di San Giuseppe, all’esterno della quale erano stati allestiti diversi gazebo e un maxischermo.
     Padre Cantalamessa, accolto da un applauso fragoroso dei fedeli che già un’ora prima sull’orario previsto avevano gremito il tempio, ha fatto il suo ingresso accompagnato dal vescovo Sebastiano Sanguinetti, che qualche ora prima lo aveva ricevuto in episcopio. Lo stesso vescovo ha assistito, dalla sua cattedra, alla celebrazione presieduta dal frate e concelebrata dai parroci di diversi centri della diocesi. Apprezzata e commentata favorevolmente l’omelia di padre Cantalamessa, proposta, come è suo costume anche sul piccolo schermo, con molta modestia ma al tempo stesso con grande forza e carisma. Dedicata a “Dio Padre”, ha invitato tutti, sacerdoti compresi, a riconsiderare la figura di Dio non come vendicatore o giustiziere, ma come padre, dando a questo termine il suo significato più ampio.
     Al termine del sacro rito, don Antonio Tamponi, parroco della cattedrale e artefice dell’evento, ha presentato al frate il sindaco di Tempio e gli altri amministratori comunali che in prima file avevano assistito alla messa.
     Poi, nella gremitissima chiesa di San Giuseppe, si è svolta la catechesi del frate, che ha preso in esame l’episodio raccontato nei vangeli di Matteo e Marco, quando Gesù si ritirò nel deserto per quaranta giorni subendo le tentazioni di Satana. «Tentazioni ancora oggi attualissime - ha detto padre Cantalamessa, prendendo spunti da costumi ed eventi quotidiani -, che ogni buon cristiano deve con l’aiuto delle fede, allontanare». Il frate, molto schivo, ha risposto con dei sorrisi agli applausi del pubblico, letteralmente affascinato, e con molta naturalezza, con il gesto, ha invitato i fedeli ad indirizzarli non a lui ma al grande crocefisso alle sue spalle. (a.m.)

  • TEMPIO.«Se l’amministrazione comunale non manterrà entro breve tempo, le sue promesse elettorali e non accetterà di concordare con Santa Teresa gli interventi riguardanti il territorio, gli abitanti della parte tempiese della frazione riprenderanno il cammino, peraltro mai interrotto, per una separazione dal capoluogo e un accorpamento con Santa Teresa».
     Questo, in sintesi, il passo più significativo di un comunicato redatto da un’assemblea dagli abitanti di San Pasquale, che li ha visti confrontarsi con Gian Paolo Comiti, consigliere comunale con delega alle frazioni, e Mario Addis, assessore al bilancio. Significativa nel testo una dichiarazione di Comiti: «Se, come amministratori - dichiara il consigliere di maggioranza - non siamo in grado di gestire le isole amministrative di Bassacutena e San Pasquale, è logico e legittimo che i frazionisti riprendano la strada del distacco da Tempio».
     Strade non curate, spazzatura delle vie insufficiente, sorgenti abbandonate, asfalto mancante in diverse zone, queste le motivazioni del malumore. Ma anche l’assenza di un ambulatorio comunale, rete fognaria vecchia di 35 anni, cimitero nel degrado, un comitato citadino che afferma di sentirsi ignorato. Dicono che le passate amministrazioni hanno “prostituito” il territorio dal punto di vista urbanistico. Per San Pasquale non c’è stata programmazione, a fronte dei 100 mila euro incassati dalla frazione tra Bucalossi e Ici, sinora questa amministrazione ha speso 10 mila euro per il restauro delle Poste.
     La presa di posizione di Comiti non è di poco conto. Finora è sempre rimasto allineato sulle decisioni della maggioranza, ma da qualche mese, pressato anche dalle richieste dei frazionisti insoddisfatti, morde il freno e chiede che le promesse siano mantenute: ne va della sua serietà, prima ancora che della sua figura di consigliere, votato per difendere interessi di cittadini considerati, da tutte le amministrazioni, di serie B. Ora potrebbe essere arrivato il momento della resa dei conti con la giunta Frediani. Lamentata pesantemente dagli abitanti del piccolo centro anche la mancata cooperazione da parte del Comune di Tempio con quella di Santa Teresa Gallura. «La speranza di vedere finalmente le due amministrazioni amiche e caratterizzate da un forte rinnovamento, impegnate a concordare risposte comuni alle problematiche delle frazioni è purtroppo finora risultata vana. E le conseguenze sono inevitabili». Il comunicato si chiude con un riferimento all’assessore al bilancio Mario Addis: «L’assessore - scrivono i frazionisti - sembra avere raccolto il senso del dibattito garantendo un coinvolgimento della sua amministrazione e dei suoi tecnici».

  • TEMPIO Entro brevissimo tempo la dismessa base americana sul Limbara potrebbe essere sottoposta a una serie di controlli da parte dell'Arpas, l’agenzia regionale che si occupa tra l’altro della protezione dell’ambiente. Un’operazione assolutamente necessaria e urgente: nessuno conosce esattamente la portata del pericolo legato alla presenza sulla montagna di materiali pericolosi e i tecnici possono dare delle risposte importanti in previsione di un intervento non più derogabile. È stato proposto da Antonello Concu, ispettore di igiene pubblica nella Asl 2 durante il convegno organizzato dal Pdci per sollecitare l’attenzione sulle condizioni della struttura. «Un problema – dice Nicola Luciano, segretario cittadino del partito –, trascurato da alcuni ed ignorato totalmente da altri». L’annuncio della richiesta di un’indagine sanitaria è scaturito durante il dibattito (seguito alla proiezione di un filmato sulla stato di degrado della base). Concu, persona riservata e cittadino attento alle vicende della sua città, ha chiesto di intervenire al termine di una lunga serie di contributi più o meno validi ma tutti purtroppo condizionati dalla mdisima mancata conoscenza dei luoghi e della reale situazione. Vi è stato, infatti, chi ha proposto di realizzare nel sito un museo; chi vorrebbe conservare le parabole “ad imperitura memoria dell’imperialismo americano”; chi ha pensato di recuperare gli alloggiamenti dei soldati per realizzare un ristorante yankee, come attrattiva per i turisti; o chi ha suggerito di donare le parabole ai radioamatori della Sardegna. Ma i proponenti non sanno evidentemente che della base sono rimasti solo marciume, ruggine, rovine provocate dalle incursioni dei ladri, dal tempo e dalle intemperie. Concu ha proposto di segnalare il sito all’Arpas e alla Asl chiedendo analisi urgenti e serie: «È necessario – ha detto – liberare la città dal dubbio che il sito possa essere inquinato da sostanze altamente nocive come l’amianto, la lana di vetro, acidi malefici ed altro ancora. Gli interventi che potranno essere fatti dipendono anche dall’esito di questi esami». L’idea è stata immediatamente recepita dall’assessore all’ambiente, Antonio Addis. Intanto, il problema della base da Tempio è rimbalzato a Cagliari. Alessandro Corona, segretario dei comunisti italiani ha già fatto sapere che intende promuovere sull’argomento una conferenza di tutti gli schieramenti politici. A Tempio auspicano che l’evento possa svolgersi a Tempio, possibilmente all’interno della stessa “base dei veleni”, come i comunisti italiani l’hanno ormai ribattezzata.

  • TEMPIO L'Asl gallurese ha pubblicato sul sito internet www.aslolbia.it il nuovo bando di gara che consentirà di completare la Rsa (residenza sanitaria assistita) di Mantelli. Per la struttura tempiese, inserita inizialmente all'interno della legge sugli interventi di edilizia sanitaria, di prevenzione e di assistenza, erano previsti 4.131.655 euro. Con un’asta pubblica, nel 2005 i lavori erano stati consegnati alla ditta Emi srl di Eboli che doveva costruire, entro 18 mesi, la Rsa tempiese da ottanta posti letto. Ma nel 2007 l'Asl ha formalizzato la risoluzione del contratto in danno dell'impresa per grave ritardo nell'esecuzione e interruzione immotivata dei lavori: risultava realizzato appena il 45% del lavoro appaltato. Dei 4.131.655 di euro del finanziamento originale la Asl gallurese ne ha ancora a disposizione 2.270.000. Il progetto è stato rimodulato e integrato all'inizio di quest'anno grazie alle risorse finanziarie provenienti dal Por Fesr 2007/2013, destinate al potenziamento degli investimenti nei servizi pubblici sociali e sanitari (con la somma di 1.600.000 euro è prevista la conclusione della struttura). La Rsa ha il compito di offrire risposte alternative al ricovero ospedaliero, là dove non è più possibile garantire l'assistenza sanitaria a domicilio. Nell’ ampio progetto di riorganizzazione previsto dall'assessorato regionale alla Sanità, per la struttura tempiese è prevista la realizzazione di un hospice, struttura ad elevata intensità assistenziale, ad alta integrazione interprofessionale e multidisciplinare, in grado di fornire anche l'assistenza "di sollievo", integrando le cure palliative e la terapia del dolore, a favore dei malati terminali e delle loro famiglie. Per le domande c’è tempo sino al 24 maggio, i lavori verranno conclusi entro il 2014.

  • di Angelo Mavuli wTEMPIO «Il teatro del Carmine? Troppo costoso, ma ottima gestione». Roberto Cossu, assessore allo spettacolo, risponde a Francesco Quargnenti capogruppo consiliare della lista Civica per Tempio, che nel criticare il mancato bando per il rinnovo della gestione, aveva definito “devastante” la conduzione della giunta. «Non capisco come si possa definire devastante – dice Cossu – una gestione che ha registrato un aumento di presenze del 93 per cento. Siamo passati, infatti, dai 5.600 fruitori del teatro nel 2009 a 10.800. Significa che abbiamo aperto il teatro alla fruizione del pubblico e alla associazioni, con un aumento dell’offerta culturale (un esempio su tutti, le dieci date dell’“Autunno musicale”)». Dopo avere sottolineato che la maggior parte degli aumenti sono imputabili ai costi in continuo aumento di energia elettrica e gasolio, «non certo alla gestione professionale e puntuale della cooperativa Athena», Cossu affronta la questione del bando pubblico in città che sta facendo discutere. «Per quanto riguarda il nuovo bando pubblico – dice l’assessore – , nella proposta da me presentata in giunta qualche settimana fa, nell’ottica del risparmio si è lavorato sull'ottimizzazione delle risorse. Su un'apertura flessibile dei vari compartimenti del teatro e sulla previsione della riduzione dei costi per convegni e prove. In questo modo si terrebbe sempre alta la qualità del personale e del servizio offerto risparmiando però circa 16.000 euro». Infine: «Purtroppo, per la grave crisi che sta colpendo anche il nostro Comune questa proposta, è stata rinviata di qualche settimana per una corretta analisi a bilancio approvato. Per questo appare fuori luogo l'affermazione di Quargnenti, di solito cauto e corretto, che dà per precostituito il bando». (a.m.)

  • TEMPIO.Il tentato suicidio nel carcere della Rotonda di un trentunenne senegalese, salvato dalla prontezza dei poliziotti penitenziari, fornisce lo spunto per riflettere sulla situazione di una casa circondariale, quella tempiese, che ormai attende solo il momento della chiusura.
     La nuova e moderna struttura di Nuchis è già pronta, gli arredi sono stati acquistati entro il termine del 2011 (si rischiava di perdere il finanziamento). «Cosa manca? Solo il personale» spiega Luigi Arras, il coordinatore nazionale del Sinappe. Secondo il rappresentante del sindacato di polizia penitenziaria, il carcere di Tempio non è attualmente interessato dal problema che purtroppo attanaglia la maggior parte delle case di detenzione italiane, quello del sovraffollamento: «Attualmente - dice - i detenuti a Tempio sono 22-23, ma ce ne possono stare un massimo di 42 (e sono arrivati a 70, in passato). Merito di uno sfollamento provvidenziale a suo tempo, e grazie al cielo dà i suoi frutti il decreto che dispone il mantenimento nelle celle di sicurezza in attesa di un processo per direttissima».
     Tempio piuttosto continua a soffrire per la grandissima carenza di personale: «Siamo 25 - dice Arras - dovremmo essere 35. Questo ci costringe a coprire le emergenze con grandi sacrifici. Soffriamo noi e soffrono i detenuti. Siamo l’unico istituto che ha i turni di servizio su tre quadranti da 8 ore anziché i soliti quattro da 6 ore. Otto ore di base, perché poi, quando si presentano delle criticità come quella del tentato suicidio possono diventare 10-12. Specie se le difficoltà si presentano nelle ore serali e notturne». Il nuovo istituto di Nuchis dovrebbe essere inaugurato in primavera «ma non si conoscono ancora i disegni del ministero per sopperire alla carenza di personale. Ci vogliono 180 unità di polizia penitenziaria - spiega Arras - a meno che non si decida di aprirlo a metà. Occorre un piano di mobilità, un trasferimento di poliziotti dagli istituti del nord in Sardegna. Ci sono tanti sardi che vogliono tornare. E in questo noi del Sinappe vorremmo essere coinvolti, desideriamo che si apra un tavolo di confronto. Ci sono 1145 poliziotti di leva che terminano il corso a giugno e andrannoa a sostituire anche chi vuole venire nell’isola. Ma con 1145 spalmati in tutta Italia, quelli che potrebbero arrivare a Tempio rischiano di essere una goccia: Nuchis aprirebbe monco. E se è stato costruito per ospitare parte di detenuti in eccesso altrove, il rischio è di farlo scoppiare».
     Il capo dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, Franco Ionta, durante un’audizione in commissione giustizia al Senato, ha confermato: Nuchis è praticamente pronto grazie al piano carceri rifinanziato dal Governo. Luigi Arras: «Ma continuando con i turni da 8 ore anche negli istituti nuovi, si aprirebbe una stagione di lotta per ristabilire i diritti minimi della polizia penitenziaria».

  • TEMPIO.Una ondata di interrogazioni sono state presentate nell’ultimo consiglio comunale a sindaco ed assessori. Il consigliere di minoranza, Franco Marotto, ha evidenziato la mancata apposizione, nella carreggiata della circonvallazione, di dossi artificiali, sistemi in gomma utili a rallentare il traffico pesante che quotidianamente vi si svolge. L’installazione era stata ipotizzata per tentare di alleggerire soprattutto la pressione dei Tir che scorrono in tutte le ore della giornata lungo le circonvallazioni San Giuseppe, San Sebastiano e San Francesco che costituiscono il tratto cittadino della tormentata Sassari-Olbia. Marotto ha ricordato alla giunta che nulla si è mosso da quando fu accolto un suo emendamento al bilancio per stabilire i fondi necessari all’installazione dei dissuasori di velocità. Franco Marotto ha inoltre segnalato le tante piccole manchevolezze presenti nelle strade cittadine e che rapprwesentano un pericolo per pedoni e veicoli, riparabili con modesti interventi. È stata quindi la volta della consigliera del gruppo di minoranza «Lista civica per Tempio», Anna Paola Aisoni, (coinvolta poco prima in un battibecco con l’assessore ai lavori pubblici, Antonio Orecchioni a proposito delle ruberie al palazzetto dello sport), la quale ha chiesto chiarimenti sul previsto piano urbanistico. Il collega di gruppo Giuseppe Pirinu ha lamentato invece le mancate risposte da parte della giunta a quelle da lui presentate.

  • TEMPIO.«Qualunque sia la decisione che la giunta Frediani intenderà adottare su Rinaggiu dopo la decisione del Tar, come primo atto si chiede che le fonti, il parco e l’intero compendio siano subito restituiti alla libera fruizione della città». La richiesta è contenuta in un documento redatto dal comitato civico “Essere cittadini” al termine di una assemblea per il rinnovo delle cariche sociali (con Paolo Sanna nuovo coordinatore al posto di Maria Antonietta Pirrigheddu e Marco Pampiro vice). Oltre che di Rinaggiu, sul tavolo anche raccolta differenziata e impianto di compostaggio di Parapinta.
     Il comitato chiede tra l’altro la rimozione immediata del portale in granito e di tutti gli ostacoli che fisicamente impediscono alle persone e ai mezzi di arrivare alle fonti; e il ripristino immediato anche delle fonti a valle, trasformate oggi in una discarica. Il portale del quale il gruppo “Essere cittadini” chiede oggi la rimozione (e la ricollocazione nel sito originario all’ingresso della città, sulla Tempio Sassari, di fronte a Rinaghjeddhu) fu oggetto 12 anni fa, di un’aspra polemica fra la città e l’allora amministrazione comunale retta dal sindaco Tonino Dibeltulu, che stabilì di far pagare l’ingresso alla fonti con un biglietto di poche lire. “L’apartheid”, come qualcuno allora definì quella misura che prevedeva un biglietto giallo per i residenti e rosso per i forestieri, ebbe però breve durata e si autoestinse per mancanza di visitatori. Quel muro infatti, allontanò per sempre la gente dalla sue fonti sino ad arrivare all’abbandono di oggi. Il comitato (che chiede anche la pulizia e il ripristino del parco alberato circostante, la piantumazione di nuovi alberi, la sostituzione di quelli abbattuti ed un efficace servizio di custodia), intende rivitalizzare le fonti e renderle, come una volta, meta ambita di salubri passeggiate e divertenti scampagnate festive. Sulla differenziata si chiede all’amministrazione di adoperarsi per una pressante campagna di informazione e sensibilizzazione dei cittadini e l’adozione di pesanti sanzioni nei confronti dei trasgressori. Sotto la lente d’ingrandimento anche l’impianto di Parapinta per il compostaggio della frazione umida «della cui ristrutturazione tante volte promessa ci piacerebbe avere notizie». La prossima assemblea è il 9 marzo.

  • TEMPIO.Scadranno il 12 marzo i termini per iscriversi ai corsi di italiano organizzati dall’assessorato regionale al lavoro destinati a cittadini extracomunitari. Se vi saranno almeno 10 iscritti al Liceo «Dettori» ne verrà attivato uno per il conseguimento della certificazione A2, riservato da adulti che abbiano già frequentato i corsi di italiano di livello A1 o che siano in possesso del Celi-Impatto o di un equivalente certificato di conoscenza della lingua italiana rilasciato da uno dei quattro centri di istruzione universitaria abilitati. Completamente gratuiti, i corsi si rivolgono a extracomunitari maggiorenni, muniti di regolare permesso di soggiorno e residenti in Sardegna. Potrà valere, ma solo per la preferenza nella selezione, l’eventuale status di rifugiato politico.
     Sono finalizzati a far acquisire le competenze necessarie della lingua e della cultura italiane per favorire una migliore integrazione nel tessuto sociale. I programmi, incentrati su aspetti linguistico-grammaticali e dialogico-conversativi, riserveranno almeno un quinto delle lezioni all’educazione civica, con temi diretti a fornire agli allievi un panorama della cultura nazionale e locale essenziale in campo linguistico, storico e di costume. Il bando indica come possibili beneficiari extracomunitari adulti, lavoratori immigrati che abbiano fatto recente ingresso, per la prima volta, nel territorio nazionale, ma anche adulti che, pur avendo già frequentato corsi di italiano, non hanno ancora conseguito la certificazione di competenza. I corsisti ammessi e frequentanti avranno diritto al rimborso dei titoli di viaggio sui mezzi pubblici utilizzati per recarsi alle lezioni per un massimo di 70 euro. Le domande devono pervenire alla scuola con raccomandata o a mano in un unico plico chiuso, con la dicitura «Corsi italiano 2012», con all’esterno nome e indirizzo. Modulistica e bando su www.liceodettori.it.

  • Le primarie telefoniche dell Udc: tre a pari merito per la carica di sindaco

    Giampiero Cocco

    TEMPIO. Il responso del sondaggio telefonico, commissionato dall’Udc per le prossime elezioni comunali, è stato sorprendente per gli stessi addetti ai lavori. Alla carica di sindaco gli oltre 2000 cittadini interpellati gradirebbero tre candidati dell’Udc, distanziati nelle preferenze espresse via cavo da pochissimi punti di distacco. «Abbiamo ottenuto preziose indicazioni», dicono i dirigenti del partito di Casini. Tore Diana, membro del direttivo Udc, spiega che le informazioni raccolte in questa sorta di primarie «saranno sicuramente utili nella scelta del candidato a sindaco, del quale però al momento non intendiamo svelare l’identità». Ma il segreto preelettorale è simile a quello di pulcinella. I quattro esponenti dell’Udc per i quali è stato chiesto ai 2000 cittadini di tracciarne il profilo a tutto tondo - a cominciare dalla popolarità e proseguendo con l’impegno politico, la capacità di reggere le sorti dell’amministrazione e infine, cosa che in questi tempi non guasta, la stima e moralità che ognuno di essi trasmette - sono il consigliere provinciale Franco Marotto, gli assessori Francesco Quargnenti e Giannetto Addis e il consulente del lavoro Giuseppe Pirinu, elencati in ordine di preferenze. I primi tre si sono “piazzati” quasi ex aequo, con differenze (nelle 10 domande che hanno tracciato il loro profilo) che variano da uno a tre punti, mentre il quarto, il personaggio meno conosciuto, e stato distanziato di oltre dieci punti. Le preferenze di ognuno dei tre candidati a sindaco si sono stabilizzate attorno al 30% degli interpellati. «Uno dei progetti elettorali che ci eravamo prefissati - dice Tore Diana -, era appunto quello di interpellare un campione di cittadini dai quali ottenere indicazioni di carattere generale, e non soltanto politico, sui nostri potenziali candidati alla carica di sindaco. Ora queste linee guida le abbiamo ottenute e saremo in grado, in una prossima riunione del direttivo, di approntare le liste. Che saranno presentate sotto il simbolo dell’Udc, con l’appoggio degli alleati che abbiamo individuato nelle formazioni dei Rossomori, della Lega Nord e del nuovo Psd’Az. I due schieramenti maggiori, Pdl e Pd, non hanno ancora sciolto le loro riserve, e noi abbiamo quindi deciso di andare alle elezioni da soli, senza alcun patema d’animo e pronti a confontarci con il responso delle urne, che poi è quello che boccia o promuove l’indirizzo politico».

     

  • TEMPIO Il comitato civico “Essere cittadini”, nel pomeriggio di oggi, si confronterà sulle problematiche di Rinaggiu discutendone i capigruppo delle due minoranze consiliari, Francesco Quargnenti della Lista Civica per Tempio e Franco Marotto della Lista Alternativa per Tempio. L’incontro (alle 18, ufficio turistico), è il primo confronto su Rinaggiu con amministratori, seppur di minoranza, dopo la lettera aperta che nel febbraio scorso Paolo Sanna, appena eletto presidente del comitato, inviò al sindaco Frediani. Qualche settimana prima, esattamente il 19 gennaio, il Tar aveva rigettato la domanda cautelare, proposta dall’Ati Alba Immobiliare srl, (concessionaria del compendio per 50 anni), contro la revoca di detta concessione deliberata dalla giunta il 24 novembre dello scorso anno. La decisione del Tar che consentiva alla città di riappropriarsi provvisoriamente, del compendio suscitò un’ondata di aspettative economiche e occupazionali. Fra i tanti intervenne anche il comitato “Essere cittadini”. «Qualunque sia la decisione che la giunta Frediani intenderà adottare sull’utilizzo di Rinaggiu – scriveva Paolo Sanna nell’occasione –, chiediamo come primo atto immediato che le fonti, il parco circostante e l’intero compendio vengano immediatamente restituiti alla libera fruizione della città e del territorio». Il comitato chiedeva alla giunta anche la rimozione immediata di un portale in granito, sistemato circa dodici anni, durante una gestione che impose il pagamento di un biglietto per accedere alle fonti. Di fatto quel portale, che divideva fisicamente il cittadino dalle fonti, decretò l’abbandono delle fonti da parte della città. Paolo Sanna, nella lettera rimasta ancora senza risposta, chiedeva anche l’abbattimento di tutti gli ostacoli che «fisicamente impediscono alla gente e ai mezzi di arrivare alle fonti, il ripristino immediato delle fonti a valle, trasformate oggi in una discarica, la pulizia e il ripristino del parco alberato circostante, la piantumazione di nuovi alberi, la sostituzione di quelli abbattuti ed un efficace servizio di custodia». Nella lettera si consigliava alla giunta di non concedere in futuro il compendio a ditte, imprese o soggetti non tempiesi. Si proponeva, invece, un utilizzo diversificato delle potenzialità del compendio soprattutto per scopi sociali, il tutto gestito da associazioni locali. L’incontro di oggi potrebbe servire a capire se i desiderata del comitato potranno essere presi in considerazione o se invece, sarebbero in procinto di arrivare nel compendio nuovi miracolosi finanziatori. Senza dimenticare ovviamente che su tutto deve ancora pronunciarsi il Consiglio di Stato.

  • TEMPIO Si trova nella Galleria Nazionale delle Marche, ad Urbino, il dipinto del Sassoferrtao, scomparso da Tempio alla fine del 1700, che riproduceva una Madonna con Bambino e del quale si era persa ogni traccia. A ritrovarlo è stato lo studioso e critico d’arte tempiese Luigi Agus (oltre 60 pubblicazioni all’attivo) durante alcuni studi nella Fondazione Zeri annessa all'Università di Bologna, con la quale collabora. «Si tratta – spiega Agus – di un prezioso dipinto di piccole dimensioni che in origine era a Tempio, passò a Cagliari e più recentemente è stato acquistato dalla Galleria Nazionale delle Marche di Urbino, una Madonna con Bambino di Giovanni Battista Salvi, detto Sassoferrato, uno dei pittori più importanti del '600 considerato uno dei capolavori di questo artista, specializzato nella rappresentazione delle Madonne». L'opera databile attorno al 1660 adornava la cappella gentilizia del palazzo Pes-Villamarina (probabilmente non l'ex seminario, ma quello di via Roma a Tempio) fin dalla fine del '600 e venne successivamente trasferita a Cagliari nel palazzo che i Pes-Villamarina avevano in Castello dal marchese Bernardino, il cui stemma è visibile sulla facciata del Palazzo degli Scolopi, l’attuale biblioteca. Passò quindi ai vari eredi fino all'ultimo, il tenente colonnello Salvatore, morto assieme ad altri passeggeri, sull'idrovolante in servizio di linea tra Cagliari e Roma-Ostia il 14 luglio 1938, inabissatosi al largo di Terranova. Da questo per eredità passò ai principi Torlonia che sistemarono l'opera nella loro residenza romana e nel 1985 lo vendettero alla Galleria Nazionale delle Marche che ha sede nel Palazzo Ducale di Urbino, dove figura accanto a opere di Piero della Francesca, Tiziano e Raffaello. «Si tratta – continua Luigi Agus - senza dubbio del capolavoro dell'artista di Sassoferrato esponente del barocco e spesso ricordato semplicemente col nome del suo paese di nascita. Di lui si sa che apprende nella bottega del padre, Tarquinio Salvi. Il resto dell'educazione di Giovanni non è documentata, eccetto il suo lavoro presso la bottega del bolognese Domenichino, che a sua volta fu allievo di Annibale Carracci (circa 1580). I suoi dipinti risentono inoltre dell'influenza di Albrecht Dürer, Guercino e soprattutto Raffaello. Esistono alcune pubbliche commissioni di Sassoferrato, che pare abbia trascorso la prima parte della sua vita lavorativa producendo copie multiple di vario stile di immagini devozionali per committenti privati». Prosegue Agus: «Esistono più di trecento opere del Sassoferrato nei musei del mondo, inclusa la maggior parte dei suoi rimanenti disegni, conservata nella collezione Reale del Castello di Windsor, in Inghilterra. Il suo più importante e conosciuto capolavoro è la pala d'altare della basilica di Santa Sabina all'Aventino, sostituzione di una tela di Raffaello. La possibilità che il dipinto possa ritornare a Tempio sono praticamente nulle, auspicabile sarebbe invece un’esposizione, sia pure per breve periodo, in modo da consentire ai cittadini di poter ammirare l’opera».

  • di Angelo Mavuli wTEMPIO “Stazzi e Cussogghj”, la manifestazione itinerante creata dalla Provincia Olbia – Tempio che dal 5 maggio sta toccando settimanalmente i diversi centri della Gallura, oggi e domani farà tappa in città, con una serie di eventi che dovrebbero ravvivvare il settore commerciale. La manifestazione, che a Tempio prende il nome di “Ghjanni Abbalti”, (porte aperte), è stata presentata ieri dal direttore artistico Giuseppe Barraqueddu alla presenza dell’assessore provinciale al turismo, Giuseppe Baffigo, del sindaco Romeo Frediani, del presidente della Pro Loco, Tonino Pirrigheddu e dell’assessore alle attività produttive e Vanni Bisson. Gli eventi saranno aperti oggi alle 10 dai figuranti, in Piazza Gallura, con l’usanza della spartizione dei frutti della terra fra i proprietari terrieri e i contadini. Si proseguirà con una sfilata al Chiostro degli Scolopi. Qui si esibiranno il maniscalco, il fabbro, il quadrettaio( lavorante del sughero), il coltellaio, lo scalpellino, mestieri ormai quasi scomparsi. Nella stessa location lo storico Tomaso Panu presenterà un libro dedicato a “Li Stivigni”, i soprannomi delle famiglie tempiesi. Lo scrittore Franco Fresi terrà una relazione sulla cultura contadina nell’ultimo secolo. Previste anche visite ai diversi musei cittadini ed una conferenza su Moscato e vini di Gallura organizzata, con degustazione finale,sempre nel chiostro degli Scolopi, dalla Confraternita del Moscato. Ad una quindicina di cori e gruppi folk, provenienti da altri centri della Sardegna invece, è stato affidato l’incarico di allietare l’iniziativa provinciale con canti e balli in diversi punti della città. Da parte della Confcommercio infine l’invito agli operatori del commercio, del turismo e dei servizi perché tengano aperti i loro esercizi anche nelle ore notturne del sabato e nella mattinata di domenica. Sia sabato che domenica, i ristoranti proporranno a buon prezzo piatti tipici. Per informazioni, rivolgersi alla Pro Loco cittadina, in piazza Gallura o telefonare allo 079/ 631273.

  • TEMPIO. Sbigottimento, in città, per il ventilato scorporo del Liceo Dettori, che rischia di perdere 127 studenti e di scomparire dopo quasi un secolo dalla mappa dell’istruzione isolana. L’amministrazione comunale si dice certa che sarà invece ampliata l’offerta per gli studenti.
     I primi ad intervenire con una nota sono stati gli studenti della 2ª A di scienze umane, uno degli indirizzi da scorporare.
     «La classe - scrivono gli studenti - esprime il disappunto sulla proposta del Comune di accorpare al liceo artistico “De Andrè” l’indirizzo scienze umane e socio psicopedagogico, nato come appendice del classico e quindi sempre appartenuto al Liceo Dettori». Sull’argomento interviene anche la locale sezione del Pdl, con un documento firmato dall segretario Tore Scanu.
     «All’amministrazione comunale - scrive Scano -, chiediamo di conoscere urgentemente il proprio parere, se condivide l’iniziativa e, in caso positivo, sulla base di quali motivazioni». Tore Scano chiede anche di conoscere il percorso che ha portato alla scelta e quali parti sociali e forze politiche siano state interessate al problema.
     L’amministrazione comunale, chiamata in causa da più parti, interviene sul caso con un comunicato del vice sindaco Gianni Monteduro.
    «Sento il dovere di replicare a quanto asserito dal dirigente del “liceo Dettori” in merito al dimensionamento scolastico e in particolare alla vicenda che interessa i licei. E’ falso che si sia data la cosa come ineluttabile. Abbiamo detto al dirigente che, vista la competenza primaria della Provincia per gli istituti superiori, la proposta sullo scorporamento di una linea liceale dal Dettori, per consentire la creazione di due poli liceali, è partita proprio dalla Provincia. Tale proposta ha poi trovato accoglienza dell’amministrazione in un ottica di dimensione ottimale dei due licei ai fini pedagogici, didattici e gestionali. Ciò mantenendo la centralità inderogabile dello studente come parametro base di ogni riflessione e pianificazione. Falsa è altresì la millantata indifferenza del Comune, che ha partecipato ad ogni incontro a livello provinciale ed ha attivato tavoli di confronto con ben undici comuni del territorio, con i sindacati e con i dirigenti, giungendo ad una condivisione ampia espressa poi in seno alla assemblea provinciale. Se proprio una lamentela va fatta, questa riguarda l’assenza del dirigente del Dettori dai tavoli di concertazione nei quali si è pianificato il dimensionamento. La nostra visione è improntata alla salvaguardia dell’offerta nel territorio e delle prerogative della popolazione studentesca, non certo alla salvaguardia di baronati dirigenziali. Il dimensionamento non è ancora chiuso e continueremo a lavorare a supporto della Provincia per trovare soluzioni di ampia tutela».
     Sul caso, lunedì, ci sarà un’assemblea pubblica.

  • TEMPIO.Comune e Pro loco hanno fatto la pace. Lo annuncia un comunicato dell’amministrazione tempiese che parla di un «faccia a faccia chiarificatore e definitivo fra la Pro Loco, l’Associazione Carrasciali, gli amministratori del comune di Tempio, il sindaco e l’assessore Roberto Cossu». Nell’incontro - si legge - «è stato trovato un accordo comune sulle manifestazioni di “Lu Carrasciali 2012” nel rispetto di quanto emerso nella riunione tenutasi qualche giorno fa ad Olbia con il Presidente della Provincia Sanciu e l’assessore al turismo Giuseppe Baffigo». Si è stabilito che «il finanziamento accordato dalla Provincia, dell’entità di 25.000 euro, sarà destinato al funzionamento del service audio-video, all’acquisto per la fornitura dei coriandoli pari a circa 200 quintali nonché all’esibizione degli artisti di strada “Theatre En Vol” che andranno in scena nel teatro naturale del centro storico di Tempio nella giornata di sabato 18 febbraio».
     Il comunicato si chiude con un augurio: «L’accordo raggiunto rappresenta l’unicità di intenti di tutte le forze in campo per far sì che l’edizione del Carrasciali sia memorabile». La Pro loco era uscita sbattendo la porta, rifiutandosi di aderire all’Associazione temporanea di scopo che organizza il Carnevale.

  • TEMPIO. Per il “Liceo Dettori” si starebbe preparando l’ulteriore scippo. Il Piano regionale scolastico prevede che lo storico istituto venga scorporato, con il trasferimento del biennio ad indirizzo scienze umane e del triennio socio-psico-pedagogico al liceo artistico Fabrizio De Andrè.
     A confermare lo scorporo è stato Franco Marras, dirigente dell’Istituto, il quale si è detto deciso a lottare sino in fondo perchè questo «esproprio proletario», come lo definisce non venga portato a compimento.
     «La notizia - dice il dirigente scolastico -, è vera ed ha dell’incredibile anche per il modo in cui la stessa sarebbe maturata. La cosa che mi lascia interdetto - afferma Marras -, è l’indifferenza con la quale l’amministrazione comunale, il sindaco ed in vice sindaco in particolare, abbiano accettato la notizia. Contattati da me personalmente - racconta il preside Marras -, hanno dato la cosa come già acquisita ed ineluttabile». Franco Marras parla di basi interessi di bottega che prevaricano, senza alcuno scrupolo, i diritti della città e del territorio. Il preside, dopo aver convocato il collegio dei docenti ed il consiglio di istituto, dice d’aver avuto conferma della proposta anche dall’assessore alla cultura della provincia Olbia-Tempio, Giovanni Pileri, il quale avrebbe dichiarato la propria impossibilità ad intervenire per bloccare il progetto di scorporo. Di diverso avviso, dice ancora Franco Marras «si è dimostrato il presidente Fedele Sanciu che ha immediatamente congelato il progetto rinviando ogni decisione dopo un confronto con il corpo insegnante, gli studenti, le famiglie e l’intero territorio». «Il problema - conclude Franco Marras -, non interessa solo la città di Tempio ma riguarda centinaia di famiglie dell’alta Gallura e dei centri della valle del Coghinas. Famiglie che sono decise ad annullare le nuove iscrizioni se i loro figli non dovessero più studiare al “Liceo Dettori”, e nell’indirizzo da loro prescelto, indirizzando i loro figli a Sassari». Franco Marras spiega che lo scorporo porterà via dalla scuola 127 alunni e non cancellerà le sofferenze numeriche del Liceo Artistico, «ma creerà in città una nuova sofferenza scolastica che causerà, nel giro di due anni, la perdita dell’autonomia sia del Dettori che del Liceo Artistico». L’argomento ha messo in fibrillazione i consiglieri comunali dei diversi schieramenti che chiedono l’impegno unanime perché si impedisca il compimento dello scempio sulla scuola più antica e famosa della città.

  • TEMPIO.Saranno rattoppate le tante buche e le crepe createsi in quest’ultimo periodo sulle strade cittadine. L’intervento, molto atteso, è stato annunciato dall’assessore comunale ai lavori pubblici, Antonio Orecchioni (foto). «La stagione invernale particolarmente fredda - spiega -, le nevicate e il passaggio di automezzi spargisale e spazzaneve hanno contribuito a creare sulla viabilità una serie di buche. Comprendo il disagio dei cittadini, ai quali chiedo qualche giorno di pazienza. Il settore lavori pubblici, di concerto con il comando della polizia municipale, ha nel frattempo provveduto a censirne il numero e le dimensioni. Presto verranno tappate con catrame a freddo. Per il momento infatti non è possibile utilizzare quello a caldo a causa della persistenza di temperature non adeguate. A seguire verrà incaricata una ditta specializzata che dovrà intervenire inizialmente con cemento e quindi, con l’arrivo della stagione propizia, con la fresatura e la bitumatura a caldo». (t.b.)

  • TEMPIO.Le antenne sul Limbara, lo stato di abbandono nella “Cittadella degli uffici”, quello nell’area della “Casa Famiglia”, i ritardi nella predisposizione del sistema di videosorveglianza, il Vermentino di Gallura ed altro ancora. L’ultimo consiglio comunale ha permesso di evidenziare alcune delle più evidenti questioni che toccano la città.
     Questioni emerse durante le interrogazioni e le interpellanze, rivolte principalmente dai consiglieri di minoranza a sindaco ed assessori competenti. La serie è stata aperta dal consigliere del gruppo «Alternativa per Tempio», Tato Usai. È stato questi a riproporre il problema dei ritardi nella predisposizione di un sistema di videocontrollo dei punti più soggetti ad azioni vandaliche o ladresche, alla luce soprattutto degli ultimi eventi criminali di cui hanno fatto le spese gioiellerie, luoghi di ritrovo ed automobili.
     Ha fatto quindi seguito l’intervento di Giuseppe Pirinu, appartenente al gruppo «Lista civica per Tempio», che ha posto la questione dello stato di abbandono in cui versa il compendio dell’ex caserma Fadda - detta Cittadella degli uffici - che ospita servizi di rilevanza territoriale, come l’Agenzia delle entrate, Equitalia o catasto, e pertanto vetrina di Tempio per tanti che giungono da fuori. Difficile da individuarne l’ingresso per l’assenza di insegne, è circondata da e vegetazione selvatica ed incolta. La collega di gruppo, Anna Paola Aisoni, ha evidenziato la situazione dell’ex mattatoio da tempo trasformato in «Casa famiglia», un imponente edificio per l’accoglienza di minori gravati da situazioni di disagio sociale, in attesa di funzionamento. L’area in cui ricade è incustodita e quindi esposta ad atti di vandalismo e ruberie. A questo proposito, l’assessore Gianni Monteduro ha risposto annunciando il necessario intervento quando sarà conclusa la rimodulazione del Pia e vi sarà la disponibilità dei fondi. Delle antenne sul Limbara ha chiesto informazioni Francesco Quargnenti, in merito soprattutto al versamento al Comune dei canoni d’affitto da parte di quanti hanno in cima al monte ricetrasmittenti televisive. Interventi a salvaguardia del Vermentino, a fronte della ventilata possibilità d’imbottigliamento fuori dall’isola, sono stati sollecitati da Marcello Doneddu, consigliere di maggioranza. (t.b.)

  • TEMPIO A distanza di oltre dieci giorni dall’improvvisa chiusura del servizio diurno nel centro di salute mentale di Villa Lissia, è calato un silenzio tombale sulla vicenda da parte della dirigenza del’Asl di Olbia. «L’unico segnale arrivato da Olbia, racconta Giovanna Maria Mela, presidente dell’Iris (associazione di familiari e volontari per la promozione della salute mentale), sono state le lamentele indirizzateci contro per avere avuto “l’ardire” di raccontare alla Nuova il disagio e le problematiche create dalla cessazione del servizio. Probabilmente alla Asl – dice la presidente amareggiata ma non per questo scoraggiata – non capiscono in quali difficoltà sono venute a trovarsi decine di famiglie, private di punto in bianco del supporto e dell’aiuto delle due educatrici licenziate per fine rapporto». Dello “smantellamento della sanità in alta Gallura”, come lo definisce il sindaco Frediani, che lo ha ha più volte e pubblicamente denunciato, parlando delle innumerevoli e gravi carenze che assillano la sanità a Tempio e nell’hinterland, si è parlato anche ieri. Durante la riunione del comitato civico “Essere Cittadini” la parola è stata data infatti anche ad una delegazione dell’Iris: «Da giorni – ha raccontato Paolo Sanna, presidente del comitato, che assicura una solidarietà fattiva all’associazione –, ho appreso che da parte dei vertici sanitari viene dato come imminente il bando per l’assunzione di nuove educatrici. Ma ancora questa volontà non si è trasformata in atti concreti». «Il centro diurno – spiega ancora Giovanna Maria Mela – era un servizio riabilitativo e di sostegno all’interno del centro di salute mentale, offerto ai pazienti con disabilità psichica. Chi aveva necessità trovava, al di fuori della famiglia, un luogo che prevedeva attività e prestazioni terapeutiche indispensabili. Averlo interrotto in maniera così brusca, senza fornire spiegazioni o speranze di una ripresa dell’attività, è inaccettabile». Delle problematiche gravi che assillano l’ospedale “Paolo Dettori” aveva parlato, oltre un mese fa, durante l’ultimo consiglio comunale, anche il consigliere comunale Marcello Doneddu dell’Idv, che aveva chiesto al termine della sua lunga elencazione, l’istituzione di una commissione bipartisan «che rimuovesse la scarsa conoscenza di molti sull’argomento», ma soprattutto, scriveva «servisse da stimolo alla dirigenza sanitaria per mantenere le troppe promesse fatte e mai realizzate». Ma la proposta, apprezzata seduta stante dal sindaco Frediani, che si era impegnato a creare immediatamente la commissione, è rimasta anch’essa una promessa non mantenuta, come le promesse dell’Asl.

  • Dopo la segnalazione dell’Asnet (Associazione sarda neuropatici emodializzati e trapiantati) sui ritardi nei contributi del Comune, interviene Gianni Monteduro, assessore ai servizi sociali: «La Regione – spiega – non ha ancora pubblicato il decreto di liquidazione, né ha inviato nota ufficiale in tal senso, quindi i nostri uffici stanno cercando la via per trasferire ugualmente la somma. La Regione trasferisce ai Comuni i fondi delle diverse leggi di settore a giugno e luglio. Ora, rilevata l'istanza dell'Asnet, abbiamo deciso di anticipare le somme, non solo ai nefropatici, ma anche agli affetti da tumore, talassemia ed emofilia, nonché i contributi per il trasporto e per le rette di ricovero dei disabili. Complessivamente, viste le ristrettezze di bilancio, riusciremo ad anticipare due mensilità e stiamo chiedendo alla Regione di poter impiegare i residui per una terza. È la prima volta che il Comune anticipar tali somme e lo fa, a differenza di anni passati ben più floridi, in periodo di grande ristrettezza ma con la determinazione di sostenere al meglio tutte le persone che affrontano la malattia in tempo di crisi. (a.m.)

  • BASSACUTENA Sulle problematiche della frazione, sollevate dal consigliere di minoranza Francesco Quargnenti, interviene il sindaco Romeo Frediani. «Bassacutena non e' abbandonata a se' stessa. Evidentemente Francesco Quargnenti, con la sua recente sollecitazione, vuol farsi perdonare quanto non e' riuscito a fare in qualita' di assessore all'ambiente durante il suo mandato. Quargnenti – ribatte Romeo Frediani –, volendosi fare portavoce dei cittadini di Bassacutena, ha sollevato problematiche che conosce benissimo anche se non le ha mai affrontate. Quargnenti dimentica che Bassacutena è rappresentata dal consigliere Gian Paolo Comiti, che puntualmente all’inizio della stagione estiva ricorda all’esecutivo la realizzazione delle opere di pulizia e taglio dell’erba già programmate dal settore ambiente. Con l’approvazione del progetto di depolverizzazione di alcune vie cittadine diventerà ancora più facile, sotto l’aspetto del decoro urbano, mantenere dignitosa la frazione di Bassacutena. Sul collegamento pedonale sul “rio Bassacutena” il progetto è stato approvato nella conferenza di servizi ed è in attesa di essere inserito tra le opere prioritarie di competenza dell’Anas. I sindaci di Tempio e Luogosanto auspicano che l’importante opera venga realizzata in tempi brevi per eliminare il pericolo del transito pedonale».(a.m.)

  • di Giampiero Cocco wTEMPIO Tra gli impegni assunti dalla ex amministrazione provinciale Olbia-Tempio, in regime di prorogatio sino al febbraio del 2013 c’è il rifacimento del manto stradale della Tempio- Aglientu, della Aglientu-Luogosanto e di altre strade ormai ridotte a veri e propri percorsi di guerra. Ora che la Regione Sarda ha legiferato, mantenendo operative le amministrazioni provinciali abrogate dal referendum popolare, è giunto il tempo – come sollecitano gli amministratori dei tre centri dell’Alta Gallura – che sulla rete stradale siano effettuate quelle operazioni di manutenzione indispensabili alla circolazione. L’assessore Giò Martino Loddo, che ha più volte ha ribadito d’aver affidato ad una impresa appaltante le opere di bitumazione della Tempio Aglientu, non ha ancora precisato la data di inizio lavori. La provinciale che porta dall’Alta Galluera verso la costa occidentale (Aglientu, Porto Bello, Santa Teresa di Gallura) è da anni in condizioni pessime, con il manto stradale ormai inesistente e con la massicciata che affiora in più punti, con profonde buche che costringono gli automobilisti ad effettuare pericolose manovre durante la guida. L’impegno dell’assessorato provinciale era stato già assicurato durante l’amministrazione guidata da Pietrina Murrighile, poi ribadita da quella a conduzione Sanciu. Ma sinora nessuno – tranne una impresa di segnaletica che ha delimitato la carreggiata (?) e disegnato nei diversi svincoli le freccie direzionali) si è occupato di rendere percorribibel quel percorso di guerra. Da alcuni giorni sono apparse lungo il tracciato segnali di pericolo e limitazxioni di velocità a 50 chilometri orari. Una decisione, quella di dichiarare pericolosa la strada, adottata dal servizio viabilità provinciale che, almeno su questo fronte, ha intuito l’urgenza di indicare (a scanso di richieste di risarcimento danni da parte degli automobilisti) la sagoma deformata e la presenza di buche nella sede stradale. Stesso discorso per quanto riguarda la Aglientu Luogosanto, in pessime condizioni di manutenzione, e la Luogosanto Arzachena. Diversa invece la siatuazione sulla provinciale Luras–Diga LisciaPriatu, il cui fondo non drenante e lucido diventa una trappola non appena diventa umido per la pioggia o la brina notturna. Sono diverse decine gli incidenti accaduto lungo quel tratto di strada, alcuni dei quali con feriti e altri risoltisi, fortunatamente, con danni ai soli automezzi. L’ultimo incidente ieri mattina, poco dopo il’abitato di Priatu, con un’auto finita fuori strada e gli occupanti soccorsi e medicati dai sanitari del 11

  • TEMPIO. La Consulta dei Movimenti, ha simbolicamente occupato ieri mattina il palazzo comunale. Il sindaco Romeo Frediani, con l’assessore all’agricoltura e pastorizia Vanni Bisson, ha ricevuto gli occupanti nella sala conferenze. Dopo avere ascoltato le ragioni dell’occupazione, si è tolta la fascia tricolore e l’ha consegnata nella mani di Mario Carai, leader in Gallura del Movimento pastori sardi. «Simbolicamente - ha detto il sindaco - mi dimetto e consegno nella sue mani questa fascia». Un gesto di disponibilità e solidarietà verso la Consulta dei Movimenti, ma anche un gesto di impotenza di fronte alle problematiche che travalicano il territorio. Oltre all’Mps erano rappresentati il Movimento artigiani e commercianti liberi, gli autotrasportatori di “Sardegna in Movimento”, Irs, Sardigna Natzione Indipendentzia, Movimento Anti-Equitalia, il presidio di Viale Trento, le Donne del digiuno e i Pratici. Ad illustrare le difficoltà e le richieste più urgenti del movimento è stato Mario Carai, che ha parlato della virulenza della crisi che sta decimando le industrie e le attività economiche della Sardegna. Mario Carai, fra le altre cose, ha chiesto un impegno di tutte le amministrazioni comunali per ottenere sgravi fiscali, l’abolizione del sistema di riscossione di Equitalia, una sospensione di almeno due anni di tutte le cartelle esattoriali. Il sindaco chiederà al presidente regionale dell’Anci la riunione plenaria dei Comuni isolani. (a.m.)

  • TEMPIO. Arriva anche in città la raccolta differenziata integrale dei rifiuti domestici. Da mercoledì prossimo, primo febbraio, il servizio si estenderà infatti anche a quei tipi di rifiuti finora esclusi dal ritiro porta a porta e finora inviati alle cosiddette isole ecologiche.
     Si trattava di carta, plastica, vetro e barattolame. Il servizio pertanto verrà così organizzato: la raccolta della frazione umida rimarrà invariata, col ritiro dell’apposito contenitore tre volte la settimana: il lunedì, il mercoledì e il venerdì. La frazione secca residua, l’indifferenziata, verrà invece raccolta due volte la settimana, il martedì e il sabato. Carta, plastica, vetro e barattolame, i rifiuti riciclabili, saranno ritirati in determinati giovedì del mese che saranno resi noti agli utenti con apposite indicazioni.
     Questo tipo di raccolta riguarderà inizialmente il solo abitato cittadino. Del completamento della raccolta porta a porta dei rifiuti domestici si era avuta percezione in queste ultime settimane, con la distribuzione alle famiglie degli appositi contenitori. Si spera che questi siano pervenuti in tutte le abitazioni. Ogni verifica sarà comunque possibile con l’avvio delle operazioni, tenendo presente che queste non potranno sfuggire a qualche disservizio sempre possibile nel momento del rodaggio.
     «Confidiamo nella collaborazione dei cittadini, della quale ringraziamo anticipatamente - dice Antonio Scano, sindaco di Calangianus e presidente di turno della Unione di comuni “Alta Gallura” -. Ampliando i servizi della Gesenu non vi è dubbio che si possa andare incontro a qualche difficoltà iniziale. Ma esiste tutta la disponibilità a superarle per garantire un servizio sempre più efficiente».
     Maggiori informazioni saranno comunque tra breve fornite sul sito www.unionedeicomunialtagallura.it.
     Il primo risultato pratico della raccolta integrale porta a porta sarà la scomparsa dei cassonetti delle isole ecologiche disseminate in punti strategici dell’abitato.
     Dovevano accogliere solo vetro, plastica carta e barattolame. Risultavano invece, complici l’incuria e l’assenza di senso civico, ricettacolo di ogni genere di rifiuti che debordava e rendeva l’area tutt’attorno una discarica a cielo aperto. Dal primo marzo il servizio di raccolta integrale verrà esteso anche alle frazioni e alle abitazioni dell’agro. Questa estensione riguarderà anche le abitazioni rurali dei centri dove la raccolta totale era operativa da anni e precisamente in tutti gli centri dei comuni facenti capo all’Unione: Aggius, Aglientu, Bortigiadas, Calangianus, Luogosanto, Luras e Santa Teresa.

  • TEMPIO.Dopo 189 anni Tempio rischia di perdere la Compagnia dei carabinieri. La notizia è trapelata dopo che, nei giorni scorsi, il capitano Giovanni Bartolacci ha incontrato il sindaco per informarlo delle precarie condizioni della caserma di viale don Sturzo (sede di compagnia e di stazione) e per chiedere un altro stabile. I sopralluoghi in diversi edifici vuoti della città, subito effettuati da personale del Comune con l’ufficiale e ad alcuni suoi uomini, non avrebbero dato i risultati sperati. Sono infatti risultati inadeguati, per diversi motivi, il vecchio ospedale di via Olbia, l’ex pretura di via Monti Masa, anche se restaurata e inutilizzata, e l’ala del palazzo Pes-Villamarina di piazza Brigata Sassari, ormai chiusa da tempo.
     Ora comincia una corsa contro il tempo per evitare che la compagnia possa essere trasferita altrove. In zona, la località più idonea ad ospitarla potrebbe essere Calangianus, dove qualche anno fa è stata inaugurata una bellissima e funzionale caserma. In viale don Sturzo il riserbo è totale e, all’infuori della conferma dei sopralluoghi della scorsa settimana, non trapela null’altro.
     La richiesta di una nuova sede non giunge comunque nuova nel palazzo di piazza Gallura. Già da tempo i militari avevano segnalato in Comune l’inadeguatezza dei locali e le carenze che il palazzo, costruito circa 40 anni fa presentava quotidianamente. A far precipitare le cose in quest’ultimo mese sono stati una serie di eventi che hanno indotto il comandante ad accelerare i tempi per una nuova sede: il crollo di un controsoffitto, causato pare dalle infiltrazioni d’acqua (i militari lavorano sotto enormi teli di plastica), il sollevamento del pavimento in alcuni punti della sala mensa, l’inadeguatezza delle finestre e, proprio ieri, il crollo vicino all’ingresso di alcuni pezzi del cornicione.
     Il problema non è di facile soluzione. Perché anche il commissariato di pubblica sicurezza e la polizia stradale di via Demuro, così come l’ispettorato forestale di viale Kennedy, ospitati in appartamenti obsoleti e inadeguati, hanno recentemente chiesto nuovi locali. Il primo rischia la soppressione, il decondo potrebbe trasferirsi ad Olbia. Forse è il momento di fare qualcosa. (a.m.)

  • TEMPIO.Paolo Sanna, nominato recentemente coordinatore del comitato civico “Essere cittadini”, non perde tempo: a distanza di poche ore dalla sua investitura, invia al sindaco una lunghissima lettera nella quale si chiedono all’amministrazione comunale impegni precisi sullo smaltimento dei rifiuti solidi urbani. Con un punto fermo: l’esclusione assoluta e incondizionata di sistemi di incenerimento di qualunque tipo per il trattamento della frazione secca: suggerisce infatti l’adozione di “sistemi a freddo” per la selezione, il trattamento e il riciclaggio. Per Sanna occorre la massima attenzione per la corretta gestione della raccolta differenziata a domicilio, con adozione di pressanti campagne di informazione e di sensibilizzazione dei cittadini e con pesanti sanzioni amministrative nei confronti dei trasgressori. Grande attenzione infine per il controllo del rispetto dei capitolati d’appalto da parte della ditta incaricata della raccolta e dello smaltimento. Tutte richieste che l’ingegnere, dall’alto della sua professionalità, ha indirizzato alla giunta tempiese, chiedendo anche una pronta risposta positiva «con un atto ufficiale che, è augurabile, venga approvato all’unanimità».
     Nella sua lettera Paolo Sanna spiega dettagliatamente le sue “proposte-richieste” che, afferma, non sarebbe male poter discutere ed illustrare in un consiglio comunale aperto, nel quale ognuno dei consiglieri possa esprimere pubblicamente sull’argomento il proprio pensiero. Non vi è dubbio infatti, che il silenzio tempiese, sulla proposta del sindaco calangianese di creare a Calangianus una discarica provinciale stia creando non pochi interrogativi. (a.m.)

  • «Ideali di sinistra, niente accordi con l Udc»

    TEMPIO. I Rossomori di Gallura non sono alleati con l’Udc. Lo precisa il coordinatore gallurese Angelo Filigheddu, che spiega «la polittica Rossomori è incentrata sui dettati del comitato nazionale e sui principi fondatori di un a forza politica che si colloca nell’area vasta del centrosinistra edd è in alternativa al centrodestra. Il coordinatore provinciale non ha preso accordi ne partecipato a tavoli con L’udc o altre forze. La situazione di Tempio ha un grande valore essendo la città, insieme con Olbia, capoluogo di Provincia e questo comporta una maggiore attenzione da parte del coordinamento Rossomori e del tavolo provinciale del centrosinistra nel quale è presente».

     

  • Il Pdl gallurese cerca di ritrovare l unità

    Giampiero Cocco

    TEMPIO. Il «comitato provinciale itinerante», come il senatore Fedele Sanciu definisce gli incontri sul territorio con amministratori e aderenti del Pdl, deve fare i conti con il dissenso dell’altra anima del partito. «Porto i saluti del viceccordinatore Matteo Sanna e del deputato Settimo Nizzi, impegnati a Roma», ha detto Fedele Sanciu alla platea di sindaci, consiglieri e fedelissimi del Pdl che lo avevano raggiunto nell’auditorim del «Museum diocesano» di Piazza Gallura. Dopo i saluti del sindaco Antonello Pintus, il quale ha precisato che per vincere, in nome del partito di Berlusconi, la doppia partita gallurese delle provinciali e del capoluogo montano (Tempio) «è necessario illustrare agli elettori programmi socio-economici seri, oltre a rappresentanti autorevoli che ne garantiscano la realizzazione nell’arco della legislatura» la parola è passata ai vari rappresentanti del partito giunti in città. A parlare sono stati Antonio Apeddu, Gianfranco Bardanzellu, il consigliere regionale Renato Lai. Per tutti è necessario l’impegno unitario per raggiungere l’obbiettivo di strappare la provincia alla sinistra, compito che, sulla carta, appare facile. Ma la voce dei dissidenti arriva, sopita ma non troppo, da uno dei grandi assenti alla riunione del movimento del predellino, quel Franco Anziani che non tralascia di precisare che «la politica del partito deve essere condivisa e certamente non in rotta di collisione con quanto accade a livello di governo regionale. Bisogna sostenere - dice Anziani - Ugo Cappellacci, la presidente Lombardo, le loro iniziative a favore del territorio. Così come sostengo le idee di rinnovamento che arrivano dal vicecoordinatore provinciale Matteo Sanna, da Salvatore Cicu e altri rappresentanti del partito che intendono portare avanti un dialogo con il territorio e la sua gente. Le elezioni servono proprio a questo».

     

  • Incendio sul Monte Limbara, le stoppie innescano il rogo

    TEMPIO. Un principio d’incendio è scoppiato, nel pomeriggio di ieri, alle falde del Monte Limbara, nella zona di “Funtana di lì frati”. Il fuoco ha interessato gli arbusti che caratterizzano la località situata nel versante nord del Monte Limbara, dove sono posizionate le pompe di sollevamento dell’acqua che viene immessa nella rete cittadina. Il rogo sarebbe partito da un abbrucciamento di stoppie il cui controllo è sfuggito al contadino che intendeva ridurre in cenere i residui della potatura di un frutteto. Sul posto sono intervenute alcune squadre dei vigili del fuoco che, in poco meno di mezz’ora, hanno avuto ragione delle fiamme ed hanno bonificato l’intera area, a ridosso dalle essenze nobili e dalle pinete che ricoprono l’intero monte gallurese, il polmone verde del nord est dell’isola.

  • di Angelo Mavuli . TEMPIO I carabinieri di Tempio potrebbero andare in convento. Dopo il voto unanime da parte del consiglio comunale di un documento che assegna la Palazzina comando della Pischinaccia agli uomini dell’Arma, già mobilitati per un esodo verso i centri limitrofi viste le condizioni disastrose del palazzo di viale don Sturzo, ecco una nuova offerta che conferma la voglia di Tempio di non perdere l’istituzione. L’ospitalità è stata offerta alla compagnia da padre Paolo Contini, frate francescano che regge la parrocchia di San Giuseppe e che ha messo a disposizione della compagnia di Tempo l’omonima struttura conventuale, in parte ormai disabitata ma recentemente restaurata e, soprattutto, perfettamente efficiente. Disponibili anche ampi terrazzi dove collocare antenne, e intorno vi sono diversi parcheggi. A spingere il popolare frate verso questa decisione è stato un dibattito televisivo sull’argomento in onda su un’emittente locale, ospiti l’assessore Vanni Bisson e il consigliere Nicola Luciano per la maggioranza, i consiglieri Anna Paola Aisoni, Tato Usai e Franco Marotto per le due minoranze. La delibera di indirizzo del consiglio comunale per assegnare la Palazzina comando, che sembrava avere scongiurato l’allontanamento della compagnia da Tempio, dopo alcune affermazioni dell’assessore, Vanni Bisson, è apparsa in tutta la sua fragilità e difficilmente applicabile in poco tempo. Il complesso infatti è oberato da una serie di vincoli europei che se non rispettati causerebbero all’amministrazione pesanti sanzioni. Sulla stessa palazzina, inoltre, pesa come una spada di Damocle la vertenza legale fra l’Ati ed il Comune. Tutti aspetti non perfettamente chiariti in consiglio e che potrebbero impedire anche l’emissione di un’ordinanza urgente del sindaco per l’occupazione dell’immobile per motivi di ordine pubblico. Da qui la decisione di padre Paolo, comunicata in diretta con una e-mail durante il dibattito televisivo, poi confermata. «La proposta – afferma padre Paolo – non è certo una battuta, ma il desiderio di rendersi sempre più utili per la nostra città. Insieme ai miei confratelli, infatti, abbiamo pensato di offrire una valida soluzione per evitare che i carabinieri continuino a lasciare la città (alcuni uffici operano già ad Aggius e Calangianus, ndc). In questi anni ci siamo resi conto di quanto i carabinieri siano preziosi per la città. Offrire loro gratuitamente l’ospitalità nel convento per il tempo che sarà necessario è un onore ed un piacere prima ancora che un doveroso gesto di civiltà»

  • TEMPIO E’ stato attivato anche in Alta Gallura il servizio di affido familiare, aiuto mirato e temporaneo, rivolto a bambini o adolescenti al quale viene offerta la possibilità di essere accolto in un ambiente adeguato, nel rispetto della loro storia personale e familiare, per il tempo necessario per permettere alla famiglia d’origine di superare le sue difficoltà. Per far questo è necessario l’aiuto di famiglie con o senza figli, o di single, che con il supporto professionale di operatori specializzati si rendano disponibili a prendersi cura di loro; necessarie delle “case amiche” che con autentico spirito di accoglienza aprano le porte all’altro. Gli obiettivi primari del servizio affido attivato dai Comuni del distretto Plus di Tempio, dal consultorio familiare di Tempio e dalla Provincia sono diffonderne la cultura, promuovere azioni volte ad informare e sensibilizzare coppie, famiglie o single disponibili a diventare affidatari e sostenerle nel percorso di accoglienza del bambino. L’affido richiede tante energie ma un solo sorriso ridato ripaga dei mille sforzi fatti. Maggiori informazioni al Centro aggregazione sociale di via Pintor, telefono e fax 079. 635593, email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

  • di Angelo Mavuli wTEMPIO Una commissione consiliare che affronti specificatamente le problematiche sanitarie del “Paolo Dettori”. La proposta per la creazione in un tale organismo è arrivata dal consigliere comunale dell'Idv, Marcello Doneddu, nel corso dell'ultima riunione del consiglio comunale. Doneddu ha proposto una "interrogazione-relazione" sulle carenze sanitarie (alcune anche gravi) che assillano l'ospedale tempiese. Il sindaco Romeo Frediani ha risposto affermativamente e nei prossimi giorni una conferenza dei capigruppo, allargata ad altri eventuali consiglieri e allo stesso proponente, avvierà le necessarie procedure. «Il mio intento – ha detto Doneddu,che ha riconosciuto a Frediani il grosso impegno profuso come sindaco e come presidente del distretto sanitario di Tempio – è capire cosa sta accadendo e come è possibile intervenire per evitare lo sfascio». Lungo e dettagliato l'elenco delle problematiche stilato. Il consigliere si chiede sbalordito come mai senza colpo ferire si riducano drasticamente i posti letto nel reparto medicina, mettendo assieme uomini e donne, in una promiscuità imbarazzante; come mai la notte non sia di turno un cardiologo in grado di leggere un elettrocardiogramma, con tutte le conseguenze che possono derivarne nel caso che si debba soccorrere, ad esempio, un infartuato. E ancora Doneddu (che grazie al suo incarico istituzionale ha potuto accedere ai dati) si chiede come mai il centro trasfusionale, che ha raggiunto da qualche anno l'autosufficienza e che fornisce plasma anche ad altri nosocomi, sia carente di medici e infermieri. Denuncia problemi anche al pronto soccorso, (dove opera un solo medico e dove il servizio triage resta sulla carta) nel servizio antidolore e nel servizio anestesia, dove mancano gli anestesisti. Nel lungo elenco anche la mancata istituzione del promesso reparto di cardiologia e di rianimazione e la paventata chiusura del punto nascita, fiore all'occhiello della sanità sarda Frediani, nell'accettare la proposta di istituzione della commissione, ha affermato a chiare lettere che in questi ultimi cinque-sei anni la sanità a Tempio è stata smantellata.

  • TEMPIO In attesa di conoscere le sorti della sezione staccata di Olbia, sulla quale soffiano i venti della soppressione imposta dai tagli economici, negli uffici inquirenti di Tempio si vive alla giornata. Su cinque magistrati in organico soltanto due sono rimasti in servizio: il procuratore facente funzioni Riccardo Rossi e il sostituto Roberta Guido. Con la partenza del procuratore MarioD’Onofrio e della collega Elisa Calligaris il carico di lavoro ordinario e straordinario si è notevolmente aggravato e pesa sulle spalle di due soli magistrati, i quali debbono dividersi i gravosi compiti dell’esercizio dell’azione penale (l’avvio e il coordinamento delle inchieste penali, della presenza in udienza –sette, distribuite tra la sede centrale e le due sezioni staccate, Olbia e La Maddalena – e i turni di servizio, che ora sono svolti a turni settimanali. A questa già impegnativa mole di lavoro si devono aggiungere le incombenze dovute ai circa 13 mila processi in fase istruttoria pendenti negli uffici della Procura gallurese e le migliaia di sopravvenienze (le nuove cause iscritte nei diversi registri degli indagati, dai noti agli ignoti, passando per gli atti relativi) che vengono registrate, mensilmente, dalla cancelleria. Riccardo Rossi, da 35 anni in magistratura, dove ha condotto inchieste delicatissime quali la Stage della stazione di Bologna, quella sul Treno Italicus e migliaia di altre sul terrorismo rosso e nero che infestava il centro Italia negli anni di piombo, scuote la testa e sorride. «Non è un problema, sono abituato a lavorare sodo – dice –, è necessario evitare la paralisi». Un impegno che il procuratore generale della corte d’appello di Cagliari, Ettore Angioni, gli ha pubblicamente riconosciuto di recente, in occasione di un incontro finalizzato a conoscere le “criticità” della procura gallurese. Un ufficio inquirente sul quale ricade il controllo di gran parte del Nord Sardegna, con realtà impegnative, sotto il profilo criminale e di illeciti finanziari come Olbia e l’intera Costa. Sulla quale, in periodi di profonda crisi economica come quella attuale, si addensano gli interessi di gruppi criminali che intendono investire, e non soltanto sul mattone, i loro illeciti introiti. Riccardo Rossi, nei giorni scorsi, ha “riorganizzato” gli uffici e le forze dell’ordine che collaborano con lui e oggi sarà presente alla riapertura della sezione di polizia giudiziaria della Maddalena, un presidio affidato agli uomini della capitaneria di porto chiuso durante la gestione dell’ex capo della Procura, Mario D’Onofrio. Gli accordi stretti tra gli uffici inquirenti e il direttore marittimo, Nunzio Martello, prevedono l’impiego di almeno tre unità tra ufficiali e sottufficiali. Che dovranno occuparsi non soltanto di reati “marittimi”, ma di inchieste che, di volta in volta, saranno loro affidate dalla magistratura

  • TEMPIO. “Siazza Siazza”. E’ il titolo della nuova canzone di Salvatore “Zancanu” Brandano, noto animatore del Carnevale tempiese.
     Musicata da Angelo Fontana ed interpretata da Domenico “Maradona” Dettori, il nuovo pezzo musicale, dai ritmi coinvolgenti e accattivanti, prende a prestito, nel titolo, il movimento ritmico delle massaie nel setacciare la farina ma il contenuto è tutta incentrato a mettere in evidenza le scorribande dei protagonisti che del carnevale sono i personaggi più noti e celebrati: il sovrano Re Giorgio e la sua consorte, la popolana Mannena.
     Farà il suo esordio nella prima delle manifestazioni dell’edizione 2012 di “lu carrasciali timpiesu” aggiungendosi a tutte le altre che, nel corso degli ultimi decenni hanno costituito la colonna sonora della grande kermesse dell’inverno tempiese e di tutti i carnevali dello stesso genere del territorio. (t.b.)

  • TEMPIO.Un nuovo crollo e ora la caserma dei carabinieri di viale don Sturzo rischia l’inagibilità. Ieri, dopo i cedimenti dei giorni scorsi, una parte del soffitto si è staccata improvvisamente rovinando al suolo a pochi metri dall’operatore. Il preoccupante episodio si è verificato proprio ieri in una della sale più blindate della sede che ospita la Compagnia e la stazione dell’Arma.
     Il crollo è avvenuto infatti nella sala dove sono in funzione gli apparati di comunicazione e i sofisticati sistemi di controllo che operano ininterrottamente su tutto il territorio di competenza. A confermare, anche se indirettamente, la complessità della situazione, è stato l’arrivo da Sassari del comandante provinciale dei carabinieri, il colonnello Francesco Atzeni. L’alto ufficiale, che peraltro conosceva già benissimo la situazione tempiese, ha avuto un lungo colloquio con il capitano Giovanni Bartolacci, comandante della compagnia. Strettissimo il riserbo dei militari, ma è sempre più evidente l’urgenza di reperire una nuova sede. Per questo motivo il capitano Bartolacci e il luogotenente Mario Ledda, vice comandante della compagnia, hanno avuto ieri in Comune un lungo incontro con il sindaco Romeo Frediani. È ipotizzabile che dopo i sopralluoghi, risultati inutili, della scorsa settimana, si stia cercando di stringere i tempi. Al termine, Bartolacci, scuro in volto, ha opposto un cortese “no comment”.
     Intanto, l’ipotesi che la compagnia potrebbe lasciare Tempio è stata accolta con stupore dalla cittadinanza, che giudica l’istituzione una parte inamovibile della città. Fra i commenti, anche quello di Giuseppe Murrali, costruttore e proprietario dell’immobile, stupito di quanto sta accadendo: «Dovrei essere il proprietario dell’immobile e non il manutentore - sottolinea - e dico “dovrei” perché di fatto ho sempre provveduto alkle manutenzioni oltre che per gli interventi straordinari (previsti dal contratto), anche per quelli ordinari (che invece non lo sono). Ho sempre agito nei confronti della Compagnia dei carabinieri con la massima attenzione e disponibilità e mai finora avevo avuto problemi. Se per causa della recente nevicata alcune parti del complesso hanno registrato qualche problema di umidità non mi sono tirato certamente indietro, cercando di intervenire subito finché non mi è stato vietato. Ho fiducia che le cose possano sistemarsi e che la Compagnia possa continuare a rimanere in città».

  • TEMPIO.Il teatro del Carmine ospita venerdì alle 21 uno spettacolo di danza li livello mondiale: è il «Parsons Dance», un collage delle coreografie più famose ed apprezzate di David Parsons, icona della danza contemporanea americana, organizzato dal Circuito regionale della danza. Ne sono interpreti Abby Silava Gavezzoli, Miguel Quinones, Eric Bourne, Sarah Berverman, Melissa Ullomon, Steven Vaughn, Chistina Illisije, Jason Macdonald, Ian Spring, Emily Daly, Maia Elena D’amario e Christopher Bloom. La prima parte, “Remember me”, si avvale della collaborazione musicale con la famosa East village opera company. “Swing Shift” si basa sul tango e altre danze popolari: è costruita su quattro coppie e culmina in due bellissimi assolo femminili mentre il finale avvicina il pezzo al classico repertorio di Parsons. “Caught” è sicuramente il pezzo più famoso dell’intero repertorio della della Compagnia, creato da David Parsons per se stesso nel 1982. Grazie all’uso di luci stroboscopiche, il ballerino è catturato al culmine di salti ed evoluzioni che lo fanno apparire come sospeso in aria. “In the end” si snoda sulla celebre musica della Dave Matthews Band. Una coreografia complessa e di grande effetto, con repentini cambi nella disposizione scenica dei danzatori. Info e prenotazioni: 079.671580, 079.630377, 328.1503742. (t.b.)

  • di Giuseppe Pulina wTEMPIO Un anno dopo i 150. Per riflettere ancora e meditare sul valore dell'Unità nazionale e sulla sua attualità politica. Domani (16, auditorium Pedroni, ingresso libero) per la rassegna dei “Venerdì del Dettori”, ciclo di conferenze organizzato dagli studenti del liceo, verrà presentato il volume "Sardegna e Risorgimento-Ricorrenze e questioni aperte", in gran parte opera loro, pubblicato dall'editore olbiese Taphros. Il curatore è il professore Paolo Lisca, esperto del Risorgimento e autore di interessanti saggi sulla figura di Garibaldi, l'eroe dei due mondi, figura emblematica dell'intero processo risorgimentale. Il libro verrà tenuto a battesimo da Annita Garibaldi Jallet, che del generale nizzardo non è solo la pronipote, ma anche una delle più acute studiose. La mattina, Annita Garibaldi incontrerà gli studenti per parlare dell'illustre antenato, della vita, dell'uomo, delle fortune militari e delle disavventure in altri campi. Nel pomeriggio si terrà, invece, la presentazione del libro di cui Annita Garibaldi Jallet ha scritto la prefazione. La studiosa verrà intervistata dagli studenti che hanno seguito il laboratorio di ricerca storica condotto dai professori Paolo Lisca e Gianmario Spezzigu. Le relazioni del convegno pomeridiano, sono opera degli studenti Valeria Gala, Marisa Tamponi, Raimondo Pittorru, Rio Stangoni e Valeria Musselli. In programma anche un breve intervento di Antonello Tedde, studioso del movimento garibaldino sardo. La pubblicazione del volume è stata resa possibile grazie al patrocinio della Provincia Olbia-Tempio e al contributo dei Lions Club cittadino e del Comune di Tempio Pausania.

  • di Angelo Mavuli wTEMPIO «Entro il prossimo anno l'ex Caserma del 59 cambierà volto». Ad affermarlo è Antonio Orecchioni, assessore comunale ai lavori pubblici, che sull’area chiamata oggi “Cittadella dei servizi” fornisce anche una serie di dati e notizie sull’eliminazione dei detriti abbandonati nel corso degli anni tra le palazzine che ospitano uffici pubblici ma anche sui progetti che prevedono il recupero di alcune strutture e il loro nuovo utilizzo. «Fra poco meno di 15 giorni, esattamente il 10 aprile – spiega Orecchioni – scadrà il termine ultimo per la presentazione delle offerte per un bando pubblicato il 30 dicembre 2011. I lavori, previsti per un importo di 1,2 milioni di euro (provenienti da un Pia, Piano integrato d'area), prevedono la messa in sicurezza di un edificio, ora fatiscente che si trova accanto all'Agenzia delle entrate. Si tratta di un corpo a due piani al quale verrà rifatta la copertura, ristrutturando i solai e le mura perimetrali. Con un successivo finanziamento ed un nuovo bando si provvederà al completamento per renderlo funzionale». Il secondo intervento verrà invece attuato sul così detto corpo B4: «Un edificio su un piano, prospiciente Via Olbia e Via Nuovo stadio – spiega l’assessore – che verrà completamente ristrutturato e reso funzionale. Il locale verrà destinato alla sua antica funzione: era la mensa per i soldati all'inizio del secolo scorso, diventerà punto di ristoro e bar per servire la Cittadella dei servizi. La gestione verrà assegnata al momento opportuno, con un pubblico bando. Questi due interventi verranno completati con la realizzazione di un percorso pedonale di collegamento con gli altri corpi già in funzione all'interno della cittadella. E' ovvio che nella realizzazione di questo intervento si procederà anche alla eliminazione del materiale da risulta, che, occorre precisarlo, per lagran parte proviene dai lavori effettuati nella Cittadella durante le precedenti ristrutturazione dei corpi, oggi perfettamente funzionanti. E’ certo che la rimozione e lo smaltimento comporterà ulteriori spese al momento non quantificabili». Finora le 80 richieste di partecipazione alla gara. Entro aprile l’apertura delle buste cui seguirà l'individuazione dell'impresa vincitrice, la pubblicazione dell'esito di gara per trenta giorni e, salvo ricorsi, la firma del contratto tra giugno e luglio. Dal momento della consegna dei lavori, l'impresa avrà un anno di tempo per concluderli

  • TEMPIO La raccolta differenziata porta a porta non decolla come dovrebbe e del problema si è occupato il comitato civico “Essere cittadini” nel corso dell’ultima riunione, cercando di elaborare dei suggerimenti per gli amministratori, insieme ai capigruppo delle due minoranze consiliari, Francesco Quargnenti della Lista Civica per Tempio e Franco Marotto della Lista Alternativa per Tempio. «Tra i primi obiettivi del Comune – dice il presidente Paolo Sanna – dovrebbe esserci la riduzione dei rifiuti conferiti. Ad esempio, si potrebbe redigere un nuovo regolamento comunale, in un’ottica di “rifiuti zero”, che riguarda la fase di ricevimento delle merci (con la riduzione degli imballaggi) e la fase di distribuzione, con l’accordo ed il coinvolgimento delle categorie interessate. ” Per il comitato civico la gestione dei rifiuti urbani deve essere al centro dell’attenzione e monitorata, se possibile, giorno per giorno. Sia Quargnenti che Marotto si sono dichiarati d’accordo con la strategia proposta per la gestione dei rifiuti dal comitato, e cioè un controllo più rigido sulla raccolta differenziata porta a porta da parte dagli organismi comunali: soprattutto nell’attuale fase di avvio, dovrebbero essere pronti ad intervenire per eliminare le incongruenze, le manchevolezze dei cittadini e quelle della stessa ditta appaltatrice, la Gesenu. Magari, se fosse necessario, rivisitando lo stesso capitolato d’appalto. La nuova metodologia di raccolta infine, sempre secondo il comitato, deve essere oggetto di una promozione costante. Si deve fare in modo che quella che oggi appare come un’imposizione difficile da capire e da attuare, possa diventare invece, in ogni famiglia, una normale operazione di civiltà. D’accordo i due capigruppo anche per quanto concerne un altro aspetto della strategia proposta dal comitato: il trattamento a freddo della frazione secca residua, che consentirebbe di impedire, di fatto, ogni ipotesi di incenerimento. Marotto ha ribadito la posizione contraria del suo gruppo a ogni tipo di incenerimento e si è impegnato a proporre che la questione rifiuti diventi argomento di discussione nel prossimo consiglio comunale. Quargnenti ha rivendicato all’amministrazione comunale precedente, della quale era assessore all’ambiente, il merito di aver introdotto e incentivato la differenziata e ha tranquillizzato l’uditorio ricordando che il piano regionale per la gestione dei rifiuti non prevede in ogni caso la costruzione di un inceneritore in Provincia.

  • TEMPIO Una serata di buona musica e bel canto degna della tradizione cittadina nella cornice del teatro del Carmine, grazie alla cantata scenica “Carmina Burana”, celebre opera di Carl Orff sotto la direzione del maestro Pier Paolo Scattolin, docente di musica corale presso il conservatorio musicale di Bologna e noto compositore. Molto apprezzata l'esecuzione della celebre opera composta nel 1937 e incentrata su canzoni profane e a volte licenziose in latino medievale, affidate per la carte canora ai cori cagliaritani Euridice e Studium Canticum, e a Scuole in Coro per voci bianche di Bologna, ai solisti Valentina Marghinotti, Nicola Ebau e Giuseppe Satta, ai pianisti Angela Tangianu e Michele Spiga e ai percussionisti del conservatorio di Cagliari: timpani, tamburi, campane, xilofoni magistralmente suonati da Francesco Belfiori, Claudia Foddai, Mattia Pia, Sara Piseddu, Carlo Porceddu e Stefano Tiesi. In tutto oltre sessanta tra coristi e strumentisti, per i quali il pubblico del Camine ha decretato il successo della serata, coronato anche da un graditissimo bis. “Carmina Burana” faceva tappa a Tempio nell'ambito di una programmazione regionale frutto della collaborazione fra diversi enti ed associazioni, fra i quali il Comune di Tempio per iniziativa dell'assessorato alla cultura retto da Roberto Cossu.

  • di Angelo Mavuli wTEMPIO Non c’erano solo i turisti alla due giorni di “Stazzi e Cussogghji”, la manifestazione itinerante creata dalla Provincia e dai Comuni che nella versione tempiese è stata etichettata dalla Pro loco con il sottotitolo “Ghjanni abbalti” (porte aperte). Il fine settimana, che ha ricevuto un plauso unanime per la sua perfetta riuscita, ha permesso agli stessi tempiesi di riscoprire angoli e usanze della propria città che non conoscevano. Un successo senza precedenti, nato non per caso ma costruito per mesi, caparbiamente, giorno per giorno, dall’associazione turistica guidata da Tonino Pirrigheddu, dai suoi ragazzi e da Giuseppe Barraqueddu, direttore artistico della manifestazione. Pensata con il duplice scopo di allungare la stagione turistica, riportando alla luce antiche usanze contadine della Gallura, e per ravvivare economicamente un momento che non è certamente dei più floridi, “Ghjanni Abbalti” è riuscita nel suo intento. Tra gli eventi più caratteristici, da citare l’apertura di li gredduli di via Mannu (l’antica strada dei nobili) e di “Santu Petru”, due antiche bettole che prendono il nome da un mazzo d’edera (la greddula, appunto) esposto all’esterno per far intendere che in quella casa si può bere, comprare del vino ed anche mangiare un boccone. La pro loco ha ricavato i locali al piano terra di due antiche case nobiliari che all’ingresso hanno un cortile ed una stanza, una volta stalla o deposito, perfettamente arredata come bettola (o cidderi o gredduli). Da citare anche la mostra di pittura di Gian Franco Cossu, la presentazione da parte di Guido Rombi (Cooperativa Athena) di un volume antologico sulle pubblicazioni dal 1860 al 2009 di testi riguardanti stazzi e cussoghji. E ancora, una relazione sulla cultura contadina di Franco Fresi, e la presentazione del volume “Li Stivigni” (i soprannomi delle famiglie tempiesi) a cura di Margherita Achenza, Mario Pirrigheddu, Paolo Aisoni, Silvio Manca e Gino Pintus. La Confraternita del moscato ha organizzato una conferenza su moscato e vini di Gallura, con degustazione finale. Visitatissimo, nel giardino degli Scolopi, il museo all'aperto con attrezzi ed utensili della tradizione contadina, dall’aratro in legno alla pressa per la compattazione delle balle di fieno; quelli del quadrettaio, del maniscalco, del calzolaio e dei coltellai. Molto visitati anche il museo ornitologico di Luigi Stazza (scoperto da molti per la prima volta), il museo del presepe, quello delle ferrovie e la casa di Nino di Gallura. Apprezzati infine tutti i gruppi folcloristici e i cori che hanno animato la festa. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

  • Dal Veneto per incatenarsi davanti al tribunale

    TEMPIO. Da Verona a Olbia per chiedere giustizia per Vinicio Zucconelli, un tecnico del triveneto che rimase paralizzato, dieci anni fa, mentre si trovava a Olbia per conto dell’impresa per la quale lavorare. La protesta si svolgerà oggi davanti al palazzo di giustizia di Tempio, dove la sorella dell’infortunato e alcuni amici dell’infortunato hanno deciso di incatenarsi ai cancelli del tribunale. Dieci anni di sofferenze e attese per una sentenza di risarcimento per l’infortunio sul lavoro che rese paraplegico l’operaio dal 18 febbraio 2000, e dopo il quale è rimasto inabile totalmente al lavoro. Dorotea Zucconelli, sorella di Vinicio, e il gruppetto di amici e parenti saranno in città per raccontare la storia di Vinicio, 37 anni, padre di due bambini, che abita a Caselle di Sommacampagna (Verona). L’uomo, dieci anni fa, mentre si trovava in Sardegna a lavorare per conto di una impresa veronese che si era aggiudicata l’applalto per l’installazione dell’impianto elettrico del nuovo hangar della Meridiana, venne colpito al volto da una molla “sparata” dalla pedana di un rimorchio. Un colpo terribile che lo ha ridusse in stato vegetativo, e ora vive (con i due figli) con un sussidio dal quale deve pagare le spese per i farmaci e dei fisioterapisti. Domattina il gruppo di veronesi saranno davanti al tribunale di Tempio Pausania dove si incateneranno ai cancelli per dimostrare contro la lentezza esasperante di una giustizia. «Adesso basta - scrive in un documento la sorella Dorotea -. Dopo anni in attesa di una sentenza che assegni a mio fratello e ai suoi bambini un risarcimento, vogliamo fare sentire la nostra voce». La prossima udienza è fissata per il 6 aprile, il giorno dopo Pasquetta. «Ovviamente ci aspettiamo l’ennesimo rinvio - dice Dorotea - ma noi diremo no».

     

     

  • Un nuovo «Turista per sempre»

    Tonio Biosa

    TEMPIO. Turista per sempre. Senza assilli finanziari, con 200mila euro per le spese immediate, lo stipendio mensile da 6mila euro per vent’anni e una liquidazione finale di altri 100mila euro. Questa la fortuna toccata al cittadino tempiese che ha “grattato” la combinazione vincente. La dea bendata è tornata a baciare la città e questa volta in forma più sostanziosa di due settimane fa, allorché un altro tempiese, grattando nel tabacchino Raineri di Via Roma un un biglietto di una delle tante forme di lotterie nazionali, aveva vinto 100mila euro. Questa volta la svolta nella vita è stata trovata in un altra tabaccheria-ricevitoria della città, quella di Nella Altana, non centralissima ma molto nota e frequentata, posta all’inizio della via che sfocia sul sagrato della chiesa di San Giuseppe. E’ qui che sabato si è presentato un cliente, ha acquistato un biglietto ed è subito uscito piuttosto guardingo, (infaltàddhu) termine che da queste parti indica l’atteggiamento di qualcuno che vuol nascondere qualcosa. Il biglietto era del tipo di lotteria nazionale che prevede come premio, al baciato dalla fortuna, uno stipendio mensile, per vent’anni, di seimila euro, un versamento iniziale di 200mila ed uno finale della metà. Un premio che fa del beneficiato - come recitano titolo e slogan della lotteria istantanea - un «Turista per sempre». E’ comunque in questa tabaccheria-ricevitoria che, dopo aver cliccato su appositi siti telematici, risulta avvenuta una vincita del genere. Sarà pure avvenuta ma la titolare dichiara di non essersi accorta di nulla. «Una vincita? Ci sarà pure stata ma io cado dalle nuvole. Se c’è stata, meglio così, ma io non ne so proprio nulla» afferma senza troppa convinzione Nella Altana. La quale gioca ancora un pò e quindi, senza troppo concedere e con un discorso indiretto, fa intendere che la vincita è stata effettuata. «Si, qualcuno è entrato - racconta - ha acquistato un biglietto, ha intravvisto qualcosa ed è andato subito via. Prima ha dato l’impressione di esser venuto per fare altre cose ma, verificato il biglietto, è andato subito fuori un pò strano». Persona conosciuta? «No, quì ne passano tante, vai a conoscerle tutte!». Tra i clienti presenti nella ricevutoria il discorso sulla bella fortuna di godere, tra l’altro, di 6mila euro mensili assicurati per vent’anni ed essendo tutti d’accordo sul fatto che tale fortuna dovrebbe capitare ad un giovane, lei interviene affermando che se si vince ad un’età sui quarantacinque anni c’è tutto il tempo per godersela, la vincita. Che il vincitore sia un quarantacinquenne? «E chi lo sa? - dice Nella Altana, che aggiunge: - speriamo che lui, o chi per lui, la usi bene. A volte i soldi danno alla testa e fanno fare cose non sane».

     

  • Per la manifestazione “I venerdì del Dettori”, oggi, sono previsti due momenti di riflessione sul processo dell'Unità nazionale. Studenti e professori potranno approfittare della presenza di Annita Garibaldi Jallet (pronipote dell'eroe dei due mondi), autrice della prefazione del volume “Sardegna e Risorgimento. Ricorrenze e questioni aperte”, scritto a più mani dagli studenti del liceo sotto la supervisione del professor Paolo Lisca. Dalle 11,30, Annita Garibaldi incontrerà le quarte classi. Alle 16, si terrà, invece, la presentazione del libro sempre alla presenza della Garibaldi che sarà intervistata dai ragazzi. Il libro, edito dalla Taphros, è il terzo di una collana di studi creata dai liceali. La pubblicazione è patrocinata della Provincia, dai Lions di Tempio Pausania e dal Comune. ( s.d. )
  • Tra i tanti immobili del demanio che verranno ceduti all’amministrazione comunale c’è anche l’ottocentesca casa circondariale della “Rotonda”. Il vecchio carcere, recentemente ristrutturato, è stato adeguato con le ultime normative in materia di sicurezza, dotato di ogni comfort e dispone di tanto spazio. La palazzina centrale, che attualmente ospita gli uffici direzionali, il corpo di guardia e gli alloggi del personale, potrebbe essere occupato da enti istituzionali. Uno dei progetti era quello di trasformare, una volta aperto il nuovo penitenziario di Nuchis, la vecchia struttura in un museo, idea ormai accantonata. Le norme finanziarie varate dai diversi governi impongono infatti alle amministrazioni centrali e periferiche (ministeri, regioni, provincie e comuni) di tagliare sulla spesa pubblica partendo dai canoni di locazione con privati, privilegiando gli edifici pubblici. (g.p.c.) di Giampiero Cocco wTEMPIO Ex caserme dell’esercito, scuole professionali, un ex preventorio antitubercolare, antichi e splendidi conventi, nonché palazzi patrizi e un numero sterminato di immobili demaniali. Gli edifici pubblici abbondano, in città, ma polizia e carabinieri cercano ancora casa. Ieri il questore di Sassari, Antonello Pagliei, ha avuto un incontro, cordiale e distensivo, con il sindaco Romeo Frediani. Argomento, ancora in embrione, dare un tetto agli uomini del commissariato di via Demuro, uno stabile ormai fatiscente e inadeguato ad ospitare gli uffici della polizia di Stato. «Abbiamo gettato le basi per una intesa tra Enti che possa, in tempi ragionevoli, garantire una sistemazione dignitosa per gli uffici e il personale dipendente», ha detto il capo della polizia provinciale. Romeo Frediani, che ieri era impegnato nella sede dell’Unione dei Comuni, ha ricevuto il questore in una saletta riservata e gli ha assicurato la massima disponibilità da parte dell’amministrazione comunale. «E’ necessario fare una premessa – ha spiegato Romeo Frediani – , doverosa per gli uomini delle forze dell’ordine e per i cittadini. Nel nostro programma amministrativo è inclusa la gestione delle strutture pubbliche, individuando tra esse quelle che possano far cassa e contribuire, con i canoni di locazione tra Enti, ad aumentare le entrate comunali. Il nostro intento è quello di garantire la permanenza in città di tutte le istituzioni presenti, prima tra tutte quella dell’amministrazione della giustizia. Abbiamo già messo a disposizione del tribunale una scuola cittadina, ed altrettanto faremo con i carabinieri, ai quali abbiamo offerto la palazzina comando della ex caserma della Pischinaccia. Identico trattamento lo riserveremo alla polizia di Stato e l’ispettorato forestale. Deve però essere ben chiaro che la mia amministrazione non può, per il patto di stabilità e per le scarne dotazioni del bilancio economico comunale, accollarsi tutte le spese necessarie per adeguare le strutture alle esigenze delle varie amministrazioni. Noi – ha concluso il sindaco – ci troviamo tra capo e collo a fronteggiare un’emergenza che è precipitata nel giro di poche settimane. Affronteremo e risolveremo anche questi problemi, ma è necessario che la prefettura, la Provincia, la Regione e lo Stato facciano la loro parte. Ci sono delle condizioni, quali l’indisponibilità di diversi immobili per fini diversi a quelli per i quali sono stati concessi finanziamenti per ristrutturazione da parte della Comunità europea, che debbono essere risolte dall’alto, non certamente a livello comunale. Anche su questo fronte, comunque, ci siamo già mossi e attendiamo risposte concrete. Le finalità perseguite dall’amministrazione sono quelle di mettere a frutto le tante risorse e i beni del patrimonio comunale, nell’interesse comune». Il questore Antonello Pagliei, dopo l’incontro con il sindaco, è andato al vecchio commissariato a trovare gli agenti e le rappresentanze sindacali. Nei prossimi giorni saranno vagliate le diverse proposte, e una volta scelta la destinazione finale verranno attivate le procedure per finanziare il trasferimento della sede.

  • Tonio Biosa wTEMPIO L'accademia della tradizioni popolari “Città di Tempio” ha celebrato il suo quarantaseiesimo anno di attività nel campo del folk con la partecipazione al sesto festival “Everest” di Katmandu, in Nepal, svoltosi dal 9 al 18 marzo. In rappresentanza dell'Italia, Il gruppo ha presentato i costumi, i canti e le danze di Tempio e della Gallura partecipando ad una manifestazione di grande rilevanza che ha toccato, oltre alla capitale, diverse città del paese asiatico compreso fra Cina e India: da Butwal a Dang, da Laliptur a Pokhara, riscuotendo grandi successi. A Katmandu si è esibito al teatro dell'Accademia Nazionale Kaladi. Insieme al “Città di Tempio” i gruppi di Messico, Grecia, Polonia, Finlandia, Lituania, Estonia, Ghana, Togo, Sry Lanka, Bangladesh, India e dello stesso Nepal. La tournée fa seguito a una serie di puntate in diverse parti del mondo (come Messico, Cina, Porto Rico, Brasile, Egitto e Tunisia). La delegazione del gruppo “Città di Tempio” era composta da ben ventidue persone di cui diciannove ballerini, due musicisti ed una interprete: Gian Mario Pintus, Gabriele Addis, Alessandro Brundu, Luigi Gana, Lorenzo Cossu, Andrea Brandano, Stefano Pes, Roberto Arghittu, Simone Veronica, Valentina Spano, Luciana Brundu, Antonella Sechi, Mariella Addis, Emilia Scolafurru, Ilenia Favini, Annalisa Asara, Elena Favini, Maria Giovanna Pileri, Giusi Spano (interprete), Alessandro Zizi (organetto e chitarra) e Alessandro Melis (trunfa e canto).

  • di Angelo Mavuli wTEMPIO Si allarga la polemica sul prolungamento dell’orario nella Ztl di corso Matteotti e Piazza Italia, che aveva visto protagonisti l’assessore Angelo Cossu, il consigliere di minoranza Tato Usai e quello di maggioranza Pasquale Lamanda, entrambi componenti della commissione al commercio saltata perché convocata in maniera irrituale e per al quale non è stata più fissata una data. Stanchi di attendere, sulla vicenda, sono intervenuti Antonio Azzena, presidente della Concommercio, Patrizio Saba, presidente del Centro commerciale naturale “Commercio 2000” e Tore Mandaresu, rappresentante dei pubblici esercizi. «L’assessore Angelo Cossu– dice Azzena –, sulla Ztl millanta accordi mai sottoscritti con noi della Confcommercio. A scanso di equivoci e per una corretta informazione dei nostri iscritti e di tutti i cittadini, dichiaro che fra la Confcommercio e l’assessore Angelo Cossu non c’è stato mai nessun accordo relativamente alla Ztl se non quello di essere pronti ad esaminare un eventuale progetto. All’assessore invece abbiamo chiesto inutilmente di incontrarci per esaminare l’utilizzo del suolo pubblico ed i suoi costi proibitivi. Abbiamo chiesto di adeguare l’arredo urbano, di curare il verde e di rendere accogliente il centro storico. E soprattutto, che ciò avvenisse prima della stagione estiva. Tutti argomenti – dice Azzena – che Cossu si ostina ancora ad ignorare, convinto evidentemente che la modifica dell’orario della Ztl sia la panacea per risolvere i problemi della città». Dello stesso tenore le affermazioni di Patrizio Saba: «La nostra posizione non può prescindere dalla volontà dei nostri associati, che non vedono di buon occhio l’ampliamento della Ztl. Tanto meno in assenza di migliorìe dell’arredo urbano, del verde pubblico e di un piano di promozione del centro storico, per il quale a pochi giorni dall’inizio della stagione estiva, non è stata pianificata ancora alcuna azione. Da rivedere urgentemente, anche l’occupazione del suolo, oggi inaccessibile a causa delle tariffe che l’amministrazione aveva promesso di diminuire. Come presidente di “Commercio 2000”, mi duole rilevare che dopo due anni l’amministrazione Frediani non ha ancora individuato gli obiettivi da perseguire». Sulle stesse posizione anche Tore Mandaresu, rappresentante dei pubblici esercizi che lamenta il fatto che pubblici esercizi e operatori commerciali non siano ancora stati convocati in assemblea dall’assessore. «In fin dei conti – dice – sono loro a dover esprimere un parere sulla Ztl»

  • TEMPIO. Un Istituto tecnico di istruzione superiore in alta Gallura, potrebbe consentire di mettere al sicuro dalla scure delle riforme governative, alcuni istituti attualmente in sofferenza numerica di studenti. Il progetto che verrà messo a punto nei prossimi giorni, è stato anticipato da Giovanni Pileri, assessore alla Pubblica istruzione della provincia Olbia Tempio.
     L’assessore lo ha reso noto durante un incontro tecnico, fra dirigenti scolastici tempiesi convocati per discutere del ventilato scorporo del Liceo Classico Dettori a favore del Liceo artistico De Andrè. Nella stessa riunione, l’assessore ha comunicato che per il momento lo scorporo del Dettori non verrà attuato e che per il De Andrè si chiederà, per l’anno scolastico 2012-2013, una proroga ai numeri voluti dalla riforma.
     Nei giorni scorsi sulla decisione di scorporare il Dettori a favore del De Andrè si era aperta una dura polemica soprattutto a livello politico. Franco Marras, dirigente del Dettori, nel comunicare ai media l’imminente decisione,aveva parlato di “esproprio proletario”, accusando in particolare il sindaco e il vice sindaco di «avere tramato alle spalle dell’Istituto per interessi di bottega, che prevaricavano i diritti della città e del territorio». Altrettanto pesante era stata la risposta di Gianni Monteduro che aveva accusato il dirigente di avere disertato tutti i tavoli di concertazione durante i quali si era pianificato il dimensionamento. «Abbiamo lavorato - scriveva fra l’altro Monteduro - nell’interesse della scuola e del territorio, confrontandoci con ben undici amministrazioni comunali».
     «Evidentemente - rispondeva piccata Anna Paola Aisoni, consigliere comunale di minoranza per la Lista civica per Tempio - Monteduro ha dimenticato di consultare il proprio comune, visto che anche i consiglieri di maggioranza non erano al corrente di quanto stava accadendo».
     A Monteduro che nel suo comunicato addebitava la decisione dello scorporo alla giunta provinciale, rispondeva il presidente della provincia, Fedele Sanciu. «La richiesta dello scorporo, diceva, è arrivata da Tempio». Più cauta Maria Chiara Demuro, dirigente dell’artistico che sosteneva la necessità di un “mutuo soccorso” per salvare l’Istituto. Ieri il tutto è stato ridimensionato, dopo l’intervento chiarificatore della provincia.

  • TEMPIO. Tempio-Olbia, Tempio-Sassari. L’animata vertenza degli ultimi anni sulla realizzazione e sul completamento dei collegamenti stradali sembra caduta nell’oblio. Di nuovi finanziamenti e dell’utilizzo di quelli già da tempo stanziati pare si siano perse le tracce. Quei limitati interventi programmati non è dato sapere se e quando verranno realizzati. Amministrazioni interessate, dalle comunali alla provinciale, appaiono paralizzate. A fronte di tanta calma si staglia la difficoltà del traffico, leggero e pesante, lungo i tornanti della «Fumosa», il tratto incompleto della Sassari-Tempio, e nei tortuosi e stretti saliscendi fra il corso del Liscia, Priatu e Monti Pinu in direzione di Olbia.
     Per quanto riguarda il primo collegamento, dopo l’apertura, quattro anni fa, del tratto Ponte Coghinas-località «Fenu», si era appreso dall’allora assessore regionale ai Lavori Pubblici Carlo Mannoni dell’approntamento del progetto relativo al tratto destinato ad arrivare a Rignagghjeddhu, alle porte di Tempio. Il progetto attendeva il dovuto finanziamento, per ottenere il quale occorreva bussare a tutte le porte. Chissà se è stato fatto o lo si stia ancora facendo.
     Più complessa appare la questione relativa alla Tempio-Olbia, quanto meno a quel tratto la cui realizzazione era data per imminente. Esisteva infatti un finanziamento intorno a 5 milioni d’euro concesso dal governo regionale presieduto da Renato Soru all’amministrazione provinciale di Olbia, presidente Pietrina Murrighile, che aveva a sua volta provveduto a predisporre il progetto. Il tratto da realizzare partiva dal bivio di Nuchis per arrivare a toccare le aree paraurbane di Luras e Calangianus. Quel progetto però fu fortemente osteggiato dall’amministrazione comunale tempiese retta da Antonello Pintus, che reclamava un collegamento fra quel nuovo tratto di strada e la tangenziale che, prima o poi, dovrà esser realizzata intorno all’abitato, in continuità con la Sassari-Tempio. Ne seguirono grandi diatribe finché la Provincia non accondiscese a modificare il progetto. Questo accadeva tanto tempo fa. Provincia e Comune intanto hanno rinnovato le amministrazioni ma della realizzazione di quel tratto di strada non si sa nulla.

  • «Giustizia per far continuare a vivere Vinicio»

    Giampiero Cocco

    TEMPIO. Le catene che imprigionano all’ingresso del tribunale Dorotea e Susanna Zucconelli, che chiedono giustizia per il fratello, pesano sulla famiglia da 10 anni. Un peso fatto di sofferenza fisica e mentale, di privazioni e tanta voglia di vivere, quella che si può soltanto leggere negli occhi umidi di pianto di Vinicio Zucconelli, 37 anni, un eletricista veronese che nel 2000 rimase vittima di un infortunio sul lavoro. Un incidente che lo ha costretto a vivere su un letto, amorevolmente accudito da genitori e sorelle che, dopo dieci anni di privazioni e dissanguamento economico, hanno detto basta. La causa civile intentata dalla famiglia per ottenere il risarcimento dei danni fisici - l’uomo è totalmente paralizzato e soltanto ora riesce a degluttire - e morali, avendo perso tutto, anche l’affetto della moglie che, però, porta i due figli della coppia a trovare il genitore quasi ogni giorno. Una causa che, tra perizie, rinvii, cambi di magistrati e le immancabili manfrine assicurative si trascina in un’aula di tribunale da dieci anni. Otto gli avvocati che “lavorano” sul caso, complesso quanto si vuole ma - con un pò di buona volontà e un pizzico di umanità - si sarebbe potuto chiudere da tempo, considerato che le parti, parrebbe, hanno già raggiunto l’accordo. «Vogliamo soltanto giustizia e il risarcimento dei danni subiti da mio fratello, che, a ventisette anni, venne a lavorare nell’isola sprizzante di forza e salute - dice Dorotea, infermiera pediatrica - e tornò a casa ridotto come un vegetale». L’uomo, che lavorava per conto di una impresa veronese alla realizzazione dell’impianto elettrico del nuovo hangar di Meridiana, venne colpito alla testa da una molla sparata da un pallett appena scaricato dal camion di una impresa sarda che stava consegnando del materiale. Da quel momento la causa civile è andata avanti a passo di lumaca. Anche oggi le due sorelle ripeteranno la loro civilissima protesta, incatenandosi davanti al tribunale di Tempio.

     

  • Produzione di elettricità, una centrale a biomasse nella zona industriale

    TEMPIO. Al convegno su “Energia, ambiente e Territorio» organizzato dall’associazione “Nord Sud-La Bottega del Mondo” si è parlato anche della centrale di produzione di acqua calda ed elettricità che una società intende installare nella Zona industriale. La centrale dovrebbe esser alimentata con le cosiddette “biomasse”, in questo caso da alberi e ramaglie frutto dell’azione di diradamento e potatura dei nostri boschi, di quelli del Limbara di proprietà comunale in primis. Alimentazione esclusivamente a “biomasse”, questa la garanzia richiesta dal Comune per rilasciare licenze e permessi è ribadita dall’assessore all’ambiente Francesco Quargnenti, a fronte della circolazione circolazione di voci ed interventi spintisi a parlare dell’installazione di un termovalorizzatore, ovvero di un impianto destinato a bruciare diversi tipi di rifiuti e sicuramente inquinante. L’inquadramento della questione è venuta con l’intervento di Vincenzo Migaleddu, dell’Associazione internazionali medici per l’ambiente. Approvando la liceità della centrale a biomasse, ha però messo in guardia da insidie e travisamenti che tali operazioni si trascinano. Ha spiegato che la quantità di alberi e ramaglie necessarie al funzionamento dell’impianto e «praticamente impossibile da assicurare da parte di un territorio». (t.b.)

     

  • Rinagghju, stipulato il contratto d appalto

    TEMPIO. Il contratto d’appalto per la riqualificazione e la valorizzazione turistica del compendio di Rinagghju è stato stipulato, ieri, tra le imprese appaltanti e il Comune di Tempio, proprietaria dell’area dello stabilimento. Soddisfazione per l’avvenuta consegna di quello che da sempre è considerato uno dei poli turistici della città è stata espressa dal sindaco, Antonello Pintus. Ora l’attuazione del progetto può avere finalmente avvio secondo il piano degli investimenti produttivi previsti in contratto. «Finalmente la tormentata questione di Rinagghju si avvia a soluzione - ha detto il sindaco Antonello Pintus -. Abbiamo creato le condizioni perché il sogno cullato da generazioni di tempiesi divenga una realtà e la nostra importante risorsa diventi occasione e motore di crescita economica». «Tutto quanto è previsto in contratto verrà attuato nei tempi e nei modi stabiliti», gli ha fatto eco Gianmario Virdis amministratore delegato della associazione che comprende la Alba Immobiliare, la Virdis Costruzioni, l’Edilpieffe e la Antonello Casu. Il piano degli investimenti prevede la ristrutturazione dello stabilimento idropinico, il completamente delle infrastrutture sportive, l’acquisto degli arredi per il funzionamento del centro fitness, l’acquisizione in gestione del centro servizi all’interno di quella della “Palazzina Comando” recentemente ristrutturata, la sistemazione dell’area del compendio. Prevede soprattutto la realizzazione di un hotel, elemento mancante, a fronte di numerose ed importanti realizzazioni operative già da anni, e ritenuto indispensabile al decollo del polo termale di Rinagghju. L’hotel dovcrebbe sorgere dalla ristrutturazione dell’unico capannone superstite dell’ex acquartieramento militare di La Pischinaccia. «L’avvio dell’attuazione del piano muoverà proprio dalla struttura ricettiva che sarà realizzata dopo che saranno ottenute tutte le dovute autorizzazioni e concessioni» ha ribadito il rappresentante dell’Associazione temporanea delle imprese. Il piano prevede investimenti per oltre otto milioni e 404 mila euro e dovrà completarsi entro il 2013. (t.b.)

     

  • di Angelo Mavuli wTEMPIO La Gallura non è più l'Eldorado della Sardegna. La povertà, non solo economica, cresce e le problematiche sono più complesse e difficili. Questo in il quadro emerso dal “Rapporto sulla povertà in Sardegna”, presentato dalla Caritas diocesana nell'Aula magna dell'Istituto Euromediterraneo. L'iniziativa, giunta alla quarta edizione, si è trasformata in una riflessione a più voci che, pur discordando fra loro su qualche dato numerico, all'unanimità hanno riconosciuto il proliferare di nuove povertà e di nuovi fenomeni. I dati, alla presenza di un ristretto pubblico «anche questo da interpretare come segnale inquietante», ha detto uno dei relatori, sono stati illustrati da Suor Luigia Leoni, direttrice della Caritas diocesana, da Raffaele Callia, curatore del Rapporto e responsabile del Servizio Studi e Ricerche della Caritas Sardegna, da Carlo Marcetti, economista e collaboratore dell'Osservatorio diocesano delle povertà e delle risorse e da Marisa Muzzetto, referente dell'Osservatorio. Raffaele Callia che, dopo avere parlato di paradosso culturale della povertà «di cui in troppi non conoscono neanche la portata» ha cercato di dare una lettura del fenomeno dal punto di vista ecclesiale. «La gamma del disagio – ha detto il ricercatore –, è vasta così come enormi sono i danni e le conseguenze della povertà. Al primo posto lo sfascio delle famiglie, la solitudine e la disperazione. Nonostante l'argomento sia all'ordine del giorno in convegni, riunioni e dibattiti – ha detto ancora Raffaele Callia – sulla povertà esiste oggi un silenzio assordante». Da Callia anche l'illustrazione tecnica del Rapporto che «nasce dall'osservazione rigorosa dello stato dell'opera e raccordando fra loro le esperienze». Molte le cause delle così dette nuove povertà. Sicuramente la mancanza di lavoro e la crisi globale, ma anche l'incapacità di gestire il proprio reddito in una affannosa ricerca dell'effimero, o ancora peggio per la passione del gioco d'azzardo. Per certi versi contradditori, rispetto al resto della Sardegna, i dati illustrati da Carlo Marcetti sulla Gallura che, pur presentando dati di crescita, non riesce ad evitare le situazioni di disagio e grande povertà così come nel resto dell'Isola. Da Marisa Muzzetto che ha illustrato, nella sua attenta relazione, l'attività dei Centri di Ascolto, l'invito a leggere con attenzione i percorsi della povertà. «Questi percorsi – ha detto la studiosa – si sviluppano attraverso cambiamenti sociali ed è proprio mediante la conoscenza di quest'ultimi che i percorsi di povertà possono essere affrontati». Da monsignor Giovanni Maria Pittorru, delegato diocesano per la carità e parroco della S. Famiglia di Castelsardo, l'invito finale a fare della carità un sistema di vita.

  • TEMPIO La prima comitiva di stranieri ha fatto la sua comparsa in città . Il classico giretto nel centro storico, fra chiese e palazzi in granito, e via di gran carriera. Erano croceristi della prima nave approdata al porto di Olbia. La comitiva ha aperto la stagione turistica 2012. Dai primi della settimana di Pasqua è pronta all'accoglienza l'area archeologica di Nuraghe Majori, il punto di maggior richiamo, assieme al centro urbano, della città. «Apriamo fra tante incognite – spiega l’archeologa Miriam Spano –. In giro, qui come altrove, si vedono pochi turisti, anche se Pasqua è vicina. Abbiamo delle prenotazioni dalle agenzie inglesi e tedesche, che cominciano ad inviare i propri clienti a partire da maggio. Fino ad ora restano le uniche e, per quanto importanti, non danno adito ad eccessive illusioni. E' stato così anche l'anno scorso. A fine stagione infatti abbiamo registrate un calo di visite, seppure contenuto, ma pur sempre una diminuzione delle presenze rispetto agli anni precedenti si . In ogni caso ci accontenteremo degli stessi risultati, anche se poi ogni stagione risulta diversa dalle altre». E i croceristi che toccano Olbia, si spingono poi fino a Tempio e dintorni? «Le compagnie delle navi da crociera ci hanno contatto per prenotare visite di loro clienti – risponde Miriam Spano –. Dovrebbero quindi giungere dei croceristi, sia a Tempio per il nuraghe ed altre attrattive che ad Aggius per i musei etnografico e del Banditismo». Sulla stessa lunghezza d'onda della curatrice dell'area archeologica di Nuraghe Majori si colloca Francesco Quargnenti, operatore nel campo della ristorazione. Anch'egli conferma l'esistenza di prenotazioni da parte di croceristi edi gruppi inviati da agenzie stranierei, ma anche per lui la cautela è d'obbligo. (t.b.)

  • di Angelo Mavuli wTEMPIO Angelo Cossu non ci sta e a muso duro replica alle accuse sulla Ztl rivoltegli da Antonio Azzena, presidente della Concommercio, Patrizio Saba, presidente del Centro commerciale naturale “Commercio 2000” e Tore Mandaresu, rappresentante dei pubblici esercizi, che lamentavano di non essere mai stati consultati sull’estensione dell’orario della zona a traffico limitato. «Ancora una volta – dice Cossu –, rimango stupito da affermazioni che non corrispondono ai fatti». E, carte alla mano, ricorda ad Azzena e Mandaresu che alla fine di aprile i due ebbero un incontro formale con l’intera giunta per parlare di isola pedonale. «E il 7 maggio – prosegue – Azzena è stato convocato al comando della polizia municipale per studiare la fattibilità del progetto discusso a fine aprile. Erano presenti anche il segretario della Confcommercio, Massimo Pillitteri, e l’ispettore della polizia municipale, Giovanni Giua,che ha verbalizzato l’incontro. Affermare quindi che non si è mai parlato di Ztl, come Azzena dice, non corrisponde al vero. Ritenendo troppo complessa la realizzazione dell’isola pedonale, che rimarrà sempre un mio traguardo – dice ancora Angelo Cossu –, Azzena in quella occasione proponeva in alternativa l’ampliamento dell’orario della Ztl di corso Matteotti, piazza Italia e via Roma superiore. E proponeva la concessione del suolo pubblico oltre che ai pubblici esercizi anche alle altre attività commerciali». Cossu afferma di aver completato la proposta di Azzena, prospettando la possibilità di ridurre la tassa per il suolo pubblico in modo da renderlo meno oneroso: «Oggi – spiega – una pedana fissa per l’intero anno costa 380 euro circa, la stagionale invece 1.800 euro per tre mesi. Considerata la disparità di trattamento proposi di adottare per tutti una tariffa ridotta di un terzo. Tutto questo doveva essere ratificato dalla commissione alla viabilità alla quale, per un disguido nella ricezione della Pec, non ho potuto partecipare». Angelo Cossu, nell’annunciare di non essere (da ieri) più associato alla Confcommercio, dice di voler chiedere un incontro urgente al presidente provinciale della Confcommercio, Gavino Sini. «Da assessore – dice – devo capire se Antonio Azzena rappresenta l’intera categoria o solo se stesso»

  • Per 28 giovani si aprono le porte del lavoro grazie a un progetto finanziato dall’unione Europea e portato avanti dall’Unione dei Comuni che ha seguito tutto l’iter burocratico che ora si avvia a conclusione. Il progetto denominato “legalità e cultura in alta Gallura” è ormai alla fase finale. I giovani provengono dai quattro comuni che avevano i requisiti per partecipare al bando vale a dire Luogosanto, Santa Teresa, Badesi e Aglientu. E’ il primo progetto del genere che si attiva in provincia e il risultato finora conseguito può dirsi più che soddisfacente. «Il filo conduttore - spiega il presidente dell’Unione dei Comuni Antonio Scampuddu, sindaco di Luogosanto - è il lavoro, inteso come inserimento e reinserimento sociale, in una ottica formativa dell’individuo col pieno raggiungimento non solamente dell’autonomia finanziaria ma anche di quei valori sociali di condivisione col resto della società». Gli inserimenti avverranno in aziende che operano nei comuni che fanno parte dell’Unione (oltre ai quattro menzionati: Bortigiadas, Tempio, Aggius, Calangianus e Luras) individuate in basi alle attitudini e agli interessi che stanno emergendo durante tutta l’attività di orientamento e formazione che dovrebbe concludersi entro il mese di gennaio, dando priorità di inserimento ai soggetti residenti. La prima fase si avrà già da questo mese con l’orientamento individuale o di gruppo pari a tre giornate lavorative per ogni beneficiario, cui seguirà nel mese di febbraio l’assunzione con l’inserimento nell’azienda di riferimento. Ognuno potrà usufruire di una borsa di lavoro pari a mille euro mensili per un periodo di nove mesi. L’impegno richiesto sarà pari a 36 ore settimanali suddivise in sei giorni lavorativi. Si tratta di un progetto pilota che potrebbe anche essere ripetuto in seguito qualora si rivelasse, come nelle intenzioni di chi lo ha proposto, utile all’inserimento di persone giovani e meno giovani nel mondo del lavoro. «Siamo coscienti - conclude Scampuddu- che con questo intervento non risolviamo il problema della disoccupazione nel nostro territorio ma è pur sempre un segnale concreto in un momento di grave crisi occupazionale anche se rivolta ancora a pochi giovani».

  • di Angelo Mavuli wTEMPIO «Nessun dubbio è possibile sull’impegno espresso dal sindaco, nella sua doppia veste di primo cittadino e di presidente del distretto sanitario di Tempio, nell’affrontare la difficile situazione sanitaria in Gallura». Comincia così un comunicato del sindaco Romeo Frediani, in risposta a diverse affermazioni di alcuni consiglieri comunali, espresse al termine della conferenza dei capigruppo tenutasi per studiare la possibilità di convocare un consiglio comunale urgente sul tema dello smantellamento della sanità in alta Gallura. Un evento praticamente decretato dall’atto aziendale programmatico predisposto dalla dirigenza dell’Asl di Olbia. La richiesta di un consiglio comunale urgente, era partita da Franco Marotto, capolista della lista “Alternativa per Tempio” ed era stata condivisa da Francesco Quargnenti, capogruppo dell’altra lista di minoranza, “Civica per Tempio”. Quargnenti soprattutto aveva avuto parole severe nei confronti di Frediani «per non aver avuto lui per primo la sensibilità di convocare il massimo consesso cittadino per discutere di quanto stava accadendo nella sanità». «Ancora una volta – dichiara Romeo Frediani si cerca di strumentalizzare tematiche importanti e delicate che riguardano la città e l’alta Gallura. Al di là di quelli che saranno i risultati sulla discussione dell’atto aziendale programmatico, voglio rassicurare i concittadini sul massimo impegno profuso con tutti i sindaci del distretto in difesa della struttura sanitaria e perché venga accresciuta la qualità dei servizi erogati». Dice ancora Frediani:«Ritengo che non sempre debbano prevalere i freddi numeri ma che si debba tenere conto delle condizioni logistiche e territoriali altamente penalizzanti per l’alta Gallura». Nel suo lungo e articolato intervento Frediani definisce “originali” le argomentazioni di alcuni componenti della minoranza «che non tengono conto dei lavori tutt’ora in corso di una commissione consiliare appositamente costituita». Il sindaco ritiene anche che alcune novità che potrebbero scaturire dalla conferenza dei sindaci prevista per oggi, possano rivelarsi utili anche nel consiglio comunale che si dedicherà all’argomento. «Avrei comunque gradito almeno una volta – conclude Frediani – che la stessa partecipazione attiva e appassionata nel rivolgermi critiche e appunti, venisse utilizzata in maniera costruttiva. Forse in questo modo anche le critiche più feroci, avrebbero un senso e un’utilità reale al di là del gioco delle parti politiche che poco importa al territorio e ai cittadini». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

  • TEMPIO Saranno forse stati i sopraggiunti impegni di candidata al Parlamento nelle prossime elezioni politiche a determinare la decisioni di Maura Castagna a non dirigere, da presidente qual è, la prossima seduta del consiglio comunale. All'approssimarsi della riunione consiliare, in programma con ogni probabilità giovedi pomeriggio, la Castagna ha comunicato ai Servizi di segreteria del Comune di non poter nè convocare il Consiglio nè presiederne i lavori. Quantomeno comunque per questa tornata. Resterebbe ferma infatti la sua determinazione a restare in carica nonostante l'annunciato cambiamento di casacca politica col trasloco dal Pd all'Udc e di conseguenza al rispettivo gruppo in consiglio comunale, collocato, com'è noto, all'opposizione all'amministrazione comunale e quindi ai suoi gruppi di sostegno dei quali la Castagna era parte fondante tanto da guadagnarsi, dopo l'esito elettorale, la nomina a presidente del consiglio comunale. A convocare la prossima assemblea e a presiederla sarà pertanto il cosiddetto consigliere anziano, precisamente Tore Garrucciu del Pd, nella qualifica che gli deriva dal numero di preferenze raccolte nelle elezioni comunali e non certo, nel suo caso, dall'età, risultando di fatto il più giovane fra quanti siedono nell'assemblea del Palazzo di Piazza Gallura. (t.b.)

  • TEMPIO Eugenia Bruno, la ragazza tempiese che ha rappresentato la Sardegna al concorso nella finale nazionale di miss mondo, a Gallipoli, si è fermata alla semifinale. Dopo una settimana di prove anche faticose, sfilate, sedute fotografiche, colloqui e persino lezioni di comportamento, non è stata ammessa alla fase finale. Su 120 concorrenti, provenienti dalle altre regioni, solo 52 sono riuscite a superare la selezione dei severissimi giudici. Sabato 16 giugno gli stessi giurati dovranno scegliere fra queste, la più bella d’Italia che rappresenterà il Belpaese nel concorso che a Ordos, in Mongolia, il prossimo anno eleggerà Miss mondo. Eugenia è rientrata in Sardegna nel primo pomeriggio di ieri. L’esclusione non l’ha turbata più di tanto. «È stata - racconta - un’esperienza bellissima e per certi versi anche insolita rispetto ad altri concorsi, quando devi sfilare di fronte a centinaia di persone. Il pubblico a Gallipoli era rappresentato, invce, per lo più solo da genitori e parenti delle miss e dal personale dell’albergo, dove si facevano i colloqui e le altre prove». Eugenia è molto serena, sorridente, e giustamente orgogliosa dei complimenti che le arrivano per telefono, sulla bacheca di facebook o che le rivolgono per strada. Sa perfettamente però che i suoi sogni dovranno scontrarsi con quanto la realtà quotidiana propone. Primo fra tutti il lavoro. «Domani sera - dice, - tornerò puntualmente a fare la barista al pub. Se mi è consentito voglio ringraziare il mio principale che mi ha permesso di inseguire un mio sogno». Ma quali sono i sogni di una ragazza di 20 anni? Eugenia non ha esitazioni: «Fare la modella è il sogno ricorrente della mia vita». Sorride e poi confessa candidamente che da piccola sognava di fare la barista. «A questo ci sono arrivata - dice - a fare la modella non lo so». Eugenia per la sua tranquillità e la sua modestia, è la classica ragazza della porta accanto. Però è consapevole delle insidie e delle difficoltà che l’attendono. «Da quando ho cominciato a fare le prime sfilate - racconta - mi sono resa conto che al di là del momento esaltante, quando il pubblico ti applaude e ti vota, vi sono anche ore di prove, di studio, di delusioni, qualche volta anche di scoraggiamento. Ora però per un po’ di tempo - conclude Eugenia, che afferma di volere rimanere caparbiamente sigle - voglio tornare a pensare alla mia famiglia che adoro, ai miei amici, alla mia quotidianità, a Tempio, città che ti sembra di odiare quando ci sei dentro e che invece ti manca tantissimo quando ti allontani, anche solo per qualche giorno»

  • TEMPIO «Sono certo che la Compagnia carabinieri tornerà a Tempio». A dirlo è il generale Luigi Robusto, comandante della Legione Sardegna dell’Arma, ridando fiato alla speranza che la partenza a causa dell’inagibilità dei locali di viale don Sturzo non significhi per la città la perdita di un’istituzione storica. Il Norm, infatti, da fine marzo si è dovuto trasferire ad Aggius (con il nucleo operativo) e a Calangianus (con il nucleo radiomobile), nonostante la decisione del Comune di assegnarle la Palazzina comando della Pischinaccia, gravata però da vincoli europei. «Sono certo – dice l’alto ufficiale – che tutte le istituzioni faranno sino in fondo il loro dovere e che si adopereranno per dare una sede adeguata alla compagnia». E ringrazia il sindaco Frediani: «Sin dal primo momento in cui la caserma è stata dichiarata inagibile dai vigili del fuoco, il sindaco si è messo incondizionatamente a nostra totale disposizione e si è adoperato per mettere in moto la complessa macchina amministrativa che ci porterà ad ottenere in città, spero già da maggio, una nuova sede. Sono speranzoso anche sul fatto che, nonostante le avverse contingenze economiche,Tempio riuscirà a costruire per i carabinieri una “sua” caserma». Robusto non nega la sua avversione per l’uso di uno stabile privato: «L’Arma – dice – dovrebbe essere sempre ospitata in un locale di proprietà pubblica, ma purtroppo questo in molti casi non avviene». Il generale esprime anche il suo apprezzamento per il Cocer, sindacato dei carabinieri che qualche giorno fa ha posto una sorta di ultimatum al Comune: «È una nostra importante istituzione che lavora per vigilare e difendere la dignità ed i diritti lavorativi dei militari e con il quale si opera sempre in perfetta sintonia” Un saluto ed un apprezzamento finale lo riserva a Tempio, «città che ci sta particolarmente a cuore da sempre e dei cui abitanti abbiamo avuto modo di apprezzare le doti. Tempio è una città che ama, contraccambiata, i carabinieri. Non possiamo certo pensare di abbandonarla. Ci torneremo quanto prima con tutte le nostre strutture». Parola di generale.

  • di Giuseppe Pulina TEMPIO I primi premi di due sezioni del concorso letterario “Giulio Cossu” andranno in Liguria e Lombardia. Tra tanti autori sardi che si sono ben piazzati nelle sezioni del premio, spuntano i nomi di poeti e scrittori che non vivono in Sardegna. Segno che il buon nome del premio Cossu, di cui ieri si è svolta la premiazione, anche se solo alla seconda edizione, ha ormai oltrepassato i confini dell’isola. E questo grazie anche all'intensa promozione che il presidente dell’Istituto Cossu, Luigi Agus, è riuscito a fare sul web. Altro positivo riscontro del Premio è stata la cornice di pubblico che, nel teatro della Casa del fanciullo, ha reso onore ai vincitori. Dei testi premiati sono stati proposti piccoli saggi di lettura, conditi da passaggi musicali curati dal Coro Gabriel e da Vincenzo Murino, durante la serata condotta da Antonio Masoni. I brani selezionati dalla giuria verranno pubblicati in un’antologia che sarà data alle stampe dalla casa editrice Arkadia. Piccola chicca per gli studiosi, la bibliografia completa di Giulio Cossu. Nel lungo elenco dei vincitori e degli autori “piazzati” figurano nomi più o meno conosciuti. Per la narrativa in gallurese il premio è andato a Francesca Ruiu (Telti) per il brano “La muschitta malignona”. Per la narrativa in italiano i primi tre posti sono stati assegnati al varesino Giovanni Maria Pedrani, Maria Giovanna Murgiano e Alessandro Cuppini. Sempre per questa sezione premio speciale al cagliaritano Antonello Farris. Di Telti è anche la vincitrice della sezione della poesia in gallurese, Quirina Ruiu, che ha preceduto i due tempiesi Nandina Addis e Andrea Muzzeddu. Altro premio speciale all’aggese Francesco Tola. Per la poesia in italiano i primi quattro posti sono stati assegnati nell’ordine alla savonese Rita Muscardin, Virgilio Atz (Pavia), Gesuino Murru e Alberto Cocco (Cagliari). Nella saggistica lasciano i loro nomi negli annali del premio i due studiosi Domenico Branca (Olbia) e Alessandro Pisano (Sassari) per un saggio su Sant’Antonio a Olbia, sulle pratiche festive tra migrazioni e costruzione identitaria.

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