La Nuova Sardegna

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  • 17/02/2010 -Rassegna di satira e arte grafica

  • 17/02/2010 - In diecimila hanno assistito alla sfilata finale dei carri allegorici avvolti nella nebbia

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  • 20/02/2010 -L'Assessore Addis " Ritardo nei lavori per motivi tecnici, ma rispetteremo gli accordi"
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  • 24/02/2010 - Gli amministratori contestano la Provincia

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  • TEMPIO «Nonostante i gravissimi problemi di cui Tempio è oberata, la giunta Frediani, venendo meno a tutte le sue promesse preelettorali, non convoca il consiglio comunale. Se gradisce consultarsi con le minoranze, lo faccia almeno per informare la città sull’operato dell’esecutivo». Ad accusare la giunta Frediani, con un comunicato che affronta anche diverse altre problematiche cittadine, è Anna Paola Aisoni, consigliera comunale della Lista Civica per Tempio. «In sei mesi - scrive - il Consiglio è stato riunito solo due volte. Una di queste è stata fatta sotto precisa richiesta delle minoranze». Anna Paola Aisoni teme che, dopo la prossima riunione (che la giunta, nolente o dolente, dovrà fare forzatamente entro giugno per l’esame e l’approvazione del bilancio), il consiglio possa essere riconvocato soltanto all’inizio dell’autunno. «Non potendosi presentare, per regolamento interrogazioni e interpellanze durante la discussione sul bilancio - scrive la Aisoni - temo che problemi gravi e di grandissima attualità siano a questo punto rimandati all’infinito». Fra le problematiche elencate da Anna Paola Aisoni e che «la giunta impedisce di esaminare con la mancata convocazione di consigli comunali vi è anche l’Imu. L’imposta introdotta dal Governo sugli immobili - continua la consigliera - tiene banco ormai in tutte le conversazioni. All’interno di questo dibattito arriva anche la notizia secondo cui l’Imu in Sardegna sarebbe inapplicabile. Ad affermarlo è il deputato Mauro Pili che con una recente mozione ha chiesto la sospensione immediata dell’applicazione dell’imposta su tutto il territorio sardo. Come cittadina prima e come consigliere poi, (considerato che la scadenza del pagamento della prima rata dell’Imu è alle porte), attendevo fiduciosa di poter dibattere l’argomento in consiglio comunale. Per dare indicazioni utili ai nostri cittadini e per esaminare ed eventualmente aderire con un ordine del giorno alla mozione del parlamentare sardo. Ritenevo e ritengo ancora - chiude - che l’iniziativa del deputato Pili non debba avere colore politico. Sono in tanti, semplici cittadini, interi Comuni, uomini politici di schieramenti anche avversi, a essersi schierati a favore di questa tesi. Nella nostra città però la mancata convocazione del consiglio comunale vieta il confronto democratico fra amministratori e tiene all’oscuro la gente». Da Anna Paola Aisoni, infine, l’augurio che non si ripetano in autunno le sedute fiume già viste l’anno scorso e che la giunta assicurava non si sarebbero ripetute mai più

  • TEMPIO. Sono tre gli istituti scolastici che verranno coinvolti nel progetto di Giovanni Pileri, assessore provinciale alla Pubblica Istruzione della provincia, che ha prospettato la creazione in Alta Gallura di un unico istituto tecnico di istruzione superiore che accorpi. L’Istituto tecnico Commerciale e Geometri don Gavino Pes di via Limbara, l’Istituto tecnico Industriale di via Maria Azara e l’Istituto professionale industria e artigianato di via Tempio a Calangianus. L’ipotesi di lavoro, preannunciata da Pileri, durante un incontro di dirigenti scolastici a Olbia, è stata successivamente illustrata a Tempio dallo stesso assessore nell’assemblea alll’ufficio turistico di piazza Mercato. Durante l’incontro si sono confrontati in modo serrato, amministratori, dirigenti scolastici, sindacalisti, alunni e famiglie. Pileri, impegnato da giorni alla quadratura del cerchio nel tentativo difficilissimo, di far combaciare le esigenze del territorio con le imposizioni di una riforma scolastica sempre più avara e difficile da sopportare, prudenzialmente ha parlato di ipotesi di lavoro che dovrà essere discussa nella sede provinciale opportuna, per arrivare poi a Cagliari nella sua interezza e si spera con un giudizio unanime del territorio.
     «I margini di manovra - ha detto Pileri - diventano ogni giorno più ristretti e le richieste basate sulla logica fredda dei numeri, sempre più difficili da accogliere senza scontentare o l’uno o l’altro». Pileri, che ha parlato quasi di un “mutuo soccorso fra Istituti” ha lanciato anche un chiaro appello al territorio perchè si ragioni in termini di unità di intenti. «Non è il tempo delle divisioni - ha detto -. Stiamo vivendo un momento difficilissimo anche per la scuola e dobbiamo muoverci uniti. L’opzione “mors tua vita mea” sempre deleteria, in questo caso significa l’annullamento di entrambi i contendenti».
     In città si commentano favorevolmente intanto, le soluzioni adottate per il Liceo Dettori che per il 2012/2013, non sarà scorporato e per Il liceo Artistico De Andrè, per il quale verrà richiesta invece, un anno di proroga ai numeri imposti dalla riforma. L’anno di proroga servirà per tentare di riportare in città, nello stesso istituto, il liceo musicale che banalmente, qualche anno fa, Tempio si era lasciato sfuggire di mano. (a.m.)

  • TEMPIO. La mascotte del Carnevale tempiese, un bellissimo e fastoso gallo, realizzato da Simone Sanna, eclettico artista aggese, si chiamerà d’ora in avanti: “Gallo Frisghjola”. La decisione dell’Ats è stata comunicata da Alessando Achenza, direttore artistico della manifestazione.
     Durante la conferenza stampa di presentazione dell’intero programma Achenza ha fatto sapere che «la decisione di non chiamare più il nostro portafortuna, “Gallo Peppino” come suggerito da un sondaggio su facebook, non è una nostra marcia indietro, quanto piuttosto la necessità di evitare polemiche sul nome di Peppino Sechi, autore delle colonne sonore dei carnevali, scomparso alcune settimane fa».
     La scelta di evitare polemiche è stata apprezzata da quanti erano presenti alla conferenza stampa che hanno tributato alla memoria di Peppino un lungo applauso di gratitudine. Il nuovo nome “ Frisghjola” che si riferisce alla “ Frittella lunga”, tipico dolce del carnevale tempiese, era il secondo nel sondaggio di facebook. Archiviato comunque questo momento, si è passati, dopo gli interventi di Gianni Monteduro e di Roberto Cossu, all’illustrazione del programma che avrà inizio oggi, con una rappresentazione teatrale. Si proseguirà lunedì 6 e martedì 7, al teatro del Carmine con la Rassegna di Cinecarnevali, una serie di Film sui carnevali più famosi d’Italia quali Ivrea, Putignano, Cento e Ladino. Nella rassegna saranno inseriti anche alcune edizioni del Carnevale di Bosa, Mamoiada e Tempio. Una novità assoluta sarà costituita invece, giovedì grasso, dall’arrivo in città di sua maestà Re Giorgio, non nella tradizionale sfilata alle ore 15, 30, ma alle ore 12 e dalla celebrazione della “Pricunta” in Piazza Gallura alle ore 19. La Pricunta era la cerimonia che si imbastiva, anticamente quando i parenti dello sposo andavano in corteo a richiedere la mano della sposa. A realizzare questa antica cerimonia sarà la compagnia teatrale Filodrammatica Gallurese di Margherita Achenza, scrittrice e regista teatrale di successo. Ovviamente, come è nelle migliori tradizioni lo scontato “si”, a Re Giorgio da parte della popolana Mannena (che si presenterà al popolo però, solamente domenica 19 febbraio) si concluderà con una fastosa cena a base di verza cotiche di maiale, organizzata dai ristoratori tempiesi. Immutate le tre sfilate canoniche di giovedì grasso, domenica e martedì. Il programma è carico di altri eventi e iniziative, che coinvolgono in diverse circostanze tutti i componenti dell’Ats e che renderanno il carnevale una kermesse di tutto rispetto. In attesa di notizie concrete sul Teatro Tenda, per il momento l’unica certezza della sei giorni danzante, arriva dal Cinema Giordo che ha organizzato, una “sei giorni” da favola.

  • TEMPIO.A distanza di oltre una settimana dalla fine del Carnevale tempiese, l’Ats che ha organizzato l’evento non ha ancora reso nota la classifica finale dei carri a concorso. L’anomalia è stata segnalata dai rappresentanti dei carri, che rilevano come ciò non sia mai accaduto. Una protesta non sterile: il regolamento prevede infatti che i primi dieci acquistano il diritto a partecipare anche all’edizione 2013 ed a utilizzare gli hangar.
     Criticata, oltre che la mancanza di trasparenza, l’assegnazione a pioggia di targhe e premi speciali che gli stessi carri assegnatari non hanno saputo giustificare. Un esempio? «Al nostro carro “Robin Hood: rubare in Provincia per dare al Comune”, racconta Giandomenico Piccinnu, di Nuchis, è stata assegnata una targa per la miglior colonna sonora, fatta di musiche carnevalesche. Praticamente le stesse della maggior parte degli altri carri. Ricevere un riconoscimento fa sempre piacere, ma constatare che i premi sono di facciata, privi di motivazione, solo un contentino, fa arrabbiare. Avremo preferito che il lunedì di Carnevale (quando sarebbe dovuta essere resa nota la classifica) l’Atp comunicasse tutta la classifica».
     Gli fanno eco Mauro Dore (The Crazy Carnival con il carro “Gnomeo e Giulietta”) e Salvatore Siazzu (Quelli del Carnevale con “Welcome the burlesque”): il primo ha ricevuto una targa come miglior carro, il secondo invece, nemmeno una menzione. «Passare da esclusi, come eravamo noi - dice Dore, felicissimo -, ad essere considerati il miglior carro c’è un abisso. Ci sarebbe però piaciuto sapere il piazzamento in classifica. Essere giudicati il miglior carro e non trovarsi poi nemmeno fra i primi tre è per lo meno strano». «Noi invece - dice Siazzu -, non abbiamo ricevuto nulla. Peccato perché sino a due anni fa una targa di partecipazione veniva data a tutti i carri. Mi sarebbe piaciuto comunque conoscere in quale posizione ci ha collocati la giuria. Sempre che un giudizio lo abbia espresso».
     Sulla stessa linea gli altri capigruppo e Angelo Marielli, presidente dell’associazione Carrascialai, che pur invitando tutti alla calma, critica la mancata pubblicazione della classifica e delle schede di voto di ciascun giurato, come sempre è avvenuto. Polemica che corre anche sul web, con toni sin troppo accesi e non consoni a quella che resta comunque una festa.

  • di Angelo Mavuli wTEMPIO I Centri di ascolto diocesano, soltanto nell’ultimo anno, hanno quintuplicato i contatti: per molti costituiscono l’ancora di salvezza cui aggrapparsi per affrontare la solitudine, la disperazione e la paura, create da una povertà che non è più solo economica. Il dato arriva dal 4° “Rapporto sulla povertà” illustrato all’Istituto Euromediterraneo dalla Caritas diocesana. Una presentazione cruda, fatta di numeri e dati impietosi, umanizzati, se così si può dire, dagli interventi dei ricercatori: Raffaele Callia (curatore del Rapporto e responsabile del Servizio studi e ricerche della Caritas Sardegna), Carlo Marcetti, economista e collaboratore dell’osservatorio diocesano delle povertà e delle risorse e da Marisa Muzzetto, referente dell’osservatorio. E’ stata proprio quest’ultima a mettere in rilievo l’importanza rivestita dai Centri ascolto, sui quali quotidianamente si riversa la disperazione di povertà endemiche ma anche e soprattutto delle “nuove povertà”. «Sino al 2007 – dice Marisa Muzzetto – erano presenti nella diocesi di Tempio-Ampurias solamente il centro di ascolto di Tempio ed Olbia. Oggi i centri di ascolto sono diventati nove. Tre a Tempio, due ad Olbia, uno ad Arzachena, La Maddalena, Perfugas e Santa Maria Coghinas. Segno evidente di una povertà che in pochi anni è esplosa in tutta la sua virulenza. Già nel 2008 – spiega ancora la sociologa, si intravedevano i primi segnali di disagio che cominciava a condizionare il tessuto sociale. Il dato più rilevante di allora, ricorda la studiosa, oltre al numero di persone con problemi economici, ogni giorno sempre più numeroso, era la percezione della solitudine della gente che si rivolgeva al centro». Nel 2011 il numero di quanti si rivolgono ai centri di ascolto si è quintuplicato. «Il primo fattore che spinge la gente a cercare il centro di ascolto è l’instabilità – racconta Muzzetto –. Un senso provocato dalla precarietà lavorativa che segna in un certo senso l’inizio (qualche volta anche la fine) del disagio. Un altro fattore è legato alla famiglia. E’ cresciuto il numero delle separazioni di fatto, delle separazioni legali e dei divorzi. E’ cresciuto cioè il numero degli abbandoni del nucleo familiare, come se la disgregazione della famiglia fosse la prima risposta ai problemi economici. A rivolgersi al centro infine sono anche persone che non riescono a gestire il proprio reddito e chi soffre della dipendenza da gioco. Muzzetto spiega quindi che gli operatori Caritas «non fanno semplice ascolto, ma sempre di più ascoltano con discernimento e progetto, alla ricerca anche di un futuro che deve diventare diverso».

  • TEMPIO Una raffinata esposizione di icone per lasciarsi introdurre nella Pasqua cristiana. La si può ammirare ancora per qualche giorno nei locali dell’Exme, la sala espositiva dell’ufficio turistico. Qui, sei allievi del corso di iconografia di don Hovsep Achkarian (Mario Lay, Antonella Carta, Clara Pistuddi, Pina Bisson, Brunella Pala e Pina Demelas) hanno presentato al pubblico una serie di icone, frutto di un apprendistato durato tre anni. Ispirandosi a modelli classici dell’arte iconografica, i sei allievi di don Achkarian, si sono cimentati in varie metodologie. Il visitatore più esperto potrà notare la forte influenza della scuola armena, di cui proprio don Achkarian, autore di diversi studi teorici sulla materia, è un grande conoscitore, oltre che un superbo interprete. La sobrietà, l’essenzialità formale e la forte ricerca dell’equilibrio sono, in effetti, i tratti di una sensibilità religiosa che differenzia l’iconografia armena da quella più tradizionalmente greco-ortodossa. L’essere riuscito a trasmettere questa impronta stilistica ai suoi allievi è merito di don Achkarian, che ha curato nel dettaglio anche la preparazione teorica dei suoi promettenti corsisti. (g.pul)

  • L’ecocardiografo del reparto medicina del “Paolo Dettori”da tre settimane non funziona. Le richieste per la sua riparazione sono rimaste inascoltate. Il disservizio, che va ad aggiungersi alla mancanza, già più volte evidenziata, di un cardiologo durante la notte, è stato segnalato da Andrea Rosini, tempiese, trapiantato di cuore che venerdì notte e sabato mattina ha potuto constatare sulla sua pelle i nefasti risultati del sistematico smantellamento della sanità che la dirigenza dell’Asl di Olbia sta attuando in Gallura, come più volte denunciato dal sindaco Frediani. Mancano tra l’altro il reparto di cardiologia e terapia intensiva, rimaste promesse. La vicenda comincia a Tempio nella tarda serata di venerdì, poco dopo le 22.30. «D’un tratto – racconta Andrea Rosini, che peraltro conduce una vita normale –, ho avvertito un forte dolore al braccio sinistro e al petto. Non mi reggevo più sulle gambe e scottavo per la febbre». Rosini, in costante contatto con la clinica nella quale gli è stato effettuato il trapianto nel 2008, informa il suo medico curante di quanto gli sta accadendo. «La possibilità di un rigetto per un trapiantato – spiega Rosini –, è un evento che può accadere in qualunque momento e a distanza di anni». E proprio questa possibilità viene prospettata dal medico, come una possibile causa del malore che lo ha colpito. Lo stesso medico quindi consiglia telefonicamente all’uomo di recarsi immediatamente all’ospedale per dei controlli urgenti. Per lui comincia quindi un viaggio all’interno di una struttura, quella del Dettori, non attrezzata per trattare casi di questo genere. Scherzosamente, Rosini paragona le traversie di quella notte ad un gran premio automobilistico: «Di volta in volta, racconta con un sorriso amaro, mi sono trovato sempre nelle mani di abilissimi piloti, costretti però a “gareggiare” privi di mezzi o con una 500 scassata». I piloti sono i sanitari della guardia medica, il 118 (che esegue un tracciato) ed infine il personale del pronto soccorso. Per tutti parole di sincero elogio per la professionalità dimostrata. Ma al Dettori, l’assenza notturna di un cardiologo diventa un enorme problema e oltre alcune analisi non è possibile andare. E quando l’indomani si presenta in medicina per sottoporsi ad un ecocardiografia si sente rispondere che l’apparecchio è guasto da circa tre settimane. Le immagini delle cavità cardiache e del funzionamento delle valvole sono prive di definizione e quindi non attendibili. Può essere usato solo sui pazienti ricoverati, quindi sempre sotto osservazione ma non sugli esterni. Per fortuna di Rosini, da Cagliari arrivano nel frattempo i giusti farmaci. Il malore si rivela come un attacco influenzale. Poca cosa per un sano, da seguire con attenzione in chi ha un cuore nuovo.

  • TEMPIO «Nella zona a traffico limitato che la giunta comunale si appresta a varare, può essere ravvisata più che una Ztl una vera e propria isola pedonale». Lo afferma il consigliere Tato Usai (Alternativa per Tempio) all’indomani di una burrascosa riunione della commissione al commercio di cui fa parte, durante la quale è stata approvata, con il voto contrario suo e di Peppino Manconi (Lista Civica per Tempio) una Ztl in corso Matteotti, piazza Italia e via Roma superiore con chiusura dalle 10.00 alle 2.00. «Il mio parere contrario all’estensione in tale misura dell’orario – dice Usai – deriva soprattutto dal fatto che l’amministrazione non ha tenuto in alcuna considerazione le esigenze dei commercianti e degli operatori. Un sondaggio effettuato personalmente dal presidente della commissione, Agostino Madarese rivela, infatti, che gli operatori delle vie interessate ad una Ztl, così a lungo blindata, sono assolutamente contrari preferendo invece mantenere gli attuali vincoli di chiusura, dalle 10.30 alle 13.30 e dalle 17.30 alle 21.30. L’amministrazione Frediani però – prosegue Usai – ha preferito sorvolare sulle reali esigenze degli operatori senza tener conto neanche del particolare momento di crisi». Per Usai l’amministrazione ha preferito ancora una volta «far calare imperiosamente dall’alto una decisione impopolare e dannosa».( a.m.)

  • TEMPIO.Potranno essere presentate alla Sfirs della Sardegna le domande per accedere al microcredito del Fondo sociale europeo finalizzato al contrasto della disoccupazione e all’integrazione sociale nel mercato del lavoro. Ne dà notizia la Caritas diocesana di Tempio, nella cui sede di Piazza Gallura 26 la Sfirs ha aperto uno sportello informativo. L’iniziativa verrà comunque illustrata nei dettagli, alle 17 di lunedì nel Palazzo Pes Villa Marina, nella via omonima e il giorno successivo ad Olbia, alle 16,30 nel Salone della Sacra Famiglia in via Roma.
    Si tratta di un’iniziativa che in una città come Tempio, nella quale l’usura ha purtroppo una triste radicazione, assume un valore particolare. Il microcredito, che varia da un importo minimo di cinquemila euro ad un massimo di venticinquemila, intende finanziare iniziative imprenditoriali promosse da soggetti con difficoltà di accesso al credito in condizioni di svantaggio. Sono ammessi alla richiesta, tutte le attività e i progetti che rientrano nei servizi al turismo, nei servizi sociali alla persona, nella tutela dell’ambiente, nel risparmio energetico ed energie rinnovabili, servizi culturali e ricreativi, manifatturiero, commercio di prossimità (le attività commerciali con una superficie di vendita non superiore a 250 metri quadri), artigianato e servizi alle imprese. Il prestito verrà concesso con un tasso di interesse nullo e una rateizzazione a cadenza mensile con decorrenza a sei mesi dalla stipula del contratto e dodici mesi per le imprese costituende alla data di presentazione delle domande. L’iniziativa si aggiunge al così detto “Prestito della speranza”, promosso dalla Cei (a.m.)

  • TEMPIO.A distanza di qualche mese dalla Festa della Montagna la Pro Loco cittadina si appresta a vivere la Sagra della Castagna e del Vino Novello, programmate per sabato 5 e domenica 6 novembre. «Pur con le finanze ridotte all’osso - spiega il presidente Tonino Pirrigheddu - la Pro Loco non può fare a meno di fare quanto è nelle sue possibilità per smuovere l’asfittica economia cittadina. Ovviamente per fare questo non siamo fortunatamente soli. Ad appoggiare i nostri programmi e ad aiutarci nel lavoro abbiamo trovato ancora una volta, l’Amministrazione provinciale Olbia-Tempio, l’Amministrazione comunale, il Centro commerciale naturale “Commercio 2000”, il Comitato commercianti “Centro Città” e la classe dei fidali del 67, appena subentrata nell’organizzazione della Festa patronale del prossimo anno».
     Il programma prevede fra sabato e domenica anche una notte bianca, dove tutti gli esercizi commerciali della città resteranno aperti per buona parte della notte.
     Alle manifestazioni parteciperanno anche gli affiliati alla Coldiretti, con gli stand di “Campagna Amica”. Il tutto si svolgerà fra piazza don Minzoni, corso Matteotti e Piazza Italia. Si comincerà sabato mattina alle 10 con i maestri delle caldarroste di Aritzo che nella scorsa edizione arrostirono in due giorni, ben undici quintali di castagne.
     Durante la due giorni saranno all’opera anche la Confraternita del Moscato, per la degustazione dei vini novelli, l’Associazione Culturale Archè, il mercatino dell’usato di Olmedo, e i torronai di Aritzo. L’intrattenimento musicale sarà invece curato dal Coro Gabriel, dal coro di Aglientu, dal gruppo musicale Hollywood Band (che animerà la notte bianca) e dal gruppo i Zeppara che proporranno le canzoni tipiche sassaresi. «Resta una solo incognita - dice Pirrigheddu -, il tempo. Per il resto ci stiamo preparando adeguatamente a ricevere i visitatori che ci auguriamo arrivino numerosi ed ovviamente anche i tempiesi, che invitiamo ad uscire dalle loro case per vivere tutti assieme la nostra città. (a.m.)

     

  • TEMPIO.Un finanziamento, quello annunciato sull’edilizia scolastica, che è rimasto solo «virtuale». Così come spesso accade per gli impegni del Governo guidato da Silvio Berlusconi, disattesi dopo le più ottimistiche dichiarazioni di intenti.
     «Gli oltre 400 mila euro annunciati dall’onorevole Andrea Biancareddu e destinati all’edilizia scolastica tempiese non sono disponibili».
     Lo ha sostenuto Giulio Calvisi, parlamentare del Pd e componente della Commissione bilancio della Camera, nel corso di una conferenza stampa convocata dal segretario della sezione tempiese, Nicola Comerci. L’annuncio dei finanziamenti era stato dato nei giorni scorsi dal consigliere regionale dell’Udc Andrea Biancareddu, ieri smentito dal Pd.
     «Per quanto consta al nostro partito e alla stessa Commissione bilancio della Camera - ha affermato Giulio Calvisi - le cose non stanno esattamente come Biancareddu le ha raccontate. Parte delle somme, messe a disposizione dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per gli edifici scolastici, sono frutto di un elenco stilato una anno fa dalla Regione, dal Provveditorato agli studi e dalla Protezione civile per le scuole che presentavano problemi strutturali urgenti. I centoventi mila euro del vecchio caseggiato, invece, sono stati deliberati in Commissione bilancio il 10 novembre dello scorso anno, su mia richiesta e sollecitato in questo dal sindaco Romeo Frediani. Si tratta di una cifra sulla quale la Regione non ha nessuna competenza. I 411 mila euro sono soltanto virtuali, in quanto non è arrivato dal Governo l’atteso sblocco delle somme. Per dirla in “burocratese” - precisa Calvisi -, devo ricordare a Biancareddu che le cifre da lui elencate non solo non sono in cassa, ma non sono state messe dal Governo neanche in competenza. In pratica le somme elencate da Andrea Biancareddu sono solo ed esclusivamente una enunciazione». Da Calvisi quindi una critica pacata ma al tempo stesso decisa nei confronti del consigliere regionale. «Nell’interesse del territorio - ha concluso il parlamentare Pd - sarebbe bene che Biancareddu, anziché presentarsi sempre come benemerito per qualcosa che forse non gli spetta, avesse il coraggio di denunciare a chiare lettere il comportamento del Governo che non ha ancora sbloccato dopo un anno, somme importanti destinate a eliminare diverse problematiche urgenti in alcune strutture scolastiche». Sulla stessa linea gli interventi del segretario Nicola Comerci, e degli assessori Mario Addis, Antonio Addis e Antonio Orecchioni. «Biancareddu - dicono, - attua la politica dei proclami, dovrebbe invece attivare la politica della protesta».

    Angelo Mavuli

     

  • TEMPIO.Per evitare i tagli facendo quadrare i numeri le scuole tempiesi fanno fronte comune: così l’anno scolastico 2012/2013 sarà contrassegnato dalla nascita in città dell’istituto comprensivo, che raggrupperà sotto un’unica “bandiera” le scuole dell’infanzia, le elementari e la scuola media. La notizia è stata data ieri da Rita Melas, vice preside della scuola media Grazia Deledda.
     Racconta Rita Melas: «Alla presenza dell’assessore alla pubblica istruzione, Gianni Monteduro, abbiamo riunito in seduta plenaria il collegio dei docenti, circa quaranta insegnanti, ed il consiglio di istituto, per esaminare due proposte operative in vista del prossimo anno scolastico che potrebbe vederci ancora una volta, così come è accaduto questi giorni agli istituti superiori cittadini, alle prese con i numeri imposti dalla riforma ministeriale».
     L’insegnante spiega che la prima proposta prevedeva la creazione di due istituti comprensivi, la seconda invece la creazione di un unico comprensivo: «Pur apparendo la prima proposta appetibile - dice la Melas -, per il fatto che si sarebbero venuti a creare alcuni posti di lavoro, si è preferito invece, adottare la seconda opzione per questioni di carattere pratico e sulla base di una precedente esperienza.Diversi anni fa, infatti, la divisione della scuola media in due tronconi aveva provocato la “ghettizzazione” di una delle due ed una profonda divisione non solo fra studenti (da una parte i “bravi”, nell’altar scuola i “somari”), ma anche tra insegnanti e tra le stesse famiglie».
     Una esperienza, quella ricordata dalla vicepreside, dalla quale la scuola media in generale uscì con le ossa rotte. Dopo la riunificazione infatti, sono occorsi anni e un duro lavoro degli insegnanti e di tutto il personale per annullare i preconcetti che, pesantissimi, gravavano sul Deledda.
     La questione pratica, accennata dalla Melas, riguarda invece la divisione fisica che si sarebbe dovuta creare fra i due comprensivi: «Qui da noi, per esempio, per realizzare due comprensivi, si dovrebbe dividere l’istituto con un muro inaccessibile. Le due scuole infatti devono avere una entità giuridica diversa e ben definita». Né si può pensare di riportare una parte delle medie lì dove una volta c’era la numero due e successivamente la sede gemmata della Facoltà di erboristeria dell’Università di Sassari. Quei locali infatti, già da tempo sono destinati ad ospitare diversi uffici giudiziari. «Penso - conclude la vicepreside -, che la scelta di un unico comprensivo da noi scelta, con trentatrè voti favorevoli, quattro astenuti e due contrari, sia comunque la soluzione più equa per tutti, studenti, famiglie e insegnanti».

  • TEMPIO.Una ristampa anastatica per rivelare il volto di un pezzo della storia di Tempio e della Gallura che, a distanza di tanti anni, conserva ancora intatto tutto il suo fascino. Si tratta del romanzo di Carlo Brundo intitolato «Il Picco Balistreri». Il volume ripropone l’edizione del 1875 con un saggio introduttivo di Luigi Agus. «Si tratta - dichiara Agus, presidente dell’Istituto “Giulio Cossu” che ha dato alle stampe l’opera - della prima pubblicazione che vogliamo regalare alla città perché ripercorra le sue origini e le storie più nascoste e sconosciute. Il romanzo è, infatti, rimasto a lungo dimenticato e oggi è presente in due sole copie a Cagliari e Oristano». Oggi alle 18 la presentazione nella sala conferenze degli Scolopi. Scomparso nel 1904, lo scrittore cagliaritano Carlo Brundo, dopo la laurea in giurisprudenza si dedicò alla professione di avvocato. Dal 1869, all’età di 35 anni, iniziò la sua carriera di scrittore. Fu uno degli animatori della «Rivista Sarda» e nel 1882 fondò la rivista letteraria quindicinale «Serate letterarie. Effemeridi quindicinali» edita da Timon, che rilevò l’anno successivo e con la quale aveva già pubblicato diversi romanzi e saggi. «Il Picco Balistreri» è uno dei ventinove romanzi che diede alle stampe. In questo, Brundo racconta le vicende avvenute a Tempio nel 1698, che videro protagonista la famiglia di un umile ciabattino di nome Beppe e di sua figlia Teresa Balistreri, coloro che diedero il nome ad una delle vette del Limbara (foto). Il romanzo fu pubblicato nel 1875 come inserto della «Rivista Sarda» in due puntate. «Il gusto aneddotico e a tratti grottesco dell’autore - spiega Agus - si mescola ad accenti drammatici, che fanno trasparire un mondo nel quale il vero e il verosimile concorrono, fuori dai canoni del romanzo storico, a mettere in risalto la negazione di ogni possibile valore di riscatto o redenzione di personaggi depressi e anonimi, servi della gleba o signorotti, vinti inesorabilmente dai loro stessi costumi». L’effetto, tutto da scoprire e gustare, è quello di una Tempio inedita tratteggiata nel più importante romanzo ottocentesco che la riguarda, scritto con un inchiostro che mette in luce ascendenze storicistiche ed elementi tipi del realismo di Zola e Hugo, se non anche della poetica veristica di Verga.

  • Cresce la protesta contro Equitalia nella capitale del sughero. In poche ore i sostenitori hanno raccolto 180 firme. Piccoli imprenditori, artigiani, operai, commercianti e comuni cittadini hanno aderito, con la loro firma, alla campagna Fiocco Verde. «Lo scopo è la creazione di una Agenzia sarda delle Entrate che – dicono i promotori – permetta ai sardi di riprendersi una fetta sovranità e affrancarsi dalle condizioni imposte dall’agenzia nazionale riscossione più temuta d'Italia. Entro il mese saremo a Luogosanto, Luras, Oschiri, Berchidda e Telti. Chiunque sia disposto a darci una mano non deve far altro che mettersi in contatto con noi attraverso il sito fioccoverde.net.» (b.car.) di Tonio Biosa wTEMPIO Anche il consiglio comunale di Tempio, sulla scia di altri nell'isola, ha deliberato affinché i parlamentari sardi, e in particolare quelli eletti nella provincia di Olbia-Tempio, si facciano promotori di un'azione di sensibilizzazione nei confronti del Governo al fine di modificare la legge che regola il rapporto fra Equitalia e contribuenti. La delibera, assunta all'unanimità, ha fatto seguito ad una proposta avanzata dall'assessore comunale alle finanze, Mario Addis. «L'iniziativa – ha spiegato l’assessore – muove dalla constatazione della crisi economico-finanziaria che sta colpendo la popolazione sarda, con pesanti riflessi sul tessuto economico-sociale e sullo sviluppo. A tutto ciò va ad aggiungersi la pressione fiscale con continue richieste ai cittadini e alle imprese di sacrifici ormai insostenibili». Mario Addis aggiunge inoltre alle motivazioni che l’hanno spinto a lanciare la proposta l’evidenza di una «stretta creditizia delle banche che concedono crediti con sempre maggiore difficoltà e soprattutto le norme vessatorie che lo Stato impone tramite Equitalia. Comprendo – precisa l'assessore – che Equitalia è una società strumento dello Stato che non può che eseguire leggi che lo Stato emana. Pertanto è importante che queste leggi siano cambiate in maniera tale che ci siano minori sanzioni, more ed interessi applicati ai cittadini. Visto il grave momento di difficoltà che quotidianamente questi devono sopportare, appare importante che il Governo capisca e agisca immediatamente». Secondo Addis l’unica cosa possibile sarebbe quindi muoversi per «cambiare la legge che regola il rapporto tra Equitalia e i contribuenti per una sostanziale diminuzione di sanzioni, more e interessi applicati e dell'aggio. Arrivando a coprire i minori incassi con la tassazione dei capitali illecitamente esportati all'estero»

  • di Tonio Biosa wTEMPIO Gli è stato attribuito l'evocativo nome di “Gavino il bagnino”: è il progetto finalizzato ad un approccio corretto con l'acqua e alla pratica del nuoto da parte degli alunni delle quarte e quinte elementari. Ha visto la partecipazione di circa 150 alunni che hanno svolto dieci lezioni pratiche in piscina precedute da due teoriche in aula.Al teatro del Carmine gremito di alunni e insegnanti, si è svolta la festosa cerimonia di consegna degli attestati di partecipazione agli allievi che hanno frequentato i corsi nella piscina comunale. Condotta da Alessandro Achenza, ha visto la presenza fra gli altri del sindaco Romeo Frediani, degli assessori comunali allo sport Roberto Cossu e alla pubblica istruzione Gianni Monteduro, della direttrice del circolo didattico Pina Luciano e del responsabile del progetto (e direttore dell'impianto natatorio) Domenico Bazzu. Ideato da Danilo Russu, dallo psicologo Manolo Cattari e dallo stesso Bazzu e sostenuto con 7 mila euro dagli assessorati allo sport e all’istruzione con il coinvolgimento del circolo didattico, il progetto nasce per la prevenzione degli incidenti in acqua attraverso la promozione dell'attività fisica in generale e del nuoto in particolare. Gli organizzatori hanno spiegato che l'idea è scaturita dai dati allarmanti che provengono dal Congresso dell'Organizzazione mondiale della sanità del 2002, che identificano nell'annegamento la terza causa mondiale fra le disgrazie accidentali dopo incidenti stradali e domestici. Lo stesso protocollo d'intesa fra ministero della pubblica Istruzione e Federnuoto, la piscina è la miglior forma di prevenzione di queste disgrazie». (t.b.)

  • TEMPIO.Il workshop tornerà a svolgersi in un mese un po’ anomalo, quello di novembre, dopo l’anticipo di due mesi della seconda edizione, nel 2010. Tornerà al mese d’origine la Borsa del turismo in Gallura, ovvero l’incontro tra l’offerta degli operatori turistici, soprattutto quelli delle aree interne del nord dell’isola, e la domanda dei tour operator nazionali e stranieri. Si tratta di una felice iniziativa dell’associazione «Gallura. Natura e Avventura», che organizzerà anche la terza edizione, riproposta per il mese di settembre, in quanto ritenuto più adatto, mentre la buona stagione perdura, a mostrare agli ospiti, nel corso degli «educational tour», le specificità ambientali, monumentali e tradizionali dei territori galluresi.
    «Il work shop si farà, ma a novembre - assicurano Paola Mori e Sara Corongiu, titolari dell’associazione che ha inventato l’evento -. Fino ad ora c’è la disponibilità dichiarata della Regione e della Provincia. Si è espressa favorevolmente l’Unione dei Comuni Alta Gallura, i cui organi amministrativi dovranno riunirsi in questi giorni. E si attende quella del Comune. Occorre però che tutto si muova in tempi brevi, se vogliamo puntare su una efficiente organizzazione della Borsa del turismo in Gallura».
    Ma anche la disponibilità dell’amministrazione comunale di Tempio non dovrebbe mancare. Lo assicura l’assessore al Turismo Roberto Cossu: «Per tutto ciò che viene organizzato a Tempio e a favore di Tempio la disponibilità dell’amministrazione non potrà mai mancare - afferma -. Ancora per la Borsa del turismo non è stata fissata la data né individuata la location. Ma a tempo debito tutto sarà predisposto per una buona riuscita della manifestazione».
    Nata nel 2009, la «Borsa del turismo Gallura Natura Avventura» aveva immediatamente ottenuto il sostegno di Comune, Provincia Unione di Comuni e Regione e richiamato tour operator europei, russi e cinesi. Prestigiosa location erano risultate le rinnovate sale della «Palazzina Comando» della Pischinaccia, che per l’occasione hanno ospitato una mostra sull’artigianato artistico della Gallura. (t.b.)

  • TEMPIO.Con la sfilata delle bandiere per il centro storico della città, alle 17, prenderà il via domani la tradizionale festa di Sant’Isidoro, patrono degli agricoltori. La celebrazione, importata durante la dominazione spagnola, è profondamente radicata in moltissimi centri della Sardegna e continua ad essere molto partecipata anche a Tempio, nonostante la città abbia perso ormai le caratteristiche contadine del passato. Quest’anno l’organizzazione è affidata ai fidali della classe 62 che hanno lavorato duramente per un anno per reperire i fondi necessari: la fe sta, infatti, si autofinanzia.
    Ricca di eventi civili, la festività di Sant’Isidoro, dal punto di vista religioso, si contraddistingue per la solenne processione che, domenica accompagnerà il passaggio del simulacro del santo, trasportato su un carro trainato da buoi, attraverso i rioni più antichi della città.
    Al corteo, in programma alle 10, parteciperanno anche cavalieri in costume provenienti da diversi centri della Gallura e dell’Anglona, i gruppi folcloristici di Tempio, Ortueri e Calangianus, la banda musicale della città, i cori folcloristici, Santu Subustianu di Berchidda, su Cuncordu Lussurzesu, il coro di Aglientu, il coro Gabriel di Tempio ed infine i “launeddisti” provenienti dal Campidano. Durante la processione, dalle ragazze in costume verranno distribuiti al pubblico mazzetti di spighe di grano beneauguranti.
    Le manifestazioni civili si apriranno domani sera con il concerto, in Largo XXV Aprile, di Loredana Errore, protagonista di “Amici” con Maria De Filippi. Domenica alle 13, al Parco delle Rimembranze, il pranzo organizzato dalla classe 62 (15.30) al Bernardo Demuro e il Palio della Stella con i migliori cavalieri della Gallura. Nel pomeriggio, ballo liscio e premiazione dei cavalieri. I festeggiamenti si chiuderanno alle 21.30 con i tradizionali canti a chitarra: Giuseppe Tamponi, Stefano Achenza, Franco Dessena e Adriano Piredda accompagnati alla chitarra, Carlo Dalerci e alla fisarmonica Claudio Dessena.

  • TEMPIO.Ci sarà anche un concorso per il gesto più bello compiuto da un giovanissimo nella serie di manifestazioni organizzate dall’associazione culturale “Amici di Monica” alle prese con l’organizzazione di “Natale è una stella”. Giunto alla sua sesta edizione, l’evento che accompagnerà tutto il periodo di festività avrà inizio l’8 dicembre prossimo e si concluderà il giorno dell’Epifania. Nel programma, ancora in fase di preparazione, oltre alla tradizionale e ormai attesissima mostra dei presepi, tutta una serie di spettacoli dedicati prevalentemente ai bambini, dalle serate musicali e di letteratura per l’infanzia alla proiezione di film, magie, giocolerie, cacce al tesoro e quant’altro.
     E la novità di quest’anno è rappresentata appunto dal concorso “Che bel gesto”, indirizzato a bambini e adolescenti che abbiano dato prova di un lodevole gesto d’amicizia, solidarietà, amore per la famiglia, rispetto per l’ambiente o comunque ispirato ai valori civici, oggi un po’ svalutati. Le segnalazioni (079.631061 o via posta con un breve resoconto, indirizzo via Iosto Azzena 3) verranno selezionate da una giuria che decreterà il vincitore, cui andrà come premio la somma di 300 euro.
     Quasi tutte le manifestazioni di “Natale è una stella” si svolgeranno nei locali dell’ufficio turistico di piazza Mercato. Ci si aspetta, come sempre, grande partecipazione da parte delle scuole, come pure dalle associazioni e dai privati. I moduli di adesione sono già disponibili nell’Ufficio turistico o sul sito www.amicidimonica.it. Anche i commercianti sono invitati a partecipare, addobbando le vetrine con presepi o tematiche natalizie: sarà premiata la più originale. (v.ca.)

     

  • TEMPIO.Corso Matteotti, piazza Italia e via Roma superiore, sino a piazza Gallura, potrebbero presto diventare isola pedonale. Lo annuncia l’assessore Angelo Cossu illustrando i piani di intervento predisposti in sinergia con il collega Antonio Addis per abbellire la città.
     «Comprendo benissimo - dice Cossu, assessore all’arredo urbano e viabilità - che l’idea di un isola pedonale nel cuore del centro storico potrebbe (così come spesso accade) far storcere il naso a qualcuno. Ritengo però che sia mio dovere, provare a dare un volto più moderno e accogliente alla nostra città». Spiega che non agirà d’imperio, la decisione dovrà essere concordata con le parti interessate. «Entro breve tempo - dice - illustrerò l’idea alla Confcomercio. Il progetto non è fine a se stesso, ma è accompagnato da una serie di iniziative che prevedono, nonostante le ristrettezze economiche, anche un piccolo contributo finanziario del Comune per gli esercizi chiamati ad alcuni interventi strutturali».
     L’assessore pensa all’isola pedonale come a una sorta di promenade, munita di pedane esterne per bar, tutte uguali, panchine in legno e ferro battuto, fioriere, negozi ed esercizi commerciali con insegne meno pacchiane e più adatte al centro storico. «Penso a un luogo - dice - nel quale sia possibile socializzare, passeggiare tranquillamente, far giocare i bambini serenamente, fare shopping o visitare monumenti importanti, come ad esempio il teatro del Carmine, la casa di Giulio Cossu o il complesso sacro della Cattedrale, del Rosario e di Santa Croce». Per il momento un sogno nel cassetto che potrebbe trovare attuazione («concordato fra le parti», insiste Cossu) entro fine primavera.
     Nel programma di interventi stilato con Antonio Addis (urbanistica, ambiente e parchi), c’è altro: «Da qui alla primavera - promette Cossu - gli ingressi cittadini e diversi rioni della città cambieranno aspetto e diventeranno più accoglienti, belli, puliti e curati». I lavori più importanti ancora in corso riguardano il rione di San Giuseppe. Cossu annuncia anche che nei prossimi giorni verranno collocati nuovi cestini, in ferro battuto nel centro storico e in legno e ferro battuto alle Rimembranze. Buone notizie per le luminarie natalizie, “tormentone novembrino” degli operatori commerciali negli ultimi 10 anni: «Sono già state commissionate dal Comune - dice Cossu -, saranno collocate da una ditta specializzata e accese l’8 dicembre».

     

  • 03/01/2010
  • TEMPIO.Un gavettino militare appartenuto 70 anni fa a Domenico Delogu, soldato dell’Armir (il corpo di spedizione italiano in Russia fra il 1941 ed il 1943) è tornato in Gallura: è stato consegnato ai familiari nel corso di una cerimonia svoltasi ieri mattina in municipio alla presenza del sindaco e di numerose autorità.
     È così venuta alla luce la storia drammatica e commovente di un alpino nato a Luras ma residente a Bassacutena. Delogu, classe 1919, arruolato nel 1941 nella 81ª “Divisione Torino”, è mandato a combattere in Russia, ricoverato per le ferite nella battaglia di Chazepetovka, quindi per congelamento, per poi tornare in prima linea sul fronte del Don. Rientra in Italia al fine ’42 in precarie condizioni di salute ma evita la fine orribile di tanti che non rivedranno mai più l’Italia.
     La storia di Domenico Delogu, spentosi a Bassacutena nel 1986, è stata rigorosamente ricostruita e raccontata da Ferdinando Sovran, un alpino di San Donà di Piave, che ha fatto del recupero di reperti appartenenti ai militari italiani una sorta di missione. Gavette, piastrini, foto, lettere e altro sono poi recapitate, dopo attento controllo dei dati, alle famiglie italiane. La gavetta di Domenico Delogu è stata rinvenuta nel villaggio di Tichaia Zuravka, nella regione di Rostov, sul Don. Su di essa l’alpino sardo aveva impresso nome, reggimento, compagnia e battaglione di appartenenza, ma anche il nome della sua fidanzata al momento della partenza: Anna.
     In un silenzio quasi irreale, dopo una preghiera ai caduti recitata da don Antonio Tamponi, l’oggetto è stato consegnato dal capitano Giovanni Bartolacci, comandante dei carabinieri, a Paola, una delle due figlie. Commozione al suo racconto di un padre spesso malato, consumatosi tra le cure per combattere contro i mali lasciatigli dalla guerra.

  • TEMPIO.Ci sono anche Aggius, Luras e Berchidda tra i sei piccoli Comuni galluresi che tra poco vedranno arrivare fondi per la riqualificazioni di immobili privati nei centri storici con l’ultimo rifinanziamento della legge regionale 29 del 2008 (gli altri sono Alà, Monti e Padru).
     Effetti limitati vista l’esiguità dei fondi stanziati dal bando pubblicato a fine agosto: poco più di sette milioni di euro a livello regionale e solo 800 mila destinati alla provincia Olbia-Tempio. Di cui 710 mila (il 70 per cento) ai ai piccoli Comuni non costieri, dotati di piani particolareggiati per il centro storico e con ben individuati i «centri matrice», ovvero gli originari nuclei abitati.Numerose le richieste, com’era facile prevedere vista la larga aspettativa di contributi centellinati da sempre dalla Regione, richiesti facendo direttamente domanda agli uffici centrali dell’assessorato all’Urbanistica. Da qualche giorno nei siti on line della Regione compare l’elenco dei Comuni beneficiari dei finanziamenti con nome e cognome dei titolari delle domande ammesse e del relativo importo richiesto per il restauro dell’immobile.
     Risulta così che ad Aggius le domande sono state 13 di cui sette ammesse a finanziamento, ad Alà 25 con una sola ammessa, a Monti 8 con due finanziamenti, a Luras 27 con sei finanziate, a Berchidda 23 con solo una finanziata e a Padru 4 con due finanziate; a Sant’Antonio di Gallura le domande sono state 4 e a Luogosanto 1, ma nessuna è stata accolta. Tante le domande provenienti dai centri maggiori della provincia, ma solo sette accolte, di cui cinque a Tempio, una ad Olbia ed un’altra a Buddusò. Si deve inoltre precisare che dell’intero costo del restauro il 40 per cento ricade sul proprietario dell’immobile mentre il contributo regionale è pari al 60 per cento.

  • TEMPIO.Ora il ritorno del teatro tenda per i veglioni del Carnevale tempiese è ufficiale: la struttura alla Pischinaccia ci sarà davvero e a gestirla sarà la Daniel Service di Daniele Porceddu, che ai primi di marzo vi allestirà anche la Fiera della Gallura in collaborazione con la Aladino.
     Il tutto sarà illustrato nel corso di una conferenza stampa del sindaco, come anticipato dalla Nuova. Ieri l’apertura delle buste, anzi, della busta: l’unico concorrente era la Daniel Service. A darne comunicazione ufficiale è l’assessore alla viabilità Angelo Cossu, che rimarca «la linearità e la trasparenza con cui ha agito la giunta, assieme ai suoi funzionari. Già dall’anno scorso abbiamo recepito la necessità che a Carnevale fosse presente in città una tensostruttura all’interno della quale potersi incontrare e divertire durante la sei giorni. Per questo motivo abbiamo pubblicato un avviso pubblico di gara. Il prezzo base per il canone di concessione era stato fissato in 3 mila euro con offerte al rialzo. Per evitare di essere buggerati dalla poca serietà di qualche imprenditore, come già avvenuto in passato - continua Cossu -, fra le altre clausole per partecipare alla gara abbiamo chiesto che alla presentazione della domanda fosse anche allegata una cauzione di 40 mila euro, a garanzia delle obbligazioni assunte». Così, se l’imprenditore non dovesse mantenere l’impegno di allestire il teatro tenda, i 40 mila euro verrebbero incamerati dal Comune: «Alla gara - dice ancora Angelo Cossu - ha partecipato una sola ditta, la Daniel Service, che che ha offerto 3mila 90 euro. Entro la prossima settimana firmerà il contratto che le darà il diritto di installare alla Pischinaccia per trenta giorni la tensostruttura».
     Confermata da Angelo Cossu anche la Fiera della Gallura, per la prima settimana di marzo, con la collaborazione della ditta Aladino dell’algherese Giuseppe Iurato, specializzata in eventi fieristici; e l’imminente conferenza stampa del sindaco, per l’ufficializzazione dell’intero progetto.

  • TEMPIO Una location di granito per il videoclip di un artista sardo ai vertici delle hit-parade dei Paesi dell’Europa orientale. Sabato alle 18.30, nel Teatro Casa del Fanciullo, verrà presentato in anteprima nazionale il video di “I love you lady”, ultimo successo di Roberto Meloni, cantante di origini sarde che sta spopolando da anni in Lettonia. Il videoclip è stato girato in città nello scorso settembre, grazie alla sponsorizzazione dell’istituto “Giulio Cossu” e al patrocinio del Comune di Tempio. Una scelta che muove chiaramente in direzione della promozione della città oltre i confini nazionali. Trentacinquenne, originario di Ardara, Roberto Meloni è uno dei musicisti più famosi in Lettonia, dove ha vinto l’edizione del 2004 di “Talantu Fabrika”, come viene chiamato il format di “X Factor” nel paese baltico. Il vincitore della sfida tra i nuovi talenti della musica ha partecipato per due volte all’Eurofestival in rappresentanza della Lettonia. D’accordo con l’istituto Giulio Cossu, ha deciso di optare per la città di Tempio quale set per uno dei suoi video musicali di punta. Il video di “I love u lady”, accompagnato da un trailer promozionale sul capoluogo gallurese e sulla sua montagna, è già entrato da qualche giorno nei circuiti televisivi di Lettonia, Lituania, Estonia, Bielorussia, Ucraina e Russia e sta riscuotendo interesse nei siti internazionali collegati all’Eurovision song contest. «Si tratta – come spiega Luigi Agus, presidente dell’istituto Cossu – di un’iniziativa che premia un sardo che si è fatto strada nel mondo, sia attraverso il suo straordinario talento, sia attraverso lo studio, mettendo nel contempo in risalto la Gallura attraverso il centro storico tempiese. Un’iniziativa che sarà apprezzata dalla cittadinanza e alla quale certamente avrebbe plaudito il compianto Giulio Cossu, così attento ai giovani durante tutta la sua attività professionale». Alla presentazione del video sarà presente lo stesso Meloni che risponderà a domande e curiosità.

  • TEMPIO L’illusione che l’Asl avesse scelto la giornata del 1°maggio per ripristinare il servizio, seppure in sordina, è durata solo lo spazio di poche ore. Niente da fare: il servizio diurno del centro di igiene mentale di Villa Lissia continua a rimanere chiuso nonostante le proteste, le lamentele e le richieste disperate delle famiglie dei malati che si sentono abbandonate a se stesse dall’azienda sanitaria locale di Olbia. Alcuni parenti, infatti, ci hanno messo poco per capire che l’annunciata ripresa del servizio diurno altro non era che fumo negli occhi. Il servizio, come hanno potuto constatare anche diversi soci dell’Iris (l’associazione tempiese di familiari e volontari per la promozione della salute mentale) era stato affidato ad una infermiera, della cui professionalità nessuno dubita, ma che non ha i titoli per reggere un’incombenza simile. Perché il servizio possa legalmente operare, infatti, è necessaria la presenza di una figura riabilitativa. Una educatrice professionale, cioè, che gestisca i progetti e i protocolli relativi ad ogni assistito. Perché il servizio possa definirsi funzionante, insomma, non basta la presenza dei volontari che giocano a scopa con gli assistiti. Sono caduti nel nulla nella giornata del 1° maggio tutti i tentativi esperiti alla ricerca di chiarimenti. A parte la conferma della presenza di un’infermiera, sulla vicenda si è potuta constatare la mancanza assoluta di informazioni da parte dell’Asl. Sulla cessazione del servizio diurno era intervenuta nei giorni scorsi l’associazione Iris che dopo avere denunciato con parole durissime la decisione improvvisa della dirigenza dell’azienda sanitaria locale di Olbia-Tempio, aveva rivolto un appello a tutte le istituzioni perché non lasciassero sole con i loro malati “difficilissimi” decine di famiglie. Oggi l’associazione tempiese sarà ad Olbia. Accanto all’altra associazione consorella, “Oltre il Muro”, e ad altre simili, provenienti da Arzachena e Santa Teresa Gallura, protesterà, di fronte agli uffici amministrativi dell’Asl, contro l’abbandono dei pazienti psichiatrici, decretato di fatto dalla dirigenza dell’Asl di Olbia. Le associazioni ed i familiari dei pazienti, nella loro protesta, non saranno comunque lasciate sole. A dare maggior forza alla loro voce ci saranno, infatti, anche altre associazioni della società civile, pronte ad iniziare assieme a loro una protesta ad oltranza, tenendo vivo l’argomento con assemblee, incontri mirati e con sit in di protesta che serviranno a tenere alta l’attenzione sino a che non si sarà giunti per davvero alla soluzione del problema.

  • EMPIO Le gravi carenze e la mancanza di servizi che si registrano all’interno del “Paolo Dettori” verranno prese in esame da una apposita commissione di studio. I dati ottenuti saranno pubblicati su un “libro bianco” a disposizione degli amministratori, delle istituzioni e dei cittadini, le vittime della carenza dei servizi e dei casi di malasanità. Ad annunciare il progetto è il consigliere comunale Marcello Doneddu che, nell’ultima riunione del consiglio comunale, intervenendo sulla sanità aveva chiesto la costituzione di una commissione di studio sulla sanità. Il consigliere comunale, che di recente ha lasciato l’Idv per collocarsi in un’area autonoma, è sosddisfatto. «La commissione non graverà economicamente sul bilancio comunale. Tutti i commissari infatti, rinunceranno all’emolumento di quindici euro e lavoreranno gratuitamente. Nella commissione che sto formando – dice Doneddu –, spero entrino medici e professionisti del settore. A tutti i componenti chiederò dedizione all’incarico avuto e voglia di mettersi al servizio della città, nel senso letterale del termine. Il mio appello però – prosegue Doneddu –, è rivolto anche ai cittadini. Ognuno di loro, infatti, deve sentirsi componente di questo organismo. Auspico infatti che tutta la città segnali alla commissione le carenze, le manchevolezze e i bisogni dell’utenza dal punto di vista sanitario. Infine - conclude Marcello Doneddu – spero nella piena collaborazione degli organismi dirigenti dell’azienda, del personale medico e paramedico. Mi preme infatti sottolineare che la Commissione, che renderà pubblico nel “libro bianco” tutti i dati raccolti, non nasce per porsi in antitesi a qualcuno o qualcosa, ma per dare un contributo di civiltà». (a.m.)

  • TEMPIO.Il simulacro di Sant’Isidoro nella processione per la sua festa, oltreché da carri trainati dai buoi, sarà questa volta preceduto da un gruppo abbigliato con il vestiario che caraterizzava gli antichi appartenenti al variegato mondo agricolo che ruotava intorno alla città, di cui è protettore: contadini, ortolani, vignaioli, allevatori, scorzatori di sughero. Il gruppo in costume è di nuovissima creazione, frutto dell’iniziativa di alcuni appassionati di tradizioni locali capeggiati da Tonino Scanu. Farà il suo esordio nell’edizione 2011 dell’antichissima festa di Sant’Isidoro Agricoltore e può rappresentare l’avvio di quella valorizzazione che la secolare ricorrenza merita.
    Gli uomini delle campagne tempiesi indossavano un vestiario semplice e pratico: robuste scarpe in cuoio, pantaloni di fustagno, camicia, gilet (cansciu) con diverse tasche e berretto semplice o a falde (simbreli). Gonna lunga, camicia e corsetto (ghjipponi) e fazzoletto (miccalori) in testa era invece il vestiario femminile.
    Caratteristica della festa è la processione con con l’effigie del Santo issata su un tradizionale carro agricolo trainato da buoi e seguito dal altri carri tutti addobbati con serti di fiori e soprattutto con grandi mazzi di spighe di grano. Nel nord dell’isola ha sempre costituito un unicum che trovava riscontro solo nella sagra in onore di Sant’Efisio a Cagliari. Il suo richiamo spettacolare, accanto a quello sinceramente religioso, è stato sempre grande. E non guasterebbe un’adeguata azione di rilancio,, la stessa azione che ha dato valenza regionale a feste un tempo d’ambito paesano quale quella di San Simplicio di Terranova-Olbia. Sant’Isidoro è infatti ai primi di settembre, quando la stagione turistica è ancora viva e richiama un segmento di visitatori che più apprezza cultura e tradizioni.

  • TEMPIO.«I piromani hanno alzato il tiro e hanno colpito nel cuore del Limbara». A parlare, con le lacrime agli occhi dopo diverse ore di lotta contro le fiamme, è Rino Pasella, presidente della riserva di caccia “L’Agnata”, 630 ettari, che penetrano all’interno della montagna. Tre i focolai accesi dagli incendiari. Impossibile non pensare a un piano: l’obbiettivo era impedire l’arrivo dei mezzi antincendio.
    Sette-otto ettari della riserva sono andati in fumo. «Chi ha appiccato l’incendio - dice Pasella - lo ha fatto, con in testa, un piano ben preciso. Impedire, con il primo focolaio il passaggio, via terra, dei mezzi antincendio e di soccorso per incenerire quanto più territorio possibile».
    Gli incendi in contemporanea sono scoppiati poco dopo le 15, a sud-ovest di Limbara, su una stradina interna che, subito dopo il Passo (al chilometro 13 della statale 392 Tempio-Oschiri), porta, dopo sei chilometri, alla frazione di Balascia.
    La stradina, asfaltata e ben tenuta dal comune di Oschiri, non ha vie di uscita e si chiude nella minuscola frazione. I tre incendi sono stati appiccati lungo i primi due chilometri e mezzo. Il primo (quello che avrebbe dovuto bloccare il passaggio dei mezzi) a cinquanta metri dalla statale, il secondo dopo circa settecento metri, molto più all’interno il terzo. Presa di mira, nell’ordine, una vecchia piantumazione ormai dismessa di pini e querce della forestale e il massiccio di Lu Colbu.
    Imponente, perfettamente funzionante e ben coordinato, l’apparato antincendio, intervenuto con estrema rapidità. Dal cielo hanno operato oltre l’elicottero della forestale di stanza sul Limbara, un elicottero proveniente da Anela e un terzo proveniente da Farcana, un elitanker e per un certo tempo un Canadair, levatosi in volo da Olbia. A terra invece hanno operato l’ente foreste (concessionario del Limbara) che ha messo in campo tutti i suoi operai, gli agenti del corpo forestale, i vigili del fuoco e la protezione civile. L’afflusso dei mezzi antincendio ed il traffico sulla statale è stato invece regolamentato dai carabinieri e dalla municipale. Le squadre hanno operato, per la bonifica, sin dopo le 19.
    «Da 20 anni - racconta Pasella - questo sito viene sistematicamente preso di mira».

     

  • SANT’ANTONIO.La “Bruttea in carrera”, manifestazione di artigianato, prodotti e arte in strada ha registrato un altro bel successo. Domenica scorsa Sant’Antonio ha visto un gran numero di ospiti affollare il suo centro e proprio i numerosi ospiti rappresentano un bell’incentivo a proseguire in futuro l’iniziativa. La manifestazione, organizzata dal Comune, ha visto la mobilitazione della società di pesca sportiva Villa di Castro, del comitato festa patronale classe 1978, dell’associazione “Pro Priatu”, della Caritas parrocchiale e dell’associazione Amici del sorriso.
    Il sindaco Angelino Pittorru è davvero orgoglioso per quanto Sant’Antonio ha saputo offrire. Hanno cominciato nel pomeriggio i ragazzi di Sant’Antonio e Priatu presentando i giochi dei loro nonni sotto il coordinamento dell’assessore ai servizi sociali Anna Paola Mariotti, di Annino Orecchioni e di Simona Satta, responsabile dei servizi sociali. Uno spettacolo molto apprezzato che ha coinvolto anche il pubblico.
    Apprezzata anche la Mostra itinerante della biodiversità, a cura dell’Ente foreste della Sardegna, ospitata nei locali dell’oratorio. Elogi per le valide guide specializzate. Infine, oltre un migliaio di turisti ha seguito per le vie del paese con entusiasmo la sfilata dei Mamuthones di Mamoiada. “Certo occorrerà - ha detto il sindaco Pittorru - ampliare lo spazio a disposizione, coinvolgere altre aree, ma è chiaro che solo l’ impegno e la disponibilità di tanti volontari ha reso possibile tutto ciò ed il paese intero li ringrazia». Per gli ospiti poi, mentre in piazza suonava la fisarmonica, un menù fatto di “mazza frissa”, salsiccia, pesce fritto, e poi “siati e friscioli”, tutto a prezzi modici. (p.z.)

  • TEMPIO.«Colleghi, per l’Epifania teniamo i negozi aperti»: la proposta è di Graziella Maisto, vice presidente del “Comitato commercianti centro città”, che invita non abbassare le serrande. «Lamentarsi - dice - non cambia le cose e soprattutto non risolve i problemi». E aggiunge: «Facciamo in modo che i tempiesi spendano i loro soldi in città. Spetta a noi convincerli».
     Spiega la Maisto: «I primi a svegliarci dal torpore in cui la città è caduta dobbiamo essere noi, con proposte allettanti che “costringano” la gente ad uscire. Se i soldi rimarranno in città, non staranno bene solo i commercianti ma ne beneficerà, in un modo o nell’altro, l’intera collettività». Sulla stessa frequenza d’onda, pur con qualche distinguo, l’assessore comunale al commercio, Angelo Cossu, che pur non condividendo le aperture festive («nel rispetto dei lavoratori dipendenti che hanno diritto alla festa») afferma di capire l’iniziativa: «Potrebbe essere un buon viatico - dice, per la stagione dei saldi appena iniziata». La proposta per certi versi anticipa la liberalizzazione delle finaziaria entrata in vigore lundì e che tra l’altro porterà all’aperture di nuovi ristoranti, paninoteche ed enoteche. Liberalizzazione peraltro, già in vigore da diversi anni a Tempio, in virtù della sua classificazione come città turistica. «L’argomento sui benefici - dice Angelo Cossu - è oggetto di discussione accademica, anche se il problema da noi non si presenta affatto. Come città turistica,infatti, da tempio usufruiamo della liberalizzazione di cui tutti, solo oggi, sull’onda emotiva delle notizie, sembrano accorgersi. Forse di tale liberalizzazione finora ne hanno approfittato in pochi. No di certo alcuni grossi centri commerciali, che anche nelle giornate festive, sono regolarmente aperti».
     Sulla rivoluzione annunciata, Cossu non si sbilancia più di tanto: «Ci consulteremo con le categorie - dice - e ne discuteremo in consiglio comunale. Dopo di che adotteremo i provvedimenti necessari. Pur essendo le licenze ormai libere, infatti, siamo l’unico Comune della Sardegna, assieme a Luogosanto, a mantenere ancora vive le norme restrittive che legano i metri quadri del locale alla presenza di altrettanti metri quadri di posteggio. Da tempo non siamo più in grado di accogliere le numerosissime richieste di nuove aperture. Andremo perciò in deroga e fra qualche mese, a fine primavera comunque, partiremo con le nuove concessioni. Sono servizi che rendono la città più moderna e sono soprattutto nuove opportunità di lavoro per tutti».

    ANGELO MAVULI

  • di Giuseppe Pulina wTEMPIO Un libro e una convegno sull'Unità nazionale. Un anno dopo le grandi celebrazioni del 150°, i liceali del “Dettori” si sono immersi nella complessa trama dei processi risorgimentali guidati da Annita Garibaldi Jallet, pronipote di quell'Eroe dei due mondi che ha realizzato l'Unità d'Italia sul campo e verso il quale, dicono in coro gli storici, non ci si è dimostrati ancora abbastanza grati. Con la professoressa Garibaldi gli studenti hanno fatto i conti con le tante questioni insolute dell'unificazione del Paese, nel cui contesto la Sardegna ha avuto una parte di cui non è sempre chiara l'importanza. Intervistata dagli studenti, Annita Garibaldi Jallet ha proposto risposte in cui la dimensione degli affetti e dei ricordi personali si è spesso incrociata con quella della lucida analisi delle contingenze storiche in cui sono maturati i passaggi decisivi dell'Unità. A chi le ha chiesto che cosa si prova a sentirsi pronipote di cotanto eroe, ha risposto affermando che bisognerebbe girare semmai la domanda al Generale, per sapere che cosa possa mai provare uno come lui ad avere le come nipote. Battute di spirito che hanno condito le ricostruzioni dei moti risorgimentali, proposti con grande affabulazione, chiarendo la natura dei rapporti tra il prestigioso avo e Mazzini, il teorico di un Risorgimento che avrebbe voluto un'Italia senza scettri e sovrani. Temi che rivivono anche nel volume "Sardegna e Risorgimento", curato dal professore Paolo Lisca, scritto da cinque liceali (Valeria Gala, Marisa Tamponi, Raimondo Pittorru, Rio Stangoni, Valeria Musselli), con contributi della Garibaldi, di Antonello Tedde e di Gianmario Spezzigu.

  • TEMPIO.Liberalizzazione sì, ma non per la musica. La salvaguardia della salute e dell’ordine pubblico non ammette deroghe. Così chi, tra i gestori di bar e pub, sperava di poter approfittare della sei giorni carnevalesca per intrattenere i clienti con gli ultimi successi sino al mattino deve mettersi il cuore in pace: dovranno azzerare il volume alle 2. Lo afferma Angelo Cossu, assessore al commercio, all’indomani di una Conferenza di servizi che ha visto al tavolo di lavoro, assieme all’amministrazione comunale ed al comando di polizia municipale, i carabinieri, la polizia, la guardia di finanza, i vigili del fuoco e la protezione civile. La conferenza era stata convocata, come è nella prassi, per organizzare al meglio l’afflusso di persone, la movida della sei giorni e le varie problematiche legate allo svolgimento delle manifestazioni del Lu Carrasciali timpiesu.
     «E’ stata - dice Angelo Cossu - una riunione proficua cui ne seguirà sicuramente una seconda in prossimità della manifestazione». Alla domanda se l’amministrazione intendesse concedere delle proroghe degli orari ai pubblici esercizi, Cossu risponde che non è necessaria alcuna proroga: «La liberalizzazione - spiega Cossu - ha in parte abolito diverse norme contenute nell’ordinanza che regolamentava l’attività dei pubblici esercizi. Prima fra tutti quella che imponeva la chiusura dell’esercizio, entro l’1.00 nei giorni feriali ed entro le 2.00 nei prefestivi. Con la liberalizzazione invece, la chiusura è lasciata alla discrezionalità dell’esercente così come una serie di altre attività».
     Di quell’ordinanza del sindaco invece rimane invariato l’obbligo di spegnere la musica alle 2: «Così come altre volte ho spiegato ai commercianti infatti, proprio il decreto sulla liberalizzazione diventa molto severo quando sono in discussione l’ordine pubblico, la quiete, il riposo e la salute dei cittadini. Ed è quanto prevede appunto la nostra ordinanza. A scanso di equivoci, ribadisco quindi che la musica, nei pubblici esercizi dovrà essere spenta entro le 2 e ribadisco che non vi sarà nessun tipo di proroga a tal proposito. L’argomento è già stato oggetto di discussione durante la Conferenza dei servizi e proprio dalle forze dell’ordine è arrivato l’invito perché il Comune faccia rispettare scrupolosamente le norme. Le chiamate per disturbo della quiete pubblica - conclude - Cossu -, sono sempre più numerose, si agirà con estremo rigore». Per fare baldoria ci sarà il palatenda della Pischinaccia, per cui ieri sono cominciati i lavori.

  • TEMPIO La celebrazione della messa sul poggio dell'Episcopio di fronte a circa tremila persone viene definita "straordinaria" anche dalla diocesi Tempio-Ampurias che ha diramato sull'evento un comunicato. «Una celebrazione tanto partecipata – scrive padre Paolo Contini, portavoce del vescovo –, non la si vedeva dal giorno dell'ingresso di monsignor Sanguinetti in diocesi. È stata una scelta pastorale ben studiata, condivisa in comunione tra tutte le parrocchie e che mostra chiaramente il calore e la fede della città. La celebrazione delle Palme segna l'inizio della Settimana Santa e, se il buon giorno si vede dal mattino, allora la diocesi può attendere fiduciosa grandi celebrazioni pasquali». Sottolineato anche il gradimento della grande adunata, manifestato con il lungo e fragoroso applauso tributato al vescovo dopo la celebrazione e con l'accompagnamento del presule sino alla cattedrale. (a.m.)

  • TEMPIO.Il turismo sul Limbara riparte dal recupero dei percorsi naturalistici e a questo scopo la Giunta provinciale ha approvato un finanziamento di centomila euro, su proposta dell’assessore all’ambiente Pietro Carzedda, a poche settimane dalla riuscitissima Festa della montagna, in occasione della quale il presidente Sanciu preannunciava una serie di interventi. I percorsi, da anni abbandonati ed alcuni ormai impraticabili, saranno rimessi in sesto e dotati di una segnaletica orizzontale particolare, di bacheche che ospiteranno indicazioni precise e dettagliate, di totem che indicheranno il grado di difficoltà del percorso da affrontare, in modo che il Limbara entri nel circuito internazionale degli appassionati della montagna. Collaborerà il Club alpino italiano.
    Carzedda: «Stiamo lavorando in stretta collaborazione con il Comune di Tempio per la riqualificazione e la fruizione di tutti i percorsi naturalistici del Limbara, patrimonio straordinario della Gallura». I lavori si svolgeranno in sinergia con l’Ente foreste, concessionaria per trent’anni dei 2.200 ettari del compendio. «Il settore turistico - spiega Fedele Sanciu -, è l’asse portante dell’economia gallurese e vogliamo intervenire con una serie di azioni che comprendano anche la valorizzare di questo patrimonio ancora poco conosciuto».
    La decisione della Provincia è stata accolta a Tempio con grande interesse ma anche molto scetticismo. Sul Limbara, infatti, sinora molto si è detto. Da una decina d’anni però, poco o niente si è realizzato. Si spera che i lavori finanziati dalla Provincia possano essere messi in essere prima della prossima estate. Su futuro del Limbara, invece, c’è molta attesa per l’incontro che Ente foreste e Comune dovrebbero avere entro il mese per programmare interventi condivisi e fattibili. Si spera, infatti, che l’Ente, dopo anni d’inerzia totale, con la nuova dirigenza abbia idee e soprattutto programmi più concreti di quanto abbia dimostrato negli ultimi cinque-sei anni.
    L’amministrazione comunale (che, stando alle carte, non potrebbe neanche recidere un ramo sulla montagna, data in concessione), in quanto proprietaria del sito potrebbe però proporre delle idee e chiedere il rispetto pieno degli accordi della concessione. A cominciare, ad esempio, dal numero degli addetti, che va riducendosi ogni anno che passa, e dal recupero ambientale e naturale.

     

  • TEMPIO. L’attacco dei piromani, l’altro ieri, al polmone verde della Gallura - il Monte Limbara -, ha fatto scattare l’allarme rosso nella centrale operativa del corpo forestale regionale di Tempio. Lo sforzo per tutelare i boschi di lecci, sughere e le immense pinete che ricoprono il massiccio gallurese è uno degli impegni prioritari per gli uomini della vigilanza ambientale e per la protezione civile che cinturano, annualmente, l’intero perimetro della montagna per evitare che le fiamme divorino un sito di altissimo valore ecoambientale. Un immenso patrimonio boschivo ricostituito dopo il disastroso incendio del secondo dopoguerra, che rese “calva” l’intera montagna. I tre punti sul passo del Limbara ai quali gli ignoti incendiari hanno dato fuoco sono stati ispezionati, con particolare attenzione, dai rangers della forestale, alla ricerca di qualche traccia che possa ricondurli agli autori del gesto che, stando alle prime indagini, voleva colpire una riserva di caccia esistente, alle falde del Limbara, da oltre venti anni.
    Un periodo, questo, trascorso non senza patemi d’animo: sistematicamente, infatti, il fuoco viene appiccato lungo la linea di confine tra la montagna e la riserva.
    Non ne ha fatto mistero il presidente del sodalizio di cacciatori, Rino Pasella, che da anni dirige la riserva di “L’Agnata”, che si estende per oltre 600 ettari nel territorio di Tempio e Oschiri ed è formata da una trentina di soci e proprietari terrieri.
    Avantieri l’intervento massiccio delle forze antincendio hanno scongiurato un rogo che poteva estendersi all’intera montagna, incenerendo oltre venti ettari di macchia mediterranea in una zona impervia, quella di Balascia, già designata a diventare sito di interesse comunitario e per il quale, anni fa, ci fu una lunghissima lotta in tribunale a suo di ricorsi e carte bollate tra una società di produzione di energia alternativa, la Enel GreenPower, e la Regione Sarda.
    Quest’ultima riuscì a far bloccare dai giudici l’installazione di un parco eolico (autorizzato dal comune di Oschiri) sulle alture di Lu Colbu, dove ieri l’altro è passato l’incendio.
    Dopo il violento attacco degli incendiari la strategia dell’apparato antincendio regionale è cambiata.
    La zona è ora ulteriormente pattugliata per oltre venti ore al giorno dagli agenti della forestale e gli addetti all’antincendio dell’Ente foreste, mentre la rete di sensori e telecamere di sorveglianza è stata estesa, a tamburo battente, anche in altre zone della superprotetta montagna gallurese.
    Uno sforzo che comporta ulteriore dispendio di risorse economiche ed umane, ma necessario per salvaguardare un bene comune che, sistematicamente, qualcuno cerca di incenerire.

  • 05/01/2010
  • TEMPIO. Sarà presentato questa mattina alle 11, nel palazzo comunale, il Carnevale tempiese edizione 2012. Molte le novità, a partire da una Ats (associazione temporanea d’impresa) che avrà il compito, con la supervisione dell’amministrazione comunale, di organizzare l’evento più importante della citta gallurese.
     Dell’Ats fanno parte, oltre che il Comune - rappresentato dall’assessore Roberto Cossu - l’Associazione Carrasciali, l’Associazione Amici della Cartapesta, l’Associazione Carrascialai Timpiesi e l’Associazione Commercio 2000.
    L’intero programma sarà illustrato dal sindaco Romeo Fradiani, il quale nominerà nell’occasione le diverse fugure che caraterizzeranno l’edizione 2012, ovvero il banditore (lu Bandiadori), gli ambasciatori di Re Giorgio, i componenti dell’Alta Corte di Giustizia e il Notaro, la storica figura del funzionario che, dopo la condanna del Re del «Carrasciali timpiesu» avrà il compito di leggere il testamento e le ultime volontà del sovrano, mandato come ogni anno al rogo.

  • TEMPIO.Il diktat dell’assessore Angelo Cossu sullo spegnimento della musica dalle 2 di notte nei locali pubblici cittadini anche durante la sei giorni carnevalesca rischia di provocare una spaccatura all’interno della stessa maggioranza consiliare: critiche sono giunte infatti da due capigruppo come Tomaso Visicale, del Pd, e Pasquale Lamanda, dell’Idv.
     «Le ultime esternazioni dell’assessore Angelo Cossu - scrive Visicale - sono “parole in libertà” che rappresentano solamente il suo pensiero e non certamente quello dell’amministrazione comunale e della maggioranza dei consiglieri che la sostiene. Affermazioni dunque né condivise, né mai concordate». Visicale si sofferma poi ad analizzare brevemente il decreto sulle liberalizzazioni. «Un decreto, spiega che è operativo su tutto il territorio nazionale e quindi anche per tutti gli esercizi del nostro Comune. A meno che Tempio, non sia diventata per Angelo Cossu una repubblica a se stante». Per quanto concerne l’emissione di musica, Tommaso Visicale affronta l’argomento ricordando a Cossu che la materia è già trattata dal Codice penale che sulle immissioni moleste è disciplinata dall’articolo 659 comma 1 che la colloca, per eventuali inadempienze, tra le contravvenzioni concernenti l’ordine e la quiete pubblica. «Quiete pubblica che, dalla notte dei tempi, mai ha impedito il normale svolgersi della sei giorni e dei suoi famosissimi veglioni. La quiete pubblica, dice Tomaso Visicale è un concetto che non dipende dagli umori dell’assessore. La norma vale senza dubbio, per i cittadini che dimorano nei pressi del centro storico ma vale anche per quelli che risiedono nelle vicinanze del compendio di Rinaggiu». Il riferimento al teatrotenda che dovrà essere collocato sul posto è fin troppo evidente.
     Più tecnico infine il commento di Lamanda in qualità di componente della commissione commercio: si augura che prima di stabilire o annunciare la concessione di proroghe per le festività, queste vengano discusse all’interno della maggioranza.

  • TEMPIO. Liberalizzazioni nel settore commercio. Per Antonio Azzena, presidente della Confcommercio cittadina, è prematuro parlarne. L’apertura entro la primavera di ristoranti, steak house, pizzerie, enoteche, paninoteche e quant’altro, preannunciata dall’assessore al commercio Angelo Cossu, ha suscitato in città, soprattutto fra gli operatori, una serie di commenti e reazioni negative.
     Portavoce del maldipancia di commercianti ed esercenti è Antonio Azzena, presidente di Confcommercio Imprese per l’Italia del Nord Sardegna. «L’argomento sulla liberalizzazione - sostiene Azzena, critico contro il provvedimento governativo appena varato - non è semplice da affrontare. I provvedimenti preannunciati dall’assessore Angelo Cossu più che difficili da discutere sono semplicemente da respingere nella sostanza e nella forma». Antonio Azzena ricorda che nelle liberalizzazioni, peraltro già in atto da tempo, vi sono regole nazionali ed europee dalle quali non si può prescindere. «Regole che lasciano, soprattutto a livello europeo, libertà di azione - dice Azzena -, ma che fissano anche precisi parametri di rispetto come ad esempio la proporzionalità o la salvaguardia del centro storico». Riferendosi ai provvedimenti che Angelo Cossu ha preannunciato entro la prossima primavera, il presidente della Confcommercio non esita a bocciare nella sua totalità il progetto.
    «L’assessore - dice Antonio Azzena -, come amministratore e politico dovrebbe prudentemente interpretare la normativa e consultarsi con le parti sociali. I parametri in vigore in città, adottati dall’amministrazione precedente e confermati dall’amministrazione Frediani e indicati invece, dall’assessore come una palla al piede, sono il nostro fiore all’occhiello perché salvaguardano il centro storico».
     Secondo Antonio Azzena entro la primavera non succederà nulla di quanto preannunciato dall’assessore. «L’amministrazione - dice lil rappresentante di Confcommercio - deve in primo luogo convocare le parti e comunicare come intenderebbe procedere. Penso anche che prima di spalmare aperture di nuovi esercizi, come l’assessore ha lasciato intendere, la giunta ed il consiglio debbano studiare, discutere e, se lo ritengono opportuno, approvare anche criteri diversi da quelli finora adottati. Dovranno essere sempre e comunque criteri, rispettosi delle normative e delle reali necessità della collettività e non a favore degli appetiti di singoli personaggi».

  • di Giampiero Cocco wTEMPIO Dell’ampliamento del tribunale di Tempio si è discusso, ieri mattina, nel corso della riunione del comitato di manutenzione alla quale hanno preso parte il presidente del tribunale, Gemma Cucca, il sostituto procuratore Roberta Guido e il sindaco di Tempio, Romeo Frediani. I nuovi uffici giudiziari saranno ospitati nella ex sede dell’università della terza età, una palazzina poco distante dal palazzo di giustizia di via Oschiri. Nei prossimi giorni i tecnici del ministero della giustizia provvederanno alla posa dei cavi di collegamento con i server ministeriali e al cablaggio dell’intero stabile nel quale dovranno operare diversi magistrati, il personale amministrativo e l’Unep, l’ufficio degli ufficiali giudiziari. La rete informatica del tribunale di Tempio – che in questo campo è stata centro pilota, in Sardegna, ad utilizzare le connessioni Internet – sarà quindi estesa anche alla nuova sede dove verranno ospitati anche gli uffici del giudice di pace, attualmente sistemati in piazza San Giuseppe, in un edificio scolastico. Sarà invece operativa, da lunedì prossimo, la postazione di controllo affidata ad una società di security e verranno attivati gli ingressi elettronici e gli scanner antiterrorismo dove sarà obbligatorio, per chiunque voglia accedere al palazzo di giustizia,depositare sul nastro trasportatore borse e bagagli. L’amministrazione comunale ha assicurato, nel corso della riunione del comitato manutenzione, che il personale dell’ufficio tecnico sarà a disposizione dei funzionari ministeriali per ogni problema che potrebbe sorgere durante i lavori di cablaggio.

  • TEMPIO La vertenza giustizia resta uno dei punti di unità che deve essere perseguito dall’intera Gallura. Il concetto è stato ribadito nel corso del convegno organizzato ieri pomeriggio dalle segreterie provinciali e cittadine di Olbia e Tempio del Partito Democratico, dove sono affiorate, e subito cestinate «nella pattumiera delle sciocchezze», come ha sottolineato il senatore del Pd Giampiero Scanu, «le rivendicazioni di sedicenti movimenti formati da no meglio indicati di avvocati, sostenuti purtoppo dalla dirigenza del foro, che vorrebbero trasformare una unitaria battaglia politica per garantire il mantenimento delle istitutioni dell’intero territorio e i diritti della sua popolazione in un improponibile agone campalistico, sia nei termini che nella sostanza. Sia ben chiaro – ha precisato il senatore – che la sede centrale del tribunale resta a Tempio, perché così dice la legge, e faremo di tutto affinchè i servizi di giustizia delle sezioni staccate della Maddalena e di Olbia restino operative, a tutela della presenza dello Stato in Gallura. Il problema delle soppressioni è politico, e saranno i rappresentati del popolo, i parlamentari del territorio, a portare avanti queste rivendicazioni. Senza derive campanilistiche, che respingiamo al mittente». Una dura e netta presa di posizione, quella manifestata dal senatore del Pd, emersa nelle recenti riunioni indette dal consiglio dell’ordine in merito alle problematiche del pianeta giustizia che hanno destato non poche perplessità in tutta la Gallura. «Non ci sono dubbi di alcun genere – ha spiegato Giulio Calvisi, parlamentare Pd – anche perchè qui, come ho spiegato sin dall’avvio della vertenza, a rischiare è l’intera Gallura. Gli spazi per mantenere aperte le sezioni staccate di Olbia e la Maddalena sono risicate, ma ogni sforzo perché questo avvenga sarà fatto». Al convegno erano presenti il sindaco di Tempio Romeo Frediani, il segretario cittadino del Pd di Olbia Angela Carta, il coordinatore provinciale Gerolamo Balata e, in rappresentanza del consiglio dell’ordine (la presidente Paola Gosamo era impegnata), il segretario Salvatore Biosa. Che è stato il parafulmine di tutti gli strali lanciati da diversi avvocati del foro di Tempio contro le «deleterie e personali idee di accentramento, figlio dell’antico campanilismo in voga cinquant’anni fa tra le due città, espressa da giovani colleghi che ignorano il decorso della storia, dei tempi e persino le più elementari norme del diritto». Il convegno si è concluso con l’impegno, più volte ribadito, di mantenere una linea unitaria per evitare il tracollo della giustizia in Gallura. «Come abbiamo fatto, senza tentennamenti, sin dal primo momento », ha detto il sindaco di Tempio Romeo Frediani.

  •  OLBIA.Il sindaco Frediani ha messo subito le mani avanti: «Non ci siamo bevuti il cervello». Perché ieri mattina ha dovuto chiudere gli occhi davanti alla crisi e anche davanti agli alberi di Natale ancora lampeggianti. Doveva infatti inaugurare un Carnevale ancora lontano, ma atteso come non mai per dimenticare ciò che non va e soprattutto perché rappresenta un momento fondamentale per l’asfittica economia tempiese. E lo ha fatto da showman consumato.
     Ieri mattina nella sala consiliare del municipio era in programma la presentazione del Lu Carrasciali timpiesu, in programma quest’anno dal 21 al 26 febbraio con le tre sfilate dei carri allegorici. Un’edizione particolare: è la prima coordinata da un Ats (associazione temporanea di scopo formata da diverse associazioni), e la prima senza la Pro loco che dell’Ats ha preferito non fare parte rivendicando un ruolo particolare nell’organizzazione della kermesse più pazza dell’anno, capace di richiamare centomila persone.
     L’amministrazione comunale ha fatto di tutto per entrare già nel clima e la risposta è stata una sala piena con un’atmosfera “giusta”, grazie anche all’allestimento in stile rinascimentale curato da Simone Sanna. La Carrasciali band, con il brano “Attoppa” (vieni con me) ha mandato in archivio le feste natalizie già alla vigilia dell’Epifania introducendo la mattinata e costringendo tutti, politici compresi, a battere il piedino. Circondato da mascherine e sotto il gallo simbolo del Carnevale, rivisitato da Sanna, il primo cittadino Romeo Frediani non ha risparmiato battute e riferimenti. Da leader dell’Ats, ha spiegato che il fatto di dedicarsi al Carnevale «non deve far pensare che ci sentiamo nel paese di Bengodi: la crisi c’è, ma questo può servire per dare un po’ di speranza e non chiudersi nel pessimismo, anche se i problemi restano. E a chi pensava che quest’anno la festa non ci sarebbe stata, dico che si è fatta, si fa e si farà sempre».
     L’assessore al turismo, Roberto Cossu, ha fatto un po’ di conti: «Se l’edizione dello scorso anno ha attirato 100 mila presenze, attribuendo una media di 10 euro a persona, potremmo ipotizzare un milione di euro rimasti nel territorio». Ricordati gli scomparsi Sgjubì, Agostino Ruiu e Peppino Mazzitoni, anime della festa per decenni da Paolo Careddu (Associazione Carrasciali), al tavolo con gli altri dirigenti Ats, Angelo Marielli (Associazione Carrascialai), nominato presidente e in abito settecentesco, Giuseppe Saba (Amici della cartapesta) e Patrizio Saba (Commercio 2000).
     Il presentatore sarà ancora l’effervescente Alessandro Achenza, che vestirà anche i panni del giudice di Re Giorgio e già si sa che la sua sentenza lo farà finire sul rogo: Frediani gli ha consegnato ermellino e bilancia. Nominati anche gli altri personaggi del tribunale, Fausto Pischedda e Giuseppe Anfossi, e gli ambasciatori di Re Giorgio (Angelo Gana, Sergio Pala e il misterioso “Paoletto”). Torna la figura del banditore, sarà Vannino Regoli.

  • Luca Rojch OLBIA Doveva essere il giorno della spallata al presidente Fedele Sanciu, ma a scivolare è l’opposizione. In consiglio la maggioranza traballa sul bilancio e si salva a un passo dal baratro. Ma i dissapori tra Pd, Idv e Upc superano l’aula di via Nanni e rischiano di intossicare i rapporti tra i partiti in coalizione in diversi centri in Gallura. Il coordinatore dei coordinatori del Partito democratico Gerolamo Balata convoca per martedì un incontro tra i vertici del partito e i consiglieri provinciali del Pd. Lo scopo non è solo chiarire la scelta di Vittorio Masu, che ha lasciato l’aula prima del voto, anche se i numeri non c’erano più per far cadere la giunta. Ma anche stabilire una linea comune del partito e anche dei rapporti del Pd con le altre forze di opposizione. Perché la posta in palio non è più la pleonastica difesa della vite che tiene incollati i consiglieri a poltrone della Provincia che stanno per vaporizzarsi. Ma sono gli accordi, le alleanze tra queste forze. Balata ha già indossato la divisa da pompiere. «Ci saranno chiarimenti con gli altri partiti – spiega –, credo che non si debba dare una lettura politica a quello che è accaduto. La posizione ufficiale del Pd arriverà martedì, a titolo personale posso dirmi fiducioso e certo che il confronto riporterà il sereno». I più adrenalinici sono i consiglieri provinciali del Pd che non hanno digerito la lettera di Francesco Carbini. «Al mattino su proposta del Pd, si era stato stabilito che l'opposizione si sarebbe astenuta sul voto del Bilancio – riporta il documento –. Al pomeriggio, il gruppo del Pd cambia posizione e decide di votare contro il bilancio, ma chiede ad alcuni componenti di altri gruppi, attraverso sms, di astenersi, o assentarsi». Carbini conserverebbe nel suo telefonino l’sms incriminato. Ma nel Pd partono all’attacco. «Carbini non si deve permettere di mettere in dubbio la mia onestà – attacca Antonio Loriga –. Io ho sempre detto di votare contro il Bilancio. Faccia nomi e cognomi di chi gli ha fatto proposte indecenti. La realtà è che forse Carbini ha paura di andare a casa». Sulla stessa linea Giuseppe Meloni. «Il Pd lavora per mandare a casa questa maggioranza e sul bilancio noi abbiamo detto di no da sempre». Anche l’Idv ha qualche difficoltà. Il consigliere Piero Sanna da subito ha fatto capire che non avrebbe votato contro il bilancio, anche per un senso di dovere verso i suoi elettori. «Il bilancio lo deve approvare la maggioranza – dice Pier Paolo Spano, Idv –. Sono convinto che a vincere sia stato il partito di chi ha paura di andare a casa». Anche l’Upc smorza i toni e chiede un confronto immediato con le altre forze di opposizione per trovare unità. Sanciu si gode il suo capolavoro. Se tutta l’opposizione e Fli avessero votato contro il bilancio la giunta sarebbe caduta. E sottobanco prende corpo l'idea che il partito più forte in Provincia sia quello di chi a casa non vuole tornare. Con la caduta di Sanciu non si andrebbe a nuove elezioni, ma verrebbe nominato un commissario che traghetterebbe la Provincia verso la riforma. Con un pugno di consiglieri scelti dai Comuni, una micro giunta e un presidente scelto dall’aula. Ma soprattutto con pochi spiccioli da gestire e un potere tutto virtuale.

  • TEMPIO La compagnia carabinieri, da oltre un mese ormai emigrata ad Aggius e Calangianus, per l’inagibilità della caserma di Tempio decretata dai vigili del fuoco, potrebbe, nei prossimi giorni, fare rientro in città nella vecchia sede di viale don Sturzo. La notizia che doveva rimanere segreta, “per discrezione” come si afferma in alcuni ambiti politici, circola con sempre maggior insistenza in città. Preoccupati ma anche ironici i cittadini, che giudicano alla stregua di una presa in giro le azioni fin qui espletate per riportare i carabinieri in città. Giudizi severi anche sul consiglio comunale del 22 marzo. In quell’occasione, dopo ore di discussione, all’unanimità maggioranza ed opposizione, decisero di assegnare alla compagnia carabinieri di Tempio (già nel frattempo, trasferitasi ad Aggius e Calangianus), la palazzina comando del compedio di Rinagghju. La stessa però si rivelò ben presto un’autentica trappola, oberata di orpelli burocratici che solo l’annunciato arrivo, ai primi di maggio, di una commissione europea avrebbe potuto eliminare. Dell’arrivo di questa commissione a tutt’oggi però, non si ha notizia. Si parla invece, con sempre maggior insistenza, di un ritorno in viale don Sturzo. Il proprietario del locale avrebbe realizzato a tempo di record tutti i lavori di ristrutturazione tanto da indurre la prefettura di Sassari a chiedere ai militari di fare rientro nella vecchia caserma. Impossibile avere conferme di ciò al comando compagnia di Aggius, dove il capitano Giovanni Bartolacci riceve cortesemente i giornalisti, limitandosi a ricordare che è consuetudine dei carabinieri, “Ubbidir tacendo e tacendo morire.” Fatti i debiti scongiuri, si rivela infruttuosa anche la ricerca di conferme da parte del segretario nazionale del Cocer, Gianni Pitzianti che qualche giorno fa, giunto a Tempio da Roma, assieme a diversi altri suoi colleghi dell’organismo di rappresentanza dei carabinieri, aveva perentoriamente dichiarato che mai più i carabinieri sarebbero tornati in Viale Don Sturzo. Smentita anche la voce secondo cui l’amministrazione Provinciale sarebbe stata pronta a finanziare i lavori di adattamento a caserma a Rinagghju. (a.m.)

  • 07/01/2010
  • Oggi e domani arriva il secondo degli eventi collaterali: “Rassegna di Cinecarnevale” di “Lu carrasciali timpiesu 2012”. L'appuntamento, per entrambe le giornate, è per le 21 al teatro del Carmine. Durante la manifestazione saranno proiettati film dei carnevali più belli d'Italia. Si va da quello di Ivrea a quello di Putignano, da Cento a Ladino, fino ad arrivare ai sardissimi carnevali di Bosa e Mammoiada.

    Non poteva mancare la kermesse di casa. Sul grande schermo del Carmine, i fotogrammi di “Lu carrasciali timpiesu”, edizioni del 1979, 2006 e 2009. Tutto in attesa delle immagini che arriveranno dall'edizione del 2012 che ormai è alle porte. La prima sfilata è prevista per giovedì 16 febbraio (l'ultima martedì 21), nelle vie principali del centro gallurese. Per avere maggiori informazioni sulle serate, sul resto del programma, su dove dormire e dove andare a mangiare nella sei giorni più pazza dell'anno, si può consultare la pagina internet dedicata, all'indirizzo: www.carnevaleditempio.it. ( s. d. )

  • TEMPIO. Il reparto di Ostetricia a ginecologia dell’ospedale «Paolo Dettori» è considerato uno dei fiori all’occhiello della sanità regionale. La ventilata soppressione del punto nascita dell’Alta Gallura cozza con l’aumento del 10 per cento dei lieti eventi registrati al «Paolo Dettori».
     In attesa che la Regione Sarda decida sul mantenimento o meno dei diversi punti nascita a rischio chiusura nell’isola, considerato l’accordo nazionale che prevede le linee di indirizzo per la promozione ed il miglioramento della qualità e sicurezza nel percorso nascita - le norme per la sussistenza di un punto nascita impongono mille parti all’anno, con deroghe regionali sopra i 500 -, a Tempio si continua a nascere, con un significativo incremento demografico nell’anno appena passato.
     Il «Paolo Dettori» non ha mai raggiunto queste cifre, restando costantemente ferma sulla media di un parto al giorno, ma le condizioni cliniche, sanitarie, l’assistenza pre e post parto e la cura dei neonati nel reparto di pediatria sono di altissima professionalità. Alla struttura tempiese fa capo un bacino d’utenza che abbraccia una buona metà della provincia di Olbia-Tempio. In caso di parti che presentano particolare difficoltà gli stessi sanitari indirizzano la paziente verso le strutture sanitarie attrezzate. Da qui le scelta, per molte pertorienti, di far nascere i propri bambini in città. Nel 2011 sono state registrate 362 nascite (delle quali 4 con parto gemellare) contro i 328 nati a Tempio nel 2010. Nel reparto tempiese, l’unico in Gallura dove non vengono effettuano interruzioni volontarie della gravidanza - essendo tutti i medici obiettori di coscienza -, si preferisce far vedere la luce ai neonati con parto naturale, ricorrendo, soltanto in casi di comprovata, al cesareo.
     «Circa il 50 per cento delle delle donne alle quali è stato fatto un cesareo - ha spiegato il primario del reparto di ostetricia e ginecologia del «Paolo Dettori», Franco Careddu - presentavano patologie uterine pregresse, per le quali era consigliato un cesareo. Con la collaborazione della Direzione Aziendale stiamo lavorando ad una riorganizzazione del servizio che ci consenta di ottimizzare al meglio la struttura, nellintento di garantire alle donne una maggiore libertà nella scelta della tipologia del travaglio e del parto, percorsi come ad esempio il travaglio in acqua o con l’uso dello sgabello».
     Al Paolo Dettori di Tempio le partorienti straniere sono state 47, e la popolazione maggiormente presente, dopo quella italiana, è quella rumena (19 partorienti), seguite da Marocco con 9 e la Polonia, con quattri bimbi nati in città.

  • TEMPIO.Terzo appuntamento con la prosa, giovedì alle 21, nel teatro del Carmine, nell’ambito della stagione organizzata dalla Cedac-Sardegna con la partecipazione del Comune di Tempio. Andrà in scena «Tante belle cose» di Edoardo Erba per la regia di Alessandro D’Alatri e l’interpretazione di Maria Amelia Monti, Gianfelice Imparato, Valerio Santoro e Carlina Torta con musiche di Cesare Cremonini e scene di Matteo Soltanto. Giocando sul doppio piano della commedia e del dramma psicologico «Tante belle cose» si propone come un lavoro fresco, vivo, pulsante di energia e comicità. Disegna lo straordinario ritratto di una donna, particolare eppure vicina, in cui chiunque può riconoscere una parente o amica; di un uomo semplice e generoso, un signor nessuno capace di grandi cose; ed inoltre di due malvagi della porta accanto, convinti, nel loro perbenismo, di fare la cosa giusta. Il botteghino del Carmine sarà aperto dal tardo pomeriggio di giovedì, per informazioni e prenotazioni 079.671589, 079.630377, 328.15003742. (t.b.)

  • TEMPIO. La tranquilla pacatezza del sindaco Romeo Frediani nel presentare - senza lo strascico polemico che ogni anni precede l’evento -, l’edizione 2012 del carnevale tempiese è durata lo spazio di una giornata.
     All’indomani della conferenza stampa indetta dall’amministrazione per illustrare il nutrito programma di “Lu Carrasciali” le due minoranze consiliari hanno infatti vivcacemente protestato per essere stati invitati soltanto venti minuti prima della presentazione del programma.
     «Evidentemente - dice Anna Paola Aisoni, Lista civica per Tempio -, il sindaco, nell’escludere l’opposizione da momenti pubblici cittadini, ha fatto una sua precisa regola di comportamento. Così è stato quando ha organizzato l’assemblea pubblica sulla giustizia ed altrettanto è accaduto in tante circostanze più o meno importanti come, ma è soltanto uno dei tanti esempi, in occasione dell’elezione del presidente del consiglio. Per quella mancanza di stile il sindaco Frediani aveva chiesto scusa, impegnandosi pubblicamente al massimo coinvolgimento. Una promessa che ha fatto la fine di tutte le altre che l’attuale sindaco ha fatto alla città. La circostanza - conclude Anna Paola Aisoni - dimostra per l’ennesima volta in quale considerazione la giunta tenga le commissioni consiliari, al pari di un inutile sopramobile del quale il sindaco farebbe volentieri a meno».
     Sullo stesso tenore l’intervento dei capogruppo Francesco Quargnenti e Tato Usai, che rappresentano le altre due minoranze che affermano: «senza nulla togliere alla grande importanza socio-economica del carnevale sull’intera città, ritenevamo che il salone di rappresentanza del Comune dovesse essere utilizzato per finalità istituzionali di bene diversa levatura. Sono felice che il nostro pensiero in proposito sia differente da quello di Romeo Frediani e della giunta da lui presieduta. In ogni caso non siamo stati avvertito, e se anche questo fosse avvenuto non ci saremo presentati». La guerra sul carnevale riparte, in attesa delle sfilate dei carri allegorici e della kermesse che, come ogni anno, spazzerà via, con il rogo del sovrano del carnevale, ogni polemica. (a.m.)

  • TEMPIO. A cavalcioni della classica scopa e con un sacco di juta carico di regali, la Befana è arrivata anche ieri mattina in piazza Gallura per la gioia dei bambini che l’hanno attesa pazientemente, nonostante il clima rigido e le gelide folate di maestrale. L’iniziativa si deve ai fidali del’ 67 che l’hanno attuata grazie alla collaborazione dei vigili del fuoco che, da oltre trent’anni, fanno si che il sogno di vedere la simpatica vecchietta arrivare a bordo di una scopa volante possa avverarsi.
     La befana arrivata dal cielo in piazza Gallura, infatti, altri non era che un vigile del fuoco che si e calatato dal palazzo comunale, con una fune dinamica ancorata ad un mezzo dei pompieri.
     La partecipazione a questa iniziativa dei vigili del fuoco, che la dice lunga fra l’ottimo rapporto esistente fra la città ed il locale distaccamento di Tempio, merita questa volta un plauso particolare.
     L’evento di Piazza Gallura infatti, avveniva a distanza di poche ore da una notte insonne che ha visto tutti i vigili del fuoco (oltre che la protezione civile e le forze di polizia), impegnati in una serie di interventi per i danni provocati dalla violenta maestralata. Ovviamente l’arrivo della Befana, non è stata l’unica iniziativa della classe ’67. Per tutta la giornata infatti, i fidali, che avevano collocato alcuni gazebo, hanno animato la piazza con musica ed altre interessanti proposte sino a sera.
     Tutti i bambini presenti sono stati omaggiati di regalini e dolciumi, tra un tripudio di grida e applausi. (a.m.)

  • TEMPIO.Un coro di no da bar e pub all’idea di vietare la musica dopo le 2 di notte anche durante la pazza sei giorni del Carnevale. La decisione, annunciata qualche giorno fa dall’assessore comunale al commercio Angelo Cossu, che faceva riferimento alle esigenze di quiete e ordine pubblici, ha trovato l’opposizione pressoché unanime degli esercenti dei pubblici esercizi tempiesi. Da Corso Matteotti, sino a Piazza Gallura tutti si dicono contrari all’interruzione.
     «Anziché esserci d’aiuto, l’amministrazione Frediani si schiera contro di noi - afferma Giuseppe Addis, proprietario dello Sporting, in piazza don Minzoni -. A Carnevale è stato sempre consentito di lavorare e noi lo abbiamo fatto nel pieno rispetto della comunità». Gli fa eco Alberto Pintus del Pausa Caffè, in corso Matteotti: «Solitamente non lavoro sino a tardi, ma a Carnevale ho sempre aperto, vista la grande richiesta che giunge dalla gran mole di persone in movimento durante la sei giorni. Sono sbalordito».
     «La decisione di Cossu - dice il titolare del Caffè del Corso, Angelo Ganau -, gustificata come richiesta delle forze dell’ordine, mi lascia interdetto. Ci stanno spezzando le gambe. La decisione è fuori da ogni logica commerciale, turistica e promozionale». Roberto Lorico, del Living, afferma che «questa è l’amministrazione dei paletti e dei divieti». Giampiero Bocco, gestore del piazza Italia Caffè: «Se “spengono” noi alle 2 devono spegnere anche il Cinema Giordo e il teatro tenda».
     «Spero che diano una proroga» dice Marcello Orecchioni, proprietario del Caffè della Piazza, di fronte al Comune. Conciso anche Tore Mandaresu, rappresentante di categoria, che afferma: «La nostra posizione rimane immutata: abbiamo già detto che l’amministrazione non può normare l’emissione sonora. La stessa infatti, come ben ha fatto notare nel suo intervento in Consiglio il capogruppo del Partito democratico, Tommaso Visicale, è regolata dal codice penale».
     E in serata è stata resa pubblica dalla Confcommercio Nord Sardegna una lettera inviata al sindaco Romeo Frediani e all’assessore al commercio Angelo Cossu, nella quale, dopo una serie di richiami a norme di legge che regolano la materia, si chiede all’amministrazione di non vietare in maniera genericala musica, ma intervenire solo nei confronti di chi non rispetti le regole.

  • TEMPIO A gettare l’acqua (non santa) sul fuoco delle polemiche sollevate dalla scollaciata e irriverente commedia imbastita da attori locali, i quali hanno preso di mira padre Paolo Contini e un politico locale, ci tenterà quest’oggi il vicario urbano, don Antonio Tamponi. Il parroco della chiesa cattedrale, che è anche titolare e affidatario della Festa di Sant’Isidoro, incontrerà questa mattina i rappresentanti della “classe 64”, il sodalizio cittadino che sta predisponendo, per la prima domenica di settembre, l’organizzazione della festa del patrono dei contadini e che, suo malgrado, si è trovato coinvolta nella vicenda che vede contrapposti da una parte padre Paolo Contini, parroco della chiesa di San Giuseppe, in qualità di denunciante e Alessandro Achenza, animatore teatrale come denunciato. L’episodio che potrebbe portare i due di fronte ai giudici per diffamazione e ingiurie si sarebbe verificato, stando alla denuncia, in occasione dello spettacolo teatrale organizzato qualche giorno fa al Teatro del Carmine dalla classe 64, nell’intento di raccogliere fondi per l’organizzazione della festa di Sant’Isidoro. Le gag satiriche dal contenuto libertino ,interpretate da Alessandro Achenza, e che ha suscitato la reazione del frate e della Chiesa cittadina avevano come protagonista un sacerdote, a cui è stata imprudentemente affibbiata l’identità di padre Paolo. Nello sketch il francescano veniva descritto come protagonista di episodi discutibili sotto il profilo morale, soprattutto in ambito sessuale. La scenetta non avrebbe lasciato alcuno spazio all’interpretazione o all’immaginazione del pubblico, ma era raccontata in maniera esplicita. La classe 64 non è coinvolta a nessun titolo nella vicenda giudiziaria, e nell’incontro odierno con don Antonio Tamponi i rappresentanti dovranno chiarire il loro ruolo. Secondo la curia infatti, la classe non può organizzare una raccolta di fondi per una festa religiosa, la cui titolarità è della Chiesa, organizzando uno spettacolo che calunnia ed offende incontestabilmente i suoi ministri. Il diavolo e l’acqua santa cioè non possono convivere. In città i commenti si sprecano ma, all’unanimità, tutti sperano che la vicenda si ricomponga. I fidali del 64 i sono una fra le classi più dinamiche, al suo attivo hanno l’ organizzazione della Festa di San Paolo Eremita e della Madonna di Buon Cammino e l’adozione della chiesetta campestre di “La Trinitai”, riportata all’antico splendore proprio dai fidali del 64. Perdere il loro contributo per il «mancato controllo» di uno sketch sarebbe un peccato. Fra padre Paolo Contini e Alessandro Achenza il discorso è più complesso. Il frate, infatti, non intende, francescanamente, porgere l’altra guancia ad insulti che ne minano la serietà personale e infangano il saio che indossa.

    Angelo Mavuli

  • EMPIO Se non è un record poco ci manca. Ben centoventi imprese hanno partecipato alla gara d'appalto indetta dall'Asl di Olbia-Tempio per il completamento della Rsa (Residenza sanitaria assistita) di via Oschiri. I lavori della struttura, estremamente attesa dato che ha il compito di offrire risposte alternative al ricovero ospedaliero, là dove non è più possibile garantire l'assistenza sanitaria a domicilio, sono infatti fermi ormai dal 2007. Cinque anni fa l'Asl gallurese formalizzò, per grave ritardo nell'esecuzione e interruzione immotivata dei lavori, la risoluzione del contratto in danno dell'Emi srl di Eboli, l'impresa che avrebbe dovuto realizzare l'opera entro diciotto mesi dopo aver cominciato i lavori nel 2005. Ora il pallino passa nelle mani della commissione tecnica che dovrà valutare il possesso dei requisiti di ciascuna impresa che ha partecipato al bando. Piuttosto lungo e complicato finora, l'iter amministrativo che ha accompagnato sino a questo momento la realizzazione della struttura che prevedeva circa ottanta posti letto. Al momento della sospensione dei lavori nel 2007 era stato realizzato solamente il 45 per cento dell'opera. Del finanziamento originale di 4.131.655 euro ne erano rimasti a disposizione 2.270.000, cifra che è stata integrata all'inizio di quest'anno con un finanziamento Por Fesr di 1.600.000 di euro, che dovrebbe consentire il completamento della struttura. Una volta ultimata la procedura per la gara d'appalto, i lavori per terminare l'attesa opera dovrebbero riprendere già questa estate per concludersi entro il 2014. Centoventi ditte interessate alla gara rappresentano un numero eccezionale. In realtà alcune sono raggruppate in associazioni temporanee d’impresa, così le offerte pervenute sono “soltanto” sessanta. Ma questo la dice lunga sull’interesse che il mondo economico tempiese e più in generale gallurese ripone nell’ultimazione della Residenza sanitaria assistita, alla luce dello stato di crisi che ha colpito l’area e in particolare il settore dell’edilizia. Ma attenzione: non è solo l’industria del mattone ad avere grandi speranze: c’è anche un indotto fatto di tecnici di vari settori che ritiene di poter avere dei vantaggi dalla ripresa dei lavori in via Oschiri. Si calcola che si potrebbero creare tra i novanta e i cento posti di lavoro tra il cantiere veroi e proprio e le attività collegate in qualche modo. Una vera boccata d’ossigeno per un’economia con l’acqua alla gola.

  • 08/01/2010
  • TEMPIO.Si infiamma in città il dibattito sulla liberalizzazione delle attività commerciali. L’assessore delegato al settore, Angelo Cossu, risponde ad Antonio Azzena, presidente della Confcommercio cittadina che di recente lo ha “stoppato” proprio sulla possibilità di nuove aperture: «Ci saranno, con buona pace di tutti. A volerlo non sono i capricci di un assessore ma una legge».
     È quella entrata in vigore il 1º gennaio, spiega Cossu: «Si tratta di una precisa normativa sulla libera concorrenza secondo la quale “a nessuno può essere impedito di esercitare una attività economica”. Cito questo testo - afferma polemicamente - per dimostrare ad Antonio Azzena che l’assessore, contrariamente a quanto lui afferma, conosce le leggi e sulla base delle stesse fonda il suo lavoro. Il mio operato non tutela gli interessi di qualcuno ma quelli generali della città, così come richiesto a chiunque abbia incarichi pubblici da assolvere».
     Angelo Cossu conferma quindi l’applicazione della normativa che consentirà l’apertura in città di nuovi ristoranti, steak house, pizzerie, enoteche e paninoteche: «È strano - dice - che si accettino alcune parti della legge in questione mentre si fa finta di non conoscere le altre. È inconcepibile, ad esempio, che a Tempio si aprano in un mese quattro negozi di scarpe o abbigliamento, nel silenzio generale, ivi compresa la Confcommercio, e si urli invece, allo scandalo nel momento in cui qualcuno parla di pubblici esercizi».
     Angelo Cossu è un fiume in piena e stigmatizza le false credenze su alcuni aspetti della legge, come l’apertura notturna, «ormai libera secondo alcune interpretazioni tempiesi». Cossu spiega che dall’entrata in vigore, ogni giorno delegazioni di pubblici esercizi chiedono il ritiro dell’ordinanza sull’orario di chiusura, «ma nel frattempo alcuni esercizi, di loro iniziativa, hanno prorogato l’orario di chiusura anche sino alle 4-5 del mattino. Qualcuno evidentemente ha male interpretato la legge, che per i pubblici esercizi si affida a specifiche ordinanze comunali per per motivi di salute, riposo e quiete pubblica. Ed è quanto la nostra ordinanza prevede. Davvero qualcuno ha necessità di studiare».

  • TEMPIO.L’avvio quasi in sordina dei saldi, le scarse vendite natalizie e la crisi sempre più drammatica che incombe sulla città hanno indotto alcuni commercianti tempiesi a stringere le fila e a correre in qualche modo ai ripari con alcune iniziative importanti. Nelle prossime settimane delle problematiche legate al commercio se ne parlerà in consiglio comunale e in un dibattito aperto che si dovrebbe svolgere al cinema teatro Giordo in data da stabilirsi.
     La notizia, arrivata ufficialmente da Angelo Cossu, assessore comunale al Commercio, è confermata anche da GianMario Azzena e Graziella Maisto, rispettivamente presidente e vice presidente del Comitato commercianti centro città. Azzena, per ovvie ragioni organizzative, rimanda ad una conferenza stampa i particolari dell’iniziativa.
     La Maisto, invece, nell’affermare di voler portare le problematiche sin dentro il palazzo regionale, ribadisce la sua intenzione per un impegno all’interno del Comitato, affinché siano affrontate a muso duro le gravi problematiche che scaturiranno a seguito di quanto stabilito dal nuovo decreto sulle liberalizzazioni approvate dall’attuale governo Monti. (a.m.)

  • TEMPIO.La mascotte del Carnevale cerca un nome. Il personaggio del Gallo di Gallura, rivisitato dalla mano dell’artista aggese Simone Sanna, attende di trovarne uno: si può votare sino all’11 gennaio tramite Facebook. Nella finestrella ricerca del social network basta digitare le parole “Nuova Mascotte Carnevale” e il primo link in elenco è quello giusto. Sinora la proposta più cliccata è il nome “Frisjola” (frittella), che stacca di poco “Peppino” (in onore dello scomparso Peppino Mazzitelli, per decenni anima della festa) e “Muscateddu”. (apal)

  • TEMPIO.Hanno partecipato in tanti alla finale di “Natale è una stella”, organizzata dagli Amici di Monica, con la premiazione dei presepi e delle vetrine più belli. Nella sezione “bambini” la giuria ha assegnato il primo premio in denaro ai fratelli Greta e Simone Romano, al secondo posto Caterina e Giovanni Columbano, al terzo Marco Cau. Per gli altri un buono pizza e bibita.
     Tra i ragazzi emerge Alessia Fois, seguita al secondo e terzo posto da Paolo Mureddu e Davide Capacchione. Adulti: prima Maria Baltolu, secondo Fausto Ducceschi e terza Leonarda Tamponi. Premio famiglie: prime D’Auria, Mori e nonna, seguite da nonna Elvira e nipoti e dal Oggiano-Balata, con Gimbo. Tra le scuole dell’infanzia, vince Spinsateddu, seguita a pari merito da San Giuseppe, San Lorenzo e via Episcopio; per la primaria successo delle seconde A e B di San Giuseppe; seconde a pari merito Bortigiadas, le quinte A e B di San Giuseppe e le quinte C e D del Vecchio Caseggiato. Premiati tutti, invece, i gruppi e le associazioni: primi ex aequo Gruppo famiglia e liceo artistico, seconda la cooperativa Il piccolo principe, terzi tutti gli altri: Unitalsi, classe V catechismo S. Pietro, Centro aiuto alla vita, animatori oratorio don Mureddu, giovanissimi dell’oratorio, Vivere insieme, Villa Lissia, cooperativa La Coccinella, coro ore 18 ragazzi San Pietro. Premio pizza, invece, per la compagnia teatrale Giulietta e Romeo. I premi speciali, infine, sono andati a Danilo Atzori, per il presepe più votato, a Andrea Bazzu (premio fedeltà), alle quarte e quinte del Vecchio Caseggiato per il Presepe vivente e alla memoria di Laura Biancareddu per il presepe più tenero.
     Per quanto riguarda il concorso vetrine, la più votata è Baffigo uomo, seconda Lina Jandolo e terza la Boutique delle carni. A tutte è andato un prezioso presepe. Complessivamente sono stati assegnati seimila euro. I presepi migliori saranno esposti in un museo permanente nella chiesa di San Francesco, sarà inaugurato il 21 marzo. (v.ca.)

  • TEMPIO Angelo Cossu candidato Sel, nelle recenti primarie (372 voti solo in città, circa 900 in tutto il nord Sardegna), correrà al Senato partendo dal terzo posto. Ad annunciarlo è lo stesso Cossu, reduce da un incontro a Oristano, con i vertici del partito, ai quali, dopo aver consegnato l’accettazione della candidatura, ha chiesto un riequilibrio delle liste, troppo “Cagliaricentriche” rispetto al nord Sardegna, dove risulta finora l’unica candidato. «Ho chiesto - racconta Cossu - di avere almeno il secondo posto in lista, proprio per una questione di riequilibrio fra il nord ed il sud dell’Isola». Praticamente la lista Sel vede al primo posto, Luciano Uras, seguito obbligatoriamente da una donna, Lilli Pruna, entrambi di Cagliari. «La richiesta - dice Cossu -, è stata presa in considerazione anche se mi è stata fatto notare la necessità che venga rispettata la norma sul genere che prevede una percentuale di donne, con posizioni di rilievo nella lista. Ad oggi la Pruna non ha ancora presentato l’accettazione della candidatura. In qualunque caso l’impegno del partito nei miei confronti dipenderà anche dal risultato elettorale. Stando ai dati dei sondaggi che danno in crescita Sel, ritengo che il terzo posto possa essere considerato importante». Sottolineata da Angelo Cossu la necessità che la Gallura, capisca l’importanza del momento. Cossu dribbla invece, la domanda sul suo futuro come assessore. «Come candidato non sono obbligato a dimettermi. In caso di successo però mi dedicherò anima e corpo al nuovo incarico e seguirò con attenzione tutti i problemi del territorio. A cominciare dalla sanità, in disarmo a Tempio e alla Maddalena e alla giustizia per il ripristino delle sedi staccate». (a.m.)

  • TEMPIO Il vescovo di Tempio-Ampurias, mons. Sebastiano Sanguinetti ha istituito la cosìddetta “ Cappella Musicale del Duomo”. Una corale cioè che non è semplicemente un coro, un complesso vocale che si esprime in manifestazioni artistiche e culturali, o una "schola cantorum", ma un qualcosa di più. Nella Cappella Musicale, infatti, si fondono assieme, l'antichità, la continuità d'attività e di tradizione, la connessione con una cattedrale una basilica o un santuario e il patrimonio musicale proprio e altrui di notevole valore artistico e storico. La notizia dell’atto vescovile è stata data sabato notte,da don Antonio Tamponi, parroco della cattedrale, nel corso di un partecipato concerto di cori organizzato, con il patrocinio del Comune, proprio dalla cattedrale, in onore di mons. Sanguinetti. « La Cappella Musicale del Duomo - si legge fra le altre cose nell’atto del vescovo -, viene istituita al fine di promuovere sul piano della chiesa di Tempio-Ampurias, d’intesa con l’Ufficio liturgico diocesano una cultura del canto sacro conforme alla tradizione e alle linee guida delle norme liturgiche». La direzione del coro, che si è esibito anche durante la stessa serata, è stata affidata al maestro Fabrizio Ruggero, 35 anni, tempiese,direttore d’orchestra con laurea specialistica, conseguita con il massimo dei voti e la menzione di lode, presso il Conservatorio Pier Luigi da Palestrina di Cagliari. Fabrizio Ruggero che ha ringraziato il vescovo ed il vicario foraneo, don Antonio Tamponi per l’incarico, ha ringraziatonche tutti gli altri cori partecipanti e a tutte le corali della diocesi ha rivolto un invito alla collaborazione. L’istituzione di una Cappella Musicale del Duomo infatti, come ha detto il vescovo, non è ad “escludendum” ma presuppone la partecipazione di tutti.(a.m.)

  • TEMPIO.Con una articolata delibera di “indirizzo”, la giunta comunale ha deliberato ieri l’approvazione del piano comunale di dimensionamento scolastico, oggetto in questi giorni di un ampio dibattito. I passaggi ulteriori saranno l’analisi dell’amministrazione provincial e e il successivo trasferimento in Regione, che si spera lo approvi senza correzioni restrittive.
     Quelle che fino ad ieri per le scuole della città erano solo ipotesi, con la delibera della giunta comunale cominciano a diventare invece fatti concreti che disegnano una scuola diversa. Una scuola che deve adeguarsi, ormai, non più alle reali esigenze del territorio ma ai freddi numeri che i “contabili” del ministero hanno previsto nella loro riforma.
     La delibera comunale ribadisce il mantenimento di due pluriclassi contigue per la scuola elementare di Bassacutena, abolita dalla riforma e riacciuffata, l’anno scorso, dopo una protesta unanime che aveva vissuto in un consiglio comunale aperto la sua massima espressione. A suffragio di questa decisione che riguarda un presidio scolastico importante, la giunta tempiese cita, oltre il numero degli alunni (sono venti, in linea con le direttive ministeriali), anche il disagio in cui si trova la frazione, distante dal capoluogo e mal servita dal punto di vista viario, facendo leva sulla necessità di garantire ai piccoli alunni il diritto allo studio, senza arrecare disagi e disfunzioni.
     È stata inoltre confermata dalla giunta la necessità di istituire in città un unico Istituto comprensivo che accorpi la scuola materna, la scuola elementare e la scuola media. Si tratta in tutto di 1.170 studenti che verranno governati da un’unica entità giuridica, la quale dovrebbe essere collocata nel vecchio Caseggiato di piazza della Libertà. L’istituzione di un unico Istituto comprensivo, anziché due, come la giunta ipotizzava in un primo momento, è stata fatta anche per dare maggior forza ad un’altra proposta riguardante questa volta il liceo artistico “De Andrè”, in sofferenza numerica, per il quale si chiede una deroga per il prossimo triennio e la reistituzione, prima di tale scadenza, del liceo musicale. Un offerta formativa della quale si sente la mancanza sul territorio.
     Parere positivo, infine, per la creazione di un Istituto di istruzione superiore tecnica che accorpi gli istituti “Don Gavino Pes” (ragionieri e geometri), l’industriale e il “Nicolò Ferracciu” di Calangianus. «Il piano - scrive in una nota il vicesindaco e assessore comunale alla pubblica istruzione, Gianni Monteduro - è frutto di una attenta analisi e di un’ampia concertazione con scuole, sindacati, enti locali e cittadinanza. Come amministrazione esprimiamo soddisfazione per il lavoro fin qui fatto e restiamo in attesa del piano provinciale e di quello regionale per le ulteriori riflessioni».

  • L'arte raccoglierà, ancora una volta, dei fondi per costruire un altro parco giochi per bambini in città. Arriva "Solidarte 3". Una collettiva di diversi artisti della zona che offriranno le loro opere all'associazione "Amici di Monica". Parteciperanno all'evento numerosi pittori, scultori, designer e specialisti in varie arti. Le loro creazioni saranno i premi della lotteria che finanzierà il nuovo parco giochi nel rione di San Giuseppe. Lo spazio scelto è quello adiacente al campetto di calcio. La vendita partirà dal 15 maggio. I tagliandi si potranno trovare in diverse attività commerciali tempiesi. Dal 1º al 15 settembre, le opere saranno esposte in una collettiva nei locali dell'Ufficio Turistico di piazza Mercato. L'estrazione avverrà il giorno 16 di settembre. «È un altro progetto ambizioso - spiega Paola Scano, presidente di "Amici di Monica" - e dopo il parco giochi delle farfalle che abbiamo inaugurato lo scorso anno, ora, cerchiamo di dare alla città un altro spazio per i più piccini». Info: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o 079 631061. ( s. d. )
  • 09/01/2010
  • 09/01/2010 -Tredicesimo anno per l'Ute
  • TEMPIO Nella vicenda di padre Paolo Contini, parroco di san Giuseppe, presentato in uno sketch teatrale(organizzato dalla classe 64 per raccogliere fondi per la festa di Sant’Isidoro), come avvezzo a comportamenti discutibili sotto il profilo morale, soprattutto in ambito sessuale, interverrà il vescovo di Tempio-Ampurias, mons. Sebastiano Sanguinetti. Ad annunciarlo, è stato lo stesso don Antonio Tamponi, parroco della cattedrale, titolare della festa di Sant’Isidoro, che ha definito “interlocutorio” l’incontro avuto con la classe nel tardo pomeriggio di lunedì. L’intento dell’incontro che doveva servire a dimostrare l’estraneità della classe a quanto accaduto durante la rappresentazione, doveva servire anche per comporre in maniera pacifica un episodio per il quale il frate ha denunciato per calunnia,ai carabinieri della locale compagnia, Alessandro Achenza, l’animatore che ha dato vita alla gag. L’incontro di lunedì, per la verità, si era concluso con la redazione di una lettera di pubbliche scuse al frate. Nella tarda mattinata di ieri però, circa un’ora dopo la richiesta di pubblicazione della scuse presentata da Antonio Addis, presidente della Classe, lo stesso chiedeva la sospensione della pubblicazione “in attesa di ulteriori modifiche.” « Il vescovo - ha spiegato don Antonio Tamponi -,intende affrontare personalmente la vicenda al suo rientro dalla diocesi di Ozieri nella quale è amministratore apostolico». Oltre questo don Antonio Tamponi che è anche vicario urbano, non ha voluto aggiungere altro. Inutile dire che in città vi è attesa per l’intervento del vescovo che potrebbe sfociare, nella giornata di oggi al massimo di domani, in un comunicato ufficiale. (a.m.)

  • TEMPIO. L’ondata di gelo siberiano e la neve che in Alta Gallura cade copiosa da giorni ha mandato in tilt la città. Ieri le scuole sono rimaste chiuse dopo l’ordinanza firmata dal sindaco Romeo Frediani, e il provvedimento potrebbe esteso anche alla giornata odierna. Tribunale a ranghi ridotti e processi rinviati per l’impraticabilità delle strade, che hanno impedito ai giudici di raggiungere il palazzo di giustizia.
     I disagi sono comunque attenuati da una vera e propria task force di mezzi spazzaneve e spargisale che, sin dalle prime ore del mattino (e questo accade da diversi giorni) ripuliscono le strade da neve e ghiaccio, partendo dalle principali arterie statali che collegano l’alta Gallura con Olbia, Sassari e Palau e proseguendo con le provinciali e le vie della città. Al lavoro i mezzi dell’amministrazione comunale, della Protezione civile, del corpo forestale regionale, della Provincia e dell’Anas, oltre agli insostituibili vigili del fuoco del locale distaccamento, che intervengono nelle situazioni di emergenza che il maltempo sta creando in tutta la Gallura. Le temperature rigide non si discostano dallo zero termico, mentre sul Monte Limbara, le cui cime sono ricoperte da un manto di neve spesso oltre un metro, la colonnina di mercurio scende, ogni notte, sotto i 15 gradi.
     Le campagne attorno alla città sono ricoperte dalla neve che cade, incessantemente da una settimana, ma non si segnalano disagi per animali o allevatori che, previdenti, avevano fatto rifornimento di fieno e mangime per il bestiame.

  • di Angelo Mavuli wTEMPIO Il Comune si aggiudica un altro round nel “match” con l’Ati cui aveva revocato la concessione del complesso termale Rinaggiu–Pischinaccia: Il Consiglio di Stato, con una ordinanza depositata ieri, ha confermato la precedente ordinanza cautelare del Tar (19 gennaio scorso), che giudicava motivato il provvedimento dell’amministrazione. Pur non trattandosi di un giudizio di merito, non vi è dubbio che l’ordinanza costituisca un ottimo viatico nel momento in cui (si spera entro il 2013) il Tar sancirà questa volta con una sentenza, il suo giudizio finale. È solo l’ultimo atto di una vicenda che, lungi ancora dall’essere definita, ha avuto inizio il 24 novembre dello scorso anno, quando dopo una serie accertamenti, la giunta comunale deliberò di revocare all’associazione temporanea di impresa capitanata dall’Alba srl, la concessione per la gestione dell’area, constatati l’abbandono ed il degrado del compendio. Il ricorso cautelare al Tar dell’Ati era stato respinto, ora arriva la seconda bocciatura da parte del Consiglio di Stato. «Il ricorso cautelare in appello – spiega il comunicato del Comune –è stato discusso dianzi al Consiglio di Stato venerdì 4 maggio, il Comune era difeso dall’avvocato Rosanna Patta, che nell’esprimere grande soddisfazione, ha sottolineato l'importanza e la valenza delle motivazioni contenuti dell’ordinanza, che consentirebbero di ritenere corretti, anche nel merito, i provvedimenti adottati dall'amministrazione. Il Consiglio di Stato, infatti, ha ritenuto di non doversi discostare dalle “ragionevoli” conclusioni alle quali è pervenuto il Tar, ritenendo “anche alla luce delle precisazioni difensive del Comune”, che non sussistano le condizioni per sospendere l'esecuzione dell'ordinanza impugnata neppure nella parte in cui dispone l'incameramento della cauzione. «Argomentando in ordine al pregiudizio grave e irreparabile invocato dall’appellante Ati, Alba immobiliare – dice il Comune – il Consiglio di Stato ha invece ritenuto prevalente l’interesse del Comune a rientrare nella piena disponibilità del compendio, condannando inoltre l’Ati alle spese di giudizio. L’esito è quindi ci è ancora una volta favorevole dopo che, anche in primo grado, le istanze del concessionario erano state tutte rigettate (in quella occasione l’amministrazione era difesa dal legale Giuseppina Demuro). L’amministrazione Frediani spiega che «con questa ordinanza sono ormai esauriti i gradi di giudizio per quanto riguarda la fase cautelare e il Comune ha ora, in via definitiva la piena disponibilità dell'intera area potendone disporre come crede, secondo i piani di valorizzazione che riterrà più idonei e procedendo anche all'immediato incameramento della cauzione versata». E annuncia la volontà di costituirsi in giudizio per chiedere i danni di immagine, e non solo, derivati dal comportamento dell’Ati «a garanzia – dice il comunicato – degli interessi pubblici che l’amministrazione ha il dovere primario di rappresentare e difendere anche con scelte difficili e non sempre da tutti condivise».

  • 10/01/2010
  • 10/01/2010
  • 10/01/2010 - Premiati i presepi di Natale è una stella
  • TEMPIO.Non sarà a Tempio ma forse ad Olbia la sede regionale dell’Eurispes, il prestigioso istituto privato di studi politico-economici, diretto da Gian Maria Fara, che da tempo ha in programma di realizzare in Sardegna un suo ufficio. Lo fa sapere, seppur a malincuore, lo stesso Fara, tempiese doc: «Non voglio entrare in rotta di collisione con la mia città, né con gli amministratori - ma purtroppo non ho certezze che la cosa sia fattibile in città. Da oltre un anno, infatti, non ho più contatti con il sindaco Romeo Frediani. Ho sentito diversi mesi fa, per altre questioni, il vice sindaco Gianni Monteduro. Avrebbe dovuto inviarmi dei documenti riguardanti l’apertura della nuova sede. Non ho più saputo niente. A questo punto la sede potrebbe essere dirottata a Olbia o in qualche altra città sarda».
     Gian Maria Fara, impegnato nell’elaborazione dell’annuale “Rapporto Italia” che presenterà a Roma il 26 gennaio. Eppure l’11 febbraio dello scorso anno proprio un raggiante Romeo Frediani, diede come imminente l’apertura a Tempio del nuovo ufficio: «I tempi politici e burocratici dell’amministrazione - dice comprensivo Fara - sono diversi da quelli che vorremmo. Preferisco, comunque, pensare che la mancata risposta non sia dovuta a mancanza d’ospitalità, quanto piuttosto a carenza di locali».
     All’annuncio fu scartata momentaneamente l’idea della palazzina comando di Pischinaccia, ma si parlò dei locali dell’ex scuola media 2 dove era alloggiata una volta la sede gemmata della facoltà di farmacia dell’università di Sassari, oppure dei locali del vecchio ospedale di via Olbia (ex Gaus), rientrato da poco nella piena proprietà del Comune ed ancora oggi inutilizzato.
     Oltre al prestigio che l’istituto Eurispes avrebbe dato alla città, la mancata apertura significherebbe anche la perdita di diversi posti di lavoro. (a.m.)

  •  TEMPIO.Aumenta la popolazione di Tempio, quella residente in città e nelle frazioni di Nuchis, Bassacutena e San Pasquale. Il merito non è delle nascite, bensì dell’immigrazione. Alla fine del 2011 la popolazione cittadina si è attestata su 14.284 residenti, un numero ben lontano dalla soglia dei 15 mila, il cui raggiungimento comporterebbe un passaggio di categoria del Comune con cambiamenti sul piano elettorale e nei numeri degli amministratori.
     Lo dicono i dati di chiusura del 2011 dell’ufficio centrale dell’anagrafe. L’incremento rispetto all’anno precedente è di 271 unità. Sono 113 a comporre il plotone dei nuovi nati, rappresentato da 66 maschietti e da 47 femminucce. Superiore il numero dei decessi: 135, di cui 65 donne e 70 uomini. Limitandoci a questi dati, la popolazione risulterebbe quindi in in calo di 22 unità. Ma ecco allora giungere in soccorso dei numeri cittadini il fenomeno dell’immigrazione, ovvero l’arrivo di tutti coloro, principalmente stranieri, che hanno deciso di risiedere nel Comune di Tempio. I nuovi immigrati del 2011 sono stati 252, un numero tutt’altro che trascurabile visti il difficile momento economico e l’abbassamento dell’offerta occupazionale. Hanno portato a 488 il numero complessivo degli stranieri, compensando il deficit di culle. La nuova presenza si fa sempre più visibile in settori come assistenza familiare, professioni paramediche, edilizia e commercio. Il grosso è dato da romeni, ucraini, marocchini, cinesi e senegalesi.
     Per quanto riguarda le unioni matrimoniali, queste risultano in numero inferiore all’anno precedente: 54 contro 66. Le unioni con rito civile sono state 23 e quelle con rito religioso 31, di cui due celebrate nella parrocchia di Nuchis e tre in quella di San Pasquale. Anche il fenomeno degli stranieri che “coronano il loro sogno d’amore” nella cornice dello storico salone del palazzo di Piazza Gallura, si è di fatto dissolto, calando dalla decina di matrimoni di qualche anno a fa ad uno solo celebrato nel 2011.
     A fronte, infine, del calo delle unioni matrimoniali si registra invece nell’anno appena finito l’incremento di divorzi (passati da dieci a venticinque) e separazioni consensuali, da otto a trentaquattro).

  • di Angelo Mavuli wTEMPIO «Sicuramente sono i saldi peggiori degli ultimi dieci anni». Ad affermarlo all’unisono sono i commercianti tempiesi, alle prese con una crisi economica senza precedenti. «“Male« è la seconda parola d’ordine di tutti indistintamente, alla domanda su come stiano andando i saldi. “Sto pensando seriamente - dice Luca Raineri tabaccaio sulla centralissima Via Roma superiore -, di mettere i saldi anche sulle sigarette, surclassate ormai dalla sigaretta elettronica». Una battuta, ovviamente, quella dell’ex calciatore del Tempio, oggi allenatore del Perfugas, che la dice lunga però sull’apatia con la quale i saldi sono stati accolti. Nel suo tabacchino, Raineri sta attuando i saldi nel settore merceologico, bigiotteria, borse, portafogli. «La gente - dice ancora l’ex calciatore -, entra, guarda, s’informa e va via nonostante gli sconti consistenti». Gli fa eco la moglie, Valentina Bulciolu, titolare dell’omonimo storico negozio di ottica, posto sempre in Via Roma di fronte al tabacchino. «Anche i saldi più corposi su occhiali di marche pregiate - dice la donna -, lasciano il cliente del tutto indifferente. Tantissimi invece, i potenziali clienti che si fermano però solo ad ammirare le vetrine». La maggior parte dei commercianti, pur accettando di parlare, chiede l’anonimato. I loro racconti, forse per deformazione professionale, sono però, sempre accompagnati da un sorriso, qualche volta da una battuta amara che nasconde obiettive difficoltà. Una negoziante con esercizio in corso Matteotti, dieci minuti prima delle tredici sta già abbassando le serrande. «Lo faccio - dice con un sorriso amaro -, per risparmiare sulla corrente. Dieci oggi, dieci domani, a fine anno è come se avessi servito otto, dieci buoni clienti». «Ho messo in vendita della merce - racconta un’altra esercente -, con uno sconto dell’ottanta per cento. Mi è stato chiesto un ulteriore sconto su un paio di bermuda che vendevo a sei euro! Ho preferito regalarli». Piccole storie, aneddoti, qualche cenno di protesta ma anche qualche “mea culpa”. «I saldi -, hanno detto diversi commercianti -, non sono più una novità. Ufficialmente sono cominciati ai primi di gennaio e dovrebbero finire il 5 marzo. Praticamente, però, tutti effettuiamo sconti da saldi durante tutto l’anno. Questo la gente lo capisce e si comporta di conseguenza. Tanto sa che ci troverà sempre “disposti” a calare il prezzo di partenza». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

  • TEMPIO.«L’unica cosa seria a Tempio è il Carnevale». Di fronte a luoghi comuni come questo un tempo erano tanti, soprattutto tra i politici locali, a sentirsi offeso. Oggi invece il concetto sembra sia stato accettato, anzi, piace molto anche ai protagonisti della politica che sul Carrasciali amano dissertare, polemizzare, arrabbiarsi, per poi collaborare con gli organizzatori. E il detto piace molto ai carrascialai, che in questi giorni stanno rifinendo i carri allegorici in vista della prima sfilata del 16 febbraio: vi vedono riconosciuto come merita il loro lavoro.
     Per Giuseppe Anfossi,, investito del ruolo di “notaio” nel processo che nell’ultimo giorno di Carnevale manderà al rogo sua maestà Re Giorgio, è una questione di Dna: «Sono legato da stima e amicizia a tutti i centri della Gallura - premette tra il serio e il faceto -. Quando però parliamo del Carnevale, così come si intende a Tempio, bisogna ammettere come solo i tempiesi e gli aggesi abbiano nel loro Dna il gene specifico. La differenza salta agli occhi quando assistiamo alle esibizioni carnevalesche di altri centri della Sardegna». Insomma: non c’è paragone.
     E spiega: «Proviamo ad immaginare un tempiese che vuol partecipare alla Sartiglia o un oristanese che si mette in testa di organizzare un Carnevale come quello di Tempio: sarebbero due fallimenti clamorosi. Ecco perché il Carnevale o la Sartiglia, ma anche il Palio di Siena, la sfilata dei mamuthones di Mamoiada sono tutte manifestazioni che necessitano di un dna. E quindi la passione e la grande “serietà”, appunto, che vengono riposte non solo nell’allestire i carri ma anche nel confezionare i costumi nelle abitazioni trasformate in sartorie improvvisate; l’organizzazione di sfilate e coreografie tanto curate, la scelta della musiche ed altro ancora, danno ragione a chi dice che questa “è l’unica cosa seria”: un’affermazione che posso certificare con convinzione nella mia veste di “Notaio del processo”. Ma tornando nei panni del semplice cittadino Anfossi si augura che la prossima edizione riscuota il successo di sempre. Ma non ci sono dubbi. Così, lui che è autore di una decina di testi musicali carnascialeschi, chiude con una esortazione al turista che è anche il titolo di un suo brano ormai nella leggenda della manifestazione, “Attoppa!”, che significa “raggiungici”. (a.m.)

  • di Angelo Mavuli wTEMPIO A poche ore dal momento in cui l’amministrazione ha incassato il secondo sì per la revoca della concessione di Rinaggiu all’Ati, quello del Consiglio di Stato, la minoranza non addolcisce i toni nei confronti della giunta Frediani, partendo proprio dalla gestione della vicenda dell’area termale rientrata già in possesso della città dal 19 gennaio. «Nonostante le notizie giudiziarie favorevoli, su Rinaggiu –scrive in un comunicato Giuseppe Pirinu, consigliere della lista civica Per Tempio –, sul compendio non si possono certamente nutrire molte speranze. Il sito si trova, infatti, in totale degrado, vandalizzato come ai tempi dell’Ati, invaso da rifiuti, frasche ed erbacce». Pirinu si chiede se «non sarebbe stato più logico trattare con l’Ati e trovare una soluzione condivisa», ritenendo che «nel tentativo maldestro di restituire Rinaggiu ai tempiesi, la giunta, con la sua mancanza di dialogo sta dilatando i tempi all’infinito. Conoscendo i ritmi della giustizia, infatti, sarà difficile per Frediani realizzare progetti su Rinaggiu. Sempre che ovviamente gli amministratori ne abbiano, visto che finora non ne hanno mai parlato». Pirinu, che dice di avere visitato pressoché quotidianamente il sito, accusa l’amministrazione di avere lasciato il compendio «privo di vigilanza, senza nessun controllo sanitario e vergognosamente sporco. Frediani e la sua giunta ancora una volta hanno paurosamente toppato. Purtroppo non è l’unico fallimento – dice ancora Pirinu –. Insuccessi si registrano infatti nella sanità, nel sociale, nella trasparenza amministrativa, nel decoro urbano, nella protezione dell’ambiente, nei rapporti con le frazioni e per ultimo nella vicenda della Compagnia carabinieri, solo per citarne alcuni. Millantano come successi interventi che nella migliore delle ipotesi non si fanno o che nella realtà equivalgono solo ad autentici sconci». L’ultima stoccata, Pirinu la riserva alle interrogazioni consiliari della minoranza «cui sistematicamente – dice – la giunta non risponde».

  • TEMPIO.Ci sarà anche uno spettacolo di danza nella ventesima edizione della stagione di prosa organizzata dal Cedac (Circuito teatrale sardo), che partirà il 18 gennaio. Il programma è stato presentato ieri mattina nel corso di una conferenza stampa svoltasi nell’ex aula magna del palazzo degli Scolopi, alla presenza del sindaco Romeo Frediani e dell’assessore Roberto Cossu.
     Con loro Valeria Ciabattoni, direttrice del Cedac, e il presidente Mario Pinna. Sul palco del Carmine si alterneranno nomi celebri come Ottavia Piccolo, Maria Amelia Monti, Ninni Salerno, Raffaele Pisu e Vittoria Viviani. A inaugurare la stagione, mercoledì 18 gennaio, sarà “Lo zoo di vetro” di Tennessee Williams. Si proseguirà il 25 con “Se devi dire una bugia dilla ancora più grossa” di Ray Cooney; il 9 febbraio con la commedia, “Tante belle cose” e il 24 febbraio con “l’Arte del dubbio” tratta dal libro di Gianrico Carofiglio. Il 2 marzo la stagione di prosa verrà arricchita dallo spettacolo di danza “Parson dance”, curato dal Circuito regionale di danza. Chiuderanno la stagione “Fantasmi” di Luigi Pirandello e “Mialinu è Crapinu” tratto dal romanzo “Sos Sinnos” di Michelangelo Pira, rispettivamente il 22 marzo ed il 20 aprile.
     Valeria Ciabattoni ha sottolineato l’ottima risposta del pubblico tempiese, con migliaia di presenze nella scorsa edizione, che la dicono lunga sulla voglia di arte e teatro che si respira in città. Già partita, al Carmine la vendita degli abbonamenti. Questi i prezzi: abbonamento 100 euro (85 ridotto), biglietto singolo, 16 euro (14 ridotto). Il sindaco ha annunciato che i membri della giunta acquisteranno un abbonamento per le associazioni che si distinguono sul territorio per il loro operato. (a.m.)

  • TEMPIO.Il sindaco di Tempio, Romeo Frediani, risponde al presidente dell’Eurispes, Gian Maria Fara, che sulla Nuova ha affermato di temere per l’apertura della sede regionale dell’istituto in città, non avendo più contatti con il Comune: «Sento il dovere di rassicurare che c’è la massima attenzione dell’amministrazione affinché l’Eurispes possa trovare degna sistemazione in città nei locali di proprietà comunale. C’è anche piena sintonia con il presidente dell’Eurispes, Gian Maria Fara, con il quale, nell’ultimo colloquio avvenuto alcuni mesi fa con il vicesindaco Monteduro, vi fu piena convergenza nel rinviare al 2012 la definizione del progetto che porterà a Tempio la sede regionale del prestigioso istituto di ricerche. Tale rinvio è stato concertato per consentire il disbrigo di questioni meramente organizzative tanto in capo al Comune che all’Eurispes, la quale nel corso del 2011 ha affrontato un cambio di sede con imponente trasloco di archivi. Siamo pertanto sereni e procederemo, come sempre, in piena sinergia col presidente Fara, come confermato in un recentissimo colloquio, e nell’interesse della nostra città». (a.m.)

  • TEMPIO.I fondi regionali per completarlo sono in arrivo, ma nel frattempo è stato ridotto in uno stato pietoso. Dell’incompiuto palazzetto, che dovrebbe diventare il fiore all’occhiello della Cittadella dello sport insieme allo stadio “Nino Manconi”, alle piscine comunali e ai campi da tennis, hanno fatto scempio vandali e ladri. E oggi il Comune procederà a una denuncia contro ignoti.
     Triste sorte per un opera che solo nel 2009, la giunta comunale di allora pensava di dare in gestione con la formula del “business plan”: l’aggiudicatario avrebbe dovuto curare, gestione, arredi e sistemi di sicurezza. Oltre gli eventi sportivi nella struttura polivalente erano previsti fiere, spettacoli, ricorrenze, concerti e, perché no?, le serate danzanti della sei giorni carnevalesca. Non si sa che fine abbia fatto quell’appalto, nel frattempo il palazzetto è caduto nell’oblio di tutti. O quasi: se ne sono ricordati i ladri, che hanno compiuto un lento ma inesorabile saccheggio, ed i vandali che sistematicamente hanno distrutto quanto restava.
     Oggi l’edificio, già brutto a vedersi, più simile ad una fabbrica dei primi ‘900 che ad un impianto polivalente, è diventato un sito pericoloso. Tutt’intorno ad esso, a parte le erbacce e i rifiuti di ogni genere (presenti anche diversi estintori ancora imballati) c’è un profondo fossato. Una volta era protetto da griglie, ma i ladri hanno portato via anche quelle. Inquietanti fenditure nei muri fanno pensare al cedimento del terreno sottostante.
     Amareggiato, quasi scoraggiato, l’assessore ai lavori pubblici, Antonio Orecchioni, che ha dato ordine di chiudere e transennare l’intera area: «Circa un anno fa - racconta - ci eravamo dedicati con particolare attenzione a questa struttura. Attraverso l’Unione dei Comuni, sulla base di un preciso progetto di completamento, abbiamo chiesto ed ottenuto (per il momento solo sulla carta) dall’assessorato regionale alla pubblica istruzione un finanziamento di 260 mila euro, cui vanno aggiuti 85 mila euro di finanziamento del Comune. Credo che la somma possa essere sufficiente a completare l’opera».
     Orecchioni non si sbilancia sui tempi di attuazione: «Non dipendono da noi - dice - ma da una serie di adempimenti burocratici, primo fra tutti l’accredito del finanziamento regionale». E rivolge un appello ai cittadini perché abbiano il coraggio di segnalare i responsabili dello scempio. Oggi l’amministrazione presenterà ai carabinieri una dettagliata denuncia: «Si tratta - dice l’assessore- di beni pubblici che abbiamo il dovere di tutelare in ogni modo».

  • di Angelo Mavuli wBASSACUTENA Gian Paolo Comiti, consigliere comunale di maggioranza in quota Pd, delegato alle frazioni del Comune, rimetterà al sindaco la delega ricevuta se «entro un lasso ragionevole di tempo» non verranno mantenute le promesse formulate durante la campagna elettorale, nei confronti di Bassacutena e di San Pasquale. Comiti, che è di Bassacutena, non si ferma però a quest’atto di protesta. E appoggia chi si batte per portare le due frazioni fuori dalla giurisdizione amministrativa di Tempio: «Il desiderio di Bassacutena di transitare verso Luogosanto, così come quello della parte tempiese di San Pasquale di passare a Santa Teresa, è fortissimo nelle due comunità ed io lo conosco bene. Se l’atteggiamento di Tempio nei nostri confronti non dovesse mutare, io stesso, che ho sempre cercato di tenere le frazioni legate al capoluogo – annuncia – mi schiererò al fianco della mia gente assecondando il progetto». Parole che Comiti pronuncia lentamente e con amarezza, quasi soppesando ogni sillaba: «Tutto questo – dice – poteva essere evitato semplicemente mantenendo le promesse. Lavori anche di lievissima entità, così come interventi importanti, sono rimasti da oltre due anni e mezzo lettera morta, parole al vento, promesse inevase. Ora non ci sono più scuse. Sono finiti i tempi del “faremo”, “ci impegneremo”, “porteremo a compimento”. La gente vuole fatti concreti. A Bassacutena da due anni e mezzo aspettano di essere depolverizzate ed elettrificate le vie Zara e Luogosanto. Il parco giochi dei bambini, inutilizzabile e pericoloso, è nella stessa situazione dell’aprile 2010, quando, in campagna elettorale, se ne assicurò la riparazione come primo intervento in caso di vittoria». «Stesso discorso – denuncia Comiti – anche per San Pasquale dove rimangono insoluti i problemi del cimitero, delle due fonti, del decoro urbano, solo per citarne alcuni». Nel mirino c’è anche Abbanoa, colpevole di non avere ancora realizzato il collettore fognario di Bassacutena; e le amministrazioni di Palau e Santa Teresa che impassibili assistono all’inquinamento di un prezioso tratto costiero, La Sciumara e Coluccia, devastate dagli scarichi fognari a cielo aperto che da Bassacutena si riversano nel Liscia: «Una vergogna che grida vendetta». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

  • TEMPIO. Per il Puc (il Piano urbanistico comunale) è stata espletata la fase propedeutica tesa all’individuazione del professionista destinato al ruolo di Coordinatore per la stesura del Piano. La procedura per l’affidamento dell’incarico era stata avviata alla fine del mese di novembre. Nei giorni scorsi la commissione, composta da funzionari dell’Ufficio tecnico comunale, presieduta dall’architetto Gian Carmelo Serra, dirigente del settore tecnico, ha valutato le offerte presentate da tre professionisti. La commissione avrebbe già effettuato una sua prima scelta, suscitando le proteste di qualcuno ritiene d’avere titoli maggiori rispetto a quello che potrebbe essere il vincitore. Antonio Addis, assessore all’urbanistica, afferma di non voler commentare «alcuna notizie non suffragata da atti ufficiali. E intendo restare estraneo a decisioni che competono la commissione di gara. Mi piace invece sottolineare che l’espletamento dell’individuazione del coordinatore, consentirà all’amministrazione di muovere i primi passi concreti nell’attuazione di un piano atteso da oltre dieci anni e che sarà strategico per lo sviluppo del territorio comunale». Sulla stessa linea anche il sindaco Romeo Frediani. «Prima si conclude la fase dell’individuazione del coordinatore e prima si potrà passare ad effettuare le concertazioni e i confronti con la cittadinanza nello spirito di condividere le future scelte urbanistiche del capoluogo e delle frazioni - spiega il sindaco -. Fondamentali saranno, in questa concertazione le capacità del coordinatore e dell’equipe che lo stesso dovrà guidare. E indubbio che il coordinatore dovrà avere la capacità di recepire gli indirizzi dell’amministrazione rendendoli poi coerenti con gli atti di pianificazione che si vogliono adottare. Per quanto concerne la vicenda, credo sia opportuno attendere l’adozione di atti ufficiali. Mi auguro ovviamente, che tutto proceda liscio nell’interesse del Puc». Essendo i tempi per ladozione del Puc abbastanza lunghi, spiega Antonio Addis «ci auguriamo che non nascano complicazioni che potrebbero pregiudicare il raggiungimento dell’obbiettivo all’interno del nostro mandato». (a.m.)

  • TEMPIO. Per le procedure amministrative è in arrivo negli uffici comunali la rivoluzione digitale. Proprio ieri è stato firmato a Sassari fra la Prefettura e l’amministrazione comunale, rappresentata dal sindaco Romeo Frediani, il protocollo d’intesa per la sperimentazione del rilascio automatico delle certificazioni di anagrafe, stato civile ed elettorale mediante l’utilizzo del “Timbro Digitale”. Richiedere e ottenere un certificato di residenza o di matrimonio da casa, via internet, agli uffici di Tempio (terzo Comune in Sardegna, dopo Cagliari e Sassari ad adottare tale procedura), presto non sarà più un sogno. A breve quindi, e grazie al timbro digitale, quel documento avrà lo stesso valore di quello cartaceo firmato dall’impiegato e ritirato sino ad oggi allo sportello. Ma non basta: grazie al protocollo dintesa, lo stesso documento sarà disponibile in formato elettronico, firmato digitalmente dal sindaco, per essere trasmesso dal cittadino - tramite la posta elettronica certificata - per gli usi consentiti dalla legge. Si elimina quindi qualsiasi passaggio su carta, ma soprattutto file o perdite di tempo per recarsi in municipio. «Questo protocollo - ha dichiarato il sindaco - è un ulteriore passo verso la digitalizzazione amministrativa e va incontro alle esigenze di semplificazione dei servizi, in linea quindi con le esigenze di efficienza della pubblica amministrazione». Per lunedì prossimo è stata preannunciata una conferenza stampa per illustrare nel dettaglio liniziativa.

  • TEMPIO. Il traffico veicolare cittadino, a carnevale, sarà radicalmente modificato, soprattutto nel centro storico interessato alle sfilate dei carri allegorici. L’ordinanza proposta dall’ispettore Vittorio Ruggero, responsabile del procedimento, è stata firmata ieri. Le vie principali, chiuse al traffico dal 16 al 21 di febbraio, dalle ore 13 alle 24, sono Viale Giovanni XXIII, Via Puchoz, Via delle Terme, Via Giuseppe Demartis, Via B.Demuro, Via Fermi, Via Monsignor Morera, Via Angioy, Via Episcopio, Largo XXV Aprile, Corso Matteotti, Piazza Italia, Via Gramsci, Largo De Gasperi, Viale Valentino, Viale San Lorenzo e Via Fermi. Altre vie interessate ai divieti saranno la via Roma superiore, Piazza Gallura, Via Ferraciu, Via Cavour e Via Villamarina. Tutti i divieti saranno evidenziati con appositi segnali stradali. Altri segnali indicheranno ai visitatori e ai turisti i luoghi di sosta consentita, sia per le auto che per i pullman. (a.m.)

  • di Angelo Mavuli wTEMPIO «Ho fatto la promessa di riportare la Compagnia carabinieri in città ed intendo mantenerla in tempi brevissimi». Ad affermarlo con forza è il generale Luigi Robusto, comandante della Legione carabinieri Sardegna, che ieri mattina, accompagnato dal colonnello Francesco Atzeni, comandante provinciale era in città per una serie di sopralluoghi effettuati alla presenza anche del capitano Giovanni Bartolacci e del maresciallo capo Massimo Palma, comandanti rispettivamente della compagnia e della stazione tempiesi, provvisoriamente trasferite ad Aggius per le condizioni della caserma di viale don Sturzo. «Assieme ai vertici provinciali e locali – dice Robusto – abbiamo effettuato una serie di sopralluoghi per verificare quali siano le possibilità reali di riportare entro tempi brevissimi a Tempio la Compagni». Il rispetto nei confronti della città, della storia e delle tradizioni, secondo il generale, impone questo tipo di scelta, peraltro già ampiamente condivisa da tempo. Ma vi sono anche altri motivi, imposti per esempio, dalla contingenza economica, che spingono ad evitare scelte dispendiose. E la gestione di una Compagnia dislocata su diversi fronti, con tutta la buona volontà, non è certo una situazione risparmiosa. Confermata dal generale anche la scelta di una location di proprietà pubblica rispetto ad una collocazione in locali di proprietà privata: «La nostra scelta finale per quanto concerne Tempio – dice il generale – sarà “una scelta demaniale”, ovvero un locale che appartiene allo Stato». La possibilità di un ritorno, solo provvisorio, nei locali di viale don Sturzo (come recentemente anticipato dalla Nuova) non viene esclusa: «Entro brevissimo tempo l’ente locale farà le debite verifiche tecniche. Dopo di che, assieme agli organismi di rappresentanza, con i quali operiamo in piena sinergia, faremo le nostre verifiche e valuteremo tenendo conto soprattutto della sicurezza e della salubrità del posto di lavoro in cui i nostri militari dovranno lavorare». Parole di elogio arrivano ancora una volta per gli amministratori e per la struttura burocratica del Comune giudicata da Robusto «attenta e sensibile ad ogni nostra sollecitazione». Se comunque viale don Sturzo si dovesse rivelare inadeguata nonostante gli interventi effettuati, non vi è dubbio, secondo il generale, che la Palazzina comando della Pischinacciua resti la scelta preferita. “In attesa ovviamente di una scelta che una volta fatta, conclude il generale, sarà davvero definitiva e di prestigio

  • 12/01/2010
  • TEMPIO.Tre dipendenti della Casa della letizia, l’istituto di via Oschiri retto dalla Congregazione missionaria delle suore di Gesù crocifisso che ospita handicappati psichici, sono stati raggiunti da un avviso di garanzia nell’ambito di indagini dei carabinieri che li vedrebbero coinvolti in presunti maltrattamenti e abuso di sistemi correttivi. Dopo mesi di indagini, la vicenda approda sul tavolo di Elisa Calligaris, sostituto procuratore del tribunale di Tempio.
     Le indagini che hanno portato alla scoperta di presunti maltrattamenti, abuso di sistemi correttivi e negazione del cibo, risalgono a molti mesi addietro, quando ai carabinieri della compagnia di Tempio sono arrivate delle segnalazioni su metodi educativi poco ortodossi, che sarebbero stati adottati in qualche circostanza. In qualche caso il metodo avrebbe provocato anche qualche ferita, “contrabbandata” poi ai parenti e ai medici come caduta accidentale. In tempi diversi e con motivazioni fittizie, i carabinieri hanno visitato l’istituto almeno una mezza dozzine di volte. Non è dato ancora sapere però, se vi siano state durante le indagini, intercettazioni ambientali con registrazioni audio e video. I tre, che verranno interrogati domani mattina dal sostituto procuratore Elisa Calligaris, sono difesi rispettivamente dagli avvocati Angelo Merlini (foro di Nuoro), Margherita Orecchioni e Tore Diana.
     Improntate alla massima prudenza le dichiarazioni di quest’ultimo: «Siamo del tutto disponibili - dice il legale - a rendere l’interrogatorio come richiesto dal sostituto procuratore. Rilevo tuttavia in questo momento che non essendoci ancora stato messo a disposizione il fascicolo, non siamo in condizione di capire esattamente la natura e la portata delle accuse. Se comunque, prima dell’interrogatorio, non ci venisse concesso di conoscere gli atti, ci potremmo avvalere della facoltà di non rispondere. Ma abbiamo molta stima del magistrato titolare».
     Costernata suor Luigia Leoni (direttrice della Caritas diocesana), consorella della direttrice della casa della Letizia: «Abbiamo appreso della vicenda e siamo sconvolte per il peso delle accuse, che ancora non conosciamo se non in modo generico. Amareggiate e spaventate invece, per il fango che potrebbe riversarsi sulla nostra attività, messa in atto sempre alla luce del sole. Le porte della Casa della letizia infatti, sono state sempre aperte a tutti. Quotidianamente riceviamo visite e chiunque può rendersi conto di persona di come operiamo».
     

  • TEMPIO.La casa della Letizia è in città una vera e propria istituzione, molto amata dai tempiesi. In molti la visitano frequentemente e agli ospiti, persone con handicap psichici, spesso vengono portati regali soprattutto di natura gastronomica e giocattoli che fanno la loro felicità. I “ragazzi” della Casa della letizia (come comunemente vengono chiamati i “ricoverati” pur avendo molti di loro superato abbondantemente l’età giovanile), da decenni ormai sono parte integrante del tessuto cittadino. Partecipano alle cerimonie importanti, agli spettacoli e ai concerti; si recano allo stadio per la partite di calcio casalinghe del Tempio; e a loro è riservata una tribuna speciale durante le sfilate del Carnevale tempiese.
     Di ognuno di loro molti tempiesi conoscono nome e cognome. Quando nelle belle giornate, in fila per due, mano nella mano come i bambini, vengono accompagnati dagli educatori attraverso il centro storico per ammirare le vetrine e distrarsi, è tutto un salutarsi festoso con la gente che si ferma volentieri a parlare con loro. Pensare che qualcuno possa averli maltrattati in qualche modo, è come ricevere un pugno allo stomaco, un sospetto che lascia senza fiato.
     Nei primi anni Settanta, la Casa della letizia fu investita da un analogo episodio. I quattro imputati, riconosciuti in primo grado colpevoli, furono condannati ad otto mesi di reclusione. Assolti in appello, uscirono a testa alta dalla vicenda e la città tirò un sospiro di sollievo. C’è solo da sperare che anche stavolta la vicenda si risolva in un nulla di fatto. (a.m.)

  • TEMPIO.Entro il 20 febbraio dovrà essere effettuata l’iscrizione scolastica, come stabilisce una circolare ministeriale: la scadenza è la stessa per tutti gli ordini di scuola. Per gli studenti di terza media è il momento di rompere gli indugi e pensare e fare la scelta per i prossimi cinque anni. A partire dal 20 gennaio, il liceo «Dettori» ospiterà studenti e genitori nei cosidetti “Open days”: per quattro venerdì (20 gennaio e 3, 10 e 17 febbraio) la scuola aprirà i battenti a chi vorrà conoscerla meglio, visitandola e apprendendo dalla viva voce degli insegnanti quali sono i contenuti che differenziano i suoi quattro indirizzi liceali: classico, scientifico, linguistico e scienze umane. A genitori e studenti verranno illustrati i diversi piani dell’offerta didattica e formativa, in parte rideterminata sulla base delle novità introdotte dal ministro Gelmini con una proposta di riordino che è ormai diventata legge. Verranno illustrati quadri orari, discipline e attività dei diversi indirizzi di studio, ma anche gli strumenti che regolano la comunicazione scuola-famiglia (sito web dell’istituto e servizi a disposizione dei genitori). Sarà possibile, inoltre, visitare i locali dell’istituto. Gli Open day dureranno tre ore, dalle 16 alle 19. (g.pul.)

  • di Tonio Biosa wTEMPIO Perdurano i disagi di quanti, con maggiore o minore frequenza, devono servirsi delle autolinee in partenza da Tempio. Come è noto, punto di arrivo e di partenza dei pullman del servizio pubblico è il piazzale della Stazione Delle Ferrovie della Sardegna. E' qui che bisogna prima di tutto recarsi per informarsi dei rispettivi orari, usufruendo della regolamentare apertura degli uffici e della biglietteria. Mancano infatti in qualche punto della città i sempre auspicati tabelloni indicanti prima di tutto le direzioni e le mete dei pullman e quindi gli orari di servizio. In centro città tali indicazioni possono esser prese solamente presso la sede della Pro Loco, tenuto però conto dei legittimi orari di apertura della sede di Piazza Gallura. Sarebbe bene che tali cartelloni comparissero nei punti di maggiore frequentazione della gente, come le piazze d'Italia e don Minzoni e i portici dell'Esit. Ma al di là della mancanza di qualsiasi forma di indicatori di orari, ben più marcati risultano i disagi di coloro che dei pullman si devono servire, principalmente per partire. Nell'area di sosta dei pullman manca infatti qualsiasi forma di riparo. Non è infatti dato di vedere nessuna pensilina che possa preservare dagli agenti atmosferici che, soprattutto nella brutta stagione, gravano su quel punto. Difficile stabilire a chi spetta l'incombenza di ovviare a questi disagi: o all'azienda pubblica dei trasporti o alla municipalità o se ad entra be in fattiva e necessaria colla borazione. Sta di fatto che la questione si pone ed attende da tempo una qualche soluzione. La questione sfiora evidentemente anche i mezzi del settore privato, soliti stanziare in punti diversi dalla Stazione. Ma in questo caso risulta più problematico sollecitare opportuni interventi.

  • di Angelo Mavuli wTEMPIO La possibilità che Nuchis potesse diventare la Virginia sarda del tabacco è, ironia della sorte, sfumata, volata via, impalpabile come il fumo di quelle sigarette che dal tabacco coltivato sui suoi terreni, dovevano essere prodotte. Il sogno era cominciato alla fine di aprile dello scorso anno quando, preceduta da un battage pubblicitario notevole, fu inaugurata, praticamente alla periferia del paese, la prima piantagione di tabacco in Sardegna, dopo moltissimi anni di assenza nell’Isola di una simile attività. L’iniziativa, che qualche alto rappresentante aziendale, aveva definito in quell’occasione “la rinascita del tabacco sardo”, era stata fortemente voluta dall’azienda Sa Folla di Quartu, che già commercializzava in Sardegna e continua commercializzare tutt’ora, “S’isula”, una sigaretta apprezzata dai fumatori. Per impiantare il vivaio, Sa Folla, con il suo amministratore Antonio Perez, si era affidata alla Mit (Manifattura italiana tabacchi), di Chiaravalle che aveva selezionato tre tipi di piante “ad alta resistenza”. In grado cioè di adattarsi alle diverse situazioni meteorologiche dell’alta Gallura, grande caldo e siccità seguite in altri periodi da un gelo pungente e duraturo. Il progetto prevedeva per i primi due anni selezioni mirate con l’intento di arrivare ad una pianta autoctona. A pieno regime lo stesso progetto, che inizialmente aveva messo a dimora circa centomila piantine e che avrebbe dovuto estendersi per circa venti ettari, avrebbe dovuto produrre cinque raccolti l’anno. L’iniziativa, a Nuchis e in tutta l’alta Gallura, era stata accolta favorevolmente ed era stata vista come possibilità di lavoro per molti e come occasione di sviluppo per il territorio. Con il passare del tempo però e dopo i primi due, tre raccolti ci si è resi conto che l’impresa, dal punto di vista economico, non avrebbe contribuito più di tanto né alla piccola frazione né al suo hinterland. Il segno che qualcosa era cambiato nel progetto iniziale dell’azienda, la si è avuta però alla fine di ottobre quando l’ultima produzione, che ha visto l’eradicazione di tutta la piantagione, sarebbe stata raccolta con notevole ritardo rispetto ai tempi. La conferma che il terreno di Nuchis non sarebbe comunque più servito alla bisogna, (nell’impossibilità di ottenerla direttamente dall’azienda al cui numero telefonico, più volte chiamato non risponde nessuno) arriva da Gino Mureddu,di Nuchis, conosciuto e stimato commerciante di sughero, proprietario del terreno al quale l’azienda ha comunicato di non avere più necessità. I motivi per cui Sa Folla ha deciso di abbandonare i suoi progetti su Nuchis non sono stati resi noti. Secondo indiscrezioni, sul posto non vi sarebbe acqua sufficiente alla coltivazione. Il progetto dovrebbe spostarsi ora, sempre secondo le stesse indiscrezioni, nella piana di Perfugas. A Nuchis, sarcasticamente, qualcuno vorrebbe avviare una “piantagione” di sigarette elettroniche. «Forse - dicono - renderebbero di più e il prodotto dovrebbe far meno male della sigaretta tradizionale».

  • TEMPIO.Il nuovo allarme meteo, il secondo dopo una settimana pesantissima di neve e gelo, ha indotto il sindaco Frediani, su consiglio del capo dell’ispettorato forestale di Tempio, Giancarlo Muntoni, a istituire per le giornate di ieri e oggi, un Centro operativo di coordinamento (Coc). Una struttura cioè, prevista anche dalla protezione civile, in grado di gestire in tempo reale l’emergenza. La decisione è stata comunicata a tutti gli organismi interessati.
     Carabinieri, commissariato, vigili del fuoco, protezione civile, ente foreste e polizia municipale hanno così fatto riferimento all’ispettorato forestale di viale Kennedy, scelto come sede del Coc. Giurisdizione su 32 Comuni, ha infatti una sala operativa attrezzata di tutto punto che funziona soprattutto come presidio nella lotta agli incendi. Complessivamente sul territorio, da Tempio ad Olbia, da Bortigiadas a Nulvi, da Golfo Aranci, a Luogosanto, hanno operato circa 180 uomini che anche dalle periferie più lontane tenevano costantemente informato della situazione il centro operativo di Tempio.
     Diversi gli interventi effettuati. Sino alle 16 se ne contavano una decina, tutti fortunatamente di lieve entità. Il più grave, o ancor meglio, il più spettacolare che non ha causato alcun danno alle persone, l’uscita di strada di un pullman a Loiri. A Palau c’è stato il trasporto di una dializzata all’ospedale di Olbia. A Porto San Paolo, una pattuglia della forestale ha soccorso i ragazzi della scuola elementare, aperta nonostante l’ordinanza di chiusura. A Bortigiadas, sempre una pattuglia della forestale, ha portato scorte di pane in diverse frazioni del paese e nella frazione di Lu Falzu è stato soccorso un trattore bloccato. Un altro intervento è stato effettuato a Balascia, alle pendici di Limbara: uno spazzaneve della forestale ha rotto l’isolamento di quattro famiglie liberando gli accessi ai loro stazzi. A circa un chilometro da Sant’Antonio infine, sulla direttrice per Tempio, la pattuglia di Calangianus è dovuta intervenire a regolare il traffico, interrotto da un groviglio di auto finite di traverso a causa del ghiaccio. Per quanto concerne la città, ancora una volta, sugli scudi, la protezione civile ed il comando della polizia municipale che, già alle undici avevano liberato dalla neve quasi tutte le vie della città. Un chiaro esempio, ha detto il segretario comunale, Silvano Aisoni, di quanto possa premiare la sinergia e il coordinamento. Per oggi è stata chiesta alla Provincia un’ordinanza urgente che vieti di salire a Vallicciola alle auto senza catene. Soddisfatti del lavoro svolto anche il sindaco Frediani e Giancarlo Muntoni che pensano di ripetere l’esperienza del Coc anche in estate, quando il nemico da combattere è il fuoco.

  • 13/01/2010
  • 13/01/2010
  • TEMPIO. La Congregazione missionaria Figlie di Gesù Crocifisso, che gestisce la “Casa della Letizia” cittadina, ha sollevato dall’incarico la direttrice dell’istituto e mandato in ferie i due dipendenti.


    La drastica e rapidissima decisione è stata presa poche ore dopo la notizia dell’inchiesta sui presunti maltrattamenti agli ospiti della casa di ricovero.
    A dirigere la struttura religiosa è, da ieri, la superiora suor Celeste Quidacciolu, che sarà affiancata nel suo compito da suor Luigia Leoni, direttrice della Caritas diocesana e già rappresentante legale della struttura caritativa.
    Nel frattempo, questa mattina, i tre indagati saranno sentiti dal magistrato inquirente, un’interrogatorio atteso dagli interessati - che sono assistiti dagli avvocati Margherita Orecchioni, Angelo Merlini e Salvatore Diana - e dalla curia gallurese, che sul caso ha subito preso le distanze in attesa dei doverosi chiarimenti della magistratura.
     «Nel pieno rispetto del lavoro degli inquirenti - si legge in un comunicato diffuso dall’ufficio stampa del vescovado - e in un rapporto di massima fiducia nella giustizia, i vertici della Congregazione si augurano di poter addivenire quanto prima alla scoperta della verità. Le Figlie di Gesù Crocifisso in questi anni hanno sempre svolto il servizio ai malati di Casa della Letizia non come un lavoro, ma come missione umana e cristiana in favore dei più bisognosi, missione che ha sempre qualificato la presenza e il servizio veramente missionario di queste suore, nate e cresciute nel capoluogo gallurese. A questi fratelli bisognosi, così amati dalla città, deve essere rivolta ogni attenzione ed ogni tutela. Con le nuove nomine, la Congregazione missionaria Figlie di Gesù Crocifisso si augura di poter garantire alla Casa della Letizia un servizio, nel dovuto silenzio e nella necessaria tranquillità».  A garantire la serenità dei ricoverati, oltre alla neo madre superiora, ci sarà suor Luigia Leoni, stimatissima per le opere a favore dei bisognosi e l’umanità profusa in ogni sua attività.

  • TEMPIO.Una parte degli iscritti tempiesi del Pd si confronterà oggi, alle 17,30, nel corso di un’assemblea convocata nella sala conferenze dell’ufficio beni culturali in via Villamarina. Lo comunica Gesuino Careddu, ex consigliere comunale e oggi iscritto al circolo tempiese del partito. «Si tratta di un’iniziativa completamente autonoma - spiega - pensata e proposta da una parte degli iscritti al partito. La speranza è che all’incontro partecipino numerosi anche altri iscritti non direttamente coinvolti, i dirigenti cittadini e provinciali, i consiglieri regionali ed i parlamentari del territorio». La relazione introduttiva, sulla quale poi si svilupperà il dibattito, sarà dello stesso Careddu: «Esaminerà i problemi generali del paese e quelli del partito», dice.
     Anche se convocata da una parte della base e non dalla segreteria, è la prima riunione pubblica che si tiene a Tempio all’interno del Pd dopo la tempesta creatasi in città, all’indomani della burrascosa assemblea provinciale che avrebbe dovuto sancire la nascita di un triunvirato e che aveva invece rivelato profonde divergenze fra le diverse “anime” del Pd, con la presentazione di un documento contenente le firme non autografe di Romeo Frediani e di Maura Castagna. Mentre il primo, pur affermando di non avere mai firmato, disse di condividere il contenuto del documento, la seconda, presidente del consiglio comunale, stigmatizzò sia la contraffazione che il metodo poco ortodosso. (a.m.)

  • di Tonio Biosa wTEMPIO Prende il via domani sera, al teatro del Carmine, con inizio alle 21.00, la stagione di prosa 2012-2013 organizzata dalla Cedac e dall'amministrazione comunale. Sei le rappresentazioni in cartellone previste, assieme e due serate di danza classica. Si parte con un'opera dal titolo molto famoso, "Kramer contro Kramer", se non altro perché suscita il ricordo del celebre film del 1978 con Dustin Hoffman e Meryl Streep, anche se la trasposizione teatrale, pur con richiami alle situazioni cruciali, non ne è un remake. Il testo teatrale è stato scritto da Avery Corman, già autore del romanzo da cui è era stato tratto il film, e giunge nei circuiti italiani nella traduzione di Masolino D'Amico. E a poche ore dal primo atteso appuntamento con la stagione di prosa, il sindaco Romeo Frediani e l'assessore comunale alla cultura, Roberto Cossu, hanno comunicato che l'amministrazione comunale ha rinunciato ai biglietti omaggio tradizionalmente nella loro disponibilità, per devolverli in favore delle associazioni che operano nel volontariato e che ne facciano richiesta. Secondo gli amministratori, infatti, è opportuno facilitare l’accesso alla cultura anche a chi eventualmente non avesse i mezzi per pagare il biglietto. Un gesto piccolo ma significativo che verrà certamente apprezzato. Gli interpreti di "Kramer contro Cramer" sono Daniele Pecci e Federica Di Martino con la partecipazione Francesco Borgese nel ruolo del piccolo Billy Kramer, Fulvio Falzarano, Francesca Romana Succi, Raffaele Latagliata, e Adriano Evangelisti. La regia è di Patrick Rossi Gastaldi. Il tema svolto, che fece molto scalpore ai suoi tempi quando l'emancipazione femminile era assai meno progredita di oggi, è rimasto di grande attualità, grazie anche alla finezza con la quale l'autore lo svolge. Una giovane donna è costretta a dedicare tutta la sua esistenza al figlioletto perchè il marito ha un suo lavoro che, mentre lo assorbe, non gli consente l'indipendenza finanziaria necessaria a prendere un aiuto in casa. Sarebbe una situazione normale in una società antiquata, di tipo patriarcale, ma siamo nella moderna New York e Joanna si sente frustrata, intrappolata , né riesce a far capire al marito la portata del suo disagio. Così prende la clamorosa decisione di piantarlo in asso per cercare di rifarsi una vita indipendente. Il che comporta anche liberarsi dal vincolo del bambino. Superata la sorpresa e l'indignazione per la decisione della moglie, Ted scopre di non essersi mai reso conto della portata dell'impegno della donna. La biglietteria del Carmine resterà aperta dal pomeriggio del giorno della rappresentazione. Per informazioni e prenotazioni: 079.631580, 079.630377 o 328.1503742. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

  • TEMPIO. «Gli stazzi: epopea di una civiltà senza tempo». E’ il titolo dell’ennesima fatica letteraria di Pasquale Ciboddo, “mastru di scola” che4 ha dedicato una vita alla cultura autoctona ed originale del microcosmo rurale della Gallura degli gli stazzi. E’ stata pubblicata di recente dlla “Edes” di Sassari e segue una lunga serie di altri testi incentrati sul medesimo ambiente ed i suoi rappresentanti, «minori e manni», insigni e meno insigni ma tutti egualmente rappresentativi.
     Ed ecco ancora, in quest’ultima sua fatica di scrittore-narratore, la sequela di ritrati di circa un centinaio di figure da quelle storiche e note come Garibaldi e La Marmora, Grazia Deledda e Padre Manzella a quelle d’ambito locale e noti solo a livello di «cussorgia» ma fortemente rappresentative di un’epoca ormai scomparsa.
     Un valore documentaristico a futura memoria al di là della valenza artistica dell’opera dello scrittore gallurese.
     «Pasquale Ciboddo, interprete della Gallura e dell’umanità degli stazzi - scrive il critico letterario Eugenio Maria Gallo nella prefazione del libro - con questi racconti ritorna al proprio mondo, a quella civiltà che è la sua vera musa ispiratrice, e vi si accosta attraverso la dimensione della memoria che ne conserva ancora intatti i fotogrammi». (t.b.)

  • TEMPIO. Un cuoco, tre falegnami, un elettricista e diversi manovali. E’ la forza lavoro che, dall’inizio del mese, si occupa quotidianamente di allestire il nuovo carcere di Nuchis, la cui apertura viene annunciata e rinviato di mese in mese. I lavoratori sono tutti detenuti, che prestano la loro opera regolarmente pagati e in regola con i versamenti assicurativi e previdenziali. Una decina di persone che stanno arredando le celle e gli spazi comuni, ma anche effettuando quelle operazioni propedeutiche all’apertura della nuova casa circondariale. Ogni giorno lasciano la “Rotonda” di Tempio, accompagnati dalla polizia penitenziaria, per recarsi al lavoro. Un progetto, questo, che potrebbe essere ampliato una volta che Nuchis aprirà i battenti, con l’impiego degli “ospiti” negli opifici della zona che aderiranno alle richieste del Provveditorato regionale. Queste operazioni hanno però un’altra faccia della medaglia: essendo pochi gli agenti in servizio alla vecchia “Rotonda”, 17 detenuti sono stati smistati nelle carceri di Sassari e Alghero, in attesa che il ministero provveda a completare gli organici.
     Nelle prossime settimane saranno pubblicati gli interpelli, ovvero le richieste di trasferimento all’interno del corpo della polizia penitenziaria, e sono in molti, stando alle indiscrezioni, a voler prestare servizio in città. Nulla di ufficiale, comunque, perchè l’apertura della casa circondariale, secondo le disposizioni del Provveditorato regionale, è un evento coperto da misure si sicurezza. «L’inaugurazione - dicono al Provveditaorato, sarà invece un fatto pubblico, alla presenza del ministro guardasigilli».

  • TEMPIO. «Rinaggiu deve tornare alla piena e libera fruizione della città». A chiederlo è stato il Comitato civico “Essere cittadini” nel corso dell’incontro indetto da Paolo Sanna, ingegnere, presidente regionale del movimento “Liberiamo l’Acqua” e presidente del Comitato civico.
     «Intorno al tema sulla libera fruizione delle fonti e degli spazi del compendio di Rinagghju - ha spiegato Paolo sanna -, il dibattito è stato ampio e articolato. Tutti i presenti hanno convenuto sulla opportunità di creare un complesso polifunzionale, aperto ad una serie di iniziative di carattere culturale e sociale».
     Paolo Sanna dice che dal dibattito è scaturita una posizione comune «fortemente condivisa, che chiede la restituzione di Rinaggiu alle popolazioni di Tempio e della Gallura, il libero accesso alle fonti e all’intero comparto, oltre all’affidamento delle strutture a enti e cooperative che operino sotto il diretto controllo dell’amministrazione comunale, coadiuvata da una rappresentanza dei cittadini. É sicuramente da abbandonare dagli attuali amministratori - afferma deciso Paolo Sanna -, ogni idea di una nuova cessione a imprenditori privati».
     Nel convegno è stata anche sottolineata la necessità di prediusporre gli interventi urgenti sull’area delle fonti, per renderle pienamente fruibili da subito, in condizioni di decoro e sicurezza.
     Lunga e dettagliata è stata la la lista delle cose che il Comitato ha presentato all’Amministrazione comunale.
     «Nello specifico chiediamo - scrive nel suo comunicato il presidente Paolo Sanna -, la rimozione immediata dell’esistente portale d’ingresso. Il ripristino delle fonti a valle, oggi non più funzionanti e in stato di totale abbandono. La riqualificazione e l’agibilità dell’area delle fonti e della pineta circostante, anche con la messa a dimora di nuove piante che sostituiscano quelle cadute. Il ripristino dei servizi igienici, la sistemazione e l’ampliamento dell’area destinata a parcheggio e una nuova fermata dell’autobus delle linee urbane, di fronte all’ex hotale della fonti. E ancora la pulizia e la riqualificazione dell’area circostante gli edifici e tutti gli impianti sportivi, una pista ciclabile, campetti per il calcio a cinque, piscine e il ripristino del parco giochi per bambini, attrezzatissimo, distrutto dai vandali e mai entrato in funzione». L’elenco di Paolo Sanna, redatto a nome del Comitato civico, prosegue ancora con una serie di richieste fra cui spiccano quella di trasformare Rinagghju in un centro di aggregazione - sull’esempio del “Fausto Noce” - di Olbia, oltre quella di utilizzare le strutture già esistenti per attività artistiche e sociali.

  • TEMPIO. La mascotte del Carnevale tempiese è il “Gallo Peppino”. La scelta del nome - in memoria dello scomparso Peppino Sechi, il musicista e cantante che a scritto le colonne sonore degli ultimi trent’anni del carnevale - è stato selezionato attraverso Facebook. Per tutti la mascotte disegnata dall’artista di Aggius, Simone Sanna, oltre ad avere il compito di rappresentare il Carnevale, ha anche il compito di ricordare Peppino Sechi, scomparso lo scorso 21 dicembre. Ora il “Gallo Peppino” è pronto, e la mascotte sarà presentata in una conferenza stampa il prossimo 21 gennaio. In quella occasione saranno resi noti i componenti della giuria destinata a selezionare il miglior carro, e illustrato il regolamento dell’edizione 2012. Il Carnevale Tempiese 2012 è organizzato dalla Ats che comprende Comune, l’associazione carrasciali, l’associazione amici della cartapesta, l’associazione carrascialai timpiesi e l’associazione Commercio 2000.

  • TEMPIO. Dopo gli interventi delle minoranze consiliari, che lamentavano d’essere state invitate alla conferenza stampa del carnevale nell’imminenza della stessa, il sindaco Romeo Frediani replica alle osservazioni di Anna Paola Aisoni e Francesco Quarnienti, Lista civica per Tempio e Tato Usai, Alternativa per Tempio. «I consiglieri comunali - dice Frediani -, hanno l’obbligo di tenersi informati. Il mio richiamo, anche se tardivo, a partecipare all’evento aveva lo spirito di ricordare ai medesimi che la loro presenza sarebbe servita a dimostrare agli ospiti che il carnevale tempiese è della città, e quindi scevro dagli schieramenti politici». Romeo Frediani accusa le minoranze di aver innescato una inutile polemica e respinge la critica d’aver utilizzato il salone di rappresentanza per la conferenza. «Sono convinto - conclude il sindaco - che la scelta sia stata quella giusta. Le pareti non si consumano certo per questi eventi». (a.m.)

  • TEMPIO. Una gara d’appalto per un intervento molto atteso: la riqualificazione dell’impianto integrato di trattamento dei rifiuti urbani e delle acque reflue di Parapinta, nella zona industriale. L’ha indetta l’Unione dei Comuni «Alta Gallura» che, con ditte specializzate, gestisce la struttura che raccoglie rifiuti solidi urbani provenienti anche da numerosi centri dell’Anglona, della Valle del Coghinas e del Sassarese. Il costo dell’intervento è rilevante, oltre 26 milioni di euro, erogati dalla Regione Sarda. L’intervento è necessario per eliminare i miasmi ammorbano l’aria intorno alla Zir e nelle campagne intorno, arrivando a lambire gli abitati di Tempio, Nuchis, Luras e Calangianus.
     L’impresa aggiudicataria è chiamata alla progettazione esecutiva, al coordinamento in fase progettuale, all’esecuzione dei lavori e alla fornitura per le opere edili e l’impantistica. Nell’appalto inoltre rientra la gestione novennale dell’impianto, compreso il periodo necessario all’esecuzione dei lavori. Le offerte dovranno pervenire all’Unione entro mezzogiorno del 23 marzo. Una settimana dopo, alle 9.30 del 29 marzo, avverrà in seduta pubblica, nella sede dell’Unione, l’apertura delle buste. Responsabile del procedimento è la dirigente Jeanne Francine Murgia. Non resta che sperare nell’esito positivo della gara d’appalto. Di un passo importante nella risoluzione dell’annosa questione parla il presidente di turno dell’Unione, Antonio Scano, sindaco di Calangianus. «É noto a tutti - spiega - che questo costoso intervento, pur necessario e non rinviabile, ha una validità ed una efficacia limitate nel tempo. La vera grande questione che si pone è una diversa collocazione dell’impianto, lontano dai centri abitati, dalla Zir e da orti e vigneti. Questo l’obiettivo dell’Unione i cui amministratori caldeggiano costantemente presso l’assessorato all’ambiente della Regione, dimostratosi sensibile al problema e alle nostre esigenze. Il costo preventivato superava i 25 milioni di euro, destinato comunque a lievitare».

  • TEMPIO. Suor Maura, al secolo Sebastiana Chessa, la religiosa che sino a ieri dirigeva la Casa della Letizia, si è seduta davanti al magistrato inquirente e in due ore ha ripercorso i suoi sei anni di dirigenza. «Mai commesso abusi su nessuno, men che meno affamato gli ospiti dell’ospizio».
    Il sostituto procuratore della Repubblica Elisa Calligarsi ha fatto verbalizzare quanto detto dalla ex direttrice dell’istituto religioso da due sottufficiali dei carabinieri.Un lungo e drammatico racconto, a tratti rotto dalla dalla commozione ma fermo nel respingere ogni accusa di abuso.
     «Gli ospiti dell’isituto sono un bene prezioso, da sempre tutelati anche contro le loro stesse intemperanze, trattandosi di persone affette da problemi mentali. Sarà accaduto - ha spiegato la suora al magistrato - che per calmare le ire di qualcuno i miei collaboratori siano intervenuti energicamente, ma questo sempre per garantire l’incolumità fisica degli altri ricoverati. Non abbiamo mai mandato nessuno a letto senza cena, tantomeno inferto loro sofferenze ulteriori a quelle che le sono state assegnate dalla divina provvidenza. In un caso i miei collaboratori hanno provveduto anche a curare le piaghe da decubito di un ospite, che era rimasto ricoverato a lungo in ospedale, rientrando fortemente provato dalla degenza». Il difensore dalla religiosa, l’avvocato Angelo Merlini, ha chiesto al magistrato un incidente probatorio nel quale verranno esaminati i filmati di alcune telecamere sistemate dai carabinieri in diverse zone dell’istituto. «Risponderemo ad ogni domanda su casi specifici, così come abbiamo fatto ieri, ma escludo sin d’ora che la mia assistita abbia acconsentito all’uso di violenza o altre forme di costrizione nei confronti dei ricoverati, che sono stati sempre trattati con il massimo rispetto e cura». Paolo Gualdi, uno degli educatori indagati (difeso dagli avvocati Angelo Merlini e Margherita Orecchioni), si è invece avvalso, per il momento, della facoltà di non rispondere, in attesa dell’incidente probatorio. Rinviato, per indisponibilità del difensore (l’avvocato Salvatore Diana), il confronto con il terzo indagato, Alessandro Ricco. I tre sono indiziati di maltrattamenti e vessazioni nei confronti dei disabili mentali che sono ospitati nella Casa della letizia, una istituzione religiosa presente in città sin dagli anni Cinquanta, affidata alla gestione della congregazione missionaria figlie di Gesù crocefisso, ordine dell quale fa paerte Sor Maura.
     L’incidente probatorio sarà fissato in tempi brevi, e in quell’occasione i filmati delle telecamere installate dai carabinieri saranno visionati da indagati e avvocati.

  • TEMPIO.Quando mancano poche ore alla sfilata inaugurale del Carrasciali in programma giovedì, negli hangar si lavora a ritmo continuo per presentarsi al meglio ai nastri di partenza della sei giorni. Come per Saremo e tutte le manifestazioni molto attese, anche per Lu Carrasciali timpiesu fioriscono i “si dice”. La verità assume in alcuni casi contorni sfumati ed è difficile capire se le dicerie siano attendibili o rientrino nello scherzo... di Carnevale.
     Corrisponde sicuramente al vero, anche se l’Ats che organizza le sfilate ha tentato di tenerlo segreto, l’ordine di uscita dei dodici carri allegorici nelle giornate di giovedì e domenica. Eccolo: La Greffa di Palittoni con il carro “Parlament Rock”; il Gruppo folk con “Re Silviño du Brasil”; La Cionfra con “Pinocchio nel Paese dei balocchi”; gli Amici di Daniele con “Gran casinò”; I Vampiri con “Titanic” (per certi versi profetico, in quanto ideato in tempi non sospetti, prima del’incidente alla Concordia). Quindi: la Vecchia Guardia con “Il principe Monteduro e l’ultima crociata”; New Group con “Tomorrow is Land”; la Gang con “Robin Hood”; The Crazy Carnival con “Gnomeo e Giulietta”; La Burrula Agghjesa con “Li tre muscatteri”; La Tribù con “Poker Faces-Viva Las Vegas”; Quelli del carnevale con “Welcome to burlesque”.
     Stando sempre ai si dice, ma è la tradizione della festa tempiese a confermarlo, ai dodici carri ufficiali se ne aggiungeranno durante la sfilata altri, così come gruppi estemporanei che con i figuranti dei carri a concorso saranno l’anima della festa. In tutto io figuranti potrebbero essere ben cinquemila, stando alle voci provenienti da radio hangar, solitamente ben informata. Confermata anche un’altra novità: l’annuncio dei carri vincitori non sarà dato più nell’ultimo giorno di Carnevale, ma nel pomeriggio di lunedì 20. Così il martedì grasso i carri sfileranno in ordine di classifica. Lo scorso anno infatti il ritardo nel pronunciamento dei vincitori provocò dei vuoti nello svolgimento della manifestazione in attesa del rogo di Re Giorgio.
     Domani Rai regione trasmetterà un servizio sul carnevale, domani nel programma delle 7 “Buon giorno Sardegna”. La sfilata di domenica verrà trasmessa dal 5 Stelle, mentre la sfilata di martedì sarà appannaggio di Videolina. Ampi servizi sull’evento infine, con programmi, interviste e servizi dagli hangar vengono trasmessi dall’emittente locale Radio Tele Gallura.

  • TEMPIO.Il primo certificato con timbro digitale è stato “rilasciato” ad un cittadino che lo aveva richiesto da casa poco dopo le 12,30. Mezzora dopo la conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa tenuta dal sindaco Romeo Frediani con il segretario generale Silvano Aisoni, la vice segretaria Nicoletta Pisciottu, l’ufficiale d’anagrafe Valentina Pirredda e i tecnici del centro elaborazione dati del Comune: si trattava di un certificato di nascita.
     Il servizio consentirà di richiedere da casa, tramite il proprio computer, ben 19 diversi tipi di certificati: cittadinanza, matrimonio, morte, nascita, anagrafico di cittadina e residenza, stato libero, anagrafico di vedovanza, contestuale di matrimonio, cumulativo Aire, emigrazione iscrizione liste elettorali, residenza, storico di residenza per deceduti, stato di famiglia e stato di famiglia Aire. Da parti di tutti la giusta soddisfazione per essere riusciti a portare a compimento e rendere operativa un’iniziativa che colloca il Comune di Tempio ai primi posti in Sardegna nell’offerta di semplificazione burocratica. «Un cammino - dicono Frediani e Aisoni non ancora concluso e che si spera di poter arricchire, entro l’anno, di altre importanti offerte tese a rendere meno complicato il rapporto fra cittadini e burocrazia». Per accedere al servizio sarà necessario iscriversi con i propri dati, sul sito internet del Comune, che invierà una password da modificare al primo collegamento. Entro pochi minuti dalla richiesta, sull’indirizzo e-mail dell’utente comparirà il certificato richiesto, fornito di una sorta di codice a barre che lo rende non falsificaile. Il certificato ha validità solo nei rapporti tra il cittadino ed enti o istituzioni private (banche, assicurazioni o aziende). Non ha valore invece con quelle istituzioni con cui il rapporto è già regolamentato tramite l’autocertificazione. Il Comune di Tempio è il terzo in Sardegna, dopo Cagliari e Sassari, ad adottare e il protocollo d’intesa per il servizio. (a.m.)

  • TEMPIO.In aumento da qualche tempo i disagi per chi ha necessità di prenotare visite o pagare ticket nell’ospedale cittadino “Paolo Dettori”. Gli sportelli Cup abilitati, che oriuginariamente erano tre, sono prima divenuti due ed ora si sono ridotti a uno soltanto. Le file, che nessuno si attende brevissime, si sono così fatte interminabili, anche di ore.
     Sempre più frequenti e motivate, quindi, le lamentele provenienti soprattutto dagli utenti provenienti dai centri del circondario, che spesso programmano di concentrare nella stessa mattinata il pagamento del ticket, la visita in reparto e altre faccende private. Ma, considerate le lungaggini nel pagamento allo sportello, la visita spesso salta e costringe i pazienti ad un altro viaggio. La situazione non è ignota ai responsabili della direzione sanitaria del “Paolo Dettori” che, stringendo le spalle, si limitano a dire che non si tratta di questioni di carattere sanitario ma amministrativo. Non dipendono da Tempio ma dalla direzione Asl di Olbia. Che risponde così: «Da alcuni giorni, per cause non programmabili, uno degli operatori agli sportelli si è assentato per motivi di salute; questo ha portato all’improvvisa assenza di una persona, che ha costretto l’azienda, in via eccezionale e provvisoria, a chiudere uno dei due sportelli operativi. L’azienda si scusa ed assicura che nei prossimi giorni verrà attivato nuovamente il secondo sportello».
     Chi, suo malgrado, frequenta gli sportelli Cup del “Paolo Dettori”, sa però che la realtà è ben diversa ed è convinto che l’assenza per questioni di salute di un operatore non possa giustificae la riduzione degli sportelli funzionanti. Sarebbe ora quindi che della questione si occupino anche il presidente del distretto sanitario di Tempio e gli amministratori locali.

  • TEMPIO. L’ospedale civile di Tempio verrà potenziato. Il manager della Asl, Giovanni Antonio Fadda, il direttore sanitario Maria Serena Fenu e il direttore amministrativo Giorgio Tidore, accompagnati dal consigliere regionale Andrea Biancareddu, hanno ascoltato le richieste dei direttori dei servizi ospedalieri, prendendo nota delle carenze di organico, in particolare nei reparti come la Medicina e il Pronto Soccorso.
     In tempi brevi verranno banditi i concorsi per il personale del Pronto Soccorso e di Anestesia Rianimazione. «Attendiamo che la Regione ci dia una risposta in merito al nuovo atto aziendale che ci consentirà di progettare un diverso sviluppo della sanità», ha detto il manager Giovanni Antonio Fadda. La Asl intende potenziare i servizi per alcune patologie, quali l’ictus e le fratture di femore. Per la cardiologia si parla di un laboratorio per lo scompenso cardiaco e di diagnostica cardiovascolare, cardio-oncologia e gestione sincope. Compatibilmente con le risorse disponibili la Asl gallurese amplierà la riabilitazione e lungodegenza riabilitativa. Per il Pronto soccorso è invece prevista l’attivazione del servizio di osservazione breve e intensiva e un dipartimento di Urgenza-emergenza, definito un’area salvavita. In previsione di creare posti letto intensivi polivalenti, che renderebbe più sicura l’attività chirurgica. Una precisazione è stata fatta anche sul punto nascita del “Paolo Dettori” che resterà in città, tenendo conto di come la Regione Sardegna recepirà le direttive dell’accordo Stato-Regioni sulla ristrutturazione della rete dei punti nascita. «Stiamo valutando la possibilità di rendere più attrattivo questo centro, offrendo maggiori servizi come la terapia del dolore o del parto analgesia». (g.p.c.)

  • TEMPIO. La verifica di stabilità della caserma dei carabinieri è stata chiesta dal comandante provinciale dei carabinieri, colonnello Francesco Atzeni. Ad effettuarla un ispettore dei vigili del fuoco, accompagnato da un collega dell’Arma, che stilerà il suo rapporto nelle prossime ore.
     A rischio, nel vecchio edificio di viale Don sturzo costruito oltre trent’anni fa, ci sono diverse stanze. Le infiltrazioni d’acqua rendono problematico l’intervento, tanto che alcune camere sono state evacuate e chiuse in attesa delle opere di manutenzione straordinaria che tardano ad arrivare. Ma è l’agibilità dell’intero stabile che viene messo in dubbio, con grande preoccupazione per il comandante provinciale dei carabinieri che, ieri, ha presenziato ai controlli di verifica tecnico-strutturale. «É un dovere garantire ed assicurare la sicurezza dei miei uomini - ha spiegato il colonnello Francesco Atzeni - oltre a provvedere che ognuno di essi operi in condizioni dignitose sul posto di lavoro».
     Il comandante provinciale ha poi avuto l’ennesimo incontro con gli amministratori cittadini, con i quali ha discusso a lungo sull’opportunità, ormai poco remota, di trasferire i suoi uomini in una nuova struttura. Individuata nella “palazzina comando” della Pischinaccia, recentemente ristrutturata dal Comune di Tempio e “adattabile” alle esigenze dell’Arma, che hanno necessità di uffici spaziosi, sale mensa e ricreazione, alloggi di servizio, foresteria e camere di sicurezza, oltre ai locali dove parcheggiare le tante auto e i camion di servizio. Con poche e opportune modifiche la “palazzina Comando” potrebbe risolvere una situazione che, nella vecchia caserma, è andata ad incancrenirsi anno dopo anno. I lavori di manutenzione straordinaria richiesti dai vari uffici sono stati quasi sempre disattesi dalla proprietà dell’immobile, che si è limitata, negli anni, a tinteggiare gli esterni ed effettuare riparazioni sul tetto. Il problema è stato affrontato con decisione dal comandante provinciale dei carabinieri, il quale ha chiesto una ispezione tecnica all’esito della quale verranno prese - entro pochi giorni - le decisioni del caso. L’ipotesi più accreditata è che i carabinieri potrebbero lasciare la storica caserma di viale don Sturzo per spostarsi nella parte alta della città, nella ex caserma dell’esercito, dove gli spazi non mancano.
     Dopo il problema della caserma dei carabinieri, in via di risoluzione, si sta per affrontare quello del commissariato di pubblica sicurezza, anche questo ospitato in un locale che ha circa quarant’anni.
     Nei giorni scorsi, dopo l’evacuazione del commissariato di Olbia per i fumi causati da un cortocircuito, le organizzazioni sindacali di categoria hanno puntato l’indice anche sul commissariato di Tempio. Dove poco o nulla, a partire dagli infissi e dall’impianto elettrico, è a norma di legge.
     Anche in questo caso l’amministrazione potrebbe mettere a disposizione uno dei tantissimi immobili del patrimonio comunale.

  • TEMPIO. La conferenza dei capigruppo indetta dal presidente del Maura Castagna per convocare il consiglio comunale, si è conclusa con un nulla di fatto. Le minoranze consiliari hanno avanzato una richiesta di convocazione urgentissima del consiglio per domani, giovedì 15. All’ordine del giorno un solo punto. Caserma dei carabinieri, esame della situazione di fatto e provvedimenti. Il nulla di fatto scaturito nella conferenza dei capigruppo è stato causato, come ha spiegato il presidente, dalla mancata presentazione da parte della maggioranza di punti da inserire nell’ordine del giorno. La riunione di un Consiglio comunale urgente era stata proposta unitariamente, senza atti ufficiali, mercoledì scorso, dalle due minoranze per portare in discussione l’attentato incendiario all’assessore Angelo Cossu e le problematiche inerenti la caserma dei carabinieri, la sede del commissariato e dell’Ispettorato forestale. Il sindaco Romeo Frediani aveva risposto affermando che gli argomenti, per la loro «complessità e delicatezza erano già da tempo all’attenzione della giunta». Romeo Frediani aveva affermato Frediani che su tutto ci sarebbe stato un attento dibattito, senza però indicare i tempi dello stesso. Intanto la situazione, grave per la caserma dei carabinieri, sembra precipitare anche per il Commissariato di Tempio, già da tempo giudicato non più idoneo dai sindacati di Polizia. (a.m.)

  • 15/01/2010
  • 15/01/2010
  • TEMPIO.Lunghe attese per il pagamento dei ticket e per le prenotazioni delle visite all’ospedale «Paolo Dettori». E notevoli disagi per l’utenza, tanto da portare a saltare visite e appuntamenti. Problemi soprattutto per i pazienti meno giovani e per quelli provenienti dai centri più lontani dell’hinterland. La causa delle file sarebbe la carenza di personale addetto agli sportelli. Dei tre-quattro previsti, quelli realmente operativi sono due, a volte uno solo. Essendo generalmente affidati a personale precario, alla conclusione del rapporto di lavoro si verifica spesso la loro tardiva o mancata sostituzione, creando vuoti e carenze. Tante le lamentele, unite ai raffronti con altre realtà dell’Asl 2, in particolare con Olbia. Disagi che si sommano ai tempi biblici per effettuare alcuni tipi di visite, per cui passano anche mesi. (t.b.)

  • TEMPIO.«Gli scempi compiuti sul Limbara sono innumerevoli e soprattutto sono stati compiuti in questi ultimi trent’anni, con il colpevole silenzio di chi invece doveva intervenire per convenzione, per competenza e anche per obbligo sociale». A parlare è Nicola Luciano, capogruppo in consiglio dei Comunisti Italiani. «Questo, come cittadini impegnati nella difesa dell’ambiente non possiamo più tollerarlo. Occorre un radicale cambiamento di rotta». 
     Il gruppo del Pdci rompe gli indugi sul degrado ambientale della montagna e chiede alla giunta Frediani e al consiglio un impegno più fattivo e puntuale. «Lo dobbiamo - alla città che ci ha chiesto di amministrarla e ai nostri figli, cui non possiamo lasciare i frutti della nostra incuria». Spiega ancora Luciano: «Il Limbara deve essere per la città ed il territorio, oltre che un sito naturalistico importante, anche una meta turistica ambita, fonte di lavoro e di reddito. Perché ciò si avveri, però, è necessario che gli amministratori per primi credano a questi concetti sollecitando l’Ente foreste (concessionario dell’area sino al 2027) a prendersi davvero cura del compendio con interventi continuativi, mirati e concordati con l’amministrazione».
     Nicola Luciano, che è anche segretario provinciale del partito, già delegato regionale al congresso nazionale e presidente della commissione comunale all’ambiente, per dare forza al messaggio, ne parla proprio sul monte Limbara, ai piedi di una collina sventrata dalle ruspe per realizzare una stazione radio interforze. L’opera è stata realizzata senza alcuna concessione edilizia e senza alcun permesso. Segreto militare fu risposto a suo tempo al consiglio comunale di allora che aveva chiesto di capire cosa fosse successo. «A me - dice Luciano - poco importa sapere cosa si nasconda dietro il segreto militare. Mi scandalizza invece vedere in quale stato l’impresa costruttrice ha lasciato il terreno»: una collina sventrata, il paesaggio, l’assetto e la morfologia stessa del terreno completamente modificati. E tutt’attorno, per centinaia di metri ci sono rottami, detriti, gettate di cemento in quantità industriale, batterie esauste, ferro arrugginito. Persino un bagno chimico.
     «Se io, imprenditore edile, dopo un intervento dovessi lasciare in questo stato il sito dove ho operato, sarei arrestato - dice Luciano -. Non capisco perché sul Limbara invece sembra essere tutto lecito e consentito».

  • di Angelo Mavuli wTEMPIO Nel 2012 la polizia municipale ha elevato 3.029 sanzioni per violazione al codice della strada e ha già riscosso di 104 mila euro. Le altre sanzioni non pagate sono destinate a passare a ruolo e frutteranno al Comune, con ulteriori sanzioni e interessi, oltre 200 mila euro. Segnalate alla prefettura per la sospensione, 24 patenti. Decurtati 275 punti per inosservanza del rosso ai semafori e sosta negli stalli disabili. Rilevati 19 sinistri di cui otto, con feriti. Una sola persona denunciata per guida in stato di ebbrezza. I parcometri, gestiti dal comando della polizia locale nel 2012, hanno reso 115 mila e 552 euro su poco più di duecento stalli. Le cifre citate sono contenute nel “Report” annuale che il comando di polizia locale presenta all’amministrazione comunale con lo scopo di controllare e valutare la performance di ogni singolo settore. Un modo per monitorare l’andamento dell’attività istituzionale dell’ente e capire anche le criticità dei servizi erogati all’utenza. «Il report su un anno di attività -, dice Franco Casu, comandante della polizia locale -, non è solo una elencazione di sanzioni o cifre. Se ben esaminato, ci si renderà conto che si parla di una struttura che 365 giorni all’anno, con turni superiori alle 10 ore giornaliere, è sempre al servizio del cittadino e del territorio». In effetti a ben scorrere la relazione, i numeri, le pratiche, gli interventi non sono solo sanzioni e interventi punitivi ma evidenziano competenze nei campi più svariati (edilizia, ambiente, sicurezza pubblica, controllo attività produttive e tanto altro ancora), che appaiono sempre più sproporzionati rispetto ad un organico fermo ancora al 1983. 17 unità, di cui quattro ispettori, categoria D, 12 agenti, categoria C ed 1 responsabile in posizione organizzativa. Scorrendo ancora i numeri del report, da citare sicuramente oltre 6000 atti protocollati, un centinaio le ordinanze per viabilità, 63 contrassegni per disabili, 397 accertamenti anagrafici, 26 autorizzazioni(con adeguata vigilanza) per trasporti eccezionali, una decina gli accertamenti con relativo verbale di contestazione per abbandono di rifiuti speciali, 1.070 ore per servizio di vigilanza agli ingressi scolastici e infine(ma l’elenco sarebbe ancora lunghissimo) 300 controlli di occupazione suolo pubblico, 150 controlli di polizia edilizia e 50 controlli di polizia commerciale. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

  • TEMPIO.Il Partito della Rifondazione comunista propone la diversificazione degli scaglioni e le aliquote delle fasce di reddito nell’adozione dei provvedimenti finanziari previsti dal decreto legge “Salva Italia”. La richiesta, diretta alle amministrazioni comunali e alla Regione è contenuta in un comunicato emesso dalla segreteria provinciale a firma di Giampiero Cannas: «Da tempo - scrive - le regioni Piemonte, Lombardia, Liguria, Emilia Romagna ed Umbria applicano la progressione delle aliquote in base alle fasce di reddito. Cosa che invece non fa la Regione Sardegna che ha applicato sino all’anno scorso il massimo dell’aliquota per tutti i contribuenti (0,90 per cento). Dal primo gennaio, questa aliquota salita sino al minimo dell’1,23 per cento che dovrà essere innalzata retroattivamente per il 2011, viene applicata in forma indifferenziata senza tenere conto delle fasce reddituali».
     L’appello però è rivolto soprattutto alle amministrazioni comunali, alle quali Cannas propone di tener conto delle condizioni economiche di ciascuna famiglia e chiede che si pensi a tutelare le fasce più deboli articolando in cinque scaglioni l’addizionale comunale. «La proposta - dice ancora Cannas - è contenuta del resto nello stesso decreto “Salva Italia” nel rispetto del principio di progressività». Nel comunicato si fa un riferimento specifico all’Imu (ex Ici) per la quale Rifondazione comunista chiede che si tenga conto delle differenze di reddito e si applichino le stesse modalità consentite per l’addizionale comunale e regionale. (a.m.)

  • TEMPIO.La Fiera della Gallura-Mostra-mercato delle attività artigianali, commerciali e di servizio, resterà aperta dall’8 all’11 marzo, ospitata nella tensostruttura della Pischinaccia (foto) montata per il Carnevale. Organizzata dalla società “Aladino” di Alghero col patrocinio del Comune, mancava dal 2006, dopo esser comparsa per la prima volta nel 1999. Gli stand saranno oltre un centinaio, per un’area espositiva totale di 3000 metri quadri (2000 al coperto). Il costo di uno stand di 9 metri quadri è 500 euro. «L’intento - dicono gli organizzatori - è offrire una valida campionatura dei settori della produzione, del commercio e delle società di servizio, principalmente con aziende operanti nel territorio che vogliono promuoversi». Nelle edizioni precedenti la media di visitatori si aggirava sui 10.000. Gli orari: 16-21 21 (giorni feriali) e 10-21 sabato e domenica. (t.b.)

  • TEMPIO.La voglia di divertirsi non fa dimenticare le cose che contano. Il Carnevale di Tempio, al via domani con la prima sfilata dei carri, già impazza ma la follia di questi giorni non impedisce una scelta di impegno: tutte le sfilate verranno aperte da un striscione recante la scritta “Rossella libera”. Ad annunciarlo è stato Paolo Careddu, presidente dell’associazione “Carrasciali Timpiesu” nel corso dell’ultima conferenza stampa di ieri mattina.
     «Ci sembra doveroso - dice Careddu - tenere viva l’attenzione sulla vicenda della volontaria Rossella Urru, rapita il 23 ottobre scorso da un gruppo separatista di Al Qaeda nel Maghreb islamico ed esprimere alla famiglia della generosa ragazza la nostra affettuosa vicinanza». All’incontro finale in vista del Carrasciali, oltre al sindaco Romeo Frediani, anche Alessandro Achenza, art director della manifestazione, Roberto Cossu, assessore al turismo e il suo omologo provinciale, Giuseppe Baffigo. Già definiti i programmi, è servito soprattutto a smussare qualche angolo, ad esempio sulla questione dei finanziamenti provinciali (previsti 25 mila euro) e quelli regionali (finora totalmente assenti, mentre l’anno scorso il Carnevale fu inserito in un programma dell’assessorato competente). Ma anche per scherzare sulle polemiche scoppiate all’inizio dei lavori alcuni mesi fa, ma che sono andate via via attenuandosi con il passare dei giorni e man mano ci si avvicina alla inizio della manifestazione.
     Giuseppe Baffigo che nel suo intervento ha citato più volte la Pro Loco, come strumento finanziario della Provincia, ha anche affermato a chiare lettere che il carnevale tempiese resta anche il più importante della Provincia Olbia-Tempio. In risposta alla provocazione di Frediani che ha definito la kermesse tempiese “la più bella della Sardegna” rivendicandone la netta preminenza, Baffigo ha sottolineato che la Provincia ha assegnato al Carrasciali 25 mila euro a fronte dei soli 15 mila di Olbia, «il cui carnevale - dice - non ha certamente alle spalle la storia e le tradizioni che può invece vantare nel suo pedigree Tempio».
     Alla Pischinaccia gli operai lavorano al montaggio del teatro tenda e ieri è stata montata anche la tensostruttura in piazza Gallura. Tutto pronto, invece, anche al cineteatro Giordo che sabato notte ha ospitato una serata in onore di Giuseppe Sechi, lo chansonnier del Carrasciali recentemente scomparso.

  • TEMPIO.Nel suo genere, ripetutamente imitato e clonato, è unico in Sardegna, irraggiungibile nello spirito, nell’animazione, nella partecipazione, nel coinvolgimento e nella spettacolarità. Così lo scorso anno non faticò molto l’assessorato regionale al turismo ad inserire “Lu Carrasciali timpiesu” fra i carnevali sardi più importanti e di maggiore richiamo turistico in bassa stagione. dai carnevali pur importanti di altre culture isolane. A giudicare dalla denominazione, dai tempi di svolgimento, dalla personificazione e dal tipo di rappresentazione, il Carnevale di Tempio rientra nella tradizione dei carnevali italiani (come Venezia, Viareggio, Imola, Cento, Ivrea, Putignano) e degli altri paesi neolatini. Esula quindi dalla tradizione isolana. A partire dal termine che lo indica: Carrasciali infatti si rifà a Carnevale (Carnaval) più di quanto sia vicino al corrispondente sardo “Carrasegare”. Lo dimostrano personificazione di Re Giorgio, le fasi del processo per tutte le sue false promesse, prima fra tutte quella di matrimonio rivolta all’inizio del carnevale alla popolana Mannena, ingannata e rimasta incinta del futuro erede e re del Carnevale. Ed ancora, l’addebito delle malefatte e delle inadempienze dei Governanti e del Potere che Re Giorgio finisce per rappresentare ed impersonare. Di qui il giudizio e l’ineluttabile condanna al rogo. Nulla di ciò si ritrova nelle altre feste isolane, ma non stupisce, data la diversità della Gallura per esperienze storiche, costumi, tradizioni e parlata. E per la storica posizione di Tempio, città emancipata e colta, ed il ruolo di tanti tempiesi presso le corti e le cancellerie di diverse case regnanti, con le contaminazioni che ne sono derivate. Le tre sfilate di carri allegorici e di gruppi mascherati in un tripudio di gente e le maratone danzanti, sostitutive dei veglioni in maschera con la donna in domino padrona del campo, ne costituiscono l’aspetto più appariscente e caratteristico, motivo di coinvolgimento e partecipazione per i locali e di attrazione per migliaia di visitatori.

  • TEMPIO. Si allungano i tempi per la ripresa e la conclusione dei lavori per la realizzazione della residenza sanitaria assistita, già avviata da alcuni anni nel quartiere Mantelli e più volte interrotta. L’appalto per il comletamento della struttura da parte della Asl è ancora nella fase istruttoria, quindi l’avvio dei lavori, previsto per l’ionizio del 2012, slitta ulteriormente.
     «L’amministrazione comunale si è mossa entro tempi strettissimi per svolgere la parte che gli competeva - afferma l’assessore ai lavori Pubblici, Antonio Orecchioni -. Ci sono state tutte le riunioni utili e necessarie per le concessioni richieste, ivi compresa una variante del progetto originario. Speriamo che tutto rientri nei tempi stabiliti e che ci sia un recupero del tempo inutilmente trascorso. In città la Ras è una struttura sanitaria molto attesa».
     La decisione sulla sua nascita muove da da lontano. Nella prospettiva che il presidio ospedaliero di Tempio sarebbe stato ridimensionato a fronte del naturale accrescimento di quello di Olbia, la residenza sanitaria assistita era stata vista come un opportuno sostentamento dei servizi sanitari in città.
     Nella residenza sanitaria assistita dell’alta Gallura sarebbero confluiti i malati di lunga degenza dopo l’effettuazione di analisi ed interventi nei reparti specialistici ricadenti nelle normali strutture ospedaliere della Asl del territorio.
     Prese così avvio la sua costruzione, arrivata in tempi contenuti e seppure in gran difficoltà, ma la costruzione venne sospesa per inadempienze da parte della impresa appaltatrice.
     Per quattro anni si è attesa la ripresa dei lavori che, ancora, tarda ad arrivare in dirittura d’arrivo.
     Al di là della prospettiva dell’entrata in funzione dell’importante servizio socio-sanitario, essa è attesa anche per l’occasione di occupazione e lavoro che rappresenta per le diverse categorie di settore in un momento economico di gravissima crisi per la città e per l’intero territorio.
     Di qui l’auspicio, da parte di tutti gli interessati, che la situazione venga sbloccata in tempi ragionevoli.

  • TEMPIO. Il consiglio comunale, richiesto dalle minoranze consiliari per discutere dello stato di inefficienza strutturale della caserma dei carabinieri e degli altri edifici in cui sono alloggiati il commissariato e l’ispettorato Forestale, potrebbe svolgersi la prossima settimana. Ne è certo Franco Marotto, capogruppo della lista Alternativa per Tempio, visibilmente irritato per non avere ricevuto alcuna risposta ad una seconda richiesta di entrambe le minoranze per un consiglio comunale che si sarebbe dovuto svolgere nella giornata odierna. «Non riesco a capire - spiega Franco Marotto - quali impedimenti ci siano per convocare il consiglio comunale».
     La prossima riunione si annuncia comunque al calor bianco. Il consiglio comunale infatti non si riunisce dal 24 gennaio. Ipotizzabile da parte delle minoranze una nutrita serie di interrogazioni e interpellanze. Altri argomenti scottanti saranno sicuramente la caserma dei carabinieri ed il Puc impallatosi, pare, sull’individuazione del Coordinatore. Una sorta di giallo sul quale la maggioranza non ha ancora fatto conoscere le proprie scelte. (a.m.)

  • di Angelo Mavuli wTEMPIO Per il Limbara e tutte le altre zone galluresi poste sotto la giurisdizione dell’Ente Foreste, si annunciano importanti novità per quanto concerne il rimboschimento o la messa a dimora di nuove piante. Ad annunciarlo è Andrea Biancareddu, tempiese, dal 27 novembre scorso assessore regionale della difesa dell’Ambiente. Qualche giorno fa, Biancareddu, ha impartito all’Ente Foreste precise direttive affinché nei piani di sviluppo forestale sia espressamente previsto d’ora in avanti, l’impiego di essenze autoctone come la quercia da sughero. Tale impiego deve essere attuato non solo in caso di rimboschimenti ex novo ma anche in caso di riforestazione di siti, come ad esempio Limbara, o la Pineta di San Lorenzo, alberati a suo tempo con i classici “Pinus radiata”, ormai esausti e giunti alla fine del loro ciclo. «Le direttive impartite - dice Andrea Biancareddu - oltre che garantire la perfetta coerenza con i piani di ripopolamento forestale, assicurano anche una interessante prospettiva di resa economica per il territorio. Si pensi, ad esempio, agli introiti finanziari che il comune di Tempio, solo per citarne uno, potrebbe ricavare, anno dopo anno, dalla vendita del sughero». Andrea Biancareddu che rientra nell’esecutivo regionale dopo circa otto anni di assenza, non si limita a parlare dell’alta Gallura. Da politico navigato capisce quanto sia importante rivolgere l’attenzione non solo al territorio che lo ha espresso elettoralmente. Annuncia quindi una serie di altri provvedimenti che il suo assessorato ha già presentato o si prepara a presentare in giunta relativamente all’ambiente. «Da qualche settimana - spiega l’assessore -, ho accelerato anche l’iter per le azioni di recupero e valorizzazione dei fari e punti di avvistamento di Santa Teresa, La Maddalena, Palau, Arzachena e Golfo Aranci. Nei prossimi giorni, inoltre, presenterò in giunta una delibera che prevede uno specifico programma di valorizzazione culturale e turistica di queste pregevoli strutture». L’attività di Andrea Biancareddu si muove però anche su una serie di altri fronti che hanno come obiettivo la salvaguardia dell’ambiente. Massima attenzione sul passaggio delle petroliere nel canale tra la Sardegna e la Corsica. Nuovi indirizzi al Corpo Forestale che privilegiano gli aspetti educativi e di prevenzione. Recupero degli arenili sardi e nuove dotazioni di sicurezza per le aree di balneazione. Coinvolgimenti dei cacciatori in una gestione dell’ambiente che non sia penalizzante. «Sostengo un ambientalismo logico e non ideologico - conclude Biancareddu -dove uomo e ambiente convivano in pace». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

  • TEMPIO.Se nel Carnevale un po’ di sana follia non guasta, ciò non significa che non sia possibile divertirsi, e anche tanto, senza farsi del male con l’alcol. La Asl di Olbia lancia un appello contro gli eccessi e affida al Gallo Frisgjola, la mascotte del Carrasciali timpiesu, il compito di visitare le scuole cittadine per trasmettere il messaggio agli studenti. Nel 2009 furono 25 i ragazzi che si presentarono al pronto soccorso del “Paolo Dettori” con una diagnosi di etilismo acuto.
     Nel 2010 calarono a 10, ma lo scorso anno furono 15 nella sola giornata di Giovedì grasso, in prevalenza giovani. Il responsabile del pronto soccorso del “Dettori”, Elio Tamponi: «Il Carnevale fa parte della nostra tradizione, il divertimento non lo si trova però nell’alcol, ed è assurdo che soprattutto dei “bambini” finiscano all’ospedale. Invitiamo i genitori ad un più attento controllo dei propri figli». Attenzione anche alle basse temperature che, «associate all’alcol, aumentano il rischio di ipotermia», conclude Tamponi.
     «Accade purtroppo spesso che i giovanissimi bevano con lo scopo preciso di annebbiarsi la mente: «L’alcool è una sostanza tossica per l’organismo e nei soggetti che non hanno un’assuefazione alla sostanza può determinare un’intossicazione acuta che potrebbe portare anche al coma» spiega Attilio Bua, direttore del pronto soccorso di Olbia. Essendo una micromolecola, supera la barriera nervosa e determina l’alterazione del sistema nervoso con l’effetto, ad esempio, di convincere chi è alla guida di essere un pilota di Formula 1». Salvatore Carai, direttore del servizio delle dipendenze della Asl di Olbia: «Ci sono precise normative che vietano la vendita di alcolici ai minori di 16 anni, alle persone con disabilità psichiche e a tutti coloro che sono già palesemente in uno stato di ebbrezza alcolica». Dall’Asl arriva quindi un piccolo decalogo per un Carnevale consapevole: 1) non farsi trascinare e influenzare dai ritmi del consumo alcolico altrui; 2) placare la sete solo con bevande analcoliche; 3) chi beve non guidi; 4) i segnali di un’intossicazione alcolica sono: perdita delle capacità sensoriali, eccessiva tristezza o euforia. In caso di dubbio è meglio contattare subito il 118. Una miscela esplosiva si ha con l’associazione di alcol e sostanze stupefacenti, che provocano la perdita di tutte le capacità cognitive. (apal)

  • TEMPIO.Strade al buio in molte zone della città. L’illuminazione pubblica è andata ancora in tilt, aggravando la già pesante situazione determinata da giorni di neve e di gelo. Nelle zone di accesso in città per chi proviene da Olbia i lampioni sono spenti da diversi giorni dalla zona «Manzoni» fino ai semafori della circonvallazione San Francesco, un tratto lungo alcune centinaia di metri sul quale si affacciano abitazioni, uffici, negozi e servizi. Ma anche nell’accesso in direzione Sassari qualche lampione ha smesso di funzionare.
     L’effetto non è dei più edificanti. Specie ora che a Tempio, per effetto dei festeggiamenti del Carnevale, sono attesi già oggi migliaia di ospiti. In alcune zone del centro storico il problema invece non è tanto quello dei lampioni spenti quanto dell’insufficienza nella presenza e nella potenza dei punti luce, dato che quelli nuovi da tempo attesi non sono mai stati installati. (t.b.)

  • TEMPIO. Il circolo cittadino dell’Italia dei Valori fa la sua scelta di campo e conferma per le prossime amministrative il suo ruolo nel centrosinistra. l’Idv dice no a ipotetiche alleanze figlie delle tensioni interne ai partiti del centrodestra. Per Idv l’alleato principale resta il Partito democratico, con il quale, insieme a tutte le forze politiche che si riconoscono nell’opposizione al centrodestra, vuole concorrere per un’alternativa di governo. «Persone e partiti con cui si cercherà di portare avanti una nuova politica si incontreranno solo sui programmi - spiega Roberto Cossu, presidente del circolo Idv, -. Tempio da dieci anni è ostaggio di un’amministrazione di centrodestra. Italia dei Valori ha a cuore le sorti di una città che rappresenta la storia del territorio e che ha tanto da proporre per uscire dalla crisi. A cominciare dai servizi e dal turismo, dalla valorizzazione dell’ambiente, vera ricchezza, dall’artigianato al commercio. Dobbiamo ripartirà dalla battaglia per una viabilità adeguata, dalla Tempio-Sassari e, prima fra tutte, la Tempio-Olbia. L’Idv vuole dare una svolta alla città e partire dalla gente, dall’ascolto».

     

  • TEMPIO.Il Consiglio si riunirà giovedì, e per gli argomenti in discussione - l’ordine pubblico e lo stato degli immobili che ospitano le polizia e carabinieri - si preannuncia al calor bianco. Le pressioni esercitate dei due gruppi di minoranza hanno ottenuto lo scopo previsto.
     La decisione è stata intrapresa, ieri notte, dal presidente del consiglio Maura Castagna al termine di una lunga conferenza dei capigruppo, convocata dopo una serie di contatti ed incontri fra le minoranze (irritate per il mancato accoglimento della loro richiesta) e una maggioranza in fibrillazione per una serie di eventi che non sono solo di carattere amministrativo. Oltre cinquanta giorni dall’’ultima riunione del consiglio comunale infatti, ha messo in agitazione anche le diverse “anime” presenti negli schieramenti di maggioranza, dove ad alcuni consiglieri non piace, evidentemente, essere considerati semplici manichini pronti ad alzare la mano ad ogni proposta. «Un lasso di tempo così lungo fra un consiglio e l’altro - ha detto Gerolamo Balata, uno dei coordinatori provinciali del Pd -, non trova giustificazione e a suo tempo, quando la sinistra si trovava all’opposizione, denunciavamo la cosa con molta indignazione. Il consiglio comunale non può e non deve essere lasciato fuori, per così tanto tempo, nell’amministrazione della cosa pubblica». A far ritardare la convocazione del consiglio potrebbe essere stata anche una riunione tenutasi nei giorni scorsi all’interno del Pd. In quell’occasione, al sindaco e agli altri assessori e consiglieri comunali del partito, sarebbero state fatte una serie di rilievi sia di carattere politico che amministrativo. La circostanza è stata liquidata da Gerolamo Balata, che ha auspicato comunque «un clima più sereno e collaborativo fra tutti», come normale momento dialettico interno del partito. Il consiglio comunale di giovedì non si limiterà comunque alle sole interrogazioni ed interpellanze, (alcune della quali già preannunciate anche da consiglieri di maggioranza) e all’esame della situazione venutasi a creare nella caserma dei carabinieri, nel commissariato e nell’Ispettorato. I problemi sul tappeto sono molteplici e tutti da affrontare con attenzione e soprattutto unitariamente. Problemi come la sanità, carente nell’intero distretto, e in procinto di essere ulteriormente ridotta, la giustizia e la scuola, non possono essere affrontate in solitudine dalla sola giunta. Ma anche la crisi economica, la disoccupazione crescente, le famiglie in difficoltà, la sicurezza della città, messa a dura prova dai episodi di microcriminalità, i servizi sociali, costretti ad operare sottodimensionati. Sono tutti argomenti che attendono di essere esaminati con serenità e partecipazione.

  • TEMPIO.All’età di 85 anni si è spento improvvisamente ieri mattina al “Paolo Dettori” Agostino Spano, per oltre 40 anni funzionario della federazione gallurese del Pci. “Zio Agostino” era ricoverato da Natale ma sembrava in via di miglioramento. Ieri scherzava con alcuni infermieri: «Improvvisamente - racconta la figlia Laura -, babbo si è accasciato e ogni intervento è stato inutile». La notizia si è diffusa in un baleno in tutta la Gallura, suscitando unanime cordoglio.
     Agostino Spano è un protagonista indiscusso della storia democratica, politica e amministrativa della città e della Gallura. Nato il 15 marzo del 1927, sin da giovane, ancora operaio sugheriero come “quadrettaio” (sagomatore dei quadrati da cui si ricavano i turaccioli), Spano si tuffa anima e corpo nella militanza politica e del Pci. In breve, gli viene affidata la direzione della federazione gallurese in piazza Gallura. La guidò fino a quando i vertici regionali del partito non decisero, aspramente osteggiati da Spano, di spostarla a Olbia. Per anni consigliere comunale ha fatto sempre una opposizione tenace, intelligente e costruttiva, con idee e proposte che si sono trasformate in pietre miliari nella storia di Tempio. Tomaso Panu, storico, studioso e scrittore insigne, sindaco di Tempio negli anni 70, ricorda commosso l’esperienza amministrativa: «Con la morte di Agostino Spano - dice - si chiude un capitolo importante della storia di Tempio e della sinistra politica gallurese. Uomo onesto e politico equilibrato, difensore soprattutto della classe operaia e dei deboli. Sotto la mia amministrazione fu protagonista appassionato delle battaglie che culminarono nella “vertenza Gallura”. Oppositore fiero ma leale, sempre aperto alla collaborazione nel solo interesse della comunità». I funerali sono oggi (15) in cattedrale. (a.m.)

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