Carmelo Sardo: doppia presentazione in città del libro Malerba .

 

Una storia dannata e avvincente, quella raccontata nel libro pubblicato da “Mondadori” nella collana “Strade blu”. La parabola di un uomo entrato in carcere semianalfabeta, per scontare una pena che non finisce mai e non prevede permessi e che oggi, grazie alla lettura, è un uomo dalla cultura immensa, laureato in Lettere con 110 e lode. Un detenuto “modello” che in carcere capisce che il riscatto può arrivare dal sapere. E ad ascoltarlo non ci sarà una platea qualunque. Nella Casa di Reclusione di Nuchis sono ospitati detenuti quasi tutti con lungo fine pena.

Giuseppe Grassonelli, che assume nelle pagine di "Malerba" il nome fittizio di Antonio Brasso ("nome di battaglia" negli anni della guerra di mafia), ci racconta la storia della sua vita breve e intensissima. A parlare è la voce di un uomo radicalmente cambiato dall'esperienza della detenzione. Voce che attraverso Carmelo Sardo, cronista cui si è affidato per raccontare il proprio memoir, arriverà nella Casa di Reclusione di Nuchis.

La storia comincia quando, ragazzino, viene spedito in Germania per allontanarlo da una giovinezza scapestrata. La Sicilia sembra lontanissima. Ma il destino lo richiama. Dopo il servizio militare, a vent'anni, torna al paese: un'immersione negli affetti famigliari prima di ripartire per la Germania. Ma la sera precedente alla partenza resta ferito nella strage con cui comincia lo sterminio dei suoi parenti: un regolamento di conti mafioso nello stile più atroce. Porto Empedocle. Era il 21 settembre del 1986. Una data che resterà alla storia perché per la provincia di Agrigento rappresentò l'inizio di una spietata guerra fra "stiddari" e uomini di "Cosa Nostra". Fugge, sconvolto, ma presto scopre che Cosa Nostra ha affidato il compito di ucciderlo a uno dei suoi amici d'infanzia.

Un uomo che rinuncia a tutto e inizia la sua violentissima guerra contro i capimafia di "Cosa Nostra". Diventa così uno spietato killer per fronteggiare da solo lo sterminio della sua famiglia; fino al suo arresto, all’età di ventisette anni e alla condanna all'ergastolo ostativo.

La storia di uno che può capirli, che ha passato quindici anni di cosiddetto “carcere duro”, di cui tre in totale isolamento e che oggi fa i conti con il suo feroce passato perché le parole e la memoria sono l’arma più potente contro la silenziosa omertà del male.

E Sarà proprio la collaborazione con la Casa di reclusione di Nuchis la colonna portante di quest’edizione d’esordio de “Il Maggio dei Libri”. All’interno della struttura di detenzione e nel centro storico saranno allestite alcune casette biblioteca, realizzate da diversi detenuti, “piccole librerie libere” a disposizione di tutti dove sarà possibile prendere un libro e lasciarne in dono un altro per condividere una particolare storia o emozione. Con origine nei Paesi anglosassoni, il book sharing nelle sue diverse forme ha ormai raggiunto proporzioni internazionali e quella di Tempio Pausania sarà la prima installazione nel Nord Sardegna e la seconda nell'intera Isola.

Nel carcere di Nuchis si sperimenta il modello della giustizia riparativa. La Casa di Reclusione con questo tipo di iniziative, si avvia a diventare, primo in Italia, un laboratorio sociale di sperimentazione amministrativo-politica ad approccio riparativo - relazionale sul modello delle restorative city inglesi.

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