12/01/2013.Nuchis, sfuma la piantagione di tabacco

di Angelo Mavuli wTEMPIO La possibilità che Nuchis potesse diventare la Virginia sarda del tabacco è, ironia della sorte, sfumata, volata via, impalpabile come il fumo di quelle sigarette che dal tabacco coltivato sui suoi terreni, dovevano essere prodotte. Il sogno era cominciato alla fine di aprile dello scorso anno quando, preceduta da un battage pubblicitario notevole, fu inaugurata, praticamente alla periferia del paese, la prima piantagione di tabacco in Sardegna, dopo moltissimi anni di assenza nell’Isola di una simile attività. L’iniziativa, che qualche alto rappresentante aziendale, aveva definito in quell’occasione “la rinascita del tabacco sardo”, era stata fortemente voluta dall’azienda Sa Folla di Quartu, che già commercializzava in Sardegna e continua commercializzare tutt’ora, “S’isula”, una sigaretta apprezzata dai fumatori. Per impiantare il vivaio, Sa Folla, con il suo amministratore Antonio Perez, si era affidata alla Mit (Manifattura italiana tabacchi), di Chiaravalle che aveva selezionato tre tipi di piante “ad alta resistenza”. In grado cioè di adattarsi alle diverse situazioni meteorologiche dell’alta Gallura, grande caldo e siccità seguite in altri periodi da un gelo pungente e duraturo. Il progetto prevedeva per i primi due anni selezioni mirate con l’intento di arrivare ad una pianta autoctona. A pieno regime lo stesso progetto, che inizialmente aveva messo a dimora circa centomila piantine e che avrebbe dovuto estendersi per circa venti ettari, avrebbe dovuto produrre cinque raccolti l’anno. L’iniziativa, a Nuchis e in tutta l’alta Gallura, era stata accolta favorevolmente ed era stata vista come possibilità di lavoro per molti e come occasione di sviluppo per il territorio. Con il passare del tempo però e dopo i primi due, tre raccolti ci si è resi conto che l’impresa, dal punto di vista economico, non avrebbe contribuito più di tanto né alla piccola frazione né al suo hinterland. Il segno che qualcosa era cambiato nel progetto iniziale dell’azienda, la si è avuta però alla fine di ottobre quando l’ultima produzione, che ha visto l’eradicazione di tutta la piantagione, sarebbe stata raccolta con notevole ritardo rispetto ai tempi. La conferma che il terreno di Nuchis non sarebbe comunque più servito alla bisogna, (nell’impossibilità di ottenerla direttamente dall’azienda al cui numero telefonico, più volte chiamato non risponde nessuno) arriva da Gino Mureddu,di Nuchis, conosciuto e stimato commerciante di sughero, proprietario del terreno al quale l’azienda ha comunicato di non avere più necessità. I motivi per cui Sa Folla ha deciso di abbandonare i suoi progetti su Nuchis non sono stati resi noti. Secondo indiscrezioni, sul posto non vi sarebbe acqua sufficiente alla coltivazione. Il progetto dovrebbe spostarsi ora, sempre secondo le stesse indiscrezioni, nella piana di Perfugas. A Nuchis, sarcasticamente, qualcuno vorrebbe avviare una “piantagione” di sigarette elettroniche. «Forse - dicono - renderebbero di più e il prodotto dovrebbe far meno male della sigaretta tradizionale».

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