07/01/2013. Il parroco tenta la mediazione

TEMPIO A gettare l’acqua (non santa) sul fuoco delle polemiche sollevate dalla scollaciata e irriverente commedia imbastita da attori locali, i quali hanno preso di mira padre Paolo Contini e un politico locale, ci tenterà quest’oggi il vicario urbano, don Antonio Tamponi. Il parroco della chiesa cattedrale, che è anche titolare e affidatario della Festa di Sant’Isidoro, incontrerà questa mattina i rappresentanti della “classe 64”, il sodalizio cittadino che sta predisponendo, per la prima domenica di settembre, l’organizzazione della festa del patrono dei contadini e che, suo malgrado, si è trovato coinvolta nella vicenda che vede contrapposti da una parte padre Paolo Contini, parroco della chiesa di San Giuseppe, in qualità di denunciante e Alessandro Achenza, animatore teatrale come denunciato. L’episodio che potrebbe portare i due di fronte ai giudici per diffamazione e ingiurie si sarebbe verificato, stando alla denuncia, in occasione dello spettacolo teatrale organizzato qualche giorno fa al Teatro del Carmine dalla classe 64, nell’intento di raccogliere fondi per l’organizzazione della festa di Sant’Isidoro. Le gag satiriche dal contenuto libertino ,interpretate da Alessandro Achenza, e che ha suscitato la reazione del frate e della Chiesa cittadina avevano come protagonista un sacerdote, a cui è stata imprudentemente affibbiata l’identità di padre Paolo. Nello sketch il francescano veniva descritto come protagonista di episodi discutibili sotto il profilo morale, soprattutto in ambito sessuale. La scenetta non avrebbe lasciato alcuno spazio all’interpretazione o all’immaginazione del pubblico, ma era raccontata in maniera esplicita. La classe 64 non è coinvolta a nessun titolo nella vicenda giudiziaria, e nell’incontro odierno con don Antonio Tamponi i rappresentanti dovranno chiarire il loro ruolo. Secondo la curia infatti, la classe non può organizzare una raccolta di fondi per una festa religiosa, la cui titolarità è della Chiesa, organizzando uno spettacolo che calunnia ed offende incontestabilmente i suoi ministri. Il diavolo e l’acqua santa cioè non possono convivere. In città i commenti si sprecano ma, all’unanimità, tutti sperano che la vicenda si ricomponga. I fidali del 64 i sono una fra le classi più dinamiche, al suo attivo hanno l’ organizzazione della Festa di San Paolo Eremita e della Madonna di Buon Cammino e l’adozione della chiesetta campestre di “La Trinitai”, riportata all’antico splendore proprio dai fidali del 64. Perdere il loro contributo per il «mancato controllo» di uno sketch sarebbe un peccato. Fra padre Paolo Contini e Alessandro Achenza il discorso è più complesso. Il frate, infatti, non intende, francescanamente, porgere l’altra guancia ad insulti che ne minano la serietà personale e infangano il saio che indossa.

Angelo Mavuli

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