Tribunale: il Sindaco rompe il silenzio

 


“Neanche io al pari del Sindaco di Olbia intendo fare guerre di campanile. Ho dimostrato sin da quando è iniziata la crociata in difesa delle sedi staccate del tribunale di Tempio un atteggiamento lineare. Mi sono recato in delegazione al Ministero di Grazia e Giustizia per fornire il mio modesto contributo a favore della causa. Il fronte era comune e compatto per quanto, ad interpretare la legge delega e a sentire le dichiarazioni del Capo Dipartimento della Giustizia, siamo rientrati in Gallura fiduciosi ma anche consapevoli che il mantenimento della sezione staccata di Olbia e La Maddalena sarebbe stata  un’ardua impresa.

I contenuti del decreto purtroppo, e questa è storia recente,  hanno fatto piazza pulita di tutte le sezioni staccate e di un numero ragguardevole di tribunali facendo scatenare le reazioni più disparate. Fra queste in particolare la più gettonata sarebbe quella di chiedere a gran voce lo spostamento  della sede del Tribunale di Tempio ad Olbia in caso di  soppressione della sede staccata, il famoso piano B. Riconosco che il Sindaco di Olbia su questo non ha mai fatto mistero. Anzi mi viene da pensare che per qualcuno da anni sia esistito solo il piano B e che adesso in un periodo in cui lo stato arretra è scattata l’ingordigia di voler divorare tutto.

Vengo accusato, come capo dell’amministrazione, di aver messo a disposizione dei locali di proprietà comunale. Questo è vero ma vorrei puntualizzare che il tutto è avvenuto dietro specifica richiesta degli uffici giudiziari. Richiesta che non poteva che incontrare la mia disponibilità visto e considerato che si trattava di rendere più funzionali attività come quella dell’ Unep e del Giudice di pace. Non ho fatto altro che assolvere ai compiti propri del mio ruolo, nello spirito di collaborazione con altre istituzioni e al fine di migliorare il servizio non solo per i concittadini ma per tutto il territorio che gravita attorno al tribunale. Se poi questi locali sono stati ritenuti idonei per altri utilizzi queste sono scelte che esulano dalla mia volontà.

Il tam tam mediatico sta assumendo dell’inverosimile. Come un rullo compressore sta passando su tutto e tutti con un messaggio non certamente lanciato da me ossia l’inizio dello scontro tra Olbia e Tempio in barba alla tanto auspicata unità territoriale che secondo molti è slittata in secondo piano.

Indubbiamente ritengo meritevole  l’azione dei nostri parlamentari nella difesa a oltranza della sezione staccata di Olbia , anche se penso che analoga battaglia meriti anche la sede di La Maddalena.  Ma ribadisco con forza e penso di poter interpretare con ciò anche il pensiero di un vasto territorio, che la sede del tribunale, come la legge prevede, debba rimanere a Tempio e reputo impensabile che i parlamentari galluresi che ci rappresentano possano essere promotori di un disegno di legge che preveda l’abolizione della sede di Tempio e il suo spostamento a Olbia.

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