28/04/2012.Procura senza inquirenti «Ma il lavoro prosegue»

TEMPIO In attesa di conoscere le sorti della sezione staccata di Olbia, sulla quale soffiano i venti della soppressione imposta dai tagli economici, negli uffici inquirenti di Tempio si vive alla giornata. Su cinque magistrati in organico soltanto due sono rimasti in servizio: il procuratore facente funzioni Riccardo Rossi e il sostituto Roberta Guido. Con la partenza del procuratore MarioD’Onofrio e della collega Elisa Calligaris il carico di lavoro ordinario e straordinario si è notevolmente aggravato e pesa sulle spalle di due soli magistrati, i quali debbono dividersi i gravosi compiti dell’esercizio dell’azione penale (l’avvio e il coordinamento delle inchieste penali, della presenza in udienza –sette, distribuite tra la sede centrale e le due sezioni staccate, Olbia e La Maddalena – e i turni di servizio, che ora sono svolti a turni settimanali. A questa già impegnativa mole di lavoro si devono aggiungere le incombenze dovute ai circa 13 mila processi in fase istruttoria pendenti negli uffici della Procura gallurese e le migliaia di sopravvenienze (le nuove cause iscritte nei diversi registri degli indagati, dai noti agli ignoti, passando per gli atti relativi) che vengono registrate, mensilmente, dalla cancelleria. Riccardo Rossi, da 35 anni in magistratura, dove ha condotto inchieste delicatissime quali la Stage della stazione di Bologna, quella sul Treno Italicus e migliaia di altre sul terrorismo rosso e nero che infestava il centro Italia negli anni di piombo, scuote la testa e sorride. «Non è un problema, sono abituato a lavorare sodo – dice –, è necessario evitare la paralisi». Un impegno che il procuratore generale della corte d’appello di Cagliari, Ettore Angioni, gli ha pubblicamente riconosciuto di recente, in occasione di un incontro finalizzato a conoscere le “criticità” della procura gallurese. Un ufficio inquirente sul quale ricade il controllo di gran parte del Nord Sardegna, con realtà impegnative, sotto il profilo criminale e di illeciti finanziari come Olbia e l’intera Costa. Sulla quale, in periodi di profonda crisi economica come quella attuale, si addensano gli interessi di gruppi criminali che intendono investire, e non soltanto sul mattone, i loro illeciti introiti. Riccardo Rossi, nei giorni scorsi, ha “riorganizzato” gli uffici e le forze dell’ordine che collaborano con lui e oggi sarà presente alla riapertura della sezione di polizia giudiziaria della Maddalena, un presidio affidato agli uomini della capitaneria di porto chiuso durante la gestione dell’ex capo della Procura, Mario D’Onofrio. Gli accordi stretti tra gli uffici inquirenti e il direttore marittimo, Nunzio Martello, prevedono l’impiego di almeno tre unità tra ufficiali e sottufficiali. Che dovranno occuparsi non soltanto di reati “marittimi”, ma di inchieste che, di volta in volta, saranno loro affidate dalla magistratura

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