20/04/2012. Caserma entro maggio, o addio

di Angelo Mavuli wTEMPIO Mai più nella caserma di viale don Sturzo. Ad affermarlo sono i vertici del Cocer, il sindacato dei carabinieri al termine di un sopralluogo. La Compagnia carabinieri, da circa un mese trasferitasi ad Aggius, non potrà mai più tornare nei locali di Tempio, abbandonati a causa delle pessime condizioni. Inoltre, se entro maggio, la Palazzina comando della Pischinaccia concessa dal Comune non dovesse essere resa realmente disponibile con un’ordinanza o uno svincolo, il Cocer all’unanimità chiederà al Comando generale dell’Arma di trasferire in altra sede la stessa Compagnia. Il verdetto arriva in tarda mattinata, al termine del sopralluogo che deve stabilire se gli interventi di riparazione effettuati nei giorni scorsi dal proprietario dell’immobile l’abbiano reso nuovamente agibile. A dare notizia dell’esito negativo è lo stesso segretario nazionale del Cocer, Gianni Pitzianti, gunto da Roma, che assieme ad altri suo colleghi “carabinieri sindacalisti” ha voluto rendersi conto di persona dello stato effettivo in cui si trova la caserma di viale don Sturzo e delle dure condizioni di lavoro in cui i militari sono costretti ad operare dopo il trasferimento del Norm a Calangianus ed Aggius. «Per noi – afferma – i locali di viale don Sturzo non sono più idonei. A nostro parere i carabinieri non possono più lavorare in quella struttura». Gli fanno eco Antonello Scanu, segretario del Coir, altro organismo interregionale del centro Italia; Andrea Pia, Ignazio Nieddu e Giampaolo Frulio, rappresentanti regionali del Cobar, organismo sindacale più prossimo al territorio. Decisamente fosche anche le previsioni di un ritorno della Compagnia carabinieri in città: «Se entro maggio – dice ancora Gianni Pitzianti – la Palazzina Comando non verrà resa disponibile dal Comune, il nostro organismo chiederà al Comando generale di trasferire la compagnia in un’altra città della Gallura». Accorato da parte di tutti i rappresentanti sindacali l’appello alle istituzioni politiche, affinché tengano nella giusta considerazione, il duro lavoro dei militari e si adoperino ad alleviare nel più breve tempo possibile, i disagi derivanti dal trasferimento: «Noi carabinieri – dice Pitzianti – siamo gente avvezza al lavoro e all’ubbidienza. Questo trasferimento però sta mettendo a dura prova non solo i militari ma anche le loro famiglie. Decine di chilometri in più, ore impiegate per i viaggi da una caserma all’altra, tantissimo lavoro che si accumula e che non può essere invece, rimandato. Ore rubate alla famiglia e agli affetti che pesano tantissimo in una quotidianità, priva anche di prospettive immediate di soluzione». Infine un ringraziamento ai cittadini tempiesi per i tanti sentimenti di affetto e di solidarietà giunti in questi mesi ai carabinieri per questa assurda vicenda. «Sapevamo della stima e dell’affetto che da 189 anni lega Tempio ai carabinieri. La consapevolezza di questo lunghissimo rapporto, rende ancora più amara in noi la consapevolezza che il nostro attuale trasferimento possa trasformarsi in un addio»

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