05/01/2012.«Basta con le licenze, siamo già in troppi»

TEMPIO. Liberalizzazioni nel settore commercio. Per Antonio Azzena, presidente della Confcommercio cittadina, è prematuro parlarne. L’apertura entro la primavera di ristoranti, steak house, pizzerie, enoteche, paninoteche e quant’altro, preannunciata dall’assessore al commercio Angelo Cossu, ha suscitato in città, soprattutto fra gli operatori, una serie di commenti e reazioni negative.
 Portavoce del maldipancia di commercianti ed esercenti è Antonio Azzena, presidente di Confcommercio Imprese per l’Italia del Nord Sardegna. «L’argomento sulla liberalizzazione - sostiene Azzena, critico contro il provvedimento governativo appena varato - non è semplice da affrontare. I provvedimenti preannunciati dall’assessore Angelo Cossu più che difficili da discutere sono semplicemente da respingere nella sostanza e nella forma». Antonio Azzena ricorda che nelle liberalizzazioni, peraltro già in atto da tempo, vi sono regole nazionali ed europee dalle quali non si può prescindere. «Regole che lasciano, soprattutto a livello europeo, libertà di azione - dice Azzena -, ma che fissano anche precisi parametri di rispetto come ad esempio la proporzionalità o la salvaguardia del centro storico». Riferendosi ai provvedimenti che Angelo Cossu ha preannunciato entro la prossima primavera, il presidente della Confcommercio non esita a bocciare nella sua totalità il progetto.
«L’assessore - dice Antonio Azzena -, come amministratore e politico dovrebbe prudentemente interpretare la normativa e consultarsi con le parti sociali. I parametri in vigore in città, adottati dall’amministrazione precedente e confermati dall’amministrazione Frediani e indicati invece, dall’assessore come una palla al piede, sono il nostro fiore all’occhiello perché salvaguardano il centro storico».
 Secondo Antonio Azzena entro la primavera non succederà nulla di quanto preannunciato dall’assessore. «L’amministrazione - dice lil rappresentante di Confcommercio - deve in primo luogo convocare le parti e comunicare come intenderebbe procedere. Penso anche che prima di spalmare aperture di nuovi esercizi, come l’assessore ha lasciato intendere, la giunta ed il consiglio debbano studiare, discutere e, se lo ritengono opportuno, approvare anche criteri diversi da quelli finora adottati. Dovranno essere sempre e comunque criteri, rispettosi delle normative e delle reali necessità della collettività e non a favore degli appetiti di singoli personaggi».

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